Discorso pronunciato in occasione della giornata dedicata al San Gottardo nel quadro delle Giornate del patrimonio 2018

Discorso pronunciato in occasione della giornata dedicata al San Gottardo nel quadro delle Giornate del patrimonio 2018

– Fa stato il discorso orale –

Gentili signore, egregi signori

vi saluto a nome del Consiglio di Stato ticinese e vi ringrazio per avermi invitato a partecipare a questa giornata dedicata al San Gottardo nel quadro delle Giornate europee del patrimonio 2018.

Sono cresciuto e abito tuttora nell’Alta Leventina; per questo motivo sono molto vicino geograficamente e affettivamente al massiccio del Gottardo. Quando si vive nell’arco alpino, si viene inevitabilmente attratti dalla montagna che mostra il suo fascino per la maestosità, ma pure per la sua componente di avversità che la caratterizza. La montagna consente una certa introspezione e avvicina la gente rendendola più solidale e cordiale.

Il San Gottardo è un emblema nazionale per gli svizzeri, quindi per tutti noi. È il punto d’incontro delle quattro aree linguistiche e culturali del nostro Paese. Attorno alle Alpi è nata idealmente la Svizzera e ogni cittadino, a nord e a sud come ad est e a ovest, può identificarsi nell’immagine che comunica questo massiccio, che non è mai stato considerato un confine o una divisione, bensì un punto di unione divenuto uno dei principali valichi alpini.
Fu chiamata “La via delle Genti”: una via veloce per il trasporto delle persone e delle merci, ma mai priva di pericoli. Nonostante la sua morfologia, ostica per la presenza delle Gole della Leventina e di quelle della Schöllenen, il passo ha vieppiù acquisito una valenza europea.

La storia del nostro Cantone è fortemente influenzata dalla gestione e dallo sviluppo del territorio alpino. Le vie di comunicazione attraverso il San Gottardo sono da sempre un elemento decisivo per la vita economica e sociale della nostra popolazione.

Ricordo, ad esempio, i disagi provocati dalla prolungata chiusura della galleria autostradale per il drammatico incidente del 2001 o i problemi di transito dopo i recenti smottamenti nel Canton Uri. In queste occasione ci siamo resi conto dell’importanza del punto di transito e delle ripercussioni economiche subite da tutto il Cantone, senza dimenticare l’aumento dei costi per gli spostamenti più lunghi. Un danno notevole e fino ad allora sottovalutato o non opportunamente ponderato.

Nel 1830 viene aperta la prima strada carrozzabile che inaugura il passaggio delle diligenze postali: la Tremola, il più lungo monumento viario della Svizzera, un vero patrimonio per la regione. La realizzazione della galleria ferroviaria nel 1882 e successivamente di quella autostradale nel 1980 hanno dato un vero accesso al Ticino e lo hanno fatto conoscere.

L’asse autostradale ha unito il Cantone, ma con il tempo ha finito per emarginare le regioni più discoste e periferiche. Un processo continuato con l’apertura della Galleria di base del San Gottardo con l’entrata dei treni nella montagna già a Bodio.

Uno scenario che rischia di isolare definitivamente le valli: un fatto che dobbiamo scongiurare con un’attenta politica regionale e cantonale, adottando misure concrete volte ad accrescere l’attrattiva della Leventina, evitando così un Ticino a due velocità. La coesione va mantenuta con l’attivazione di una più marcata complementarietà tra le regioni e utilizzando al meglio le singole potenzialità.

La nuova galleria di 57 km ha determinato un radicale cambiamento delle condizioni quadro che si accentuerà con la costruzione della seconda galleria autostradale. Di fondamentale importanza saranno però la conservazione del vecchio collegamento ferroviario di montagna e il potenziamento dell’offerta di treni da sud a nord.

La Leventina è costantemente confrontata con il problema delle colonne e l’entrata autostradale di Airolo è spesso sbarrata. Una situazione sempre meno sostenibile per lunghi mesi all’anno. La crescita del traffico è un processo probabilmente irreversibile e per questo motivo sono particolarmente riconoscente alla popolazione svizzera che ha dapprima sostenuto la linea di base e a distanza di anni la seconda galleria autostradale. Le aspettative di un alleggerimento della situazione attuale sono alte soprattutto tra i residenti.

La valorizzazione delle valli è una questione che, come ben sapete, mi sta molto a cuore e per la quale mi impegno da sempre. In questo senso, non posso certamente dimenticare il Programma San Gottardo 2020, un progetto dedicato allo sviluppo economico dell’intera regione alpina, che coinvolge i Cantoni Ticino, Uri, Grigioni e Vallese.

Come evidenziato nel Piano Direttore cantonale, nel 2010 i quattro Cantoni hanno avviato un programma decennale per sostenere la realizzazione e lo sviluppo del territorio del San Gottardo, operando oltre le barriere geografiche, politiche, linguistiche e culturali. L’obiettivo è di creare uno spazio che offra alla popolazione, agli attori economici e ai turisti un futuro ricco di possibilità di crescita nel rispetto delle identità e delle peculiarità locali. È necessario contrastare la riduzione di opportunità lavorative, accentuata dalla perdita di importanza dei vettori economici tradizionali. Una crisi generalizzata che tocca tutte le zone più periferiche.

Prese separatamente, queste regioni (Valle dell’Urseren, le Tre Valli in Ticino, la Surselva nei Grigioni e il Goms nel Vallese) hanno prospettive limitate e modeste.
I residenti si attendono, a maggiore ragione, un miglioramento della situazione attuale. Con un miglior coordinamento delle diverse strategie, i Governi cantonali intendono rilanciare le loro aree periferiche attraverso nuove opportunità di sviluppo.

Mi auguro davvero che la regione del San Gottardo possa essere ravvivata con la concretizzazione dei progetti che si stanno portando avanti in questi ultimi anni.
Cito, quale esempio strategico, la copertura dell’area autostradale di Airolo, che restituirà territori e qualità di vita alla popolazione.

Trovandoci però ora in una caserma, vorrei ricordare la tradizione militare legata a questo territorio. L’esercito assicura molti posti di lavoro in Ticino, soprattutto nelle valli. Fino a ieri Airolo era la casa della fanteria di montagna e delle truppe di fortificazione, oggi ospita le truppe sanitarie. Il mio impegno come responsabile politico degli affari militari per il Cantone è di fare in modo che anche in futuro siano messe a disposizione dell’esercito infrastrutture moderne con le rispettive piazze di esercitazione assicurando da una parte la creazione di posti di lavoro e dall’altra un indotto economico per la regione.

La complementarietà tra i progetti può sicuramente rivelarsi la mossa vincente per mettere a disposizione di tutti una zona interessante: per lo svago se pensiamo ai turisti, al transito per coloro che si occupano di trasporti e per la qualità di vita se ci riferiamo alle famiglie. Proprio la possibilità di una vita migliore e un numero maggiore di soluzioni professionali limiteranno lo spopolamento delle zone periferiche.
Di questo scenario ne beneficerebbe certamente tutto il Canton Ticino.

Vi ringrazio per l’attenzione e auguro buon proseguimento del viaggio.

 

 

Rinnovo del mandato alla Pretore supplente di Leventina

Rinnovo del mandato alla Pretore supplente di Leventina

A partire dalla fine del mese di dicembre la Pretura del Distretto di Leventina riprenderà ad essere diretta dalla Pretore titolare Sonia Giamboni, congiuntamente alla Pretore supplente Elettra Orsetta Bernasconi Matti. L’avvocato Elisa Bianchi Roth terminerà quindi la sua attività di Pretore supplente.

L’avvocato Bernasconi Matti, unitamente all’avvocato Elisa Bianchi Roth, sono state designate dal Consiglio di Stato nell’ottobre del 2016, Pretori supplenti della Pretura del Distretto di Leventina nella misura del 50% ciascuna, in sostituzione della Pretore titolare Sonia Giamboni, assente per un congedo maternità. Il mandato assegnato loro è stato ripartito in base alle rispettive competenze, ovverosia l’avvocato Bianchi Roth con sede presso la Pretura civile di Faido e l’avvocato Bernasconi Matti presso la Pretura penale a Bellinzona.

La Pretore titolare Sonia Giamboni rientrerà in funzione a tempo parziale presso la Pretura civile di Faido a fine dicembre. A fronte della decisione del Consiglio della Magistratura di concederle un congedo non pagato nella misura del 50%, il Governo ha quindi proceduto a rinnovare il mandato quale Pretore supplente del Distretto di Leventina all’avvocato Bernasconi Matti con un grado di occupazione a metà tempo fino alla fine del mese di dicembre del 2018. Quest’ultima continuerà quindi la propria attività giudicante presso la Pretura penale.

Il Governo tiene a ringraziare sentitamente l’avvocato Elisa Bianchi Roth per il lavoro svolto con professionalità, impegno e serietà presso la Pretura di Leventina, rimarcando altresì come questa prima esperienza di condivisione di una carica giudiziaria, che ha comportato lo svolgimento a tempo parziale di una funzione giudiziaria, sia risultata positiva sotto vari aspetti. Un tema che verrà approfondito e discusso nel corso del prossimo anno da parte della Divisione della giustizia, nell’ottica di una maggior flessibilità in termini di tempo di lavoro dei Magistrati.

Faido quartier generale dei precetti

Faido quartier generale dei precetti

Da laRegione | Inaugurato il Centro cantonale competente per l’elaborazione di tutte le domande di esecuzione

Centralizzare la gestione delle domande di esecuzione cantonali: dalla loro ricezione sino all’avvio del precetto esecutivo. È ciò che fa il Centro cantonale per i precetti esecutivi, inaugurato ufficialmente ieri a Faido dal Dipartimento delle istituzioni alla presenza del direttore Norman Gobbi, del responsabile cantonale del settore esecutivo Fernando Piccirilli e del capoprogetto dei centri di competenza cantonali Lallo Ruggeri. Realizzato in modo graduale nel corso del 2017 e facendo capo prevalentemente a risorse interne del settore esecutivo, il nuovo stabilimento ubicato in Leventina permette di perfezionare l’attività poiché concentrata in un’unica sede, garantendo un’ottimizzazione delle risorse a disposizione (passate da 12, 6 a 9 unità) con il vantaggio di accrescerne le competenze e la specializzazione. La vecchia struttura prevedeva infatti l’emissione dei precetti da parte delle otto sedi, tra principali e periferiche (queste ultime contraddistinte in futuro da un’apertura parziale), dell’Ufficio di esecuzione. Una forma che secondo il Dipartimento non consentiva una gestione ottimale dell’attività a causa di una dispersione della stessa su più funzionari. Attualmente sono nove i collaboratori impiegati nello stabile di Faido che garantiscono la gestione delle circa 180mila domande annuali, sgravati dalla gestione delle telefonate, della corrispondenza e dalle richieste di esecuzione. Compiti che dal 3 ottobre 2016 svolge il Contact center. Anch’esso collocato a Faido, tramite l’ausilio di sei giovani impiegati e un apprendista favorisce una gestione più efficiente ed efficace dei contatti con gli utenti (il cui numero è soggetto a un considerevole aumento). E a più di un anno dall’inizio dell’attività i risultati sono soddisfacenti: la percentuale delle telefonate evase ha infatti raggiunto la media dell’87%. La centralizzazione dell’attività tramite i due centri, che hanno portato a Faido quindici impiegati quasi tutti domiciliati nelle Tre Valli, è un passo concreto della riorganizzazione del settore esecutivo e fallimentare, avvenuta con l’istituzione nel 2015 di un circondario unico di esecuzione e fallimenti e con l’introduzione dell’innovativo sistema informatico denominato Themis.

(di Giacomo Rizza)

Spahr e Buschor: zurighesi i Re del Tiro 2017 del San Gottardo

Spahr e Buschor: zurighesi i Re del Tiro 2017 del San Gottardo

X. Tiro Storico del San Gottardo | Nelle sezioni vincono Mendrisio, Lucerna, Bedano e Liestal

Una splendida giornata d’autunno ha accolto gli oltre 660 tiratrici e tiratori al poligono di Airolo, che si sono confrontati nella decima edizione del Tiro Storico del San Gottardo. Leggera flessione nella partecipazione – dopo il fortissimo aumento del 2016 – alla pistola 25m con 285 partecipanti, mentre nuova crescita al fucile 300m con 378 partecipanti. Nelle sezioni hanno dominato La Mendrisiense e la Schützengesellschaft der Stadt Luzern al fucile, mentre alla pistola la Tiro Sportivo di Bedano e la Schützengesellschaft Liestal. I Re del Tiro sono stati proclamati dopo la verifica dei migliori colpi e serie, viste le parità nei risultati ottenuti; al fucile vince Daniel Spahr di Aeugst am Albis e alla pistola Stephan Buschor di Zurigo, che avendo già vinto una volta cede il premio della Confederazione a Boris Vuskovic di Bedano.
Un sole da incorniciare ha fatto dimenticare il meteo poco clemente degli ultimi anni alle quasi 700 persone accorse ad Airolo per la decima edizione del Tiro Storico del San Gottardo. Un’edizione che – come ha ricordato il presidente Norman Gobbi – ha chiuso il secondo ciclo nei premi di partecipazione che vengono consegnati ogni 5 anni alle tiratrici e ai tiratori partecipanti; infatti, in occasione dell’assemblea tenutasi dopo il tiro – alla presenza del sindaco di Airolo Franco Pedrini, del comandante della brigata fanteria montagna 9 Maurizio Dattrino, dei presidenti federativi di tiro svizzero Luca Filippini e ticinese Doriano Junghi – è stata presentata la medaglia d’argento che premia le 10 partecipazioni al tiro promosso dal 2008 alle pendici del massiccio del Gottardo.

Le competizioni alla pistola hanno subito in fine giornata un problema tecnico. Uno dei due carrelli a 25m si è infatti inceppato e ha creato ritardi – e qualche rinuncia – ai tiratori presenti. Nei risultati individuali due tiratori hanno ottenuto 139 punti su 150 (ricordiamo che non ci sono colpi di prova) e quindi per aggiudicare il titolo di Re del tiro si è dovuto verificare le migliori serie ottenute. Con un sol punto di appoggio (57 contro 56) nell’ultima serie, il titolo 2017 va nuovamente a Stephan Buschor della Schützengesellschaft der Stadt Zürich, incoronato già nel 2015. In seconda posizione c’è Boris Vuskovic della Società di Tiro Sportivo di Bedano, che riceve il premio della Confederazione (una pistola d’ordinanza dell’Esercito) in quanto questo premio lo si può vincere una volta sola, e si diploma miglior Veterano della competizione. Miglior tiratore Elite si qualifica Eros Ferrari del Club Pistola Tesserete con 137 punti, mentre il miglior Juniores è Luca Veglio dei Tiratori della Greina di Olivone con 122 punti.
Nelle sezioni ticinesi vince la società di Bedano con 1’009 punti, davanti a Tesserete 1’000 e Locarno 998. Nelle sezioni ospiti domina nuovamente la società di Liestal 1’057, imponendosi sulla società sportiva della polizia cantonale di Zurigo 1’036 e sulla società della città di Lucerna 1’016. In totale sono state 24 le sezioni partecipanti alla gara pistola 25m, e ad aggiudicarsi il premio speciale di sezione – gentilmente offerto da Vanni Donini – sono stati i Carabinieri Faidesi e la Stoss-Schützenverband.
Sui 18 bersagli al fucile 300m al termine delle competizioni ben tre tiratori risultavano aver centrato il massimo risultato possibile di 75 punti; applicando il regolamento di tiro si è quindi ricorsi all’appoggio con il miglior colpo centrale (su base centesimale) dell’ultima serie sparata. Con il miglior colpo di 100/100 vince il titolo di Re del tiro e il premio della Confederazione – un Fass90 dell’Esercito – Daniel Spahr della Schützengesellschaft Aeugst am Albis (ZH); con 94/100 si piazza secondo e miglior Veterano Angelo Brenna della società di tiro La Balernitana, mentre terzo e miglior Elite si diploma Stephan Neiger della Obwaldner Kantonalschützengesellschaft con 91/100. Come miglior Juniores delle gare a 300m troviamo Brian May della società di tiro La Mendrisiense con 73 punti.

Nelle sezioni ticinesi si impone Mendrisio con 578 punti, davanti a Locarno e la Castello e Campagna di Bellinzona entrambe a 565 punti. Tra le sezioni ospiti vince nuovamente la società di tiro della città di Lucerna con 569 punti, seguita dalle federazioni di tiro di Obvaldo e Lucerna entrambe a 556 punti. In totale al fucile 300m hanno preso parte 29 sezioni e il premio speciale di sezione è andato ai Tiratori Santa Maria di Iseo-Cimo e alla Schützengesellschaft der Stadt Zürich.
Nel concorso speciale volto ad incentivare e premiare la partecipazione di juniores e adolescenti, alla pistola 25m si impone nel 2017 Airolo davanti a Iragna e Faido, mentre al fucile 300m vince nuovamente Balerna con 13 giovani davanti ad Airolo (12) e Ponto Valentino (8). In totale sono stati 78 i giovani e adolescenti partecipanti (12%) per 19 sezioni partecipanti a pistola.

Didascalia foto (di Maurizio Gianella, libera da diritti):
Il presidente del Tiro Storico Norman Gobbi, il brigadiere Maurizio Dattrino, il Re del tiro al fucile Daniel Spahr, il Re del tiro alla pistola Stephan Buschor, il premiato Boris Vuskovic e il presidente FST-SSV Luca Filippini.

A Faido gli specialisti dei precetti

A Faido gli specialisti dei precetti

Da RSI.ch | Inaugurata lunedì a Faido la nuova struttura che elaborerà e gestirà tutte le domande a livello cantonale

Il servizio del Quotidiano: https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Esecuzioni-ecco-nuovo-centro-9671389.html

E’ stato inaugurato ufficialmente lunedì dal consigliere di Stato e direttore del Dipartimento delle istituzioni (DI) Norman Gobbi il nuovo centro cantonale per l’emissione dei precetti esecutivi di Faido. La struttura avrà il compito di elaborare tutte le domande d’esecuzione cantonali, centralizzate in un solo servizio e s’affianca al contact center dell’Ufficio esecuzione attivo da un anno.

Gobbi ha spiegato che il progetto è stato sviluppato allo scopo di migliorare tangibilmente il servizio offerto all’utenza, ricordando nel contempo che il centro è stato creato in modo graduale durante quest’anno, facendo riferimento a effettivi interni. La centralizzazione ha il duplice vantaggio d’ottimizzare le risorse, accrescendone le competenze e la specializzazione.

Tra l’altro i due centri hanno portato a Faido quindici impieghi, quasi tutti occupati da residenti nelle Tre Valli. I collaboratori della nuova struttura attualmente sono nove. Assicureranno la gestione delle circa 180’000 domande trasmesse ogni anno all’Ufficio d’esecuzione.

Dipartimento delle istituzioni:inaugurato ufficialmente il Centro cantonale per i precetti esecutivisituato a Faido

Dipartimento delle istituzioni:inaugurato ufficialmente il Centro cantonale per i precetti esecutivisituato a Faido

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni |

Il Dipartimento delle istituzioni ha inaugurato ufficialmente stamane il Centro cantonale per l’emissione dei precetti esecutivi, situato a Faido. Compito del medesimo è quello di elaborare tutte le domande di esecuzione cantonali, centralizzate in un unico servizio. Il nuovo Centro cantonale, realizzato in modo graduale nel corso del 2017, si affianca al Contact center dell’Ufficio di esecuzione, attivo da un anno e il cui bilancio d’attività è ampiamente positivo.

I due Centri di competenza cantonali hanno permesso di accrescere la qualità delle prestazioni fornite alla cittadinanza e di ottimizzare le risorse a disposizione. Un tassello fondamentale nella riorganizzazione generale del settore esecutivo e fallimentare, approvata dal Governo lo scorso luglio e ora al vaglio del Parlamento.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha incontrato la stampa nella sala del Consiglio Comunale di Faido per illustrare questo importante progetto intrapreso dal Dipartimento alfine di migliorare ulteriormente la qualità del servizio garantito alla cittadinanza. Durante la presentazione sono intervenuti Fernando Piccirilli, Ufficiale dell’Ufficio di esecuzione Bellinzona e Valli e Responsabile del settore esecutivo cantonale, e Lallo Ruggeri, Supplente ufficiale Bellinzona e Valli e Capoprogetto dei Centri di competenza cantonale, che hanno in seguito accompagnato gli ospiti in una visita guidata degli uffici del nuovo servizio.

Il Centro cantonale per i precetti esecutivi è stato creato in modo graduale nel corso del 2017, facendo capo prevalentemente a risorse interne del settore esecutivo. Obiettivo principale è quello di centralizzare tutta l’elaborazione delle domande di esecuzione cantonali, dalla loro ricezione sino all’avvio del precetto esecutivo. La centralizzazione dell’attività in un’unica sede ha il duplice vantaggio di ottimizzare le risorse a disposizione nonché di accrescerne le competenze e la specializzazione. Con la struttura precedente ogni sede dell’Ufficio di esecuzione si occupava infatti dell’elaborazione delle proprie domande di esecuzione, ciò che non consentiva una gestione ottimale di questa attività, con una dispersione della stessa su più funzionari. Attualmente, sono 9 i collaboratori ad essere attivi con percentuali d’attività parziali presso il nuovo servizio, che garantisce la gestione delle circa 180’000 domande di esecuzione che annualmente pervengono all’Ufficio di esecuzione.

Il Centro cantonale per i precetti esecutivi si affianca al Contact center, inaugurato nell’ottobre 2016 e che sta rispondendo pienamente alle attese. I due Centri di competenza cantonali sono parte integrante della riorganizzazione generale del settore esecutivo e fallimentare, oggetto di uno specifico messaggio governativo licenziato dal Consiglio di Stato lo scorso mese di luglio. Nello specifico, l’istituzione nel 2015 del circondario unico di esecuzione e dei fallimenti, unita all’introduzione, avvenuta nel medesimo anno, del nuovo e performante applicativo informatico THEMIS, hanno permesso la centralizzazione di queste attività presso i nuovi servizi di Faido.
Una centralizzazione che rende quindi oggi necessario adattare la struttura dell’intero settore, alla luce dei nuovi processi interni di lavoro e alle opportunità fornite dall’informatizzazione dei servizi. Una riorganizzazione portata avanti con un occhio di riguardo nei confronti delle regioni periferiche, da sempre ritenute, in particolare dal Dipartimento delle istituzioni, una risorsa preziosa e da valorizzare. In quest’ottica, si rimarca come i due Centri di competenza cantonali hanno permesso di portare a Faido oltre 15 posti di lavoro, la maggior parte dei quali assunti da residenti nella regione delle Tre Valli. Oltre a ciò, si rammenta la decisione del Governo di mantenere tutte le sedi periferiche del settore, che saranno contraddistinte da un’apertura parziale. Una soluzione che risponde pienamente ai bisogni dei cittadini di queste zone periferiche, adeguando i servizi all’evoluzione della nostra società.

Ufficio di esecuzione: consegnati i diplomi ai collaboratori del Contact center di Faido

Ufficio di esecuzione: consegnati i diplomi ai collaboratori del Contact center di Faido

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni |

A quasi un anno dalla sua entrata in funzione, il Contact center dell’Ufficio di
esecuzione, sito a Faido e composto da sette collaboratori, risponde pienamente
alle esigenze dei cittadini. Un servizio efficace e di qualità, certificata anche dalla consegna, avvenuta ieri sera in presenza del Direttore del Dipartimento delle
istituzioni Norman Gobbi, dei diplomi di Call center agent, formazione conseguita
con successo dal giovane team attivo a Faido.

La formazione, proposta da gennaio a maggio e conclusa lo scorso mese di giugno con
gli esami finali, ha avuto lo scopo di fornire ai collaboratori del Contact center alcuni strumenti teorici e pratici che permettono loro di incrementare l’efficienza e l’efficacia nell’attività di contatto telefonico con l’utenza. Una formazione ritenuta necessaria dal Dipartimento delle istituzioni, da sempre attento alla qualità dei propri servizi così come alla valorizzazione del personale, che migliorerà ulteriormente il servizio assicurato ai cittadini, che dal 3 ottobre del 2016 possono rivolgersi al Contact center dell’Ufficio di esecuzione. Un punto di contatto privilegiato per tutto il settore. Un centro di competenza che ha sgravato in maniera importante gli Uffici di esecuzione presenti sul territorio cantonale, rendendo quindi possibile – e necessaria – la riorganizzazione dell’intero settore, oggetto di un recente messaggio governativo.

Durante la cerimonia, svoltasi a Camorino alla sede della Labor Transfer SA in presenza del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, della Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti e del Responsabile cantonale del settore esecutivo Fernando Piccirilli, sono quindi stati premiati i collaboratori del Contact center (nella foto, assieme agli altri partecipanti al corso): Simone Caprani, Nicole Fabris, Chiara Frigerio, Antonio Gallucci, Igor Mihaljevic, Lara Portavecchia e Corinne Zenatti, quest’ultima responsabile dell’attività del Contact center.

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni si congratula con i propri collaboratori per il riconoscimento ricevuto, certo che questo traguardo costituisca un ulteriore tassello nell’accrescimento della qualità del servizio fornito alla cittadinanza.

Un Ticino senza Blenio e Leventina?

Un Ticino senza Blenio e Leventina?

Dal Corriere del Ticino | L’Ufficio federale dello sviluppo territoriale ha diviso la Svizzera in dodici aree d’intervento sovraregionali Rivisti i confini fra i cantoni – Bellinzona «acquisisce» la Moesa – Gobbi: «L’idea lascia il tempo che trova»

La cosa che salta subito all’occhio è la completa ridefinizione dei confini interni. Ai 26 Cantoni si sovrappongono 12 aree di intervento funzionali: quattro attorno ai principali centri urbani, cinque basate su una rete di città medio-piccole e tre nello spazio alpino. L’attuale Ticino diventerebbe Città Ticino, acquisirebbe la regione grigionese della Moesa ma perderebbe i distretti di Blenio e Leventina, inglobati in un’area definita Gottardo, comprendente il Canton Uri, parte dei Grigioni occidentali e la valle di Goms, in Vallese. I confini della regione Gottardo, delimitati dagli accessi ai valichi alpini e dalla morfologia del massiccio montagnoso, si estenderebbero fino ai territori di Nidvaldo, Obvaldo e Berna.

Il tutto rientra nel quadro del «Progetto territoriale Svizzera», avviato da alcuni anni dall’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE), Cantoni, Comuni e Città. Questi spazi sono stati ridisegnati in base alle loro affinità in termini di mobilità, di relazioni economiche e sociali e di mercati del lavoro. Alla base non ci sono propositi di riorganizzazione politica, ma la volontà di affrontare le sfide territoriali in una nuova dimensione, da considerare poi nelle rispettive pianificazioni cantonali. Il tutto ha ancora contorni molto teorici: lo scopo ufficiale è di elaborare una strategia comune a favore di uno sviluppo territoriale sostenibile, tramite una riflessione e un’azione in termini di aree di intervento. A spingere in questa direzione c’è tuttavia un problema concreto: le attività e le interazioni umane travalicano i ristretti confini politici cantonali e comunali, risalenti al Medioevo. Per motivi legati al luogo di domicilio, al posto di lavoro, alla formazione, agli spostamenti e al tempo libero, molti svizzeri oltrepassano ogni giorno i confini comunali e cantonali. Di qui l’esigenza di pianificare in termini sovraregionali.

Ma sullo sfondo resta l’interrogativo se la struttura politica svizzera, frammentata e decentralizzata (26 Cantoni, 148 circondari, 2.255 Comuni) in uno spazio di per sé già molto limitato, è ancora in grado di rispondere efficacemente ai problemi. E se non sia opportuno, per questo, cambiare dimensione. Come ha rilevato mercoledì la NZZ, per affrontare le questioni di natura sovraregionale è stata creata una fitta (e costosa) rete di organizzazioni che comprende 15 conferenze dei direttori cantonali, 6 conferenze regionali dei Governi, 750 concordati e, per quanto riguarda i Comuni, 23 mila consorzi. Un parziale rimodellamento istituzionale è già in corso. Dal 2000 sono stati eliminati 641 Comuni e 36 circondari.

Un domani questa tendenza potrebbe davvero travalicare i confini cantonali?

Il concetto di dodici aree d’intervento è praticabile, anche a soli fini pianificatori? Norman Gobbi, consigliere di Stato leventinese, è lapidario. «Un’idea stramba e per giunta nemmeno la prima. Non dimentichiamo che quando l’ARE aveva avviato il discorso di Progetto territoriale prevedeva “zone di spopolamento”, riferite alle regioni di montagna. Un concetto che aveva provocato una giustificata levata di scudi». Ma non c’è solo l’ARE dietro all’idea delle 12 regioni. «Ci sono state discussioni, ma non condivisione. Abbiamo già un progetto Gottardo (avviato da Ticino, Uri, Vallese e Grigioni. n.d.r.). Questo progetto incontra grosse difficoltà solo a funzionare come tale. Dal punto di vista di area funzionale sarà ancora più difficile se si pensa alla zona Gottardo come proposta dall’ARE». Un Ticino senza Leventina e Blenio? «Sono riflessioni che lasciano il tempo che trovano. Noi siamo sempre stati molto critici sulle nuove concezioni territoriali. Tant’è che rispetto all’idea iniziale messa in consultazione da parte dell’ARE è uscito un concetto molto diverso. Le loro visioni scientifico-intellettuali sono ben distanti dalla realtà territoriale e istituzionale». Ma sullo sfondo non c’è un’analogia con quello che si sta facendo, anche in Ticino, attraverso le fusioni comunali, creando organi più forti e coerenti? «Le aggregazioni devono avere uno scopo funzionale e portare a un miglioramento. Non mi sembra che questa proposta, salvo una riflessione sul Moesano, possa avere un senso, né nel caso del Gottardo né in quello, tanto per fare un esempio, dell’unione fra Vallese germanofono e Oberland bernese. Le collaborazioni fra Cantoni restano uno strumento migliore rispetto a queste ipotesi».

le zone

Spazio metropolitano Zurigo Zurigo, Sciaffusa e Zugo, parti di Turgovia, San Gallo, Argovia, Lucerna e Svitto. 2,14 milioni di abitanti.

Spazio metropolitano Basilea Basilea Campagna e Città, una parte del Giura, di Argovia e di Soletta. 566 mila abitanti.

Spazio metropolitano lemanico

Ginevra e Vaud, con porzioni di Vallese e Friburgo. 1,22 milioni di abitanti.

Regione della capitale

Canton Berna, con parti di Vaud, Friburgo e Soletta. 1 milione di abitanti.

Lucerna Ci sono Lucerna, Obvaldo, Nidvaldo e parti di Svitto e Argovia. Gli abitanti sono 466 mila.

Città Ticino Sottoceneri, Bellinzonese, Locarnese, Vallemaggia e Riviera. 320 mila abitanti.

Arco giurassiano Giura, Neuchâtel, Giura bernese e vodese. 394 mila abitanti.

Aareland Parti di Argovia e Soletta. 333 mila abitanti.

Nord-Est Appenzello Interno ed Esterno, parti di San Gallo e Turgovia. 588 mila abitanti.

Gottardo Uri, Leventina, Blenio, parti dei Grigioni e Valle di Goms. 126 mila abitanti.

Alpi occidentali Vallese, Alpi vodesi e Oberland bernese. 442 mila abitanti.

Alpi orientali Grigioni e valli limitrofe (in direzione Ticino e San Gallo). 250 mila abitanti.

(Articolo di Giovanni Galli)

Battezzato il treno “Göschenen/Airolo”

Battezzato il treno “Göschenen/Airolo”

Da tio.ch l Presenti alla cerimonia Norman Gobbi, il direttore del dipartimento dell’economia del Canton Uri Camenzind e il responsabile FFS Roberto Tulipani. Il treno TILO “Göschenen/Airolo” ha ricevuto questa mattina il proprio battesimo ufficiale ai portali della “vecchia” galleria.

Da oramai una settimana, migliaia di viaggiatori sfruttano i nuovi collegamenti attraverso la galleria di base, risparmiando circa 30 minuti per ogni viaggio. Al contempo, lungo la linea panoramica del San Gottardo, le FFS continuano a proporre un’interessante offerta per gli spostamenti casa-lavoro e rafforzano il turismo regionale. «Crediamo nel mito del San Gottardo e al potenziale turistico della regione», ha affermato Roberto Tulipani, responsabile Regione Sud di FFS Viaggiatori Regioni, in occasione del battesimo di un treno a Göschenen di fronte a circa 200 ospiti.

Il direttore del Dipartimento dell’economia del Cantone di Uri Urban Camenzind ha interpretato la scelta del nome del treno «Göschenen/Airolo» come un segnale positivo da parte delle FFS, ossia l’espressione della loro volontà di rendere ancora più allettante l’offerta al San Gottardo: «La linea panoramica del San Gottardo è una via di transito importante e consente a molti treni di raggiungere la regione delle Alpi centrali. Il collegamento dai centri urbani dell’Altipiano svizzero verso Göschenen deve continuare a essere rafforzato evitando eccessivi cambi. Ci auguriamo che i treni circolino tutto l’anno e più volte al giorno.»

«Un segnale positivo» – Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha dal canto suo ricordato che «oggi festeggiamo un segnale positivo verso le valli del Ticino, soprattutto poiché proviene da un attore vitale per le regioni periferiche, come lo è un servizio di trasporti pubblici. È un messaggio che ci fa ben sperare, che ci dà la possibilità di essere partecipi del nostro futuro, mettendo a disposizione della nostra regione uno strumento essenziale per il proprio sviluppo».

Discorso per il battesimo del treno “Göschenen/Airolo”

Discorso per il battesimo del treno “Göschenen/Airolo”

Franco Pedrini, Sindaco di Airolo,
Roberto Tulipani, Responsabile Regione Sud FFS e CEO TILO,
Care autorità e cari abitanti delle Tre Valli,
Egregi signori,
Gentili signore,

L’inaugurazione della galleria di base del San Gottardo lo scorso giugno si è rivelata un evento d’interesse internazionale, che ha attirato nel nostro Cantone oltre 100mila persone durante il fine settimana dedicato alla festa popolare. Un successo prevedibile, poiché la nuova galleria ha un’importanza che supera i confini elvetici: accorcia infatti in maniera rilevante le distanze tra nord e sud, nella linea che da Genova arriva fino a Rotterdam. Il Ticino e i suoi attori economici stanno vivendo un’occasione unica: un treno che sta partendo e che non dobbiamo assolutamente perdere.

Una settimana fa abbiamo potuto assistere, in occasione dell’annuale modifica dell’orario FFS, alla messa in funzione della nuova tratta. Una festa che ha portato molti ticinesi nelle stazioni centrali del nostro Cantone, dimostrazione di una grande soddisfazione e ottimismo per questo cambiamento.

Negli anni che hanno preceduto l’inaugurazione della galleria di base del San Gottardo si è a lungo dibattuto sugli aspetti positivi e negativi che questa rivoluzione dei trasporti avrebbe portato con sé. Soprattutto, si è discusso a fondo sulle opportunità e sulle incertezze che avrebbero segnato il futuro della popolazione ticinese. L’incertezza più rilevante, per chi – come il sottoscritto – vive la situazione in prima persona, è il destino delle nostre valli, come la Leventina, che da via obbligata per il transito della tratta nord-sud, corre il rischio di venir isolata. È un rischio, ma è anche l’occasione per sviluppare una politica regionale mirata.

Non stiamo più parlando di una data lontana: questo futuro è il nostro presente. È quindi giunto il momento di innovare, proporre, pianificare, prendere delle decisioni che incideranno sugli anni a venire della nostra valle. È compito di noi leventinesi, ticinesi, politici e imprenditori locali, attuare tutte le misure possibili per prendere in mano il destino nella nostra regione, mettendoci la testa ma soprattutto il cuore, nel prendere decisioni riguardanti il nostro avvenire.

Come Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni, in questi anni mi sono adoperato per evitare l’isolamento delle valli. Mi sono dato da fare per continuare a mantenere i servizi di base dell’Amministrazione nelle regioni più periferiche del Cantone, e per delocalizzare alcuni servizi nelle valli. Sono convinto infatti che non siano solo i centri urbani a portare beneficio all’economia del Cantone: anche le zone più discoste devono essere percepite come risorse che possono contribuire attivamente al benessere di tutti i ticinesi.

Con il treno “Göschenen/Airolo”, l’azienda TILO estende e potenzia i suoi servizi verso
nord, ridefinendo la funzione di questa tratta, qualificandola e incorniciandola nel suo valore turistico. Una via panoramica che i visitatori percorreranno con la volontà di scoprire le bellezze della nostra regione, fatta di montagne e di paesi incantevoli, di sentieri nella natura e di artefatti storici, di spettacoli dell’ingegneria come le gallerie del Piottino e della Biaschina, di prelibatezze prodotte all’alpe, nei nostri vigneti, nelle nostre aziende gastronomiche. Sarà compito nostro farci trovare pronti, per non disattendere le aspettative di chi verrà a farci visita.

Con grande piacere ho preso atto però che TILO non ha pensato solo a chi nella nostra
regione arriva come turista, ma ha riservato una particolare attenzione anche per chi,
come noi, ha scelto di rimanere in valle a vivere, nonostante gli spostamenti richiesti dal lavoro e dallo studio. I collegamenti con il resto del Cantone sono stati infatti riorganizzati e potenziati, garantendo un miglior scambio con le altre regioni del Cantone e la Svizzera interna. Alcune stazioni che avevano visto la loro attività ridotta negli anni, come quella di Lavorgo e di Ambrì-Piotta, saranno finalmente ristabilite per tutti i treni di questa nuova tratta. La nuova offerta TILO garantisce quindi un importante aspetto regionale, che aggiunge del valore alla qualità di vita in Leventina.

Oggi festeggiamo un segnale positivo verso le valli, soprattutto poiché proviene da un
attore vitale per le regioni periferiche, come lo è un servizio di trasporti pubblici. È un messaggio che ci fa ben sperare, che ci dà la possibilità di essere partecipi del nostro futuro, mettendo a disposizione della nostra regione uno strumento essenziale per il proprio sviluppo. Dopo la notizia di qualche giorno fa, mi sento però di “dosare” questo entusiasmo e di pensare agli anni a venire: a fine 2017 scadrà infatti la concessione della linea. Le FFS proprio pochi giorni fa hanno messo in dubbio il sostegno del costo della manutenzione della linea, che potrebbe quindi riversarsi sulle finanze del Cantone e dei Comuni. Un impegno finanziario oneroso e attualmente non sostenibile, che metterebbe in serio pericolo questo prezioso servizio. Una preoccupazione che intendo condividere con i miei colleghi di Governo, e per la quale abbiamo la volontà di lottare. Per far sì che la situazione attuale, quella che oggi festeggiamo, rimanga tale: una linea di montagna valorizzata nell’ottica turistica e adeguata alle necessità della popolazione locale.

Con l’apertura nel 2020 del tunnel di base del Monte Ceneri, anche i centri urbani del
nostro Cantone saranno più vicini, e potremo quindi abbracciare il concetto della “Città-Ticino”, ovvero di un’entità policentrica che abbia un peso ancor più rilevante nelle relazioni con Berna e con i paesi confinanti. Questa è un’evoluzione che chiederà ai Comuni ticinesi e ai suoi abitanti uno sforzo comune per vincere una sfida non indifferente. Ticino2020, il progetto che vuole ridefinire i rapporti e i flussi tra Cantone e Comuni così come il Piano cantonale delle aggregazioni che il Consiglio di Stato sta attuando vanno in questa direzione: per la realizzazione del Ticino di domani, più forte a livello istituzionale ed economico, e certamente più coeso. Dobbiamo quindi tenere a mente che quello che stiamo costruendo per la Leventina in questi anni ci permetterà di arrivare al 2020 con delle basi solide, con le quali potremmo essere davvero parte attiva di questo cambiamento.

È con grande piacere quindi che il Canton Ticino accoglie questa novità da parte dell’azienda TILO. Oggi l’occasione è propizia per ricordarci che ognuno di noi può – e deve – fare la propria parte, pubblico e privato, ticinesi e leventinesi, contribuendo con proposte concrete alla realizzazione della Leventina di domani. Per il bene della collettività e per il futuro della nostra regione.

Vi ringrazio.

Norman Gobbi
Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni