Gobbi sull’Imam militare: “L’esercito rispecchia la realtà sociale, …”

Gobbi sull’Imam militare: “L’esercito rispecchia la realtà sociale, …”

Da Liberatv.ch | Il ministro delle Istituzioni: “L’imam nell’esercito dovrebbe comunque rispettare i requisiti validi per le altre fedi: essere di nazionalità svizzera, idoneo al servizio e aver concluso la scuola reclute”

È giusto o sbagliato istituire la figura dell’imam nell’esercito? La questione fa discutere e divide l’opinione pubblica. Liberatv ha chiesto al ministro delle Istituzioni, Norman Gobbi, di spiegare la propria posizione. Ecco le sue riflessioni.

“L’esercito rispecchia la realtà sociale; quindi credo sia importante riconoscere che la fede cristiana non è l’unica fra le fila dei cittadini soldato. I quadri devono esserne coscienti per rispettare, nel limite dell’andamento del servizio, il credo dei loro militari.

Detto questo, per assicurare ai soldati di fede mussulmana il diritto all’assistenza spirituale non penso sia necessario istituire la funzione dell’imam militare, o come lo si vorrà chiamare, che dovrebbe comunque rispettare i requisiti validi per le altre fedi: essere di nazionalità svizzera, idoneo al servizio e aver concluso la scuola reclute.

Già oggi l’esercito dà la possibilità ai fedeli di rispettare la propria religione: i militari di fede cattolica hanno il diritto di partecipare alla Messa domenicale, quelli di fede ebraica vengono licenziati anticipatamente per permettere loro di rispettare il riposo sabbatico, eccetera…

Va inoltre ricordato che l’offerta spirituale dell’esercito offre consulenza e sostegno a tutti i militari nelle questioni personali e in situazioni di conflitto durante il servizio, senza fare distinzioni per quanto riguarda la confessione, la religione e il credo”.

Una targa allo Stadio in ricordo della visita papale

Una targa allo Stadio in ricordo della visita papale

Trent’anni or sono come ieri. Chi c’era, quel 12 giugno 1984 ad accogliere papa Giovanni Paolo II in visita alla Diocesi di Lugano, ha avuto di che commuoversi presenziando, ieri, alla cerimonia commemorativa organizzata allo Stadio dal Municipio di Lugano. Lo stesso cielo blu, lo stesso caldo, gli stessi luoghi, ma trent’anni possono essere pochi e possono essere molti.