Riorganizzazione del settore esecuzione e fallimenti

Riorganizzazione del settore esecuzione e fallimenti

Nella sua seduta odierna il Consiglio di Stato ha approvato il messaggio governativo con il quale propone al Gran Consiglio la modifica della Legge cantonale del 12 marzo 1997 di applicazione della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento (LALEF) al fine di riorganizzare il settore esecuzione e fallimenti.

I Consiglieri di Stato non potranno essere sospesi

I Consiglieri di Stato non potranno essere sospesi

Niente sospensione dalla carica per i consiglieri di Stato che dovessero venire toccati da un’inchiesta penale per reati gravi, contrari alla dignità della carica ricoperta. Ci vuole prudenza; il rischio di mettere alla gogna una persona che potrebbe, alla fine dell’inchiesta, venir scagionata da ogni reato è troppo alto.

Il Governo perde il braccio di ferro sulla riforma

Il Governo perde il braccio di ferro sulla riforma

Braccio di ferro fra Governo e Parlamento sulla riorganizzazione degli Uffici di esecu¬zione e fallimento. Ad averla vinta è stato il Legislativo (51 sì, 21 no e 4 astenuti), che ha preteso e ottenuto di avere l’ultima paro¬la. Il Consiglio di Stato invece voleva attribu¬irsi la competenza di ridisegnare il settore, limitandosi a presentare un rapporto entro il 31 ottobre. Visto questo cambiamento, a cui il Governo non ha ancora dato l’adesio¬ne, la riforma è sospesa.

Velocità eccessiva, passaporto negato

Velocità eccessiva, passaporto negato

Il Gran Consiglio segue il governo; proteste del PS. Il Gran Consiglio ha bocciato, con 47 voti contro 25 (e 7 astenuti) la richiesta di naturalizzazione di un candidato incappato in un’infrazione delle norme della circolazione, al termine di una intricata vicenda amministrativa.
Atteggiamento definito provocatorio.

Controprogetto per l’iniziativa antiburqa. Accolta la proposta governativa

Controprogetto per l’iniziativa antiburqa. Accolta la proposta governativa

Il divieto di coprirsi il volto “nelle vie pubbliche e nei luoghi aperti al pubblico o destinati ad offrire un servizio pubblico” non va iscritto nella Costituzione cantonale, ma nella legge: così la pensa il Gran Consiglio ticinese, che ha accolto oggi un controprogetto all’iniziativa di Giorgio Ghiringhelli, dal contenuto analogo anche se di rango inferiore. La proposta governativa è stata preferita con 41 voti contro 25 e 15 astenuti ma ora l’ultima parola spetterà al popolo, che si dovrà pronunciare su entrambe le varianti, probabilmente il prossimo 22 settembre.

Sì del Gran Consiglio al voto per lettera generalizzato

Sì del Gran Consiglio al voto per lettera generalizzato

Anche il Ticino si adegua al resto della Confederazione. Con 42 voti favorevoli, contro 24 e un astenuto, dopo che i socialisti hanno chiesto l’appello nominale per l’entrata in materia, il Gran Consiglio ha dato oggi il suo assenso al voto per corrispondenza anche per le consultazioni cantonali e comunali, così come proposto dall’iniziativa parlamentare di Angelo Paparelli (Lega).