Il Cantone acquista due apparecchi per il controllo della velocità

Il Cantone acquista due apparecchi per il controllo della velocità

Servizio all’interno dell’edizione di venerdì 13 aprile 2018 de Il Quotidiano.
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Sull’edizione odierna del Foglio ufficiale è stato pubblicato il bando di concorso per l’acquisto di due postazioni semi-stazionarie di rilevamento della velocità; saranno così sostituiti nove dei dieci impianti installati dalla Polizia cantonale, a partire dal 2006, sulle strade cantonali e le autostrade ticinesi. Il Dipartimento delle istituzioni informa inoltre che, in un’ottica di prevenzione, in futuro anche i rilevamenti semi-stazionari sulle strade cantonali saranno comunicati alla popolazione come avviene già per i controlli mobili della velocità.

I dieci apparecchi semi-stazionari di rilevamento della velocità in funzione su strade cantonali e autostrade ticinesi – installati a partire dal 2006 – risultano ormai vetusti, e la loro manutenzione richiede ogni anno investimenti per circa 120.000 franchi. Le trasformazioni del traffico alle quali abbiamo assistito negli ultimi dodici anni impongono inoltre un ripensamento della strategia delle forze dell’ordine, con una diversificazione dei controlli.

Il Dipartimento delle istituzioni ha dunque deciso di sostituire nove delle attuali dieci postazioni, acquistando due nuovi apparecchi che saranno utilizzati come postazioni semi-stazionarie: i dettagli del bando di concorso sono pubblicati sull’edizione odierna del Foglio ufficiale. Rimarranno per contro in funzione l’apparecchio situato sul tratto autostradale nel territorio di Balerna – installato nel 2016 – e quello posizionato sull’autostrada in territorio di Collina d’Oro.

Come dimostra la prassi oggi adottata nell’utilizzo degli apparecchi mobili, i controlli di velocità rimangono l’ultima opzione, da impiegare solo nei punti nei quali altre misure di prevenzione risultano inefficaci. Per questa ragione, anche l’attività dei nuovi dispositivi sarà segnalata attraverso i canali di comunicazione della Polizia cantonale. In quest’ottica, prossimamente la Polizia cantonale informerà inoltre sul momento a partire dal quale non saranno più in servizio le attuali postazioni fisse – che tuttavia, a scopo preventivo e dissuasivo, non saranno fisicamente rimosse.

Viaggi comodi, sicuri e convenienti per la terza età

Viaggi comodi, sicuri e convenienti per la terza età

Da quest’anno raddoppia il contributo finanziario agli anziani per rendere i trasporti pubblici del comprensorio dell’abbonamento Arcobaleno maggiormente convenienti e la rete stradale ticinese più sicura per tutti gli utenti.

Il Dipartimento delle istituzioni e il Dipartimento del territorio assicurano anche per l’anno 2018 l’azione promozionale “Trasporto pubblico e terza età. Viaggiare comodi e sicuri“, promossa in collaborazione con le FFS e la Comunità tariffale Arcobaleno.

L’iniziativa, che dal 2015 premia gli anziani che decidono di rinunciare in modo spontaneo e definitivo alla propria licenza di condurre, diventa da quest’anno ancora più attrattiva. Grazie al programma di prevenzione “Strade sicure” del Dipartimento delle istituzioni, che si prefigge di migliorare costantemente la sicurezza sulle strade del nostro Cantone, verrà infatti raddoppiato l’incentivo finanziario che viene offerto alle persone della terza età che acquisteranno entro la fine del 2018 un abbonamento Arcobaleno annuale a partire da 2 zone. Lo sconto totale sull’abbonamento ai trasporti pubblici del Canton Ticino sarà quindi di ben 300.— franchi sul prezzo totale.

Questa interessante proposta, volta a facilitare un passo significativo nella vita di una persona, si aggiunge alle altre offerte per il trasporto pubblico già in vigore da tre anni che prevedono, la possibilità di:

acquistare un abbonamento a metà prezzo delle FFS in prova per due mesi al prezzo speciale di 33 franchi;

scontare un buono di 200.– franchi sul prezzo di un abbonamento generale di seconda classe;

scontare un buono di 250.– franchi sul prezzo di un abbonamento generale di prima classe.

Si informa che nel corso del 2017 è stato utilizzato il 10% (+4% rispetto all’anno precedente) dei buoni consegnati, su un totale di circa 1’500 rinunce di patenti pervenute alla Sezione della circolazione. A livello di acquisti dell’abbonamento Arcobaleno la progressione è stata del 7.5% in più rispetto al 2016 mentre sono triplicati gli abbonamenti generali delle FFS venduti con questa modalità. Circa una settantina di persone hanno poi scelto l’abbonamento metà prezzo di prova. Dati in costante crescita dal 2015 che ci si auspica di poter incrementare ancora di più grazie al nuovo contributo finanziario del Dipartimento delle istituzioni che si prefigge di garantire un Ticino sempre più sicuro a livello di circolazione stradale e di ridurre il numero di incidenti stradali.

Un’offerta stimolante che intende proporre, agli anziani del Canton Ticino – ma non solo – che non si sentono più a loro agio e sicuri alla guida in mezzo alle trafficate strade, una soluzione di mobilità comoda e sicura per poter compiere i loro spostamenti quotidiani e che consenta loro di raggiungere tutte le località del Canton Ticino ad un prezzo ridotto.

I conducenti che depositano volontariamente (e in modo definitivo) la propria licenza di condurre ricevono dalla Sezione della circolazione una lettera di conferma unitamente ai buoni relativi alle varie offerte. Al momento di acquistare l’abbonamento, il buono dovrà essere presentato allo sportello dell’azienda di trasporto pubblico con la lettera (che è personale e serve da giustificativo), un documento d’identità valido e una foto formato passaporto. La promozione è valida sino al 31 dicembre 2018.

 

Apertura slowUp 2017

Apertura slowUp 2017

Saluto pronunciato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi in occasione dell’apertura di slowUp Ticino | Fa stato il discorso orale

Signor delegato del municipio di Bellinzona, Simone Gianini,
Signor vice presidente dell’associazione slowUp, Giorgio Moretti,
Autorità locali,
Sponsor e organizzatori,
Gentili Signore, Egregi Signori,

anche oggi, per il secondo anno consecutivo, ho il piacere di inaugurare ufficialmente slowUp Ticino, portandovi il cordiale saluto del Consiglio di Stato. Una manifestazione importante per il nostro Cantone, nella quale ho creduto sin dall’inizio.

La settima edizione si apre con una novità che possiamo notare immediatamente e che oggi, all’indomani della nascita del nuovo Comune, risulta davvero appropriata: siamo all’ombra dei Castelli di Bellinzona, riconosciuti tra i monumenti che costituiscono il patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, e in quella che è stata ribatezzata la “Porta del Ticino”. La Capitale ticinese rappresenta quindi la postazione di partenza di slowUp e sancisce l’avvio di una serie di giornate analoghe in tutta la Svizzera.

Dal 2011 la tratta fra Bellinzona e Locarno è un punto di ritrovo sempre più apprezzato dalla popolazione ticinese e dai turisti. SlowUp è entrata a pieno titolo fra gli appuntamenti più gettonati del nostro Cantone. Da ormai sette anni, edizione dopo edizione, si consolida il successo di questo evento, gratuito e aperto a tutti: dai bambini ai nonni, dai “ciclisti della domenica” agli sportivi più agguerriti. Nonostante l’edizione dello scorso anno sia stata segnata dalla pioggia, nel 2015 si è raggiunta la quota di ben 30’000 partecipanti e nel 2016 sono state 400’000 le persone che vi hanno preso parte a livello svizzero.

Una vera e propria festa popolare, all’insegna del movimento e del nostro paesaggio: un percorso di 50 km che tocca complessivamente 12 Comuni, con 14 punti di animazione e ristorazione e 2 soste per scoprire interessanti realtà agricole sul Piano di Magadino.

Questa domenica è dunque l’occasione per dedicare una giornata al corpo e alla mente – mens sana in corpore sano – percorrendo le bellezze che caratterizzano il nostro territorio. Il Locarnese e il Bellinzonese non annoiano mai e ogni anno ci offrono uno scorcio che la volta prima era passato inosservato.

Grazie al contributo assicurato da tutti i Dipartimenti, confermato anche quest’anno e già per l’edizione 2018, il Cantone testimonia l’importanza di questo evento. Una manifestazione vincente, per nulla scontata, vicina ai cittadini di tutte le età, capace di distinguersi grazie a un’atmosfera insolita: i padroni delle strade sono finalmente le bici, i roller o molto più semplicemente le scarpe da ginnastica, ovvero tutti quelli che di solito devono limitarsi prudentemente a marciapiedi, strisce pedonali o alcune corsie preferenziali.

SlowUp s’inserisce perfettamente negli ambiti d’azione del Cantone: mobilità lenta, salute, territorio e sicurezza stradale. Tramite il Dipartimento del territorio l’accento va sulla pianificazione e la promozione della mobilità pedonale e ciclabile. Un motivo in più per ringraziare sentitamente i principali sostenitori a livello nazionale e regionale di questo progetto, grazie ai quali oggi possiamo riappropriarci del territorio e riflettere sulle sue potenzialità.

Parlare di strade – con o senza automobili – significa parlare anche di sicurezza. Il Dipartimento delle istituzioni s’impegna in prima linea per una costante prevenzione a livello di sicurezza stradale, anche grazie a campagne informative e iniziative concrete, promosse da “Strade sicure”, che collabora con le associazioni di categoria dei pedoni e dei ciclisti e con il programma “Meglio a piedi” del Dipartimento della sanità e della socialità. È importantissimo difendere gli utenti più vulnerabili, in particolare ciclisti e pedoni, i quali, però, sono anch’essi tenuti a un comportamento corretto e rispettoso della circolazione stradale. Mentre vi sposterete verso Locarno, troverete lungo il percorso uno stand dedicato alla prevenzione: investite qualche minuto per la vostra sicurezza! Un’altra iniziativa che cito molto volentieri è “Bikecontrol”, promossa da Swiss Cycling, nella quale bambini e adulti potranno acquisire maggiore destrezza nel controllo della loro bicicletta. Un esercizio a tutto vantaggio della propria sicurezza al manubrio, che sbarca oggi a sud delle Alpi, che sarà proposto in Ticino fino a metà maggio e che ha già riscosso l’interesse di alcune scuole elementari.

Ma anche il Dipartimento socialità e sanità svolge la sua parte, soprattutto nell’ambito della promozione di uno stile di vita sano, che rappresenta un vero e proprio investimento a lungo termine per ciascun individuo, per il suo benessere e la sua salute. SlowUp dunque non è solo una pedalata in compagnia, ma anche un momento prezioso di sensibilizzazione sull’importanza di praticare attività fisica a tutte le età.

Prima di concludere, voglio tornare ancora un istante sull’aspetto della sicurezza, a cui tengo in tutti i suoi aspetti. Le campagne di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale producono i loro risultati, anche grazie al continuo miglioramento tecnologico dei veicoli e all’inasprimento delle norme stradali a livello nazionale. Tuttavia, se nel 2016 il numero di persone decedute per incidenti stradali è sceso del 15% rispetto all’anno prima, con le biciclette elettriche si assiste a una preoccupante controtendenza, in particolare per quanto riguarda i feriti gravi che sono aumentati del 23%. Questi mezzi sono spesso adoperati da persone anziane e raggiungono velocità elevate, fino a 45 km/h. È giusto muoversi, ma non abbassate mai la guardia!
Cominciamo dunque dai piccoli gesti, che hanno grandi effetti: portiamo il casco! Sia oggi fra i campi, sia negli spostamenti quotidiani a contatto col pericoloso traffico veicolare. Per le bici elettriche veloci l’obbligo è già una realtà.

Il programma della giornata vi sarà presentato a breve dal Presidente del comitato di organizzazione, che ringrazio ancora una volta per aver assicurato, anche quest’anno, un’edizione di slowUp che si annuncia impeccabile.

Ringrazio infine tutti i sostenitori, in particolare la Città di Bellinzona, l’Associazione TicinoEnergia e i partner regionali fra cui le organizzazioni turistiche, i vari promotori a livello nazionale e cantonale, gli organizzatori e tutti gli agenti delle polizie comunali, il personale della protezione civile, del servizio autolettiga e i volontari delle molte associazioni che si sono mobilitate. Solo con il vostro impegno è possibile realizzare un evento come questo.

A tutti, di cuore, una splendida domenica … senz’auto!

Norman Gobbi
Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni

I radar saranno meno nascosti

I radar saranno meno nascosti

Dal Corriere del Ticino | L’ubicazione dei dispositivi mobili verrà indicata in modo generico: si conoscerà la regione, non il luogo e l’ora Il direttore delle Istituzioni: «Soluzione equilibrata che evade le richieste parlamentari e ne rispetta lo spirito»

In futuro i radar mobili saranno meno nascosti in Ticino. È quanto ha deciso il Governo, dando seguito alle indicazioni del Gran Consiglio che nell’aprile dello scorso anno aveva richiesto un cambio di registro a livello di controlli di velocità. Il volere del Legislativo – che mirava alla segnalazione dei dispositivi 200 metri prima della loro ubicazione – non sarà però applicato in tutto e per tutto. A essere attuati, ha infatti precisato ieri l’Esecutivo con una nota, saranno dei provvedimenti che rispettano «lo spirito» della decisione parlamentare. Come? Non verrà posato nessun cartello d’avviso – come avviene per i radar fissi – ma l’automobilista verrà reso attento della presenza di un dispositivo mobile in modo generico. «In sostanza – indica il Consiglio di Stato – i controlli radar saranno annunciati tramite i canali istituzionali: gli utenti della strada saranno quindi a conoscenza che in una determinata regione del cantone sono previsti rilevamenti di velocità, senza ricevere tuttavia indicazioni precise sull’ubicazione degli apparecchi e gli orari d’attività». Ciò avverrà però solo sulle strade cantonali e comunali e non sulla A2, in quanto l’USTRA «ha categoricamente respinto l’idea di annunciare in anticipo i controlli sui tratti di sua competenza» fa sapere il Governo.

Una soluzione, questa, che il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ritiene «equilibrata, di buon senso e che evade le richieste parlamentari». Ad aver fatto cilecca – come anticipato lo scorso 20 settembre dal Corriere del Ticino – è invece stata la segnalazione dei radar mobili, proposta dalla maggioranza del Gran Consiglio con l’appoggio a due mozioni del 2014. E in tal senso il parere inserito dal Consiglio di Stato nel rapporto inviato a tutti i parlamentari non lascia dubbi: «Dai dati emerge che, quantomeno fra il cartello segnalatore e l’apparecchio di rilevamento, gli automobilisti abbiano viaggiato commettendo al massimo delle infrazioni lievi, mentre al di fuori dei 200 metri di distanza che superano la segnalazione e l’apparecchio, il sorpasso dei limiti di velocità avviene in maniera pressoché sistematica». L’Esecutivo evidenzia inoltre come durante il test della polizia cantonale «sono state commesse infrazioni aggravate e, in alcuni casi, anche particolarmente gravi e pericolose, tanto da farne considerare i conducenti, secondo la vigente legislazione federale, pirati della strada».

Anche per questo motivo, si aggiunge, «la segnalazione della rilevazione della velocità, così come chiesta dal Legislativo, sembra infondere una sensazione di falsa protezione nei conducenti». Il tutto, rileva il Governo, non contribuendo «né alla prevenzione né ad accrescere la sicurezza sulle strade». Le conclusioni contenute nel rapporto governativo sono quindi perentorie: «L’Esecutivo è ben cosciente che chi sarà colto in flagrante si sentirà perseguitato e vessato e tenderà a considerare il provvedimento un subdolo mezzo nelle mani di Cantone e Comuni utilizzato con l’unico scopo di “far cassetta”, anziché vederlo per quello che è: una conseguenza di un comportamento inosservante delle disposizioni e punibile dalla legge». Per contro con la soluzione degli annunci generici – tramite la pagina internet, l’app e i profili social della polizia cantonale, ma ripresa anche da radio, tv e giornali – il Consiglio di Stato reputa di non «azzerare il valore del controllo stesso, aumentandone inoltre il valore preventivo». Ma fino a che punto ci si spingerà nell’informare gli automobilisti? abbiamo chiesto a Gobbi. «Questa – ci spiega – sarà una delle decisioni che dovranno prendere dal punto di vista operativo i comandanti della polizia cantonale e dei corpi comunali, con l’obiettivo di avere un’applicazione uniforme sul territorio». Sulle tempistiche, invece, Gobbi non si sbilancia: «Il nuovo sistema sarà in ogni caso implementato nel 2017».

Da subito il Governo ha invece incaricato le Istituzioni di valutare una modifica del Regolamento della legge sulla collaborazione fra la polizia cantonale e le polizie comunali. L’obiettivo? «Inserire l’obbligo di coordinamento per le attività dei radar mobili, o di ripartire in modo più rigoroso le competenze, in base al tipo di strade che deve essere posta sotto controllo» precisa il Governo.

(Articolo di Massimo Solari)

«Nessun tartassamento, e non si pagherà di più»

«Nessun tartassamento, e non si pagherà di più»

Dal Corriere del Ticino | L’INTERVISTA – Norman Gobbi
Il sistema è andato in rosso: va cambiato

Norman Gobbi, le finanze piangono e allora si mettono le mani nelle tasche degli automobilisti. Cosa si sente di contestare di questa affermazione?

«Non si tratta di questo: i molti automobilisti che nel 2017 hanno pagato una bolletta più salata per essersi visti ridotto il bonus o addirittura averlo perso, negli scorsi anni beneficiavano di uno sconto. Quello del 2017 è l’importo che avrebbero pagato anche negli scorsi anni se non ci fosse stato lo sconto grazie agli ecoincentivi».

Nel pacchetto per risanare le finanze avete inserito un ritocco del coefficiente delle imposte di circolazione per incassare 6,1 milioni. Come lo giustifica?

«Il ritocco, come lo chiama lei, del coefficiente delle imposte non è stato inserito per risanare le finanze dello Stato. La legge prevede infatti che bisogna garantire il principio della neutralità finanziaria. Gli sconti (ovvero i bonus) erano finanziati dal tesoretto accumulato grazie a chi pagava la penalità (i malus) perché possiede un veicolo poco efficiente. Ma nel corso degli anni sono entrate in circolazione molte auto sempre meno inquinanti, quindi si sono elargiti troppi bonus ed è terminato il fondo che finanziava gli sconti. Ecco perché abbiamo dovuto correggere il tiro, per evitare una perdita di bilancio».

Ma il popolo meno di un anno prima aveva detto no all’aumento delle imposte di circolazione. Una manovra azzardata?

«Non bisogna fare confusione: nel 2015 si era detto no a un aumento delle imposte di circolazione che sarebbe servito a finanziare provvedimenti a favore della mobilità sostenibile. Era una modifica legislativa che non toccava la modalità di finanziamento delle imposte, il sistema bonus/malus. Fosse andata diversamente quella votazione oggi ci saremmo trovati comunque a dover adeguare i coefficienti per garantire che le cifre del conto che finanzia gli sconti fossero in nero».

Il sistema bonus/malus, accolto nel 2008 dal Parlamento, ma con il suo sonoro no da deputato della Lega, è stato un fallimento?

«L’ho sempre sostenuto, anche quando dai banchi del Gran Consiglio ero il relatore del rapporto di minoranza: si tratta di un sistema che ha dei limiti, soprattutto per la compensazione tra sconti elargiti e penalità inflitte. È pure un sistema difficile da comprendere. Per questo motivo, già nel mese di settembre 2016, ho promosso un convegno con attori del mondo dell’automobile, politici e addetti ai lavori per trovare una nuova formula. L’intento è quello di trovare più stabilità ed eliminare il sistema bonus/malus».

Dal 2013 esiste il tassativo vincolo della neutralità finanziaria del sistema. Si è corsi al riparo quando la tendenza era irreversibile?

«Assolutamente no. Abbiamo agito per tempo e spiego perché: dal 1. gennaio 2014 è in vigore la legge con l’ultima modifica che abbiamo apportato. Alla fine di quell’anno avevamo un’eccedenza pari quasi a 5 milioni di franchi e un anno dopo, a fine 2015, il saldo era sceso a 2,7 milioni. Più auto efficienti in circolazione, più bonus elargiti: questo ha portato l’erosione del saldo a disposizione. Nel corso della primavera scorsa quindi, vista la tendenza, abbiamo deciso di modificare i coefficienti e questo ha influito sulle imposte. In modo più che tempestivo aggiungo».

Oggi il parco veicoli è meno inquinante. Però sembra che neppure questo contribuisca a diminuire le immissioni nocive. L’impennata delle sostanze inquinanti, indipendentemente da bonus o malus, non conosce tregua. Cosa le suggerisce questa realtà?

«Questa domanda andrebbe fatta al collega Claudio Zali (ndr. ride). Siamo uno dei Cantoni con il numero più alto di veicoli in circolazione e giornalmente sono oltre 60mila i frontalieri che vengono a lavorare nel nostro cantone. Un territorio limitato il nostro, e le strade congestionate durante gli orari di punta lo dimostrano. Il sistema degli ecoincentivi non può essere la panacea di tutti i mali».

Lei si dice molto attento alle percezioni del cittadino. Al ticinese che si arrabbia perché non c’è più il bonus e nel 2017 paga il doppio cosa risponde?

«Spiegherei che non abbiamo raddoppiato l’imposta ma piuttosto che non si beneficia più dello sconto. Se quest’anno l’importo dovuto è di 540 franchi e lo scorso anno era di 270, significa che lo sconto di 270 franchi dato grazie al sistema bonus/malus ora non viene più concesso».

Nel 2018 ha promesso novità. Ma cosa cambierà? E, soprattutto, quanto pagheranno i ticinesi che nel confronto intercantonale sono tra i più tartassati?

«Mi preme sottolineare una volta per tutte che non è mia intenzione tartassare i cittadini ticinesi e gli automobilisti. Di sicuro quindi i ticinesi non pagheranno di più. Stiamo rivedendo la modalità di calcolo per renderla più semplice e comprensibile, ma il gettito globale non aumenterà».

Vorrebbe lasciare al Parlamento la facoltà di decidere e modificare i parametri. Insomma, Gobbi sgancia la patata bollente?

«Non è nel mio stile lasciare la patata bollente ad altri, anzi. È una questione di trasparenza: una delle critiche che i nostri attenti parlamentari hanno fatto alla modifica del coefficiente è stata la mancanza di chiarezza, visto che la misura in questione nella manovra era di competenza del Governo. Sarà quindi il Parlamento a poter avere l’ultima parola. Lo vedo come un diritto acquisito più che un onere scaricato, dando al Parlamento il suo ruolo».

“Sicuri sulla strada – Buon viaggio in autostrada”

“Sicuri sulla strada – Buon viaggio in autostrada”

Comunicato stampa della Polizia cantonale | La Polizia cantonale, il Touring Club Svizzero e il programma di prevenzione del Dipartimento delle istituzioni “Strade Sicure”, invitano i conducenti a seguire nove semplici regole di comportamento contenute nell’opuscolo di fresca pubblicazione “Sicuri sulla strada – Buon viaggio in autostrada”. Regole che evidenziano in particolare i comportamenti corretti da seguire all’entrata e durante i viaggi lungo le autostrade, con l’obiettivo di diminuire sensibilmente gli incidenti della circolazione su questo tipo di arterie sempre più confrontate con un intenso traffico locale ed estero.

Il forte traffico, le ormai immancabili colonne, gli incidenti, la velocità, i cellulari, la vita professionale sempre più frenetica generano numerosi pericoli sulle nostre autostrade richiedendo ai conducenti di mantenere la concentrazione alla guida sempre alta poiché la minima distrazione può essere fatale. Per questi motivi le regole basilari di comportamento al volante devono essere conosciute e seguite alla lettera per non mettere in pericolo la propria vita e quella degli altri utenti della strada.

La statistica degli incidenti della circolazione stradale, in particolare sulle autostrade, testimonia come il numero di incidenti tra il 2014 (343) e il 2015 (360) è aumentato di circa il 5%, benché le vittime siano leggermente diminuite (da 102 a 96). Riguardo al numero di morti in incidenti stradali in autostrada il 2016 è stato un anno tragico con ben sei vittime, contro un singolo decesso per anno nel precedente biennio.

Con la pubblicazione del nuovo opuscolo la Polizia cantonale, il Touring Club Svizzero e “Strade Sicure” intendono quindi sensibilizzare maggiormente gli utenti delle autostrade grazie alle semplici nove regole di comportamento da adottare quando si entra e si circola in autostrada, a salvaguardia della incolumità del conducente, dei passeggeri e degli altri utenti della strada.

Nuova App “Polizia e Territorio”, uniti per meglio informare il cittadino

Nuova App “Polizia e Territorio”, uniti per meglio informare il cittadino

Comunicato stampa | Il Dipartimento del territorio, il Dipartimento delle istituzioni e la Polizia cantonale comunicano che è attiva la nuova applicazione mobile gratuita “Polizia e Territorio”, disponibile per smartphone e altri dispositivi mobili iPhone e Android, e scaricabile da tutti i principali shop online.

“Polizia e Territorio” è frutto dell’unione delle applicazioni “Viabilità Ticino” e “Vostra Polizia”, ed è stata realizzata allo scopo di fornire alla popolazione una versione ottimizzata dei precedenti applicativi. In aggiunta alle funzioni finora offerte, è possibile, per esempio, consultare la mappa aggiornata delle postazioni radar fisse presenti sul territorio ticinese, ed accedere ad un servizio di geolocalizzazione che permette di individuare webcam e cantieri ubicati nelle immediate vicinanze dell’utente.

Grazie a questo nuovo canale informativo, il cittadino può ora accedere, in maniera più efficace, a notizie in tempo reale relative allo stato della viabilità sulla rete stradale e autostradale della Svizzera italiana (grazie a una serie di webcam di monitoraggio del traffico), a quelle riguardanti la segnalazione puntuale dei principali cantieri e lavori in corso sulle strade cantonali, e ad informazioni concernenti eventuali allarmi e pericoli per la popolazione (rapine, ricerca di persona scomparsa,…).

L’applicazione “Polizia e Territorio” rappresenta, pertanto, un nuovo canale d’informazione a complemento di quelli già a disposizione del cittadino (siti web dedicati, organi di stampa, bollettini radiofonici, pagine Facebook).

Nella sezione webcam vengono trasmesse, in tempo reale, le immagini riprese da una vasta e articolata rete di telecamere. Inoltre, vengono fornite informazioni circa la collocazione delle stesse. Nello spazio dedicato ai cantieri è presente una mappa aggiornata con descrizione della località, del genere di conduzione del traffico e del periodo di esecuzione dei lavori. Non sono visualizzati, per contro, i cantieri di breve durata e quelli che non causano particolari problemi alla circolazione stradale. L’accesso alle webcam attive sulla rete autostradale e alle informazioni sui lavori in corso è possibile sia attraverso una mappa, sia tramite un elenco. Inoltre, le sezioni webcam e cantieri sono consultabili anche mediante un sistema di sintesi vocale e di geolocalizzazione. Quest’ultima permette di accedere ad una speciale mappa concentrata attorno alla posizione dell’utente, in modo da fornire in maniera più dettagliato le immagini delle webcam e le informazioni relative ai cantieri in corso nelle immediate vicinanze. Infine, la nuova applicazione offre l’opportunità d’inserire le sezioni webcam e cantieri nella lista dei preferiti, per una consultazione più rapida e immediata.

Battezzato il treno “Göschenen/Airolo”

Battezzato il treno “Göschenen/Airolo”

Da tio.ch l Presenti alla cerimonia Norman Gobbi, il direttore del dipartimento dell’economia del Canton Uri Camenzind e il responsabile FFS Roberto Tulipani. Il treno TILO “Göschenen/Airolo” ha ricevuto questa mattina il proprio battesimo ufficiale ai portali della “vecchia” galleria.

Da oramai una settimana, migliaia di viaggiatori sfruttano i nuovi collegamenti attraverso la galleria di base, risparmiando circa 30 minuti per ogni viaggio. Al contempo, lungo la linea panoramica del San Gottardo, le FFS continuano a proporre un’interessante offerta per gli spostamenti casa-lavoro e rafforzano il turismo regionale. «Crediamo nel mito del San Gottardo e al potenziale turistico della regione», ha affermato Roberto Tulipani, responsabile Regione Sud di FFS Viaggiatori Regioni, in occasione del battesimo di un treno a Göschenen di fronte a circa 200 ospiti.

Il direttore del Dipartimento dell’economia del Cantone di Uri Urban Camenzind ha interpretato la scelta del nome del treno «Göschenen/Airolo» come un segnale positivo da parte delle FFS, ossia l’espressione della loro volontà di rendere ancora più allettante l’offerta al San Gottardo: «La linea panoramica del San Gottardo è una via di transito importante e consente a molti treni di raggiungere la regione delle Alpi centrali. Il collegamento dai centri urbani dell’Altipiano svizzero verso Göschenen deve continuare a essere rafforzato evitando eccessivi cambi. Ci auguriamo che i treni circolino tutto l’anno e più volte al giorno.»

«Un segnale positivo» – Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha dal canto suo ricordato che «oggi festeggiamo un segnale positivo verso le valli del Ticino, soprattutto poiché proviene da un attore vitale per le regioni periferiche, come lo è un servizio di trasporti pubblici. È un messaggio che ci fa ben sperare, che ci dà la possibilità di essere partecipi del nostro futuro, mettendo a disposizione della nostra regione uno strumento essenziale per il proprio sviluppo».

Imposta di circolazione – Un convegno per nuove soluzioni

Imposta di circolazione – Un convegno per nuove soluzioni

Comunicato Stampa del Dipartimento delle istituzioni | Il Dipartimento delle istituzioni ha organizzato oggi un convegno per riflettere sul futuro dell’imposta di circolazione. L’attuale impostazione di calcolo dei contributi cantonali richiesti ai detentori di veicoli risulta ormai essere datata; nonostante gli aggiustamenti adottati nel frattempo, il sistema necessita perciò di essere ripensato, così da tenere conto dei cambiamenti tecnologici e sociali avvenuti.

L’invito al convegno è stato rivolto dal Dipartimento a persone coinvolte nel settore della circolazione e dei trasporti – tra cui politici e addetti ai lavori – per favorire uno scambio preliminare di idee sul tema dell’imposta di circolazione, anche attraverso il confronto con le prassi in vigore negli altri Cantoni. L’obiettivo dell’incontro odierno è di giungere a una prima serie di conclusioni condivise, che permettano al Dipartimento di impostare una revisione dell’attuale formula di calcolo dell’imposta di circolazione, dapprima per le automobili e poi per tutte le altre categorie di veicoli.

Occorre ricordare che l’attuale impostazione della Legge sull’imposta e le tasse di circolazione risale a un messaggio del Consiglio di Stato (n. 5881) elaborato ormai 10 anni or sono. L’intento perseguito con quella revisione normativa era favorire l’acquisto di automobili meno inquinanti, anche attraverso l’introduzione di «ecoincentivi». Il miglioramento del parco veicoli testimonia che la modifica ha dato buoni risultati anche grazie al passaggio da un sistema di calcolo basato sulle categorie di efficienza energetica a un modello che adotta le emissioni di CO2 quale parametro determinante.

Durante il convegno sono intervenuti tre relatori: il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, il direttore della sezione Ticino del TCS Roberto Morandi e Marco Piffaretti, direttore di Protoscar SA, azienda ticinese attiva dal 1987 nel settore del design automobilistico e industriale. A seguire, si è tenuta una discussione aperta fra i partecipanti.

Zali e Gobbi a Göschenen per il Gottardo

Zali e Gobbi a Göschenen per il Gottardo

Da Ticinonews.ch | Cantoni e Comuni si sono trovati nel Canton Uri per discutere del progetto. Nel 2017 il Consiglio federale si esprimerà

Su invito dell’Ufficio federale delle strade (USTRA) si è riunita oggi per la prima volta a Göschenen la commissione politica di progetto sulla seconda canna della galleria autostradale del San Gottardo. Ne fanno parte rappresentanti dei Cantoni Uri e Ticino e dei Comuni interessati a nord e a sud del traforo.

I Cantoni Uri e Ticino nonché i Comuni dei due versanti del Gottardo devono essere coinvolti attivamente nel progetto, ricevere regolarmente informazioni sugli sviluppi e sullo stato di avanzamento dei lavori e farsi portavoce delle richieste e degli interessi della popolazione locale: questo, in sintesi, l’obiettivo della commissione, neo costituita oggi a Göschenen.

All’incontro erano presenti i Consiglieri di Stato ticinesi Claudio Zali e Norman Gobbi, e i loro omologhi urani Roger Nager e Urban Camenzind. Della commissione fanno parte anche i rappresentanti delle autorità comunali di Biasca, Airolo, Göschenen, Wassen, Seedorf, Gurtnellen e Flüelen. La commissione si riunirà presumibilmente due o tre volte all’anno secondo le necessità.

I piani per il nuovo traforo si trovano in fase di “progetto generale“, che verrà sottoposto all’approvazione del Consiglio federale con molta probabilità nella prima metà del 2017. Seguirà il progetto esecutivo, che sarà depositato per la pubblica consultazione.