Ticino 2020:il Governo approva il credito per l’elaborazione del progetto

Ticino 2020:il Governo approva il credito per l’elaborazione del progetto

Il Consiglio di Stato ha approvato il messaggio concernente l’avvio di un’ampia quanto attesa Riforma dei rapporti fra Cantone e comuni, con il quale viene richiesto al Parlamento lo stanziamento di un credito quadro di franchi 3,2 milioni di franchi. Si tratta di un progetto assai ambizioso, denominato “Ticino 2020, per un Cantone al passo con i tempi”, il cui raggiungimento dell’obiettivo è fissato per il 2020.

Con l’avvio di questo progetto strategico il Governo vuole reimpostare l’attribuzione dei compiti, la suddivisione degli oneri e la perequazione finanziaria sui moderni principi che reggono il federalismo. L’obiettivo è di aumentare l’efficacia e l’efficienza dell’azione pubblica e di raggiungere dei risultati qualitativamente migliori e conformi ai bisogni della popolazione. Infine, si tratta di ridare ai comuni la giusta autonomia nello svolgimento di quei compiti tipicamente di prossimità.

L’esigenza di una riforma è d’altronde stata sollecitata dagli stessi comuni nel 2014 nell’ambito della consultazione sul Piano cantonale delle aggregazioni (PCA). Preavvisato favorevolmente dalla Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni, a condizione di un coinvolgimento paritetico dei comuni, tale processo ha pure ottenuto l’avallo del Gruppo di lavoro formato da rappresentanti del Cantone e dei comuni.
Il messaggio parte dalla convinzione che siano date le premesse per avviare un progetto di riforma a 360 gradi che integra in una logica d’insieme i seguenti temi fra loro fortemente interdipendenti, riguardanti la riforma dei compiti, la revisione dei flussi, la riforma della perequazione, la riorganizzazione dell’Amministrazione cantonale e di quella comunale.

I problemi riscontrati nell’attuale ripartizione delle responsabilità tra i due livelli istituzionali rendono innanzitutto necessaria una riforma dei compiti tra Cantone e comuni. L’intendimento è quello di rendere concreto il principio di sussidiarietà e restituire ai comuni competenze reali intese ad aumentare il grado di autonomia dei comuni, ricreando coerenza tra responsabilità ed azione. La riforma dei compiti tra Cantone e comuni implica a sua volta una revisione dei flussi. Essi forniscono i mezzi finanziari necessari per promuovere l’adempimento dei compiti specifici d’interesse pubblico in termini quantitativi e qualitativi, così come correggere eventuali squilibri di bilancio. La revisione dei compiti e dei flussi rende poi indispensabile un totale ripensamento del sistema perequativo orizzontale e verticale, ragionando in termini di perequazione delle risorse e degli oneri. Una volta acquisiti i precedenti ambiti della riforma, sarà infine necessario procedere ad una riorganizzazione amministrativa di Cantone e comuni.
A garanzia degli intendimenti indicati alla base di questo progetto è posto quale principio la garanzia della neutralità finanziaria sul cittadino.

Considerata la complessità e l’estensione del progetto si prevede uno sviluppo sull’arco di più anni ed una concretizzazione dei relativi risultati non prima del 2020 Il costo complessivo è stimato in 12,8 mio di franchi, di cui 9,6 mio assunti dal Cantone (3,2 mio sotto forma di credito quadro ed altri 6,4 mio già compresi nei costi ordinari del personale) e 3,2 mio sostenuti dai comuni.

Si ritiene che il progetto di riforma possa entrare nel suo vivo a partire dalla seconda metà del 2015, ossia una volta ottenuta l’approvazione del messaggio da parte del Gran Consiglio.

Gobbi tende la mano a Lugano

“Se Lugano fa i compiti non sarà necessario alzare il moltiplicatore. Naturalmente però il Legislativo dovrà seguire l’Esecutivo nella sua presa di responsabilità”. Norman Gobbi tende insomma la mano al sindaco di Lugano Marco Borradori.

Il direttore del Dipartimento delle Istituzioni, al quale fanno capo gli Enti locali che stanno monitorando da vicino la grave situazione finanziaria della città, si smarca così dalla posizione del collega di Governo Claudio Zali.

Il Bellinzonese è in “rosso”

Il Bellinzonese è in “rosso”

Dei 17 Comuni aggregandi solo Sant’Antonino prevede per il 2015 un avanzo di esercizio. Son Comuni a tinte rosse quelli che si apprestano ad unirsi. Il 2015 del Bellinzonese sarà caratterizzato dalla parola «disavanzo» in praticamente tutti e 17 gli enti locali (quelli del Distretto, meno Isone, con l’aggiunta di Claro). A livello finanziario il biglietto da visita in vista dell’aggregazione – stando esclusivamente ai preventivi per l’anno alle porte elaborati dai Municipi all’indirizzo dei rispettivi Legislativi che li voteranno entro Natale – non è dei migliori.

Incontro tra il Dipartimento delle istituzioni e il Municipio di Lugano

Incontro tra il Dipartimento delle istituzioni e il Municipio di Lugano

Questo pomeriggio ha avuto luogo a Lugano l’incontro tra il Dipartimento delle istituzioni e il Municipio cittadino, organizzato per approfondire la situazione finanziaria della Città e condividere i provvedimenti che l’Esecutivo intende adottare per porvi rimedio. Come noto, la situazione delle finanze comunali è delicata e il Municipio è impegnato in un’azione seria e capillare di risanamento. 

Cantone e Comuni: intesa sui preventivi 2015

Cantone e Comuni: intesa sui preventivi 2015

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi a Bellinzona la quinta seduta del 2014 – la ventinovesima dalla sua costituzione – alla presenza del Presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli, dei Consiglieri di Stato Paolo Beltraminelli, Norman Gobbi e Claudio Zali, del Cancelliere dello Stato Giampiero Gianella e dei rappresentanti dei Comuni. La riunione ha consentito di affrontare alcuni temi di particolare attualità.