Unsere Schweiz 2026

Unsere Schweiz 2026

Da BLICK.CH l Wie sehen 50 bekannte Schweizerinnen und Schweizer das Land in zehn Jahren? Wir haben sie gefragt – hier sind ihre Antworten.

Norman Gobbi, Regierungsrat Tessin.

1) Was ist Ihre Vision für die Schweiz 2026? 

Nach der Implosion der reformunfähigen EU, die wie die UdSSR in ihre Bestandteile zerfallen ist, stehen Freihandelsabkommen, Föderalismus und Eigenverantwortung in Bern wieder hoch im Kurs. Während die AHV durch eine Erhöhung der Mehrwertsteuer saniert wurde, konnte die Zuwanderung in den Sozialstaat durch strikte Anwendung des Prinzips «Keine Hilfe ohne Gegenleistung» abgeschwächt werden.

2) Geht es uns 2026 besser als heute?

Schlechter – falls nicht gehandelt wird!

3) Wie viele Menschen leben 2026 in der Schweiz?

Ungefähr 8 745 269.

4) Haben wir bis dann die Integration des Islam in die Gesellschaft geschafft?

Nein. Es droht die Gefahr von Parallelgesellschaften.

http://www.blick.ch/news/schweiz/unsere-schweiz-2026-id5326208.html

Bellinzonese aggregato: condividere per crescere in serenità

Bellinzonese aggregato: condividere per crescere in serenità

Da Giornale del Popolo l Negli scorsi giorni camminavo per il centro di Bellinzona, quando ho incontrato un amico dei tempi del liceo con la sua giovane famiglia. Essendo nato e cresciuto nella regione, dopo i saluti di rito, la discussione è caduta inevitabilmente sull’aggregazione del Bellinzonese. Manca poco infatti, al 18 ottobre, quando le cittadine e i cittadini di 17 Comuni saranno chiamati ad esprimersi sul progetto aggregativo. Il mio compagno di banco di 20 anni fa è favorevole all’aggregazione e voterà un sì convinto all’aggregazione.

Per lui, residente ad Arbedo, in fondo non cambierà molto, anzi. Collaboratore dell’Amministrazione cantonale si reca in città tutti i giorni per lavoro. Un podista già da adolescente, alla sera dopo il lavoro esce a correre “in Golena” lungo il fiume Ticino entrando di fatto sul territorio della città. “E quando porto a spasso i bambini ci fermiamo sempre al parco giochi della Gerretta” aggiunge. In effetti, già da ora, come tanti altri residenti della regione, usufruisce dei servizi e delle infrastrutture che offre la città di Bellinzona. “Grazie all’aggregazione quindi potremo contare su un’organizzazione più strutturata e forte, continuando a fare la nostra vita come prima”.

Alcuni dei suoi concittadini, mi dice, sono preoccupati per la perdita d’identità e il peggioramento della qualità di vita. Non accadrà. Le associazioni attive sul territorio, i patriziati, le parrocchie continueranno a svolgere le loro attività come in passato. Non saranno cancellate ma potranno semmai contare su una struttura centrale più forte e più organizzata. Avranno più valore. L’identità non viene definita dalle istituzioni, e questo in qualità di Direttore del Dipartimento delle istituzioni lo so bene. È invece correlata alla voglia, all’impegno dei cittadini di far vivere il territorio. E questo vale per me che vivo in Leventina come per un abitante del quartiere di Rancate a Mendrisio.

Un altro aspetto che il mio amico mi ha fatto presente è il timore che alcuni genitori hanno sull’educazione dei figli. In particolare l’allontanamento della sede scolastica dal domicilio. In realtà i ragazzi frequenteranno la scuola più vicina a casa, senza dover allontanarsi dalla famiglia. Questo non altererà o influenzerà i ritmi famigliari.

È da qualche anno che sono in Consiglio di Stato, e questa non è la prima aggregazione che vivo. In questo caso specifico posso confermare che il progetto è stato studiato e analizzato nel dettaglio, tenendo presente punti di forza e le criticità emerse in altre situazioni: non soltanto dal punto di vista finanziario ma anche sociale e territoriale è stato fatto tutto con la dovuta attenzione.

Sono favorevole all’aggregazione, l’ho ribadito a più riprese. Il mio è un sì convinto. Non perché siedo in Governo e vedo solo le sfaccettature politiche ma perché come padre di famiglia e cittadino di un Comune della Leventina vedo le potenzialità di un’aggregazione. Un’ampia condivisione di valori, in una grande comunità strutturata ed efficiente rispettando e mantenendo le tradizioni e le caratteristiche locali.

Norman Gobbi, Presidente del Consiglio di Stato e direttore DI

Bellinzonese, terreno chiave del Ticino di domani

Bellinzonese, terreno chiave del Ticino di domani

Mi complimento con voi e vi ringrazio a nome del Consiglio di Stato per l’importante lavoro svolto dal Gruppo operativo e dalla Commissione di studio che ha portato oggi alla presentazione del progetto.

Un progetto aggregativo complesso, ambizioso, ma estremamente importante per l’assetto istituzionale del Cantone. Per questo motivo Il Governo ribadisce la propria disponibilità a sostenerlo in modo importante perché mira a rendere il Bellinzonese una regione più forte sul piano socio-economico, in grado di affrontare le sfide del futuro in modo propositivo e di ridurre sostanzialmente la dipendenza dai contributi perequativi.
È stata inoltre molto apprezzata la volontà dei Municipi di mettersi al voto insieme: per la prima volta nella storia ticinese infatti 17 Comuni hanno sottoscritto un’unica istanza di aggregazione. Ognuno con le proprie peculiarità, ma con gli stessi obiettivi per realizzare una regione più dinamica sul piano economico, sociale e culturale.
Il prossimo passo ora spetta al Consiglio di Stato che si impegnerà ad approvare il progetto il più presto possibile in modo da confermare la data del 18 ottobre per la votazione consultiva.

La tempistica inizialmente ipotizzata conduceva alla costituzione del nuovo Comune in concomitanza con le elezioni generali di aprile 2016. La consistenza del progetto ha ovviamente portato ad una dilatazione dei tempi che, secondo l’attuale legge, potrebbe vedere prorogata la legislatura solo in caso di un voto consultivo favorevole di tutti i Comuni. Così, se anche solo un Comune dovesse esprimersi contro l’aggregazione, un’ipotesi non del tutto impossibile, le elezioni dovrebbero tenersi per tutti nella primavera 2016, senza possibilità di posticipo. E dopo neanche un anno nuove elezioni comunali per la costituzione del nuovo Comune aggregato.
È evidente che uno scenario come questo è un impegno troppo gravoso e fuori dell’ordinario, soprattutto se consideriamo che coinvolge un intero agglomerato! Per questo motivo, il Cantone ha recentemente sottoposto al Gran Consiglio una proposta di

modifica della legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni volta a salvaguardare lo svolgimento di un progetto cosi importante: se il Gran Consiglio la accoglierà (la Commissione speciale che se ne è occupata si è già espressa positivamente), una proroga potrà essere concessa, anche in assenza di un voto unanime, per lo meno a quei Comuni che si saranno espressi favorevolmente.

Come Consiglio di Stato e Dipartimento delle istituzioni crediamo che il progetto di aggregazione sia un passo concreto per il raggiungimento di un nuovo e competitivo Cantone in grado di difendere gli interessi e le priorità della sua popolazione e del suo territorio. L’obiettivo è che ogni regione sia in condizione di valorizzare appieno il proprio potenziale profilandosi quale motore dello sviluppo economico e sociale locale.
Una aggregazione come quella bellinzonese è il passo giusto per ridare al nostro Cantone un nuovo assetto per favorire una crescita competitiva. Negli anni il divario tra Sopra e Sottoceneri è aumentato favorendo una concentrazione di attività economiche e di popolazione verso il Luganese. Questa evoluzione provoca grandi squilibri. È quindi necessario che ogni regione possa valorizzare le proprie specificità.

Il sostegno indicato alla Commissione di studio da parte del Governo è il riconoscimento di un progetto unico per dimensione e contenuto a livello cantonale: la creazione di una governance territoriale unica per un’intera agglomerazione urbana. Un sostegno che, con la costituzione della nuova città, avrà sul medio termine effetti positivi su tutto il Cantone, Comuni paganti compresi, poiché l’obiettivo già citato di ridurre la dipendenza dalla perequazione avrà ricadute dirette sui flussi intercomunali. Un sostegno che farà da base per gli altri progetti aggregativi di agglomerato urbano e per gli ulteriori progetti che coinvolgono le aree extra-agglomerato.

L’aggregazione comunale, passo compiuto già da molti Comuni, è un passo fondamentale per consentire la revisione di compiti e dei flussi finanziari tra Cantone e Comuni; la riuscita di questa riforma dipende primariamente da un assetto istituzionale più snello, contraddistinto da un numero più limitato di Comuni.
Le esperienze fatte sino ad oggi hanno permesso di constatare una sostanziale soddisfazione per le scelte fatte e un apprezzamento per i cambiamenti qualitativi vissuti dai cittadini dei nuovi Comuni aggregati. Alcuni problemi sono nati, è giusto riconoscerlo, laddove non si è proceduto con una certa analisi e una condotta stretta del processo di costituzione del nuovo ente locale.
L’impegno futuro collettivo di Comuni e Cantone deve rimanere quello di offrire ai propri cittadini servizi di qualità, forniti dal giusto livello istituzionale, per permettere una ottimizzazione delle risorse impiegate nella loro erogazione. Oggi il Ticino è confrontato con diverse sfide: vi saranno delle trasformazioni radicali che modificheranno la conformazione del Cantone sia a livello economico che territoriale; cambiamenti che, se il Ticino riuscirà a valorizzare le sue potenzialità, potranno costituire delle opportunità di crescita.

La visione “Città-Ticino” implica un ripensamento del ruolo dei Comuni per sviluppare una visione d’insieme di tutto il Cantone.
Auspico quindi che il progetto del Bellinzonese possa essere una storia di successo, e sia di esempio e di stimolo per quei Comuni che non hanno ancora deciso di intraprendere questa strada. Il Bellinzonese è il terreno chiave per iniziare a definire il Ticino di domani, e questa sfida dobbiamo affrontarla apertamente e con la fiducia di coloro che stanno creando le basi per un Ticino più coeso al suo interno e meglio capace di rispondere alle domande del futuro.

Vi ringrazio dell’attenzione.

Discorso pronunciato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi in occasione della presentazione del Progetto di aggregazione del Bellinzonese