Aggregazione del Bellinzonese: incontro con il Governo

Aggregazione del Bellinzonese: incontro con il Governo

Aggregazione dei Comuni del Bellinzonese – Il Consiglio di Stato incontra il Gruppo operativo. Il Consiglio di Stato ha incontrato oggi il Gruppo operativo per l’aggregazione dei 17 Comuni del Bellinzonese, con l’obiettivo di stabilire i prossimi passi del progetto, che dovrebbe potere essere sottoposto a votazione consultiva entro il mese di ottobre del 2015.

Una delegazione del Governo – composta dal vicepresidente Norman Gobbi e dai consiglieri di Stato Paolo Beltraminelli, e Laura Sadis, e accompagnata dal capo della Sezione degli enti locali Elio Genazzi e dal vice Cancelliere dello Stato Roberto Keller – ha incontrato oggi il Gruppo operativo per l’aggregazione dei 17 Comuni del Bellinzonese, rappresentato dai sindaci Andrea Bersani (Giubiasco), Mario Branda (Bellinzona), Riccardo Calastri (Sementina) e Ivan Guidotti (Monte Carasso), con la vicesegretaria di Giubiasco Alessandra Sartore, il segretario comunale di Sementina Reto Malandrini e il consulente Michele Passardi.

La riunione ha permesso al Consiglio di Stato di essere aggiornato sull’avanzamento dello studio aggregativo e di chiarire i prossimi passi, in particolare la data di consegna della studio e quella prevedibile per la votazione consultiva. Il Governo ha inoltre avuto modo di ribadire al Gruppo operativo la propria disponibilità a sostenere il progetto, che mira a rendere il Bellinzonese una regione più forte sul piano socio-economico, in grado di affrontare le sfide del futuro in modo propositivo e di ridurre la dipendenza dai contributi perequativi.

Per quanto riguarda l’ammontare del sostegno cantonale al progetto – in forma diretta e indiretta – le parti hanno potuto trovare un accordo di fondo, in attesa di determinare gli importi in base all’esito delle verifiche richieste dal Gruppo operativo. Entro la fine di febbraio il Consiglio di Stato formulerà la propria proposta definitiva.

Ticino 2020:il Governo approva il credito per l’elaborazione del progetto

Ticino 2020:il Governo approva il credito per l’elaborazione del progetto

Il Consiglio di Stato ha approvato il messaggio concernente l’avvio di un’ampia quanto attesa Riforma dei rapporti fra Cantone e comuni, con il quale viene richiesto al Parlamento lo stanziamento di un credito quadro di franchi 3,2 milioni di franchi. Si tratta di un progetto assai ambizioso, denominato “Ticino 2020, per un Cantone al passo con i tempi”, il cui raggiungimento dell’obiettivo è fissato per il 2020.

Con l’avvio di questo progetto strategico il Governo vuole reimpostare l’attribuzione dei compiti, la suddivisione degli oneri e la perequazione finanziaria sui moderni principi che reggono il federalismo. L’obiettivo è di aumentare l’efficacia e l’efficienza dell’azione pubblica e di raggiungere dei risultati qualitativamente migliori e conformi ai bisogni della popolazione. Infine, si tratta di ridare ai comuni la giusta autonomia nello svolgimento di quei compiti tipicamente di prossimità.

L’esigenza di una riforma è d’altronde stata sollecitata dagli stessi comuni nel 2014 nell’ambito della consultazione sul Piano cantonale delle aggregazioni (PCA). Preavvisato favorevolmente dalla Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni, a condizione di un coinvolgimento paritetico dei comuni, tale processo ha pure ottenuto l’avallo del Gruppo di lavoro formato da rappresentanti del Cantone e dei comuni.
Il messaggio parte dalla convinzione che siano date le premesse per avviare un progetto di riforma a 360 gradi che integra in una logica d’insieme i seguenti temi fra loro fortemente interdipendenti, riguardanti la riforma dei compiti, la revisione dei flussi, la riforma della perequazione, la riorganizzazione dell’Amministrazione cantonale e di quella comunale.

I problemi riscontrati nell’attuale ripartizione delle responsabilità tra i due livelli istituzionali rendono innanzitutto necessaria una riforma dei compiti tra Cantone e comuni. L’intendimento è quello di rendere concreto il principio di sussidiarietà e restituire ai comuni competenze reali intese ad aumentare il grado di autonomia dei comuni, ricreando coerenza tra responsabilità ed azione. La riforma dei compiti tra Cantone e comuni implica a sua volta una revisione dei flussi. Essi forniscono i mezzi finanziari necessari per promuovere l’adempimento dei compiti specifici d’interesse pubblico in termini quantitativi e qualitativi, così come correggere eventuali squilibri di bilancio. La revisione dei compiti e dei flussi rende poi indispensabile un totale ripensamento del sistema perequativo orizzontale e verticale, ragionando in termini di perequazione delle risorse e degli oneri. Una volta acquisiti i precedenti ambiti della riforma, sarà infine necessario procedere ad una riorganizzazione amministrativa di Cantone e comuni.
A garanzia degli intendimenti indicati alla base di questo progetto è posto quale principio la garanzia della neutralità finanziaria sul cittadino.

Considerata la complessità e l’estensione del progetto si prevede uno sviluppo sull’arco di più anni ed una concretizzazione dei relativi risultati non prima del 2020 Il costo complessivo è stimato in 12,8 mio di franchi, di cui 9,6 mio assunti dal Cantone (3,2 mio sotto forma di credito quadro ed altri 6,4 mio già compresi nei costi ordinari del personale) e 3,2 mio sostenuti dai comuni.

Si ritiene che il progetto di riforma possa entrare nel suo vivo a partire dalla seconda metà del 2015, ossia una volta ottenuta l’approvazione del messaggio da parte del Gran Consiglio.

Meglio allenati in caso di crisi: si chiude l’ERSS14

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In quanto presidente della piattaforma politica della RSS ho il piacere di ringraziarvi sentitamente, assieme agli altri membri della piattaforma, per l’impegno profuso durante l’esercitazione della Rete integrata per la sicurezza 2014. Quale mandante dell’esercitazione, la piattaforma politica ha potuto accompagnarne la pianificazione e lo svolgimento. Negli scorsi mesi – e soprattutto nelle scorse tre settimane – la prevenzione delle crisi è stata al centro di intensi lavori, che ci hanno dato soddisfazione e di cui vi siamo oltremodo riconoscenti.

Stresstest offenbart Defizite bei Krisenstäben und Armeebestand

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Monatelanger Strommangel und gleichzeitig eine Grippe-Pandemie: Die Behörden von Bund und Kantonen sind für dieses Szenario nur teilweise gerüstet. Dies zeigt die Sicherheitsverbundübung 2014. Die Armee sieht sich in ihrer Forderung nach mehr Personal bestätigt.

Alle Behörden und Organisationen, die mit Sicherheitspolitik zu tun haben, testeten vom 3. bis zum 21. November in der SUV 14 ihr Krisenmanagement und ihre Zusammenarbeit. Am Freitag wurden in Luzern erste Ergebnisse präsentiert.

Un Comune in evoluzione

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Il Comune ticinese ha assunto un ruolo sempre più impegnativo e l’attività è diventata più complessa ed articolata tale da richiedere maggiori responsabilità da parte sia dei politici che dei funzionari che lo amministrano. In quanto livello più prossimo al cittadino, costituisce un tassello fondamentale del sistema e come tale deve mantenere un ruolo vivo e dinamico, capace di assolvere adeguatamente i suoi compiti.

Per questi motivi da oltre un decennio è oggetto di un’importante riforma istituzionale, volta ad adeguarlo alle esigenze di una società in sostanziale evoluzione.

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Il Consiglio federale e la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) hanno preso atto del piano d’azione “Gestione integrata delle frontiere”. Con il piano d’azione ci si propone di accrescere la sicurezza interna. Le misure in esso contenute mirano a lottare più efficacemente contro la migrazione illegale e la criminalità transfrontaliera e a facilitare i viaggi legittimi.

Gestione crisi: tre settimane di esercitazione su scala nazionale

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La Svizzera è in grado di gestire diverse situazioni di crisi contemporaneamente? In che maniera collaborano Confederazione e Cantoni? Per rispondere a questi e altri interrogativi un’esercitazione su scala nazionale sarà organizzata dal 3 al 21 novembre. L’esercizio, incentrato su uno scenario di pandemia e di penuria di elettricità, è stato presentato oggi in conferenza stampa a Berna. Si tratta del primo di questo tipo da 17 anni.