Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

 

17La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi a Bellinzona la prima seduta del 2016 – la 37. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal Cancelliere dello Stato Giampiero Gianella e dal capo della Sezione enti locali Elio Genazzi, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi. La riunione ha consentito di affrontare alcuni temi di particolare attualità.

Il Consiglio di Stato – come anticipato durante l’ultima riunione della Piattaforma – ha anzitutto fornito alcune indicazioni di massima sulla manovra finanziaria di rientro per il periodo 2017/2019. È stato confermato che il piano di intervento riguarderà sia le uscite sia le entrate – per un impatto di circa 180 milioni di franchi sui conti del Cantone, a partire dal 1. gennaio 2017 – e che i suoi contenuti verranno presentati nel prossimo mese di aprile, dopo il rinnovo dei poteri comunali.

Per quanto riguarda le misure che interessano gli enti locali, il Consiglio di Stato ha anticipato che l’operazione avrà un impatto finanziario neutro per l’insieme dei Comuni; l’obiettivo di fondo è che la manovra risulti coerente e coordinata con il riordino di flussi e competenze previsto dalla riforma istituzionale «Ticino 2020».

È stato quindi deciso di rinviare alla prossima riunione della Piattaforma la discussione sul Rapporto strategico sul progetto «Ticino 2020»; le parti hanno comunque colto l’occasione per esprimere preliminarmente la loro soddisfazione per la solidità del lavoro presentato dal Gruppo di lavoro allargato.

Legge sulla protezione della popolazione

Il Dipartimento delle istituzioni ha quindi fornito alcune indicazioni sulla revisione parziale della Legge sulla protezione della popolazione, in particolare nella gestione delle situazioni di emergenza. Sono stati presentati la nuova struttura dello Stato maggiore cantonale – che prevede una responsabilità accresciuta per la Polizia cantonale – e i compiti che, a livello locale, saranno assegnati ai responsabili per l’approvvigionamento economico comunale. È stato chiarito che il cambiamento normativo non avrà conseguenze finanziarie per i Comuni.

Altri argomenti

Il Consiglio di Stato ha aggiornato i rappresentanti dei Comuni sulla revisione della Legge cantonale sui pompieri. Nel corso dell’anno il progetto dovrebbe essere portato a conclusione.

Il Dipartimento della sanità e della socialità ha fornito alcuni aggiornamenti in merito all’afflusso e alla gestione dei richiedenti l’asilo sul territorio cantonale. È stato chiarito che la situazione per il Cantone rimane al momento sotto controllo, come negli ultimi mesi. Occorrerà continuare a vigilare sulle quote di attribuzione dei rifugiati al Ticino, e mantenere un alto grado di prontezza per reagire a eventuali repentini cambiamenti, che potrebbero mettere sotto pressione in particolare i Cantoni di frontiera. È stata attirata l’attenzione sull’incremento negli arrivi di minorenni non accompagnati, e sulla necessità di assicurarne la scolarizzazione.

La Piattaforma ha infine preso atto delle conseguenze – per i docenti degli istituti comunali – della modifiche alla Legge sugli stipendi dei dipendenti cantonali e dei docenti, approvate dal Gran Consiglio nell’ambito del preventivo 2016 del Cantone. È stata approvata la comunicazione che verrà trasmessa a tutti i Municipi e ai Consorzi interessati, con l’invito ad applicare le modifiche normative.

I rappresentanti dei Comuni hanno inoltre chiesto e ottenuto una proroga generalizzata a fine agosto 2016 del termine per esprimersi in merito alla Legge sulla protezione delle acque.

La prossima seduta della Piattaforma è prevista per mercoledì 16 marzo.

Emissione delle imposte di circolazione 2016

Emissione delle imposte di circolazione 2016

I dati sull’emissione delle imposte di circolazione per il 2016 mostrano una nuova flessione verso il basso dell’importo totale fatturato per i 317.739 automezzi interessati, ciò consolida una tendenza che si è accentuata a partire dal 2014. La somma totale che verrà raccolta ammonta a circa 127 milioni di franchi, ai quali si aggiungeranno 3,5 milioni per le imposte di navigazione.

La riduzione dell’importo fatturato a inizio 2016 – con l’emissione dell’imposta – è avvenuta nonostante la crescita delle immatricolazioni in Ticino. Ciò dimostra che la politica adottata dal Cantone, in particolare con la modifica della Legge sulle imposte e tasse di circolazione dei veicoli a motore adottata dal Gran Consiglio il 15 ottobre 2013, risulta efficace nel promuovere la trasformazione del parco veicoli ticinese e l’acquisto di vetture sempre meno inquinanti.
Il fatturato medio per ogni automobile è in costante diminuzione dal 2013, intervallo durante il quale lo stesso è passato da 469 agli attuali 451 franchi. A tal proposito, va sottolineato che il nuovo parametro introdotto per il calcolo degli ecoincentivi – le emissioni di CO2 – tenderà nei prossimi anni a diminuire ulteriormente, grazie all’avanzamento tecnologico, contribuendo così a consolidare la tendenza di riduzione delle imposte di circolazione registrata negli ultimi anni.

Il tema della mobilità responsabile è approfondito, insieme a quello della sicurezza al volante, nell’opuscolo recapitato ai conducenti insieme alla fattura dell’imposta di circolazione 2016; all’interno della busta, è presente pure un volantino che promuove l’attività del servizio di accompagnamento Nez Rouge in Ticino.

Il Dipartimento delle istituzioni coglie l’occasione per ricordare che il termine di pagamento dell’imposta di circolazione è fissato per il 1. marzo 2016, e che da un anno anche le fatture della Sezione della circolazione possono essere pagate con una procedura elettronica (e-fattura). La semplificazione della relazione fra cittadino e amministrazione pubblica è, infatti, un importante obiettivo a cui il Dipartimento delle istituzioni ha dedicato particolare attenzione nel corso degli anni, in modo da avvicinare ulteriormente le Istituzioni alla popolazione. Maggiori informazioni possono essere ottenute visitando la pagina internet www.ti.ch/circolazione, o rivolgendosi, in orari di ufficio, al contact center telefonico (091 814.97.00).

Non sarà un carcere a 5 stelle

Non sarà un carcere a 5 stelle

Da Corriere del Ticino, di Gianni Righinetti l Norman Gobbi taglia drasticamente l’investimento per La Stampa: da 142 a 35 milioni

Il carcere della Stampa non diventerà una struttura di lusso. Il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, intervistato dal Corriere del Ticino (il testo integrale sulla versione cartacea) spiega il perché e traccia la via per una revisione degli standard da hotel a cinque stelle delle strutture pubbliche in genere.

Ha deciso di dare un taglio netto agli investimenti per il nuovo carcere: da 142 a 35 milioni di franchi. Perché?

«La situazione delle finanze cantonali è chiara a tutti: se dobbiamo tirare la cinghia, questo va fatto anche sugli investimenti e non solo sulla gestione corrente. Non bisogna infatti mai perdere di vista la realtà. Un investimento produce sempre un effetto diretto sulla gestione corrente. Nel caso del carcere è vero che la struttura, con i suoi 50 anni, non è più perfettamente adeguata, ma la si può rimodernare riducendo la spesa senza per questo mettere a rischio quella che è la sua funzione primaria».

Con questa mossa vuole fare passare il messaggio «io i compiti li ho fatti» in vista della manovra che vi impegnerà nei prossimi mesi?

«No, non direi. Sono scelte che andavano prese in questo momento, dato che il prossimo passo sarebbe stata la presentazione della richiesta di crediti di progettazione del nuovo carcere all’attenzione del Parlamento. La tempistica è quindi quella giusta. La mia decisione non rappresenta nessun messaggio ai colleghi, che sono grandi e vaccinati, bensì una presa di coscienza all’interno del mio dipartimento. Preferisco infatti garantire il personale adeguato e rivedere gli investimenti, piuttosto che puntare a standard elevati a scapito dell’essenziale supporto del capitale umano. Non ho voluto rendere il carcere una struttura più lussuosa, come dice qualcuno, a cinque stelle: ritengo ci siano ben altre priorità in Ticino. Con questa ristrutturazione da 35 milioni di franchi, saranno svolti quegli interventi necessari per continuare a garantire l’operatività migliorando l’ambiente di lavoro per i nostri agenti di custodia, nel rispetto della dignità dei detenuti».

Come è possibile discutere per anni dell’importanza di questo investimento e poi, all’improvviso, rinunciarvi?

«Preciso che non si tratta di una rinuncia, altrimenti non avremmo fatto alcun investimento. È un ridimensionamento secondo una nuova scala di priorità. Va ricordato che quando è nato questo progetto c’era chi non voleva neppure piazzare un nuovo mattone o un muro attorno al carcere. Oggi la struttura risponde già alle minime necessità, pertanto i cittadini avrebbero potuto percepire un nuovo carcere come una struttura di lusso. Ripeto: non credo proprio che questa sia la priorità quando si chiede a tutti i cittadini di tirare la cinghia e di fare dei sacrifici».

Eppure avete sempre definito di «degrado avanzato» lo stato di salute di quel complesso. Significa che, vista la situazione finanziaria, dobbiamo rivedere i parametri di giudizio e degli standard un po’ ovunque?

«È una delle questioni che, nella situazione che abbiamo oggi, non può più essere sottovalutata e diventerà centrale per tutte le strutture pubbliche. È uno dei punti che solleviamo quando incontriamo i Comuni. Troppo spesso siamo noi enti pubblici, Cantone ed Enti locali, che fissiamo degli standard qualitativi eccessivamente elevati. Risparmiare non significa solo fare tagli draconiani, ma cambiare la mentalità che c’è nell’amministrazione. Insomma, con i soldi dei cittadini non si deve andare lunghi solo perché si ha la falsa idea che non escono dal proprio borsellino. E questo non vale solo per gli investimenti, ma anche nella gestione corrente. È una questione di mentalità ed approccio al denaro che va migliorata, mettendo al centro il cittadino-contribuente».

Bellinzonese aggregato nell’interesse del Ticino

Bellinzonese aggregato nell’interesse del Ticino

Da Corriere del Ticino l Il riequilibrio delle finanze cantonali entro il 2018 è l’obiettivo che il Consiglio di Stato si è dato all’inizio di questa legislatura. Un traguardo ambizioso. Per riuscire a raggiungerlo occorre una coraggiosa e chiara assunzione di responsabilità attorno al tema del risanamento finanziario. Il progetto di aggregazione dei 17 Comuni del Bellinzonese persegue – dal punto di vista cantonale e comunale – anche un miglioramento finanziario globale. Da un lato, grazie a un progetto aggregativo preparato accuratamente e analizzato nel dettaglio, forse come non mai nella storia dei progetti di fusione, le conseguenze finanziarie interne alla futura Città sono state identificate preventivamente, evitando così scossoni post-aggregativi. D’altro lato, una Città rafforzata nella sua struttura economico-finanziaria e ottimizzata nella gestione delle risorse renderà la futura Bellinzona più indipendente dagli aiuti intercomunali e cantonali.

Grazie a progetti come quello del Bellinzonese, i nostri Comuni potranno diventare più forti e competenti. Questo consentirà di avere un Ticino più forte, meglio strutturato e pronto ad affrontare le sfide di domani. Il Bellinzonese è la regione centrale del nostro cantone e il primo punto di contatto con la nuova dorsale alpina che avvicinerà il Ticino a Zurigo. Bellinzonese che, in queste settimane, è sotto i riflettori per l’appuntamento del 18 ottobre, data in cui i cittadini dei 17 Comuni coinvolti nell’aggregazione saranno chiamati alle urne per esprimere il loro parere su questo grande progetto. Negli ultimi tempi molti bellinzonesi mi hanno domandato cosa ne penso di questa aggregazione. Cosa voterei se fossi in loro. Per il sottoscritto è chiaro: direi un sì convinto all’aggregazione. Sì all’aggregazione perché solo con l’unione di tutti i Comuni si avrà la forza per guardare al futuro con ottimismo.

Perché questa aggregazione non farà bene solo al Bellinzonese, ma a tutto il Ticino. Si tratta di una scelta coraggiosa, non posso negarlo. La nascita della nuova Bellinzona porterà benefici anche al resto del Ticino. Attualmente si tratta di una delle regioni economicamente più fragili di tutto il nostro cantone. Un Comune più grande, più solido, più strutturato potrà contribuire in modo determinante al riequilibrio delle finanze ticinesi. L’ho spiegato a tanti amici bellinzonesi quando mi hanno detto sconcertati «l’aggregazione ci svuoterà le tasche. Saremo noi cittadini a farne le spese». Il moltiplicatore, diciamolo, non è uno dei fattori attrattivi. Non è nemmeno l’elemento trainante di questa aggregazione, come è stato per altri casi passati. Qui in gioco c’è molto di più. C’è il nostro domani. Il futuro del Ticino e dei ticinesi. La nuova Bellinzona, forte dell’unione, potrà investire, svilupparsi e crescere e diventare il Comune che non deve più dipendere dai contributi cantonali per stare in piedi. Potrà farlo con le proprie gambe. Il termine tecnico che viene utilizzato è «contributo di livellamento»: si tratta dell’importo che i grandi centri, forti e indipendenti, versano a favore di quelli più fragili. In questo momento i grandi centri sottocenerini sono in difficoltà. Non possono più contare sulle risorse di cui disponevano in passato, e questo incide anche sulle finanze cantonali. Grazie alla forza della nuova Bellinzona, il Ticino di domani potrà contare sul supporto di questo importante agglomerato sopracenerino, che farà da leva per il cambio di tendenza.

Dobbiamo cambiare le sorti del nostro cantone. Si tratta di prendere una decisione coraggiosa. Sono convinto che i cittadini toccati dall’aggregazione lo sanno. E diranno con convinzione sì all’aggregazione. Al Comune di domani. Perché con il loro voto getteranno le basi per costruire insieme il futuro, non solo di un grande centro, ma di un intero cantone.

Norman Gobbi, Presidente del Consiglio di Stato e Direttore DIa

Ecco il preventivo 2016: disavanzo di 87,9 milioni

Ecco il preventivo 2016: disavanzo di 87,9 milioni

Da Tio.ch l Rispettato il limite finanziario imposto, l’equilibrio dei conti è pianificato per la fine della legislatura (Articolo di D.M., Foto Ti-Press)

Il preventivo 2016 è pubblico. Il Consiglio di Stato lo ha presentato oggi a Palazzo delle Orsoline: il disavanzo d’esercizio è pari a 87.9 milioni di franchi e, grazie alle misure decise dal Governo negli ambiti di sua competenza e a quelle sottoposte per approvazione al Parlamento, rispetta il limite finanziario imposto dal freno al disavanzo. Limite che nel 2016, per la prima volta, si riduce a 97.2 milioni di franchi per effetto della quota d’ammortamento del conto di compensazione, stimata in 30.1 milioni di franchi.

Di rilievo è anche l’evoluzione del conto di compensazione che stima per il 2016 un disavanzo cumulato di 208.1 milioni di franchi a fronte di una soglia massima stabilita in 286.3 milioni di franchi.

Dovessero realizzarsi le previsioni di perdita il capitale proprio negativo si assesterebbe a circa mezzo miliardo di franchi, dato definito allarmante e preoccupante. Proprio questo meccanismo evidenzia già a preventivo 2016 che i margini residui sono molto esigui e che un importante miglioramento del risultato d’esercizio si impone nel breve termine.

Il Consiglio di Stato si dice “ben cosciente” della difficile situazione finanziaria nella quale il Cantone si trova, e afferma di essersi posto l’obiettivo di “ridurre il disavanzo di preventivo 2016 almeno a 90 milioni di franchi”. È stata pure condivisa e confermata l’urgenza di riuscire a portare i conti nuovamente in equilibrio entro la fine di questa legislatura.

Le misure per far ciò riguardano praticamente tutte le voci di spesa e di ricavo e hanno permesso di ridurre il disavanzo iniziale stimato in 251.9 milioni di franchi di ben 164 milioni di franchi, attraverso delle revisioni di tendenza, delle misure strutturali ma anche puntuali per il 2016.

Per poter dare seguito al secondo obiettivo di riequilibrio finanziario entro la fine della presente legislatura, già a partire da inizio ottobre, si avvieranno i lavori di analisi e valutazione di un pacchetto di misure strutturali il cui impatto finanziario sarà già integrato nei conti del nuovo piano finanziario di legislatura 2016 – 2019, che il Consiglio di Stato si impegna a presentare entro fine aprile 2016.

Il Consiglio di Stato, convinto che le scelte e le misure proposte siano “necessarie, sopportabili e sostenibili poiché non modificano nella sostanza le singole politiche settoriali”, passa la palla ora al Parlamento.

Cantone-Comuni, spiragli sul Preventivo 2016

Cantone-Comuni, spiragli sul Preventivo 2016

Si è tenuta oggi a Bellinzona la quinta seduta del 2015 della Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni – la 35. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal Cancelliere dello Stato Giampiero Gianella e dal capo della Sezione enti locali Elio Genazzi, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

Il Consiglio di Stato e i rappresentanti dei Comuni hanno proseguito la discussione – avviata nella riunione della Piattaforma del 26 agosto scorso – sul preventivo 2016 del Cantone e sulle misure di risparmio destinate ad avere un impatto sulle finanze degli enti locali.

Il Governo ha ricordato che la situazione delle finanze cantonali rende necessario un intervento coordinato in tutti gli ambiti dell’azione statale, in modo da contenere il disavanzo entro il limite di 90 milioni di franchi. Pur prendendo atto delle diverse prese di posizione da parte dei rappresentati dei Comuni ticinesi, il Consiglio di Stato ha inoltre rammentato che l’onere annuo a loro carico ammonterà a circa 15 milioni di franchi.

Da parte loro, i rappresentanti dei Comuni hanno ricordato che, dal 2013 a oggi, il contributo loro richiesto ammonta già a oltre 40 milioni di franchi. Nonostante la Lettera d’intenti sulla riforma dei rapporti fra Cantone e Comuni sia già stata sottoscritta da alcuni, hanno quindi considerato iniqua la misura avanzata dal Governo, facendo anche riferimento alle diverse prese di posizione raccolte internamente nelle ultime settimane.

Più nello specifico, nel corso della discussione i rappresentanti dei Comuni hanno sottolineato come l’impatto di un tale provvedimento peserà in maniera differente sui diversi Comuni e influirà sensibilmente sul moltiplicatore di una parte di essi e quindi sugli stessi cittadini. Hanno inoltre auspicato che l’obiettivo primario sia il risanamento delle finanze cantonali, con l’invito a contribuire con un controllo più severo e rigoroso sulle misure da applicare.

Il Governo ha per contro difeso l’equità del provvedimento, calcolato sulla base delle finanze di ogni singolo Comune, illustrandolo attraverso una tabella distribuita ai presenti. Ha inoltre ricordato come, nel corso degli ultimi anni, il Cantone non abbia ridotto il sostegno ai Comuni e, anzi, nell’ottica del Preventivo 2016 si sia assunto maggiori responsabilità nel settore della sanità e della socialità.

Tra le proposte alternative avanzate dai rappresentanti dei Comuni, vi sono state quella di calcolare il contributo sulla base delle risorse fiscali e quella di rivedere a parziale compenso del riversamento al Cantone l’articolo 290 (capoverso 2) della legge tributaria, con adeguamento al rincaro dell’imposta personale comunale (invariata dal 1976), portandola da 20 a 40 franchi; una misura che potrebbe essere considerata un segnale politico a favore dei Comuni. I Comuni hanno inoltre richiesto che la misura sia limitata nel tempo. Il Governo ha preso atto delle proposte, promettendo di approfondirle.

Il Consiglio di Stato ha ribadito che è necessario trovare delle soluzioni – se Cantone e Comuni non condivideranno responsabilità e oneri – il pericolo è quello di non riuscire a raggiungere l’obiettivo di pareggio entro fine legislatura. Governo e Comuni sono consapevoli della necessità di risanare le finanze pubbliche in maniera equilibrata nell’interesse degli stessi cittadini.

Entro fine settembre, verrà data la necessaria comunicazione scritta sugli effetti delle misure per i singoli Comuni in modo da permettere loro di consolidare i relativi messaggi sui preventivi comunali 2016 entro il 31 ottobre.

La Piattaforma tornerà a riunirsi mercoledì 25 novembre.

Il Consiglio di Stato incontra i rappresentanti dei partiti di Governo

Il Consiglio di Stato incontra i rappresentanti dei partiti di Governo

Il Consiglio di Stato ha ricevuto stamattina a Bellinzona i rappresentanti dei partiti di Governo, per un incontro previsto dal nuovo programma di dialogo istituzionale. La seduta ha permesso di discutere alcuni temi di attualità, fra i quali il preventivo 2016 del Cantone.

L’incontro – che segue quello dello scorso 1. luglio – ha permesso di ricapitolare lo stato dei lavori di programmazione finanziaria avviati con l’inizio della Legislatura 2015/2019. A tale proposito, il Consiglio di Stato ha riassunto gli obiettivi di fondo perseguiti con il preventivo 2016 del Cantone, e presentato le misure di rientro individuate per ridurre il deficit a un limite massimo di 90 milioni di franchi. L’avvicinamento al pareggio di bilancio – risultato che il Governo intende ottenere entro la fine del 2018 – è stato perseguito in particolare contenendo la tendenza all’aumento della spesa nei singoli settori, con l’obiettivo di limitare la crescita dei costi senza intaccare la qualità dei servizi.

I rappresentanti dei partiti hanno preso atto del programma del Governo. È stato ribadito che l’obiettivo di tutte le forze politiche di Governo è di assicurare l’equilibrio nella gestione finanziaria del Cantone, consentendo di liberare risorse per una rinnovata progettualità, a beneficio di tutta la popolazione ticinese.
Il prossimo incontro fra il Consiglio di Stato e i rappresentanti dei partiti è previsto entro fine anno.

Piattaforma Cantone-Comuni e preventivo 2016

Piattaforma Cantone-Comuni e preventivo 2016

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi a Bellinzona la quarta seduta del 2015 – la 34. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal Cancelliere dello Stato Giampiero Gianella, dal capo della Sezione enti locali Elio Genazzi e del capo della Sezione finanze Renato Bernasconi, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi. La riunione ha consentito di affrontare alcuni temi di particolare attualità, a cominciare dalla situazione delle finanze cantonali.

Il Consiglio di Stato ha anzitutto presentato ai rappresentanti dei Comuni lo stato dei lavori di allestimento del Preventivo 2016 del Cantone. Il Governo ha confermato che la manovra di rientro comporterà uno sforzo complessivo di circa 160 milioni di franchi, in modo da ridurre il deficit per il prossimo anno a un massimo di 90 milioni. Il programma prevede anche una serie di misure strutturali che interessano gli enti locali ticinesi.

Il principale aggravio per i Comuni deriverà dalla riduzione del contributo cantonale al finanziamento delle scuole elementari e dell’infanzia, per un ammontare di 12 milioni di franchi. Il Consiglio di Stato ha deciso di accompagnare tale misura con un parziale trasferimento di competenza, secondo lo spirito della riforma «Ticino 2020»; in futuro i Comuni potranno infatti decidere autonomamente il numero di sezioni dei propri istituti, nel limite delle norme sul numero di allievi per classe.

La serie di misure proposta dal Governo comprende inoltre un aumento della quota comunale di finanziamento del trasporto pubblico – dal 25 al 27,5%, per una maggiore spesa annua di 1,4 milioni di franchi – e alcuni interventi minori che, per contro, avranno un impatto positivo per gli enti locali. In totale, il maggiore onere annuo a carico dei Comuni ticinesi ammonterà a circa 11,2 milioni di franchi. Per gli anni seguenti, il Governo ha informato che la nuova Pianificazione ospedaliera potrà avere sui Comuni un impatto minore rispetto a quanto inizialmente previsto (da 9,7 a 3,5 milioni di franchi annui).

I rappresentanti dei Comuni hanno preso atto della proposta del Consiglio di Stato, affermando di condividere l’esigenza di riequilibrare le finanze cantonali ma riservandosi di formulare il proprio parere sulle proposte del Governo in occasione della prossima riunione della Piattaforma. In generale, è stato comunque espresso l’invito a tenere in adeguata considerazione le marcate differenze nella forza finanziaria degli enti locali; ciò, anche per non vanificare gli sforzi di contenimento della spesa intrapresi negli ultimi anni, non senza sacrifici, a livello comunale.

Riforma «Ticino 2020»

Il Consiglio di Stato ha ricordato che la Lettera d’intenti sulla riforma dei rapporti fra Cantone e Comuni – considerate le ultime correzioni concordate dalla Piattaforma – può essere considerata approvata, e ha espresso il desiderio di accelerare la procedura di avvio dei lavori di progettazione. È stato concordato di procedere alla firma da parte dei Comuni nei prossimi giorni, così da sbloccare la discussione del messaggio governativo 7038 da parte del Gran Consiglio, in vista dello stanziamento del credito-quadro da 3,2 milioni di franchi.

Permessi per stranieri

Il Consiglio di Stato ha quindi presentato il progetto di revisione della procedura di richiesta per il rilascio, il rinnovo e la modifica di permessi per stranieri. Il sistema in fase di studio prevede che in futuro la prima registrazione avvenga negli Uffici comunali del controllo abitanti. Una proposta dettagliata verrà sottoposta alla Piattaforma nei primi mesi del 2016.

Diritto di protezione

Il Dipartimento delle istituzioni ha infine riassunto l’esito della raccolta di dati sui costi sostenuti dagli enti pubblici nell’ambito del diritto di protezione. La ricerca ha permesso di appurare che nel 2014 la spesa totale ha leggermente superato i 44 milioni di franchi – 32,9 milioni a carico del Cantone, 11,2 milioni a carico dei Comuni – con una crescita di 1,3 milioni rispetto all’anno precedente.

Altri argomenti

Il Dipartimento delle finanze e dell’economia ha quindi fornito alcune indicazioni sull’esito di alcune consultazioni. Per quanto riguarda la nuova Legge sui pompieri, il testo proposto non ha raccolto un numero sufficiente di consensi fra i partner: durante l’autunno riprenderanno perciò gli incontri, così da sviluppare una nuova soluzione condivisa.

La Piattaforma tornerà a riunirsi mercoledì 16 settembre.

Il Consiglio di Stato incontra i rappresentanti dei partiti di Governo

Il Consiglio di Stato incontra i rappresentanti dei partiti di Governo

Il Consiglio di Stato ha ricevuto stamattina a Bellinzona i rappresentanti dei partiti di Governo per un incontro di inizio Legislatura. La seduta – che intende inaugurare una nuova fase nel dialogo istituzionale – ha permesso di discutere alcuni temi strategici, fra i quali il riequilibrio delle finanze dello Stato.

Il Governo ha anzitutto ricordato la difficile situazione delle finanze cantonali, riassumendo i risultati sin qui scaturiti dai lavori di allestimento del preventivo 2016 del Cantone. È stato ribadito che l’obiettivo concordato dal Consiglio di Stato durante la seduta extra muros organizzata nelle scorse settimane è di ridurre il deficit di gestione per raggiungere il pareggio di bilancio entro la fine della Legislatura.

È stato quindi concordato che nel corso della Legislatura il dialogo con i partiti e con il Gran Consiglio sarà consolidato e migliorato, per fare in modo che le priorità strategiche possano essere condivise e sia possibile perseguirle assicurando l’equilibrio a lungo termine nella gestione finanziaria del Cantone.
Il prossimo incontro fra il Consiglio di Stato e i rappresentanti dei partiti è previsto per il 2 settembre.

Seduta extra muros del Consiglio di Stato

Seduta extra muros del Consiglio di Stato

Le priorità politiche e finanziarie del Cantone per il periodo 2015/2019 sono state discusse dal Consiglio di Stato nella tradizionale seduta extra muros di inizio Legislatura, che – fra la giornata di ieri e quella odierna – ha visto il Governo ticinese trasferirsi in Vallemaggia.

La seduta straordinaria – organizzata a Coglio, frazione del Comune di Maggia – ha permesso al Consiglio di Stato di approfondire i principali temi politici e finanziari che occuperanno il centro dell’attenzione di Governo, Parlamento e cittadinanza durante i prossimi quattro anni.

Il Consiglio di Stato ha anzitutto preso atto dei dati di preconsuntivo per il 2015 (vedi comunicato stampa separato) e discusso il Preventivo 2016 del Cantone. La situazione finanziaria dello Stato desta forte preoccupazione, poiché allo stato attuale è necessaria una manovra di rientro finanziario per almeno 135 milioni di franchi, in modo da mantenere il disavanzo al di sotto della soglia dei 90 milioni di franchi. Per raggiungere questo obiettivo, oltre a operare sull’affinamento dei dati oggi disponibili, sarà necessario procedere prioritariamente con interventi sulla spesa e con misure che toccheranno anche le entrate dello Stato. Non è comunque intenzione del Governo fare capo a un aumento del coefficiente d’imposta.

Il Consiglio di Stato ha quindi fissato i seguenti obiettivi finanziari di Legislatura:

  • Anno 2016: disavanzo massimo di 90 milioni di franchi
  • Anno 2017: disavanzo massimo di 45 milioni di franchi
  • Anno 2018: pareggio dei conti

Per raggiungere questi obiettivi, è richiesta una chiara, forte e coraggiosa assunzione di responsabilità collettiva attorno al tema del risanamento finanziario. Responsabilità che spetta primariamente all’Esecutivo cantonale, ma che deve estendersi anche al Parlamento e a tutti gli attori che – in un modo o nell’altro – hanno un’influenza sulle finanze cantonali: enti parastatali, Comuni, beneficiari di aiuti pubblici e, ovviamente, l’intera cittadinanza. La difficile situazione finanziaria del Canton Ticino sarà affrontata con successo unicamente se tutti gli attori interessati opereranno con l’obiettivo primario del risanamento.

Il Governo ha quindi condiviso i temi strategici sui quali intende orientare il proprio lavoro durante la Legislatura 2015/2019, individuando gli orientamenti di fondo che verranno perseguiti – con uno sforzo collettivo e coordinato – in cinque aree di intervento.

Risorse, sostenibilità finanziaria, governance e relazioni esterne

L’obiettivo è di impostare una politica finanziaria equilibrata – nell’ottica di un pareggio strutturale dei conti entro fine Legislatura – che consenta il rilancio del tessuto economico ticinese e un rinnovamento nella gestione della cosa pubblica, con il rafforzamento della gestione per obiettivi e la diffusione delle forme di e-Government, così da facilitare il contatto fra i cittadini e lo Stato. A livello istituzionale, andranno portate a compimento la riorganizzazione dei rapporti fra Cantone e Comuni – delineata dal progetto Ticino 2020 – e fra Governo e Parlamento, oltre a un rilancio dei rapporti fra i partiti di Governo, attraverso nuove forme di dialogo e condivisione. Nel settore delle relazioni esterne, il Cantone dovrà consolidare la propria presenza negli organismi intercantonali e proseguire nello sforzo già avviato per rendere più note a livello federale le peculiarità e le difficoltà del Ticino nell’attuale contesto economico internazionale.

Formazione, lavoro e sviluppo economico

Nell’ambito formativo l’idea è di migliorare le collaborazioni nel settore postobbligatorio, professionale e liceale; a livello accademico, sarà cruciale portare a compimento il progetto di facoltà universitaria di biomedicina. Il Consiglio di Stato intende anche migliorare le forme di collaborazione interdipartimentale volte a un migliore scambio di informazioni su offerta di posti di lavoro in azienda e personale indigeno disponibile. In questo senso, l’intenzione è di rafforzare la collaborazione fra gli Uffici regionali di collocamento e il settore della formazione professionale. Per quanto riguarda il mondo del lavoro, il Governo intende impegnarsi anzitutto per garantire l’occupazione ai residenti e prestare attenzione alla qualità degli impieghi offerti sul territorio: ciò passerà anche dall’adozione di misure a tutela dei salari, come la sensibilizzazione all’utilizzo dei contratti collettivi di lavoro e l’adozione diretta dei contratti normali di lavoro, laddove necessario. Accanto a queste misure, proseguirà l’attenzione nella lotta agli abusi. Di particolare importanza saranno anche la concretizzazione della Riforma III dell’imposizione delle imprese. Il Governo ha deciso a questo proposito di orientarsi sull’ipotesi, che sarà ora perfezionata, di un’aliquota di imposizione degli utili del capitale che potrebbe oscillare fra il 6,5 e il 7%. Questo, con l’obiettivo di consolidare l’attuale provento degli introiti fiscali delle persone giuridiche.
Popolazione e flussi migratori

In primo piano per il Cantone sarà nei prossimi mesi il dibattito sull’attuazione del nuovo articolo 121a della Costituzione, con l’obiettivo di vedere riconosciute le esigenze particolari del Ticino. Dovranno inoltre proseguire gli sforzi nel controllo dell’immigrazione e nell’accompagnamento alle procedure di accoglienza per richiedenti l’asilo. Nell’ambito della sicurezza andrà rafforzato il concetto di Ticino sicuro e accogliente, con particolare attenzione a nuovi fenomeni di criminalità organizzata. Il Consiglio di Stato ha infine espresso la volontà di lavorare per rafforzare l’identità cantonale ed evitare il rischio di una perdita del patrimonio culturale ticinese.

Mobilità, ambiente, energia

Il quadriennio appena iniziato vedrà concretizzarsi il concetto di Città-Ticino, stimolato dal completamento della galleria di base del Monte Ceneri: saranno quindi fondamentale una pianificazione territoriale attenta a livello di contenuti, sia nei comparti abitativi che in quelli produttivi, con l’obiettivi per questi ultimi di coordinare lo sviluppo economico e quello territoriale in modo sostenibile, grazie anche all’adozione di strumenti di marketing territoriale. Mobilità e gestione del traffico continueranno a essere al centro dell’attenzione, a cominciare dalla concretizzazione della tassa di collegamento e dal sostegno al trasporto pubblico e alle soluzioni di mobilità aziendale. Occorrerà infine individuare soluzioni adeguate al Ticino nei dossier federali legati alle case secondarie e agli edifici fuori zona. In ambito energetico, proseguiranno il lavoro di coordinamento fra gli attori del mercato elettrico ticinese e il lavoro in vista del recupero delle risorse idroelettriche del Cantone, oltre a quello per la ricerca di una soluzione soddisfacente nell’ambito dei canoni d’acqua.

Bisogni sociosanitari e sfide demografiche

La sfida principale sarà costituita dal contenimento della spesa pubblica nel settore sociosanitario, anche in relazione all’invecchiamento della popolazione e alla bassa natalità. L’assistenza alla popolazione anziana e l’integrazione nel mondo del lavoro – con misure favorevoli alla conciliabilità della vita professionale con quella familiare – figureranno fra i principali campi di interesse per il Governo.
A conclusione di questo primo confronto sulle priorità strategiche per il futuro del Cantone, il Consiglio di Stato intende sottolineare che i prossimi quattro anni porteranno al Ticino profondi cambiamenti e sfide di particolare complessità. Per affrontare questo passaggio storico e cogliere le opportunità che presenta, a cominciare dall’apertura della galleria di base del San Gottardo, il Governo è dell’opinione che la politica debba riscoprire un modello di lavoro basato sulla concertazione e la condivisione degli obiettivi prioritari.