Campionato Ticinese Giovani Tiratori: titoli ad Airolo e Ponto Valentino

Campionato Ticinese Giovani Tiratori: titoli ad Airolo e Ponto Valentino

Da Ticinonline.ch |Il 37esimo campionato cantonale Gruppi giovani tiratori si è svolto a Faido

Faido ha ospitato la finale del Campionato cantonale Gruppi giovani tiratori a 300m. Questo evento, che si svolge annualmente dal 1980, è il momento culminante della stagione agonistica cantonale assegnando da un lato il titolo di campione ticinese e dall’altro aprendo le porte alla finale nazionale di fine settembre che si svolgerà ad Emmen (LU).

L’edizione 2016 si è tenuta con diverse società, in particolare del Sottoceneri, in pieno slancio di rilassamento, visto l’appena conclusa Festa cantonale di Tiro, alla quale diverse società presenti avevano contribuito fattivamente. Ciò a prima vista sembrerebbe aver influenzato i risultati dei singoli gruppi, ma un’analisi più attenta rivela che effettivamente i più meritevoli hanno ricevuto il giusto riconoscimento.

Nel concorso gruppi U16 purtroppo sono stati solo due i gruppi finalisti: sul gradino più alto del podio con 518/600 troviamo la società Tiratori del Lucomagno con il gruppo formato da Lisa e Luca Veglio e Ivo Cattaneo, che doppiano il risultato dell’anno prima. Al secondo rango troviamo con 515 punti la Tiratori della Lavizzara con Noah Biadici, Letitia Bieri e Pamela Moretti.

Migliori risultati individuali sono stati di Donati Eleonora (180, Prato Sornico) eCattaneo Ivo (175, Ponto Valentino).

Nella categoria regina U20, otto i gruppi finalisti in rappresentanza di sei società. Primo rango e titolo cantonale per Djozik Vladan, Aaron Beretta, Alex Rossi e Remy Tomamichel della Unione Tiratori del Gottardo con 713/800, che si qualifica direttamente per la finale nazionale. Al secondo rango con 708 punti, bella prestazione dei Tiratori della Lavizzara con il gruppo formato da Alessio e Pamela Moretti, Daniele Rastegorac e Noah Biadici. Al terzo rango con 689 punti s’impone il gruppo formato da Fabrizio Maestrani, Elia Degiorgi, Benno Cattaneo e Cristian Solaridella Tiratori del Lucomagno.

Migliori risultati individuali per Federico Birra (Faido) e Daniele Rastegorac (Prato Sornico) con 183/200, Remy Tomamichel (Airolo) con 182 e Vladan Djokic e Pamela Moretti (Lavizzara) con 181.

Nella categoria “Giovani Tiratori” (U21) si è imposto Airolo, davanti a Prato Sornico e a Ponto Valentino.

Tra gli U17 Ponto Valentino ha avuto la meglio su Prato Sornico.

I campionati cantonali giovanili si sono svolti alla presenza del Consigliere di Stato Norman Gobbi e del presidente federativo avv. Oviedo Marzorini.

In viaggio sul San Gottardo

In viaggio sul San Gottardo

Airolo-Biasca, oggi con la bici elettrica – 13° puntata: http://www.rsi.ch/g/7768577

In viaggio sul San Gottardo – Un viaggio affascinante e suggestivo attorno ad uno dei luoghi più simbolici del nostro Paese, 15 appuntamenti quotidiani all’insegna dell’avventura, della scoperta, del divertimento.
In viaggio sul San Gottardo è un progetto ideato dall’emissione televisiva “Schweiz Aktuell” di SRF per sottolineare in modo originale questo 2016 contrassegnato dall’apertura della nuova trasversale alpina.

Schweiz Aktuell am Gotthard

Schweiz Aktuell am Gotthard

Tag 13: Versteckte Schätze in der Leventina. http://www.srf.ch/sendungen/schweiz-aktuell/tag-13-versteckte-schaetze-in-der-leventina

Das «Schweiz aktuell» Sommerprojekt 2016 – Präsentiert wird die Sendung von Katharina Locher. Die «Schweiz aktuell»-Moderatorin führt zum ersten Mal durch das dreiwöchige Sommerprojekt. Sie begrüsst das Publikum jeden Abend nach 19 Uhr vom Gotthardhospiz inmitten der imposanten Naturkulisse.

Dort empfängt sie Gäste aus Wirtschaft, Politik und Gesellschaft und beleuchtet die vielfältigen Themen rund um die Verbindungsachse Nord-Sud.

 

Sindaci delle Tre Valli rassicurati

Sindaci delle Tre Valli rassicurati

Da LaRegione del 14 luglio 2016
Ieri Norman Gobbi ha garantito sostegno alle zone periferiche. Nuovi uffici previsti a Faido e a Biasca

I presenti hanno chiesto anche un incontro con tutto il governo per affrontare questioni riguardanti gli altri dipartimenti. Richiesta che il direttore del Di porterà all’attenzione dei colleghi.

Ieri, il consigliere di Stato Norman Gobbi , direttore del Dipartimento delle istituzioni (Di), e la direttrice della Divisione della giustizia, Frida Andreotti , hanno incontrato a Bellinzona i rappresentanti dei Comuni della regione delle Tre Valli. Al centro della discussione le riorganizzazioni in atto, in particolare dei servizi della Divisione della giustizia, contenute anche nel pacchetto di riequilibrio delle finanze cantonali, la manovra di 180 milioni di franchi, presentata dal governo lo scorso aprile e ora al vaglio del parlamento. «Ritengo che sia stato utile incontrarsi – osserva Norman Gobbi – per discutere e dare una visione d’insieme, mostrando che anche se da un lato il Cantone deve risparmiare, dall’altro intende garantire un servizio di qualità alle regioni periferiche, dando sostegno con la dislocazione di servizi nelle Tre Valli». E lo spostamento da Bellinzona a Biasca del settore di back office della Sezione della popolazione ne è un esempio. Si tratta degli uffici – che contano una sessantina di dipendenti – in cui vengono analizzati gli incarti, mentre gli sportelli rimarrebbero in città per essere più centrali e raggiungibili dagli utenti. «Prima bisognerà però realizzare uno stabile amministrativo del Cantone in cui, oltre agli uffici della Sezione della popolazione, concentrare anche gli altri uffici cantonali che si trovano a Biasca», rileva Norman Gobbi. Spostandoci dalla Riviera alla Leventina, se per Faido da un lato si prospetta la chiusura dell’Ufficio registri di Leventina – oggetto anche di un’interpellanza in Consiglio comunale settimana scorsa – dall’altro sono previsti due nuovi servizi che porteranno circa venti nuovi posti di lavoro. Ovvero, nell’ambito degli Uffici di esecuzione, a Faido verranno creati due centri di competenza, il Contact center e il Centro cantonale dei precetti esecutivi. Il direttore del Di ha quindi tenuto a rassicurare i presenti sull’importanza delle regioni periferiche e ha ribadito la volontà di promuovere delle misure concrete per valorizzare le valli ticinesi.

Nell’incontro i rappresentanti dei Comuni delle Tre Valli hanno espresso diverse preoccupazioni, come le difficoltà a tenere il passo con la crescita demografica che si è verificata negli ultimi anni in Ticino. Per le zone periferiche l’obiettivo è che la popolazione continui a vivere e a lavorare in valle, ma per rimanere attrattivi e vitali, hanno evidenziato l’importanza di una visione strategica d’insieme. A tal proposito i rappresentanti dei Comuni delle Tre Valli hanno espresso la necessità di discutere anche questioni di competenza di altri dipartimenti, e hanno quindi richiesto un incontro con il governo. Richiesta che Norman Gobbi ha recepito favorevolmente. L’incontro si terrà molto probabilmente dopo l’estate.

LE REAZIONI
C’è soddisfazione ma un po’ di amarezza resta

Clima disteso e relativa soddisfazione da parte dei rappresentanti dei Comuni dopo l’incontro di ieri con il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. Anche se un po’ di amarezza per la chiusura di alcuni uffici di valle resta. «Sono contento per metà – ci dice il sindaco di Acquarossa Odis Barbara De Leoni –, da un lato è chiara la necessità del governo di razionalizzare, ma dall’altro dispiace per gli uffici che chiuderanno e i posti di lavoro che andranno persi. La speranza è che con la decentralizzazione ne arrivino altri».

Un incontro positivo e utile che sarà importante organizzare anche con il resto del governo, come fa notare Loris Galbusera , sindaco di Biasca. «Chiaro, un po’ di dispiacere rimane perché in questi momenti di difficoltà le valli son sempre penalizzate», osserva. «Confidiamo che da parte del governo ci sia la volontà di sostenere le regioni periferiche con altri servizi o aiuti». Dal canto suo Roland David , sindaco di Faido, rileva che le prospettive emerse durante l’incontro sono state abbastanza rassicuranti e mitigano un po’ l’amarezza per la chiusura dell’Ufficio registri di Leventina. «Anche se perdiamo alcuni servizi di prossimità, perlomeno guadagniamo altri posti di lavoro di qualità», conclude il sindaco di Faido.

Tre Valli La periferia si rafforza

Tre Valli La periferia si rafforza

Dal Corriere del Ticino del 14 luglio 2016, un articolo di Alan Del Don

La riorganizzazione dei servizi della Divisione giustizia porterà a Faido 20 posti di lavoro Il Consiglio di Stato sta inoltre pensando di dislocare degli uffici a Biasca per 70 impieghi

Appena entrati a Palazzo delle Orsoline, è sceso il diluvio su Bellinzona. Non era iniziato sotto i migliori auspici l’incontro, ieri, fra il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi , la direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti , l’Ufficiale responsabile del settore esecutivo cantonale Fernando Piccirilli e i sindaci e/o municipali delle Tre Valli. Alla fine, dopo due ore di discussione, è spuntato il sole. Almeno metaforicamente. Sul tavolo del summit – richiesto in primis dall’Esecutivo di Faido, rappresentato dal sindaco Roland David, e poi esteso a tutti gli altri enti locali – c’erano diversi temi caldi. In particolare i timori legati alla riorganizzazione degli uffici cantonali presenti in periferia e la Legge sulla collaborazione fra la Polizia cantonale e i singoli Corpi comunali. Le notizie sono molto positive. A Faido verrà creata una ventina di posti di lavoro; il personale sarà impiegato in due centri di competenza: il Contact center ed il Centro cantonale dei precetti esecutivi. Ma non è tutto. Come appreso dal CdT, non è escluso che a Biasca vengano dislocati altri uffici per complessivi 70 impieghi. Questa, comunque, al momento è soltanto un’ipotesi al vaglio del Governo.

Difesa delle regioni di montagna

I volti all’uscita sono distesi. Le autorità comunali hanno fatto partecipe il consigliere di Stato e i suoi due stretti collaboratori dell’importanza, per le regioni di montagna, della presenza istituzionale dello Stato. Ovvero, nella fattispecie, degli uffici del registro fondiario, di quelli di esecuzioni e fallimenti e dello stato civile nonché delle preture di valle. Il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi – nato e cresciuto in Leventina – i problemi delle valli li conosce bene: ha compreso le preoccupazioni dei sindaci in merito alla riorganizzazione dei servizi a seguito del pacchetto di riequilibrio delle finanze cantonali. E, come detto, il Governo ha dimostrato la sua sensibilità centralizzando a Faido circa venti impieghi per quanto riguarda gli uffici di esecuzione. E dicendosi pronto a discutere con i sindaci delle Tre valli anche di altre tematiche, come quelle in ambito sanitario, ad esempio. Della polizia, infine, si è accennato solo brevemente. Verrà istituito un gruppo di lavoro congiunto Cantone-Comuni per accompagnare la firma delle convenzioni fra i 18 enti locali ed il Comune polo della Regione VIII che è Biasca. La ratifica dei documenti dovrebbe avvenire entro l’estate.

L’Archivio notarile a Cevio
A sorridere non sono soltanto i distretti di Leventina, Riviera e Blenio. Anche in Vallemaggia c’è di che rallegrarsi. Il Dipartimento delle istituzioni intende infatti approfondire la creazione di un Archivio notarile centralizzato a Cevio. Di questa eventualità e di altri progetti discuteranno oggi, proprio a Cevio, Norman Gobbi e i rappresentanti dell’Associazione dei Comuni della Vallemaggia.

Un coraggio e una libertà da premiare con il nostro sostegno!

Un coraggio e una libertà da premiare con il nostro sostegno!

Elezioni comunali 2016: un grazie alle leghiste e ai leghisti che si sono messi a disposizione

Ricordo ancora come se fosse ieri i primi passi che ho mosso nel mondo politico; primi passi sicuramente difficili, dato che non era semplice per un giovane, oltretutto proveniente dalle Valli, schierarsi a favore del neonato Movimento della Lega dei Ticinesi fondato da Giuliano Bignasca. Era un Ticino profondamente diverso, in cui l’appartenenza partitica contava eccome e, se non si era dalla “parte giusta”, si rischiava di rimanere completamente fuori dal giro; in una parola: esclusi. Lo chiamavano il “tavolo di sasso”, che tutto voleva e tutto decideva. In un Cantone in cui la partitocrazia la faceva da padrona, era quindi complicato per un giovane che doveva costruirsi il proprio futuro entrare a far parte di un Movimento vissuto come rivoluzionario. Un Movimento vicino al Popolo ticinese, alla gente, volto appunto a dare voce alle persone escluse dal “tavolo di sasso”, che ha sempre messo al primo posto il bene del Ticino e dei Ticinesi, combattendo al loro fianco diverse battaglie fondamentali, dal no allo Spazio economico europeo del 1992 all’iniziativa contro l’immigrazione di massa del 2014. La Lega è sempre stata lì, vicina ai problemi dei cittadini e con la volontà di rispondere concretamente alle loro preoccupazioni.

Oggi il Ticino fortunatamente è cambiato. Non per questo però essere leghisti è divenuto più facile; anzi! Alcuni Comuni vivono tutt’oggi di un certo retaggio del passato, per il quale a dispetto delle idee conta maggiormente il partito oppure il nome di famiglia. Ed è per questo motivo che la Libertà ed il Coraggio delle persone che si sono messe a disposizione nei loro Comuni nelle fila del nostro Movimento sono da ammirare e soprattutto da premiare con il nostro sostegno! Questo poiché nelle loro scelte hanno messo al primo posto i bisogni dei cittadini, che nei Comuni trovano l’Istituzione a loro più prossima e dunque più significativa. La Lega negli anni, grazie al supporto dei Ticinesi, è riuscita a raggiungere traguardi importanti, sia a livello cantonale, con il raddoppio in Governo del 2011 confermato lo scorso aprile, sia a livello comunale, con i rappresentanti del Movimento che siedono negli Esecutivi e nei Legislativi di molti Comuni ed in maniera capillare sul nostro territorio. Una presenza che si traduce nel prezioso contributo che le leghiste e i leghisti offrono a favore della popolazione. Un esempio è quello di Lugano, dove i rappresentanti della Lega, specialmente quelli all’interno del Municipio, hanno lavorato con dedizione negli ultimi anni ottenendo ottimi risultati. Un lavoro che ha permesso di ridare stabilità alla Città, rendendola di conseguenza un partner ancora più affidabile a livello istituzionale.

In quest’ottica, con la fiducia rinnovata dei Ticinesi, il nostro Movimento continuerà ad adoperarsi con impegno per il benessere delle nostre molteplici comunità locali. Una sfida, quella che ci attende domenica prossima, tanto difficile quanto essenziale per proseguire sul cammino segnato, dove al centro di tutto v’è sempre stata la difesa degli interessi del nostro Cantone e del Popolo ticinese. Ad una settimana da questo appuntamento fondamentale, oltre ad invitare tutti a sostenere i candidati della Lega, voglio però innanzitutto dire un grande grazie a tutte le persone che si sono messe a disposizione del nostro Movimento. Grazie per il tempo e per le energie che avete dedicato e dedicherete alla collettività, grazie soprattutto per l’esempio di Libertà e Coraggio nelle vostre scelte e nel vostro agire. Oggi come 25 anni fa, siamo qui, a lottare per il bene del Ticino e dei Ticinesi. E non molleremo.

Norman Gobbi

Cioss Prato, inaugurato il nuovo parco giochi

Cioss Prato, inaugurato il nuovo parco giochi

Valle Bedretto Domenica 30 agosto, a Ciossprato è stato inaugurato il nuovo Parco Giochi. La cerimonia è iniziata con il discorso del Sindaco Diego Orelli seguita dalla benedizione di Padre Angelico e del taglio del nastro. Oltre alle Autorità municipali, al Consiglieri di Stato on. Norman Gobbi ed al consigliere agli stati Fabio Abate erano presenti più di 4oo persone. La bellissima giornata di fine estate ha contribuito alla buona riuscita della giornata. Il parco giochi è stato creato dal Municipio di Bedretto con la collaborazione della Sciovia Ciossprato e grazie al sostegno di Enti Pubblici e molti privati che hanno creduto al progetto. Per informazioni consultare il sito: www.ciossprato.jindo.com

Fototesto di Giuliano Giulini

Osco, una festa in dialetto

Osco, una festa in dialetto

Da RSI.CH l Il consigliere di Stato Norman Gobbi in Leventina. “Apertura condizionata a principi ben saldi”, questo è stato l’inizio del messaggio del consigliere di Stato Norman Gobbi nel suo discorso in dialetto tenuto sotto una pioggia battente nella piazza del Municipio di Osco.

Il presidente del Governo ha ribadito, nel suo intervento a braccio, che bisogna portare rispetto a coloro che hanno lavorato prima per rendere la Svizzera, il Ticino e le valli stesse quello che sono. Un rispetto che devono tutti quelli che qui vogliono venire, in un paese che deve spronare i propri cittadini ad anelare a libertà, indipendenza, responsabili del proprio destino.

Per vedere il discorso alla festa di Osco: http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Osco-una-festa-in-dialetto-5838916.html

Sono un vecchio giovane della politica

Sono un vecchio giovane della politica

Da Illustrazione Ticinese l Incontro a 360 gradi con Norman Gobbi, confermato Consigliere di Stato alle recenti elezioni cantonali e nuovo presidente del governo ticinese.

L’appuntamento è fissato alle 8.30 a Nante, dove abita dal 2013. È quasi la fine di maggio, ma il termometro segna 6 gradi, le montagne tutt’attorno sono state imbiancate nella notte. Niente di nuovo per Norman Gobbi che, uscendo di casa, commenta allegro: “Questo mese è già la terza nevicata”. Salutati moglie e figli, lo aspetta una giornata impegnativa che inizia con la nostra intervista e che si concluderà a notte inoltrata. Cosa, commenta il nostro ministro, che “è più o meno la regola” nella sua vita attuale e quotidiana.

Quindi rapporti sicuramente più di qualità che di quantità nella famiglia Gobbi…
“Decisamente sì. Quando sono a casa, il lavoro resta fuori dalla porta e cerco di sfruttare al massimo i momenti con i miei bambini e mia moglie”.

A cosa le chiedono di giocare i suoi figli Gaia (4 ½) e William (3)?
“Spesso devo fare il cavallo: tutti e due salgono sulla mia schiena e li porto a passeggio, ma poi il cavallo deve attraversare un fiume e allora i bambini cadono… Questo passatempo li diverte molto”.

E alla Valascia a pattinare li ha già portati?
“Gaia ha già pattinato, William non ancora, ma siamo stati insieme più di una volta ad assistere a una partita. Ora, quando passiamo in auto e vedono la Valascia in coro gridano “Ambrì!”.

Pensa, per restare in tema hockeistico, che durante quest’anno da presidente del governo dovrà usare di più il bastone o il fischietto?
“Spero che si possa giocare bene e di concerto e che non si debba richiamare più di tanto al rispetto delle regole. Dalle prime sedute che abbiamo avuto con il nuovo governo la volontà di giocare insieme c’è. Dovremo solo affinare qualche schema. Bisognerà che ognuno di noi lasci da parte un po’ del suo orgoglio di capo dipartimento e dia più priorità all’aspetto istituzionale di membro del governo. Ha già funzionato in passato e in questo quadriennio potrà andare ancora meglio. L’importante è essere soprattutto capaci di condividere gli obiettivi. E poi insieme si deciderà come raggiungerli”.

Lavoro di squadra anche in famiglia?
“Mia moglie Elena ha già dichiarato pubblicamente qual è la realtà: ad occuparsi della famiglia è soprattutto lei, visti i miei impegni professionali. Quando sono a casa, però, cucino io, riassetto e gioco con i bambini”.

Si dice che dietro ad un uomo di successo, ci sia spesso una grande donna. Quanto ha contato sua moglie Elena nella sua carriera?
“Sicuramente ha contribuito non ostacolandomi e non ponendomi limiti e restrizioni che, personalmente, vivo male. Elena sapeva esattamente che la nostra vita coniugale sarebbe stata fortemente influenzata dalla vita politica e da attività e vincoli esterni”.

A proposito di donne: il nuovo governo ne è orfano. Cosa ne pensa?
“Penso che al di là del genere, è importante che l’esecutivo sia composto da persone capaci e di carattere. Ovviamente una sensibilità femminile avrebbe portato anche altri punti di riflessione. Ciò che più conta, in generale, è il rispetto del genere, al di là della composizione del governo. Il mio dipartimento, ad esempio, è quello che ha nominato più donne a livello di funzionario dirigente e che sta promuovendo la regola di mettere a concorso posti non più solo a tempo pieno, ma a scelta anche all’80%, come già avviene nella Confederazione. Trovo sia importante andare incontro alle donne, permettendo loro di conciliare lavoro e famiglia”.

Ricorda cosa l’ha spinta ad appassionarsi di politica già sui banchi delle medie? E perché la Lega?
“Sicuramente l’amore per la mia terra e per la mia Patria, ma soprattutto lo spirito di servizio appreso dai nonni materni Silvana e Angelo, la voglia di voler fare qualcosa di buono per il Paese. La Lega era nata da poco e non era certamente il partito di famiglia, che si divideva equamente tra PPD (da parte di mamma) e PLR (da parte di padre). Fu la votazione del 6 dicembre del 1992 contro lo spazio economico europeo a scatenare con forza in me la passione leghista: avevo 15 anni, la Lega era contro il sistema e grazie ad essa il nostro Cantone fu decisivo nel far pendere l’ago della bilancia verso il “no” allo Spazio economico europeo e quindi all’UE”.

Pensa che la sua storia politica fosse in un qualche modo già scritta?
“Non so se fosse scritta nel destino, ma ho avuto la fortuna di trovare persone sul mio cammino che hanno creduto in me. Da Rodolfo Pantani che mi introdusse nella Lega al Nano che, nel 1999, con un grande atto di fiducia, mi diede la possibilità di entrare in lista per il CdS, cosa che mi ha poi permesso di accedere al Gran Consiglio a soli 22 anni. A 31 ero presidente del legislativo, a 33 consigliere nazionale e a 34 facevo il mio ingresso in Consiglio di Stato. Ormai sono un vecchio giovane della politica”.

Eppure, per il suo vissuto e quello della sua famiglia, sarebbe stata più logica una carriera nel mondo della gastronomia…
“In effetti il sogno nel cassetto rimane sempre quello: riaprire un giorno il ristorante di famiglia, il Vais di Piotta, che fino a metà degli Anni Novanta è stato gestito dai miei nonni paterni Selma e Dante Gobbi. Il nonno, oltre a ristoratore, era anche panettiere e commerciante. Io sono quindi cresciuto tra padelle, fornelli, prestino e bottega. D’estate non ho mai bighellonato perché fin da bambino dovevo dare una mano alla nonna in bottega. Ritengo di non avere grandi capacità artistiche, ma penso di destreggiarmi abbastanza bene in cucina. Cerco di dare “colore ai piatti” come mi ha insegnato mio nonno, ma soprattutto sapore. Ciò che preparo deve essere buono e gustoso”.

Qual è il suo piattoforte?
“Sicuramente il risotto, declinato in tanti modi, e le carni”.

Lei sostiene di essere cresciuto in fretta, sia in altezza, sia in massa. Che rapporto ha con il cibo?
“Né maniacale, né spasmodico. Mangio quando ho fame e, difficilmente, resisto a salumi e finger food. Credo di essere cresciuto in fretta a causa degli eccessi (leggasi panini, ndr) di gioventù. In seconda media pesavo già 82 chili”.

Un’altra delle sue passioni è il tiro sportivo…
“Sì, una passione nata a 15/16 anni insieme ad alcuni amici e che riporta ai certi valori, tradizioni e spirito confederale. Cosa che ancora oggi cerco di portare avanti come presidente del Tiro storico del San Gottardo che si svolge ogni anno in ottobre ad Airolo”.

Ha già pensato a cosa farà, quando smetterà di fare il consigliere di Stato?
“No, non so cosa farò da… grande. Battuta a parte, non ho mai pianificato nulla. Tutte le opportunità mi si sono presentate strada facendo. Quindi continuerò così e mi lascerò sorprendere”.
Scheda biografica:
Nome: Norman
Cognome: Gobbi
Nato il 23 marzo 1977 a Faido
Studi: laurea in Scienze della comunicazione con indirizzo aziendale e istituzionale, ottenuta all’USI di Lugano nel 2007
Professione: Consigliere di Stato, direttore del Dipartimento delle Istituzioni
Movimento politico: Lega dei Ticinesi
Passioni: HCAP, cucina, montagna, tiro sportivo
Motto: un 4×4 della politica

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Clicca qui: www.youtube.com/watch?v=Ru7JiYctABU  Immagini della festa post elettorale ad Iragna.

testo Lorenza Storni – lorenza@illustrazione.ch
foto Rémy Steinegger

Leggi dalle pagine di illustrazione ticinese: illustrazione_ticinese_06_2015

Sanatorio Cantonale di Piotta e contributi forfettari a fondo perso per il progetto «NuovaValascia»

Sanatorio Cantonale di Piotta e contributi forfettari a fondo perso per il progetto «NuovaValascia»

 

Il Consiglio di Stato ha approvato nella sua seduta settimanale il messaggio relativo all’alienazione del sanatorio di Piotta, il credito a fondo perso di 3 milioni di franchi nell’ambito del credito quadro per attuare misure di politica regionale cantonale complementari alla politica regionale della Confederazione e un contributo di 3 milioni di franchi del Fondo Sport-toto per il progetto «Nuova Valascia».

Il primo Messaggio concerne il trasferimento del Sanatorio Cantonale di Piotta nei beni patrimoniali dello Stato e la ratifica degli accordi di vendita del complesso alla società Ice Sport International Academy SA, promotrice del progetto per la realizzazione di uncampus per l’insegnamento ad alto livello dello sport, con particolare accento all’hockey su ghiaccio e al pattinaggio artistico.

Questa iniziativa, oltre a generare ricadute economiche importanti per la regione, permetterà di assicurare la conservazione del complesso sanatoriale quale testimonianza della storia architettonica e culturale della regione, recuperando una struttura in stato di abbandono dopo la chiusura avvenuta nel 1962.

Il secondo messaggio propone lo stanziamento di un sussidio forfettario a fondo perso di 3 milioni di franchi per il progetto «Nuova Valascia» nell’ambito del credito quadro di 13 milioni di franchi per attuare misure di politica regionale cantonale complementari alla politica economica regionale della Confederazione per il quadriennio 2012-2015 e di un contributo forfettario a fondo perso di 3 milioni di franchi del Fondo Sport-toto.

L’obiettivo del primo contributo è quello di sostenere progetti prioritari e strategici a livello regionale e/o cantonale con un rilevante indotto economico diretto (investimento finanziario e posti di lavoro) e indiretto (ricadute indotte e posti di lavoro creati nella regione funzionale sul medio termine).

L’Ente regionale per lo sviluppo del Bellinzonese e Valli, nell’ambito della procedura prevista, ha presentato il progetto della società Valascia Immobiliare SA denominato «Nuova Valascia» quale progetto prioritario e strategico ai sensi delle misure di politica regionale cantonale complementari alla politica regionale della Confederazione per il quadriennio 2012-2015. Come gli altri progetti, questo è stato poi avallato dal Gruppo strategico per la politica economica regionale.

Il contributo di ulteriori 3 milioni di franchi nell’ambito del Fondo Sport-toto considera il vincolo, posto dalla Lega nazionale di hockey su ghiaccio all’HC Ambrì-Piotta, per l’ottenimento della licenza per disputare il campionato di LNA. In questo senso, s’intende consolidare e dare continuità all’importante ruolo svolto dalla società sportiva leventinese nella promozione dell’attività hockeistica (soprattutto giovanile), non solo a livello regionale, ma anche a livello cantonale e svizzero.

L’approvazione contemporanea dei due messaggi permetterà un adeguato coordinamento e faciliterà la ricerca di sinergie tra il progetto «Nuova Valascia» e l’iniziativa promossa dalla società Ice Sport International Academy SA. In questo modo sarà anche possibile considerare anticipatamente le esigenze logistiche derivanti dal progetto «SPAP Sviluppo della piana di Ambri-Piotta», un’ulteriore iniziativa a sostegno del riposizionamento dell’Alta Leventina nell’ambito della politica economica regionale.