Metti una sera a cena con… Norman.

Metti una sera a cena con… Norman.

Da LiberaTV | L’evento di beneficenza all’Atenaeo del Vino di Mendrisio frutta 17’000 franchi a favore del Servizio Ambulanze. Ritirati seduta stante dal direttore, Paolo Barro – Per il secondo anno consecutivo ai fornelli dell’Atenaeo del Vino si è messo il ministro Norman Gobbi, scegliendo il menu cucinato insieme alla brigata del patron del ristorante, Mirko Rainer

MENDRISIO – Diciassettemila franchi. A tanto ammonta la somma raccolta venerdì sera in occasione della cena di beneficenza per il Servizio ambulanze di Mendrisio (SAM).
Per il secondo anno consecutivo ai fornelli dell’Atenaeo del Vino si è messo il ministro Norman Gobbi, scegliendo il menu cucinato insieme alla brigata del patron del ristorante, Mirko Rainer.

Questa volta niente tavolate, ma uno standing dinner di 16 portate. Piatti forti: raviolini del plin, maltagliati al ragù di cinghiale, risotto al burro dell’alpe di Piora con porcini, mirtilli e spinaci, cosciotti di maiale al forno, cotti nel ‘Green Egg’ per 9 ore. E alla fine, oltre a diversi dolci, una forma di formaggio dell’alpe Ravina messa a disposizione dallo stesso Gobbi.

La somma raccolta, consegnata seduta stante al direttore del SAM, Paolo Barro, è il frutto della partecipazione dei circa 70 commensali, oltre che dell’asta finale, durante la quale sono state messe in palio una maglia del Lugano (di Luca Fazzini), una firmata dai giocatori dell’Ambrì, e il casco della sciatrice Lara Gut.
Il tutto ha fruttato poco più di 16’000 franchi, arrotondati a 17’000 grazie a un’anonima benefattrice di Tremona.

Il tema della serata era basato sulla poesia visiva del pittore Angelo Maugeri: “Uomo unità di misura”.
Il risultato non sarebbe stato possibile senza il contributo di diversi sponsor: Gialdi, Brivio, Paolo Basso Wine, Fratelli Corti, Salumificio del Castello, Ortofrutticola Oberti, impresa Martinelli, Securca, VideoPro, Rainer Coltelli, Arreda, Chicco d’Oro… E senza il coordinamento dell’evento da parte del sindaco di Vico Morcote, Giona Pifferi.

Articolo e foto su http://www.liberatv.ch/it/article/35838/metti-una-sera-a-cena-con-norman-l-evento-di-beneficenza-all-atenaeo-del-vino-di-mendrisio-frutta-17-000-franchi-a-favore-del-servizio-ambulanze-ritirati-seduta-stante-dal-direttore-paolo-barro

GastroTicino I negozi vivono anche di turismo

GastroTicino I negozi vivono anche di turismo

Dal Corriere del Ticino | Per Massimo Suter è tempo che i commercianti mettano mano al borsellino per finanziare TicinoTicket Norman Gobbi: «Da metà giugno bar e ristoranti aperti fino alle 2, nessun ricorso contro la nuova legge»

«Sono anni che il commercio vive anche sulle spalle del turismo. Alla soglia del 2018 è quindi tempo che il settore si responsabilizzi. Perché fino ad oggi, il turismo in Ticino è stato promosso, invogliato e soprattutto finanziato da tutt’altre categorie». È schietto e diretto il presidente di GastroTicino Massimo Suter che, in occasione dell’assemblea cantonale tenutasi al LAC, non ha mancato di scoccare qualche frecciata. In primis, appunto, nei confronti dei commercianti. «A partire dall’anno prossimo il contributo delle FFS e del Cantone al progetto TicinoTicket sarà inferiore – afferma Suter – si dovranno quindi trovare nuove entrate ed è ora che i commercianti facciano la loro parte dal momento che beneficiano in modo importante delle ricadute economiche del turismo». Per il presidente di GastroTicino, una possibile soluzione in tal senso arriverebbe dai Grigioni dove, per ogni metro quadrato di superficie adibita al commercio, viene prelevato un franco quale tassa a favore del turismo. «Basta fare due calcoli per capire quanto si potrebbe ricavare – continua – invece, l’impressione è che si voglia sempre mungere la mucca sbagliata, proponendo ad esempio di far pagare la vignetta autostradale 80 franchi agli stranieri» (ndr. la proposta è stata avanzata negli scorsi giorni dal consigliere nazionale PLR Thierry Burkart).

Basta parlare di pernottamenti

Detto dei commercianti, Suter ha poi tirato una stoccata agli albergatori e a TicinoTurismo. I primi sono stati invitati «ad una riflessione, perché se è vero che da Berna arrivano segnali incoraggianti sulla proroga dell’IVA preferenziale di cui beneficia il settore, allo stesso tempo è un discorso che dura da vent’anni. Se dal 1996 non abbiamo ancora risolto il problema, forse è giunto il momento di farsi qualche domanda». Stesso invito per l’organizzazione guidata da Elia Frapolli che «dovrebbe rivedere la propria strategia marketing, perché continuare a misurare il turismo tramite i pernottamenti è sbagliato. Basta pensare che il 75% dei viaggiatori che arrivano con AlpTransit sono turisti di giornata che quindi sfuggono alle statistiche». Statistiche che, se per il mese di marzo evidenziano una flessione del 7,4% dei pernottamenti (vedi pagina 6), con il boom di arrivi a Pasqua dovrebbero dipingere un quadro più positivo ad aprile. O no? «Evitiamo facili entusiasmi – ribatte Suter – quest’anno il lungo weekend festivo è stato favoloso per quanto concerne il meteo, ma per parlare di risorta del settore è presto. Tempo infatti una settimana, con l’arrivo della pioggia e della neve sulle cime delle nostre montagne, ed ecco che il Ticino era di nuovo desertico».

Tornare «al pane e al vino»

Per cercare di dare nuovo slancio al settore, un mese fa il Gran Consiglio ha approvato la revisione della Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (LEAR) che, in sintesi, prevede la possibilità per bar e ristoranti di tenere aperto fino alle 2 il venerdì, il sabato e i prefestivi. «È stata un’operazione vincente – precisa il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, ospite dell’assemblea – ma c’è di più: ad oggi non è arrivato nessun ricorso e, di conseguenza, la revisione della legge entrerà in vigore il 15 giugno». Lanciando uno sguardo alle difficoltà che attanagliano il settore, Gobbi ha invitato i membri di GastroTicino a «rimanere autentici. Tornare, per così dire, al pane e al vino. Non solo perché senza questi non si vive, ma anche perché qualcuno, già duemila anni fa, ne fece il simbolo dell’unione. Per attirare il turista occorre puntare sull’autenticità sia dei prodotti locali, sia dell’accoglienza degli esercenti». E sulla qualità dell’accoglienza si è soffermato anche il direttore dell’associazione mantello Gabriele Beltrami che ha però voluto lanciare un segnale alla politica: «Se la famosa clausola del bisogno non si può più applicare in considerazione delle leggi che regolano il libero mercato, resta indispensabile fissare delle regole quadro chiare e uguali per tutti, anche per take-away e food truck». Altrimenti, il rischio è quello di ritrovarsi «con aperture selvagge che trasformerebbero la ristorazione in un Far West».

(Articolo di Viola Martinelli)

Il valore della passione

Il valore della passione

Discorso pronunciato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi in occasione dell’Assemblea del centenario della Società Mastri Panettieri Pasticcieri Confettieri | Fa stato il discorso orale

Signor Presidente, Massimo Turuani,
Socie e soci della Società Mastri Panettieri Pasticcieri Confettieri,
Gentili signore,
Egregi signori,

È un piacere porgervi il mio saluto e quello del Consiglio di Stato ed essere qui oggi con voi per celebrare l’importante traguardo dei cento anni.

Cento anni che raccontano un pezzo di storia della produzione artigianale del pane. Una storia che ha origini molto lontane: testimonianze scritte risalgono già all’inizio del ‘300, e che dal ‘400 raccontano della presenza dei prestinai. Il lavoro di quest’ultimi e la sua importanza per la popolazione sono inoltre ben documentati da un regolamento emanato dal Municipio di Bellinzona nel 1812, conservato all’Archivio cantonale, che dichiara “Ogni Prestinaro dovrà essere giornalmente fornito di Pane in quantità sufficiente almeno per li bisogni della Comune”. Sono secoli quindi che la produzione di pane fa parte non solo dell’attività del nucleo famigliare, ma che è parte integrante delle attività della società ticinese, tanto da dover essere iscritta in un regolamento.

È una storia, quella della vostra professione, che sento anche mia. Come molti di voi sapranno già, mia nonna e mio nonno paterni hanno dedicato tutta la loro vita alla gestione del negozio, del ristorante e della panetteria di loro proprietà a Piotta. È quindi una realtà che ho vissuto da molto vicino, alla quale sono legati molti miei ricordi d’infanzia che porterò sempre con me, e che vengono rievocati dall’aroma del pane fresco, ogni volta che entro in una panetteria.

Durante qualche breve ricerca sulla storia del pane, sono incappato in un altro testo che mi ha incuriosito e che ben dimostra come non solo la produzione, ma anche gli usi legati al consumo di pane siano cambiati nel tempo. Il pane ticinese, prodotto con la farina bianca, era un bene di lusso, un’esclusiva per i cittadini benestanti. Chi produceva il pane a casa propria utilizzava altre miscele meno pregiate e che dipendevano da quanto a disposizione nelle varie zone del Cantone. Da inizio ‘900 non è più così: in “Donne ticinesi: rievocazioni”, del 1928, si può leggere la seguente frase: “Oggi i nonni raccontano ai ragazzi increduli come ai loro tempi il pan bianco fosse cosa di gran lusso e molto rara”. Pensando ai giorni nostri, possiamo notare come la tendenza sia ancora cambiata, con una ricerca di nuovi gusti oppure di vecchie tradizioni che si discostano dalle produzioni con l’utilizzo della farina bianca. Delle tendenze che chiedono a voi artigiani di rimanere sempre aggiornati e di rinnovarvi di anno in anno.

La vostra professione, come quella di ogni artigiano ticinese, ha una valenza importante per il nostro territorio. È sinonimo di cura e tradizione, di una garanzia di qualità che solo la vostra passione può offrire. È questo ciò che dobbiamo salvaguardare: il “Made in Ticino”, come un sigillo che dimostra il valore di ciò che produciamo nel nostro Cantone.

Valore che non è solo quello dato ai consumatori del vostro prodotto, ma anche quello che offrite a tutta la popolazione. Si nota soprattutto quando questo viene sottratto. Quante volte mi è capitato di sentire qualcuno che si lamentava per la chiusura di un negozietto di paese, dicendo che faceva parte ormai della dimensione locale ormai da tempo. E spesso ad affermarlo era la stessa persona che non si era recata mai o solo qualche volta a fare degli acquisti da questo artigiano locale. Ed è proprio di questo valore che sto parlando, un valore che tutta la popolazione riconosce: ma spesso si sottovaluta l’impegno e la fatica che ci stanno dietro, dando tutto per certo e scontato.

Valore che, in conclusione, trasmettete alle generazioni future. Insegnando la vostra arte, impiegando i nostri giovani in professioni che – speriamo – non termineranno mai di affascinare e di essere parte della nostra economia locale. Un grazie quindi a tutti voi che mettete passione nella vostra attività, quotidianamente.

Norman Gobbi
Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Quando i consiglieri fanno i salami

Quando i consiglieri fanno i salami

Da Cdt.ch l Al Castello Montebello il nuovo presidente Beltraminelli e i colleghi nel primo “impegno ufficiale” in versione salumieri. I consiglieri di Stato come non te li aspetti, al Castello Montebello: vestiti da salumieri per la legatura del salame Rapelli.

Il primo “impegno ufficiale” del presidente Paolo Beltraminelli con l’obiettivo di “Conoscere una nostra storica tradizione, la produzione del salame unito alla storia del Castello Montebello di Bellinzona – come scrive lo stesso direttore del DSS in un post su Facebook – Abbiamo potuto confezionare il prezioso alimento che vedete in bella mostra. È al centro tra i due consiglieri di Stato”.

Dopo la c07erimonia del passaggio di presidenza svoltasi al Palazzo delle Orsoline, quindi, tutti al Castello Montebello: il già citato Beltraminelli, Norman Gobbi, Manuele Bertoli, Christian Vitta e il cancelliere Giampiero Gianella. Unico assente Claudio Zali.

(foto © Crinari)

http://www.cdt.ch/ticino/bellinzona/152657/quando-i-consiglieri-fanno-i-salami

«La polenta fatta da lucernesi non sarà la stessa cosa»

«La polenta fatta da lucernesi non sarà la stessa cosa»

Da GdP.CH l Oltre alla delusione per la scelta del catering per l’inaugurazione di AlpTransit, si è discusso di lavoratori distaccati e chiusura dei valichi commerciali. Il capo del Governo Gobbi e la consigliera nazionale Pantani. (foto Crinari)

Al consueto incontro tra la deputazione ticinese alle Camere e il Governo, in preparazione della sessione federale primaverile, a tenere banco sono stati diversi temi, dai lavoratori distaccati alle dogane commerciali.

A fare le veci di Merlini – assente per malattia – era presente la vice presidente della deputazione, Roberta Pantani (Lega), che ha sottolineato come uno dei punti focali per il Ticino, durante la prossima sessione delle Camere, sarà quello relativo alla Legge sui lavoratori distaccati, con un inasprimento del tetto massimo delle sanzioni da 5mila a 30mila franchi per chi infrange le regole.

Abusi dei distaccati

«Il tema – ha ricordato Pantani – sarà in discussione il 1. marzo al Nazionale. Si tratta di misure importanti, che potranno aiutare l’economia ticinese». Opinione ribadita anche dal capo del Governo Norman Gobbi, che ha sottolineato come questo tema confermi «il buon lavoro di squadra svolto». «Se oggi possiamo dire che raggiungeremo qualcosa in più nell’ambito della lotta agli abusi che danneggiano la nostra economia locale – ha detto Gobbi – è perché è stata portata avanti una manovra su più fronti da parte dei nostri deputati alle Camere, cercando anche di presentare diversi atti parlamentari, coordinati con il Consiglio di Stato».

I valichi commerciali

Un altro tema caldo per il Ticino è quello della paventata chiusura del valico commerciale di Ponte Tresa, un tema affrontato in mattinata dalla deputazione, come ha confermato Roberta Pantani: «Abbiamo ricevuto già diverse prese di posizione, queste misure saranno in consultazione fino al 18 marzo, quindi abbiamo un po’ di tempo per inoltrare le nostre osservazioni. Abbiamo deciso che ne parleremo con il consigliere federale Maurer, in un incontro previsto il 9 marzo».

«Delusi per il catering»

Disappunto è invece stato espresso da Norman Gobbi, in merito alla scelta del catering per l’inaugurazione di AlpTransit. «Il CdS si è mosso per tempo – ha spiegato Gobbi – e ha segnalato la nostra disponibilità nell’offrire prodotti ticinesi. Siamo delusi e già il 3 febbraio scorso abbiamo espresso questo sentimento in una lettera in cui ricordavamo l’importanza politica di riconoscere il ruolo del catering al Ticino».

«Farci preparare il risotto e la polenta da svizzero tedeschi non sarà la stessa cosa» – ha aggiunto Gobbi – che ha anche ribadito l’importanza di «vigilare affinché l’Ufficio federale dei trasporti promuova il nostro territorio e i prodotti ticinesi» per un’opera che in ogni caso avrà «ricadute economiche rilevanti per il Ticino».

Clausola di salvaguardia

Un cenno infine, anche alla clausola di salvaguardia. «Stiamo lavorando attivamente dietro le quinte, presentando il modello ai deputati e agli alti funzionari dell’amministrazione federale per preparare il terreno in vista della presentazione ufficiale del modello. Per coinvolgere le Camere federali, sarà indispensabile il lavoro della deputazione».

(MS)

http://www.gdp.ch/cronache/ticino/la-polenta-fatta-lucernesi-non-sara-la-stessa-cosa-id110843.html

Norman Gobbi chef a sorpresa all’Osteria del Ponte a Iragna

Norman Gobbi chef a sorpresa all’Osteria del Ponte a Iragna

Da GastroTicino, 29.03.2015
Gradita sorpresa nel vedere un politico famoso ai fornelli di uno dei ristoranti più conosciuti della Riviera. Nelle scorse settimane, infatti, Mauro Sinigaglia, ha invitato il Consigliere di Stato Norman Gobbi a cucinare per una scelta platea di buongustai all’Osteria del Ponte a Iragna. All’aperitivo gli ospiti erano curiosi sull’esito della serata, ma una volta accomodatisi a tavola, le perplessità hanno lasciato il posto a una certezza: l’illustre politico aveva tutte le carte in regola non solo per riconfermare il proprio seggio in Governo, ma anche per stupire grazie alla sua competenza tra pentole e padelle. E agli scettici, possiamo dire che l’aiuto di Mauro è stato davvero limitato.

Per i più curiosi possiamo dire che la serata è iniziata gustando delle ottime lumache, seguite da un superbo tartare di manzo, da un filetto di maiale con gorgonzola e noci e da una crema di carote al curry. Ma è a questo punto che Norman Gobbi ha lasciato tutti a bocca aperta. Prima con un risotto ai lamponi e aceto balsamico di Angelo Delea, e poi con un filetto di manzo della Valle di Simmental cotto intero e tagliato al tavolo con eleganza. E per concludere in bellezza una mousse al cioccolato.

Ottimi i vini abbinati; dopo l’aperitivo con i profumi del Trentino grazie alle bollicine della Cantina Ferrari, ottimi i vini ticinesi della cantina di Angelo Delea come il Sauvignon, seguito da Carato Riserva e Saleggi Merlot di Losone; al dessert il Ben Ryé passito di Pantelleria di Donna Fugata. Una bella serata conclusasi nelle cantine dell’osteria dove i commenti sull’esperienza gastronomica si sono alternati a quelli politici. “Un’esperienza gradevole – spiega Mauro – che ripeterò mettendo ai fornelli altre personalità”.

Leggi il PDF: ilca-_main_-2015-03-29-046