Patriziati: nuove opportunità date dai processi aggregativi

Patriziati: nuove opportunità date dai processi aggregativi

Da: Il Mattino della domenica

Fondamentali per la continuità delle tradizioni dei quartieri

Confederazione, Cantone e Comuni: i tre livelli istituzionali svizzeri. C’è però anche chi come il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, ne considera un quarto: i Patriziati. L’ultima revisione totale della Legge organica patriziale (LOP) è entrata in vigore nel 2013 e ha confermato questa tesi, mettendo in evidenza l’importanza dei Patriziati ticinesi quali partner affidabili dei Comuni e del Cantone in particolare nella cura, gestione e promozione del territorio. Per mantenere aggiornata la base legale e fornire agli Enti patriziali gli strumenti per svolgere efficacemente i compiti affidati, il Governo lo scorso agosto ha incaricato la Commissione di coordinamento patriziale di elaborare una revisione parziale della LOP. Il Dipartimento delle istituzioni ha colto al volo questa occasione anche per porre le basi legali di una gestione più moderna, performante e semplice dei registri patriziali. Si tratta di un’esigenza specifica, alla quale si intende dare una risposta concreta attraverso il progetto di Registro elettronico dei patrizi, che mira a facilitare il compito degli Uffici patriziali, favorendo l’allestimento e l’aggiornamento dell’elenco dei patrizi. Ma quanto contano i Patriziati? Che presente e che futuro hanno? Come fare per sostenerli? La parola al nostro Consigliere di Stato.

Allora, iniziamo proprio da qui: che importanza dare, oggi, ai Patriziati?

Quello dei Patriziati è un tema a me caro in quanto considero questi storici enti una parte integrante e rappresentativa della nostra società. Noto, purtroppo, che a volte la loro importanza passa un po’ in secondo piano e che c’è chi ne dimentica il fondamentale ruolo che ricoprono. Un ruolo che attraverso le aggregazioni comunali ha trovato una nuova energia, oserei dire una nuova vita. E qui faccio riferimento tanto alle aggregazioni di valle quanto a quelle urbane. Pensiamo ad esempio a quanto accaduto di recente nella Nuova Bellinzona, dove i Patriziati sono stati integrati quali elementi di collante territoriale e di salvaguardia delle numerose comunità confluite nell’agglomerato urbano. Un meccanismo che ha unito e non certo diviso.

In effetti, i numeri confermano questa tesi. in Ticino si contano 201 Patriziati e ben 90mila patrizi, proprietari del 75% dei circa 140mila ettari del territorio boschivo che ci circonda. Cifre davvero eloquenti.

Si tratta di persone che si occupano con passione, spirito corporativo e assoluta dedizione della gestione delle proprietà comunitarie non solo del nostro ampio patrimonio boschivo, ma anche di cave, alpi e caseifici, oltre che di infrastrutture sportive e turistiche. Diciamolo pure: i Patriziati sono un patrimonio su cui ogni ticinese – patrizio o no – sa di poter contare. L’attaccamento alle nostre radici, alla nostra identità, non è un limite, bensì una preziosa risorsa. Infatti, un albero per crescere ha bisogno di radici profonde per poter svettare e resistere alle tempeste.

La società evolve velocemente e presenta dinamiche in progressiva trasformazione. C’è chi dice che i Patriziati siano anacronistiche testimonianze del tempo che fu: che ne pensa?

Non condivido affatto questa visione riduttiva. Fortunatamente, il Ticino può affidarsi a Patriziati che guardano al futuro con entusiasmo, sostenuti in questo atteggiamento costruttivo dai Comuni e dal Cantone, con i quali collaborano attivamente. So per certo, perché ne ho esperienza diretta, che il dinamismo non manca, che ci sono Patriziati propositivi e innovativi nella promozione di progetti di gestione e valorizzazione del territorio, in ambiti classici come quello agricolo o quello forestale, ma sempre più anche nel turismo, nel sociale e nel settore culturale. Il Patriziato non è un corpo estraneo e isolato: vive invece all’interno di una società e si sviluppa con essa, offrendo un servizio essenziale per la comunità locale e quindi, di riflesso, per tutto il Cantone, innescando un circolo virtuoso dal quale non può che trarne beneficio la collettività.

Ma cosa fa il suo Dipartimento per valorizzare in modo concreto il lavoro svolto dai Patriziati?
Proprio perché consapevole della centralità dei Patriziati e perché convinto della necessità di sostenere nei fatti la triade Patriziato-Comune-Cantone, il DI mette a disposizione la sua consulenza (attraverso i propri Servizi), così come un aiuto finanziario tramite il Fondo di aiuto patriziale e il Fondo per la gestione del territorio. Se i progetti sono validi, e nella quasi totalità lo sono, Cantone e Dipartimento ci sono!

In questo contesto di costruttiva sinergia, occorre evidenziare il prezioso lavoro di mediazione svolto dall’Alleanza patriziale ticinese (ALPA).
È corretto. Con l’ALPA portiamo avanti numerose iniziative e attività. Nata nel 1938, sostiene i Patriziati e promuove la collaborazione con i Comuni in modo da creare le condizioni-quadro favorevoli alla gestione sostenibile del territorio che, assieme alle persone, è il nostro bene più prezioso. Posso solo confermare quanto ho già avuto modo di sottolineare in altre occasioni: il nostro rapporto è sempre stato eccellente e sono sicuro che potrà consolidarsi ulteriormente nei prossimi anni, generando ricadute benefiche all’istituto patriziale.

Terminiamo questa chiacchierata con un suo ulteriore giudizio dei Patriziati.

Mi lasci dapprima fare una premessa, anzi una promessa: con il Dipartimento e i miei collaboratori, partendo dal Capo della Sezione enti locali Marzio Della Santa, continueremo a impegnarci per dare il nostro contributo a favore dei Patriziati ticinesi. Essi hanno molto da offrire, rappresentano un servizio essenziale alle comunità locali, valorizzano il prodotto indigeno, promuovono il territorio e la cultura tenendo ben salda la barra della tradizione, coniugata però con l’innovazione. I Patriziati hanno origine nel nostro passato, giocano un ruolo da protagonisti nel presente e guardano con entusiasmo a un futuro che concorrono a costruire. Essi non sono i custodi di fredde ceneri, bensì vivaci ravvivatori del fuoco dello spirito del XXI secolo.

Alleanza Patriziale Ticinese in assemblea

Alleanza Patriziale Ticinese in assemblea

Presenti anche anche il consigliere di Stato Norman Gobbi e la presidente del Gran Consiglio Pelin Kandemir Bordoli

L’Annuale assemblea dell’Alleanza Patriziale Ticinese (ALPA) si è svolta a Cademario il 16 giugno 2018. Erano presenti oltre 230 persone, a rappresentare 98 patriziati, con circa 200 delegati. Presenti tra le autorità cantonali e locali anche il consigliere di stato Norman Gobbi e la presidente del Gran Consiglio Ticinese Pelin Kandemir Bordoli. I lavori assembleari sono stati diretti dal presidente dell’ALPA Tiziano Zanetti. A nome del comitato di organizzazione ha rivolto parole di saluto e di ringraziamento il presidente Giancarlo Ruggia. Per l’Associazione dei patriziati del Malcantone, organizzatrice della giornata, ha preso la parola il suo presidente Marco Marcozzi, che ha sottolineato come i 17 patriziati malcantonesi sono proprietari di ben 2900 ettari di territorio, soprattutto boschi e alpeggi. Saluti e ringraziamenti sono stati portati pure del Vicesindaco di Cademario e presidente del locale Patriziato, Antonio Rezzonico.

La presidente del Gran Consiglio ticinese Pelin Kandemir Bordoli ha messo in risalto l’amore per la terra da parte dei patriziati e la buona collaborazione con i servizi e gli uffici cantonali. Importante, ha detto Kandemir, anche “la conservazione della memoria” da parte dei patriziati, alla luce del recente progetto dei patriziati malcantonesi di recuperare e valorizzazione i propri archivi. Per il Comitato centrale della Federazione Svizzera dei Patriziati era presente il membro Sandro Forster, che ha messo in evidenza come la data dell’Assemblea, il 16 giugno, sia un giorno speciale, non solo per l’assemblea ALPA, ma anche perché è il giorno dell’anniversario del proprio matrimonio e il compleanno del presidente dell’ALPA.

Tiziano Zanetti, nella sua relazione presidenziale ha ricordato il buon lavoro e lo spirito positivo che vige in seno al nuovo Consiglio direttivo dell’ALPA entrato in carica lo scorso anno; ha accennato al nuovo settore del Sito Internet dell’ALPA con le “Informazioni pratiche”. Funzionano bene, ha ricordato Zanetti, i Fondi cantonali destinati ai finanziamenti di progetti patriziali. E a questo proposito egli ha sottolineato il grande lavoro svolto dai Patriziati. Riguardo alla revisione parziale della Legge Organica Patriziale (LOP), Zanetti ha spiegato che le osservazioni dei singoli Patriziati, inoltrate nei mesi scorsi, sono state integrate, nel limite del possibile, nel testo di revisione della LOP. Il testo completo revisionato sarà in consultazione presso i Patriziati nel corso dell’estate. La modifica principale introdotta da questa revisione parziale riguarda l’introduzione del Registro elettronico cantonale per la gestione dei dati di tutti i Patriziati. Zanetti non ha dimenticato la stretta collaborazione tra Patriziati e Comuni e i contatti costanti con gli Uffici del cantone, gli Enti e le Associazioni. Un accenno è infine stato riservato alla promozione tra i giovani, che in numero sempre crescente, siamo a quota 3000 quest’anno, partecipano d’estate ai Corsi di Lingue e Sport con attività organizzate in collaborazione con i Patriziati per far conoscere il nostro Territorio e le nostre tradizioni. La relazione presidenziale, che trovate in forma completa in un articolo separato, è stata accettata all’unanimità.

Per la Rivista Patriziale Ticinese, il redattore responsabile Gustavo Filliger ha ricordato che i 4 numeri annuali sono stampati in 3000 copie e ogni numero conta oltre 60 pagine di contenuti diversi legati alle attività patriziali, a temi sul territorio in generale e di carattere culturale. Rachele Allidi, presidente della Commissione di coordinamento, ha messo in evidenza il ruolo determinante della Commissione quale “trait d’union” tra i Patriziati e il Cantone, in particolare con il lavoro svolto per la revisione parziale della LOP. Patrizia Gobbi, rappresentante ALPA nella Commissione del Fondo di aiuto e del Fondo per la gestione del territorio ha informato che i due Fondi cantonali hanno erogato nel 2017 sussidi per circa mezzo milione di franchi. Carlo Scheggia, rappresentante ALPA in seno alla Nuova Federlegno ha passato brevemente in rassegna le attività che ruotano attorno alla produzione e alla gestione del legname indigeno. In particolare egli ha fatto un accenno al nuovo progetto cantonale di travatura lamellare eseguita con legno di castagno.

Per l’associazione svizzera per un territorio senza grandi predatori, Germano Mattei ha messo in guardia in merito al grosso problema della presenza di lupi e linci sul territorio cantonale. I conti consuntivi 2017 e i preventivi 2018 dell’Alleanza Patriziale Ticinese sono stati presentati dal segretario e contabile dell’ALPA Gianfranco Poli.

I conti sono stati approvati all’unanimità, come pure tutte le relazioni presentate nel corso dell’Assemblea. Ricordiamo che l’ALPA ha un consuntivo di spese di oltre 110’000 franchi. L’ultimo intervento della giornata è stato quello del Consigliere di Stato Norman Gobbi. Egli ha messo in risalto un aspetto importante del ruolo dei Patriziati in una società in evoluzione: quello di offrire un servizio essenziale garante della vicinanza con i cittadini, una sorta di “quarto livello” del nostro federalismo, svolto con buona volontà e dinamismo da parte dei patrizi stessi. Oggi, ha ricordato Gobbi, i Patriziati non si limitano a gestire il proprio patrimonio fondiario e immobiliare, ma sono chiamati a valorizzare i beni, in risposta ai bisogni della società contemporanea, sempre più attenta ai temi ambientali e alla qualità di vita. Ed è importante anche l’offerta culturale, sportiva, di approvvigionamento idrico, di promozione tra i giovani, eccetera che oggi i Patriziati mettono a disposizione in mille forme diverse.

A proposito della revisione parziale della LOP, il Consigliere di Stato ha spiegato la necessità di adattarla ad alcuni cambiamenti normativi già entrati in vigore in altri ambiti legislativi, per esempio nella Legge Organica Comunale. Si intende pure dare risposte tempestive ad alcuni problemi pratici che condizionano il buon funzionamento dei patriziati ticinesi. L’elemento principale dell’intera revisione sarà l’introduzione del registro elettronico dei patrizi, fortemente voluto dall’ALPA. Esso potrà facilitare in modo notevole il compito degli Uffici patriziali. Gobbi ha concluso il suo intervento ricordando che «I Patriziati non sono solo un retaggio del passato ma rappresentano una forte radice per il nostro futuro».

Al termine dei lavori assembleari è stata designata la regione che ospiterà l’Assemblea ALPA 2019. L’Assemblea si svolgerà in Valle di Muggio, organizzata dai Patriziati di Castel San Pietro, Morbio Superiore, Bruzella, Cabbio e Muggio. La giornata assembleare è proseguita dopo mezzogiorno con l’aperitivo, il pranzo in comune e le visite guidate a scelta: Colle San Bernardo, Selva castanile e Punto panoramico, Frutteto di conservazione di antiche varietà di castagno, Selva castanile Squillin recuperata.

Alleanza patriziale: l’archivio cartaceo farà presto posto alla digitalizzazione

Alleanza patriziale: l’archivio cartaceo farà presto posto alla digitalizzazione

 

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 16 giugno 2018 del Corriere del Ticino

L’Alleanza patriziale ticinese (ALPA) ha festeggiato il suo ottantesimo compleanno sabato, in occasione dell’assemblea annuale tenutasi a Cademario. All’incontro erano presenti 98 patriziati e circa 200 delegati, per un totale di oltre 230 persone. «Una partecipazione più viva che mai» ha sottolineato con particolare soddisfazione il presidente dell’ALPA Tiziano Zanetti, che dando il via ai lavori assembleari ha evidenziato il proficuo lavoro svolto dal Consiglio direttivo entrato in carica lo scorso anno.

L’ALPA si occupa di promuovere la collaborazione tra Patriziati e Comuni: un compito questo divenuto ancora più importante anche a seguito delle recenti aggregazioni.

Piatto forte dell’assemblea è stata la revisione parziale della Legge organica patriziale (LOP), la cui modifica principale riguarda l’introduzione del Registro elettronico cantonale per la gestione dei dati di tutti i Patriziati. Come ha spiegato Zanetti, «le osservazioni dei singoli Patriziati, inoltrate nei mesi scorsi, sono state integrate nel limite del possibile nel testo di revisione della LOP. Un segnale importante da parte del Governo che ha voluto ascoltare anche la nostra voce».

Aspetto questo ricordato anche nell’intervento della presidente del Gran Consiglio ticinese Pelin Kandemir Bordoli che ha sottolineato «la buona collaborazione con i servizi e gli uffici cantonali», nonché la validità del progetto per la conservazione della memoria tramite il recupero e la valorizzazione degli archivi del Patriziati. Il testo completo revisionato sarà in consultazione presso i Patriziati nel corso dell’estate.

L’ultimo intervento della giornata è stato del consigliere di Stato Norman Gobbi, che ha messo in risalto come l’ALPA «non si limiti a gestire il proprio patrimonio fondiario e immobiliare, ma sia chiamata a valorizzare i beni in risposta ai bisogni di una società contemporanea sempre più attenta ai temi ambientali e alla qualità di vita».

Revisione parziale della Legge organica patriziale

Revisione parziale della Legge organica patriziale

Comunicato stampa del Consiglio di Stato | Alla luce dei colloqui tra Alleanza patriziale ticinese (ALPA) e Dipartimento delle istituzioni, in merito all’esigenza di alcuni chiarimenti normativi, il Governo ha incaricato la Commissione di coordinamento di elaborare un progetto di revisione parziale della Legge organica patriziale (LOP). Il progetto sarà sottoposto al Dipartimento indicativamente entro l’ottobre del 2018.

Il Consiglio di Stato ha inoltre proceduto al rinnovo quadriennale delle due Commissioni che operano nell’ambito dei Patriziati. Nella Commissione del Fondo di aiuto patriziale e per la gestione del territorio, costituita da sei membri, sono stati designati

– in rappresentanza degli Enti patriziali:

  • Patrizia Gobbi Coradazzi, Ambrì
  • Germano Mattei, Cavergno
  • Paolo Prada, Castel San Pietro
  • in rappresentanza dello Stato:
    • Elio Genazzi (Presidente), Sezione degli enti locali
    • Loris Ferrari, Sezione dell’agricoltura
    • Marco Marcozzi, Sezione forestale.

Quale segretario è stato confermato Fausto Fornera, Ispettore dei Patriziati, che seguirà in prima persona le istanze del Fondo di aiuto patriziale, mentre signor Rubens Ambrosini, economista della Sezione degli enti locali, assisterà la Commissione nella preparazione dei preavvisi concernenti il Fondo per la gestione del territorio.

Per quanto riguarda la Commissione di coordinamento patriziale, anch’essa costituita da 6 membri, sono stati nominati:

– in rappresentanza degli Enti patriziali:

  • Rachele Allidi (Presidente), Ascona
  • Athos Tami, Malvaglia
  • Tiziano Zanetti, Bellinzona

– in rappresentanza dello Stato:

  • Elio Genazzi, Sezione degli enti locali
  • Diego Forni, Sezione dell’agricoltura
  • Marco Marcozzi, Sezione forestale.

Fausto Fornera fungerà, come sinora, da segretario.

Una passione che si rinnova

Una passione che si rinnova

Discorso pronunciato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi in occasione dell’Assemblea generale dell’Alleanza patriziale (ALPA) |

Signor Presidente,
Signore e signori membri del Comitato direttivo,
Gentili signore, Egregi signori,
Cari concittadini patrizi,

vi saluto a nome del Consiglio di Stato e vi ringrazio per il cortese invito a partecipare anche quest’anno alla vostra assemblea generale. Ringrazio in particolare i Patriziati di Ludiano, Malvaglia e Semione, che quest’anno ci accolgono nella splendida cornice della Valle di Blenio. Quella dei patriziati bleniesi è una realtà molto presente, vivace e dinamica. Lo si vede nei progetti proposti, con un grande impegno a livello di risorse umane e finanziarie. Questa è la dimostrazione di quanto sia importante la vostra attività per la comunità locale.

È sempre un piacere per me partecipare a questo momento d’incontro con voi, che mi permette di affrontare da vicino le questioni che vi stanno più a cuore e che ci permette di portare avanti il nostro rapporto, tra Patriziati e Cantone, nel migliore dei modi, come abbiamo sempre fatto.

Poco più che un mese fa, domenica 30 aprile, hanno avuto luogo le elezioni patriziali in tutto il nostro Cantone. Un rinnovo delle cariche patriziali che è andato a buon fine nella gran parte dei 202 Patriziati ticinesi. Solo in alcune infatti si sono dovute fissare delle elezioni prorogate. Abbiamo quindi dato da poco il via alla nuova legislatura patriziale che si protrarrà fino al 2021: a tutti gli amministratori patriziali auguro un buon lavoro, continuando sull’onda di quanto fatto negli ultimi anni. L’obiettivo è quello di rendere sempre più efficiente l’amministrazione dei Patriziati: solo in questo modo sarà possibile confermare l’importanza del vostro ruolo quali attori protagonisti nella gestione del territorio cantonale e quali partner affidabili e privilegiati di Comuni e Cantone.

Fortunatamente il Ticino può contare su Patriziati con un importante dinamismo che si conferma di anno in anno. Con piacere vedo Patriziati propositivi e innovativi nella promozione di numerosi progetti di gestione e valorizzazione del territorio, in ambiti classici come quello agricolo o quello forestale, ma sempre più anche nel turismo, in ambito sociale e culturale. Quello offerto dai patriziati è un servizio essenziale per la comunità locale, e che quindi ha una grande importanza per il Cantone. Anche a livello comunale la collaborazione reciproca tra Patriziato e Comune innesca un circolo virtuoso dal quale a trarne vantaggio è la collettività.

Un’importanza che viene ripagata con la disponibilità dei servizi del mio Dipartimento per la consulenza, ma anche con l’aiuto finanziario tramite il Fondo di aiuto patriziale (FAP) e il Fondo per la gestione del territorio (FGT). Noto con piacere come anche nella gestione delle istanze di sussidio ai Fondi state acquisendo la necessaria dimestichezza con le necessarie procedure – che da parte nostra cerchiamo di semplificare il più possibile -, ciò che è un segno tangibile di un miglioramento generale dell’efficienza amministrativa della quale ho parlato poco fa.

I Patriziati diventano sempre più un vero e proprio “quarto livello” che si aggiunge al nostro sistema federalista assicurando, assieme ai Comuni, la vicinanza con ogni cittadino. L’importanza del funzionamento delle amministrazioni patriziali è quindi in costante crescita. A questo proposito il mio Dipartimento, tramite la Sezione degli enti locali, si impegna ad accompagnare i Patriziati verso la progressiva introduzione generalizzata della contabilità a partita doppia e del nuovo piano contabile armonizzato (MPA2). Sono cosciente che si tratta di una sfida impegnativa, che forse ha lasciato perplesso qualcuno, ma è un passo necessario per garantire una gestione finanziaria equilibrata, consapevole e lungimirante dei Patriziati.

Fortunatamente il mio Dipartimento può contare sulla collaborazione dell’Alleanza patriziale ticinese nel sostenere le attività dei nostri Patriziati. Una collaborazione che è sempre stata eccellente e che sono certo si consoliderà anche nei prossimi anni, con il Consiglio direttivo e il presidente che saranno nominati durante quest’assemblea. Un ringraziamento va a chi ha amministrato in maniera ottimale l’Alleanza in questi anni, in particolare al presidente Tiziano Zanetti, mentre auguro buon lavoro a chi entrerà in carica oggi.

Colgo inoltre l’occasione per ringraziare Elio Genazzi, Capo della Sezione degli Enti locali, che dal mese di aprile dell’anno prossimo beneficerà del pensionamento, ed è quindi alla sua ultima assemblea con l’Alleanza Patriziale Ticinese in questo ruolo. Dal 2006 ha lavorato con professionalità e dedizione all’interno del mio Dipartimento, e sono certo che abbiate avuto modo più volte anche voi di apprezzare le sue competenze e la sua disponibilità. Con il Dipartimento e i miei collaboratori, e con il futuro Capo della Sezione enti locali, continueremo a impegnarci per dare il nostro contributo a favore dei Patriziati ticinesi. Solo attraverso una struttura amministrativa al passo con i tempi, adeguata alle necessità attuali, potremo garantire ancora per anni e anni un’attività essenziale alla collettività, svolta con la passione e la tradizione che sono il tratto distintivo dei nostri Patriziati.

Le rovine del Castello di Serravalle, che oggi distano solo pochi metri da noi, fanno correre la mia mente al 1182, anno in cui i vallerani di Blenio e Leventina prestarono giuramento di aiuto reciproco, e in quell’occasione in cui decisero di distruggere il castello e tutte le fortificazioni nelle Valli ambrosiane. Ma l’aspetto centrale è l’aiuto reciproco allo scopo di scacciare i signori e il loro dominio. Storicamente il Patto di Torre si inserisce nella scia dello spirito comunale lombardo, che rivendicò nel XXII secolo una piena autonomia delle comunità locali da signori e vassalli. Questo è sostanzialmente lo spirito viciniale, fondamento nell’arco alpino e quindi in Ticino e nelle sue Valli delle ampie libertà godute dai nostri antenati. Oggi voglio richiamare questo spirito viciniale, poichè noi – figli dei tempi globalizzati – subiamo spesso inermi le decisioni superiori, venendo meno al nostro essere “vicini” e soprattutto liberi. Liberi di autodeterminarci, liberi di scegliere quali regole applicare per controllare – ad esempio – l’immigrazione. Torniamo allo spirito viciniale, diamo nuova forza alla fiamma patriziale, teniamo alta la bandiera della nostra autodeterminazione e della nostra libertà.

Vi ringrazio.
Norman Gobbi
Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Discorso pronunciato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi in occasione dell’Assemblea generale dell’Alleanza patriziale (ALPA) del 28 maggio 2016

Discorso pronunciato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi in occasione dell’Assemblea generale dell’Alleanza patriziale (ALPA) del 28 maggio 2016

– Fa stato il discorso orale –

Signor Presidente,
Signore e signori membri del Comitato direttivo,
Gentili Signore, Egregi Signori,
Cari concittadini patrizi,

vi saluto a nome Consiglio di Stato e vi ringrazio per il cortese invito a partecipare anche quest’anno alla vostra assemblea generale. Un appuntamento immancabile nella mia agenda di Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni. Un incontro che mi permette di dialogare direttamente con tutti voi rappresentanti dei nostri Patriziati che, nel contesto comunale in profonda evoluzione nel quale ci troviamo, hanno visto mutare e accentuarsi il loro ruolo di testimoni e sentinelle delle identità locali.

Quest’anno l’Alleanza patriziale ha scelto di riunirsi a Sonogno, in cima alla Valle Verzasca. Una Valle incantevole che negli scorsi anni è stata caratterizzata dal tentativo di costruire un unico Comune. È una nave che non è ancora giunta in porto, ma la rotta è tracciata. Segnali positivi e incoraggianti arrivano in questo senso dai 9 Patriziati di Verzasca e Piano (Brione, Corippo, Cugnasco, Frasco, Gerra, Gordola, Lavertezzo, Sonogno e Vogorno) che da tempo manifestano un rinnovato entusiasmo nella gestione dei loro enti, ma anche, e soprattutto, nella collaborazione reciproca. Saluto quindi con particolare soddisfazione l’iniziativa dei Patriziati verzaschesi di riunirsi regolarmente per discutere di problematiche comuni che spesso oltrepassano i confini dei singoli enti. Pur nel rispetto delle autonomie locali, questo approccio positivo e costruttivo permette un reciproco scambio di conoscenze ed esperienze, nell’ottica di ottenere una gestione della cosa pubblica ancor più efficace.

In questo contesto è ammirevole constatare come rimane sempre immutato il ruolo dei Patriziati quali custodi, gestori e promotori del nostro territorio e quali partner affidabili di tutti i nostri Comuni. Soprattutto ai nostri giorni, quando tutti gli enti pubblici sono chiamati ad adattarsi alle sfide dettate dai tempi in cui viviamo. A questo proposito il Governo ha dovuto chinarsi in tempi recenti sul risanamento delle finanze cantonali per migliorare in modo incisivo e coraggioso lo stato di salute precario dei conti statali. Una sfida difficile, ma condivisa da tutti noi Consiglieri di Stato. Ognuno ha dovuto fare la propria parte identificando una serie di misure da attuare per riuscire a centrare l’obiettivo che ci siamo prefissati: recuperare 180 milioni e raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2019.

Alcune di queste misure toccano anche voi. Il mio Dipartimento, con senso di responsabilità, ha svolto fino in fondo i suoi compiti. Fra questi rientra pure l’analisi dei flussi finanziari tra il Cantone e i Patriziati. Si è perciò proposto una riduzione della dotazione finanziaria del Fondo per la gestione del territorio da 600 a 500 mila franchi annui e un attestamento del Fondo di aiuto patriziale alla quota “storica” di 700 mila franchi (pagati pariteticamente dal Cantone e dai Patriziati). Inoltre, si è prospettata l’introduzione della necessaria base legale per il prelievo di una tassa di decisione per le ratifiche cantonali, come già avviene da diversi anni in diversi altri ambiti dell’Amministrazione cantonale.

Posso assicurarvi che queste misure finanziarie che avranno un’influenza diretta (in alcuni casi addirittura positiva, se pensiamo alla possibile riduzione delle aliquote di prelievo dal Fondo di aiuto patriziale) sui Patriziati ticinesi sono state proposte in un’ottica di assunzione collettiva di responsabilità verso l’obiettivo del risanamento delle finanze pubbliche.
Non è in discussione il riconoscimento da parte del Cantone del ruolo, dell’importanza e dei risultati conseguiti dai Patriziati ticinesi!

Certo si tratta di misure che, nel limite del possibile, si sarebbe voluto evitare, tuttavia colgo l’occasione per sottolineare il fatto che questi interventi finanziari sono stati attentamente valutati al fine di renderli sostanzialmente accettabili: sia il Fondo per la gestione del territorio che quello di aiuto patriziale garantiranno una certa autonomia operativa (anche grazie a una riserva accumulata nel corso degli anni) anche a medio-lungo termine.

Ho ricevuto negli scorsi giorni lo scritto che mi avete inviato in cui avete manifestato le vostre preoccupazioni e reticenze in questo contesto. A questo proposito intendo garantirvi il dialogo che abbiamo costruito e mantenuto negli scorsi anni. Pertanto i miei servizi prenderanno contatto con voi per fissare un incontro. L’ottima collaborazione tra Cantone e Patriziati dovrà assolutamente continuare anche in futuro!

È quindi doveroso, come enti pubblici, svolgere un atto di coraggio per salvaguardare le nostre generazioni future e consegnare loro uno Stato in grado di essere progettuale e soddisfare i bisogni di tutti i cittadini restando al passo con i tempi. Questo significa anche fare dei sacrifici. La forza dei Patriziati, nel corso dei decenni, è stata quella di mantenere la propria missione a salvaguardia dell’identità e dei valori storici adattandosi alle esigenze dettate dal momento storico in cui ci si trovava.

Sono sicuro che riusciremo insieme a guardare con fiducia alle sfide che ci attendono grazie alla vostra capacità di saper coniugare ciò che è stato con ciò che è e dovrà essere, senza perdere di vista il bagaglio dei valori maturati nei secoli, semmai rivitalizzandoli là dove sarà opportuno farlo.

Dovremo quindi continuare a collaborare unendo le nostre forze anche in futuro per riuscire a migliorare e aumentare l’efficienza amministrativa dei nostri enti patriziali. È un compito impegnativo ma assolutamente necessario per fare in modo che sia garantita l’essenza e la funzionalità nel contesto pubblico dei nostri Patriziati.

Sono certo e fiducioso che anche dal profilo della gestione finanziaria, oltre che da quella amministrativa e della capacità di promuovere progetti concreti a favore della collettività, i Patriziati ticinesi sapranno cogliere e vincere tutte le sfide che il Ticino sarà chiamato ad affrontare!

Vi ringrazio dell’attenzione.