Serata informativa Scuola cantonale di polizia 2020

Serata informativa Scuola cantonale di polizia 2020

Comunicato stampa

Il 18.01.2019, dalle 19, presso il Centro d’istruzione della Protezione civile in via Ravello a Rivera si terrà una serata informativa sulla Scuola cantonale di polizia 2020. Si è alla ricerca di aspiranti gendarmi della Polizia cantonale, aspiranti agenti delle polizie comunali (Ascona, Bellinzona, Chiasso, Locarno, Losone, Lugano, Mendrisio, Minusio, Muralto e Stabio) e aspiranti agenti della Polizia dei trasporti. Il bando di concorso e i formulari possono essere scaricati dal sito internet della Polizia cantonale, all’indirizzo https://www4.ti.ch/index.php?id=50198

Scuola di Polizia: la sicurezza passa dalla formazione

Scuola di Polizia: la sicurezza passa dalla formazione

Confermare la tendenza al ribasso della criminalità

Di recente ho partecipato alla giornata di “porte aperte” della Scuola di Polizia a Isone: si tratta di un momento in cui gli aspiranti agenti presentano a famigliari e amici ciò che hanno appreso nelle prima fase di formazione. Per rispondere alle nuove minacce, la professione di agente di polizia nel corso degli anni si è trasformata: la percezione di sicurezza della popolazione è cambiata e nella quotidianità si è confrontati con scenari sempre più complessi e spesso imprevedibili.
Rispetto al passato, gli agenti sono ora impegnati non solo a garantire la sicurezza del nostro Cantone, ma anche quella nazionale e internazionale: la criminalità sta infatti assumendo una dimensione sempre più transfrontaliera. La formazione deve quindi tenere conto di questi scenari ed evolvere di conseguenza, in modo da permettere alle forze dell’ordine di raggiungere gli obiettivi operativi stabiliti.
Da parte mia, nel ruolo di Direttore del Dipartimento delle istituzioni continuerò a intrattenere contatti regolari con le autorità politiche degli altri Cantoni, della Confederazione e delle altre nazioni. Questo perché la collaborazione e il flusso informativo tra le parti è fondamentale per l’attività di prevenzione.
Non bisogna però dimenticare che il nostro Cantone resta un territorio sicuro: le statistiche sulla criminalità confermano un regolare calo dei reati penali strettamente correlato alle novità introdotte e agli strumenti messi a disposizione degli inquirenti.
Purtroppo, vi sono però delle tendenze negative da non sottovalutare: penso ad esempio agli episodi di violenza presso esercizi pubblici (in particolare discoteche) oppure all’ambito famigliare.
I futuri agenti avranno quindi il compito di confermare i buoni risultati raggiunti e di combattere le minacce cui saremo in futuro confrontati.

Una formazione solida e di qualità
Gli aspiranti che quest’anno hanno avuto la possibilità di frequentare la Scuola di polizia (SCP) sono 44, di cui 6 donne. Si tratta di un percorso formativo orientato allo sviluppo delle necessarie competenze, che fornisce strumenti indispensabili per gestire compiti impegnativi. L’intento è di formare dei validi poliziotti attraverso l’istruzione teorica, tecnica e pratica impartita da professionisti e specialisti di materia. Il programma segue un piano d’insegnamento condiviso a livello nazionale: si compone di materie di cultura generale e di materie specifiche per lo sviluppo di competenze professionali di polizia quali circolazione stradale, Polizia di prossimità, Polizia giudiziaria, sicurezza personale, tecniche d’intervento, diritto, etica e psicologia. Un periodo di stage in un contesto lavorativo completa il periodo di formazione.

L’importanza di una struttura morale adeguata
Mi preme sottolineare l’aspetto etico che deve sempre accompagnare lo svolgimento dei compiti degli agenti. Sulle loro spalle grava una significativa responsabilità: quali tutori dell’ordine, essi sono costantemente esposti a critiche, sia a livello pubblico che privato. La popolazione e i media si attendono da loro un comportamento esemplare. Ogni scelta è importante e va, nel limite del possibile, condivisa con chi ha più esperienza facendo tesoro dei consigli di chi ne sa di più. Il senso di responsabilità e la disciplina (nel lavoro e nella vita privata), unitamente al coraggio e la forza di volontà, contribuiscono a sviluppare il senso di appartenenza al corpo di Polizia.

Sono convinto che la nostra Scuola di Polizia continuerà a formare degli ottimi agenti. Dei validi professionisti – siano essi impiegati nella Polizia cantonale, nelle polizie comunali o negli altri partner della sicurezza – ai quali verrà affidato il delicato incarico di custodire la sicurezza sul nostro territorio. Forze nuove che vanno a integrarsi in una struttura qualificata portando dinamismo e altre modalità di lavoro.

Scuola di polizia, ‘non è come in tv’

Scuola di polizia, ‘non è come in tv’

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 24 settembre 2018 de La Regione

Alla caserma di Isone 44 aspiranti agenti, di cui 6 donne, del V Circondario si sono messi alla prova Confessa la madre di una aspirante poliziotta: ‘Pensare al suo lavoro in prospettiva futura mi crea un po’ di apprensione, ma è sata una sua decisione che io accetto.

Nonostante il calendario ci ricordi che già da qualche giorno siamo ormai entrati nella stagione autunnale, questo caldo estivo proprio non vuole saperne di lasciarci. E meno male, devono aver pensato gli organizzatori della giornata di “porte aperte” della scuola di polizia del V circondario svoltasi sabato alla Piazza d’armi di Isone. Sotto uno splendido sole e con temperature oltre i 25 gradi, le poco più di 200 persone intervenute, tra parenti e amici dei cadetti in formazione, sono state accolte dal discorso pronunciato dal direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi. «Al corso di quest’anno» – spiega dal canto suo il capitano Cristiano Nenzi, capo sezione formazione, da noi avvicinato sul piazzale della caserma «partecipano 44 aspiranti agenti, di cui 6 donne, su un totale di oltre 300 candidature che abbiamo ricevuto, in linea con le cifre di questi ultimi anni. Quella odierna è una giornata dedicata alla convivialità, dove vengono presentate le attività della scuola di polizia, grazie a nove stand di cantieri interattivi». Postazioni che rappresentano i quattro corpi di polizia presenti, ossia: Polizia cantonale, comunali, Polizia militare e dei trasporti, oltre a rappresentanti della polizia del Canton Grigioni. Nel corso della giornata sono state svolte diverse dimostrazioni sulle tecniche di difesa personale, di tiro e d’intervento che potrebbero essere usate in servizio. Tra i diversi compiti svolti dagli agenti di polizia vi è anche l’intervento in caso di allarme bomba. «Capisco che per molti possa essere considerato un lavoro particolare – spiega un artificiere, a cui abbiamo chiesto perché avesse deciso di intraprendere questa professione – ma la mia scelta nasce da una passione, dovuta anche alla mia formazione. Quando si parla di allarme bomba non bisogna pensare a quanto si vede in certi film o serie tv».

Anche l’allarme bomba tra i compiti
«Noi operiamo sempre nella massima sicurezza, anche grazie all’ausilio di un robot cingolato, comandato a distanza. Anche se spesso si tratta di falsi allarmi, l’importante è essere sempre pronti e preparati a ogni evenienza. Ed è quello che impariamo tutti noi cadetti durante questi corsi di formazione». All’ora di pranzo abbiamo poi avvicinato la madre di una delle sei future agenti, per chiederle cosa pensasse della scelta della figlia di entrare in polizia: «Inizialmente ho sperato che fosse una scelta che mia figlia sentiva realmente dentro di sé. Oggi, a distanza di alcuni mesi dall’inizio del corso, ho visto che credeva in questa scelta e che la decisione di entrare in polizia è stata ben ponderata. Certo, pensare al suo lavoro in futuro crea in me un po’ d’apprensione, ma è stata una sua decisione che io accetto e condivido e non posso che esserne orgogliosa». Alle 14, una dimostrazione di carattere interdisciplinare per mostrare ai presenti quanto i cadetti hanno imparato in questi primi sei mesi di corso, accompagna i presenti verso la fine della manifestazione. Per tutti, l’appuntamento è al prossimo anno per una nuova edizione di questa giornata di porte aperte, a cui probabilmente se ne aggiungerà un’altra dove saranno invitati non solo i parenti dei futuri agenti, ma anche un pubblico più ampio, alla scoperta dei tanti compiti affidati ai diversi reparti di polizia nel nostro cantone.

Servizio all’interno dell’edizione di sabato 22 settembre 2018 de Il Quotidiano
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10905938

 

Scuola di polizia 2018 al via

Scuola di polizia 2018 al via

Articolo apparso sull’edizione di martedì 6 marzo 2018 de La Regione

Ventisei aspiranti gendarmi (Polizia cantonale), di cui sei donne, e quindici aspiranti agenti, fra i quali una donna, di Polizia comunale. Sono alcuni dei numeri della Scuola di polizia del V circondario edizione 2018 cominciata nei giorni scorsi. Sotto lo stesso tetto, segnala la Cantonale in una nota, verranno formati anche due aspiranti della Polizia dei trasporti, due della Polizia cantonale dei Grigioni e due aspiranti della Polizia militare. Frequentata la scuola e superati gli esami, i futuri agenti comunali presteranno servizio nei corpi di polizia di Bellinzona, Locarno, Lugano, Mendrisio, Biasca, Chiasso, Malcantone ovest e Minusio-Muralto. Per le aspiranti divise è iniziata così una formazione che durerà mesi, suddivisa fra teoria e pratica. Una formazione impegnativa per una professionale non facile, considerati anche i rischi connessi all’attività quotidiana dell’agente di polizia. Un’attività fra repressione e prevenzione degli illeciti. Una professione che specie nel lavoro di prossimità vede l’agente operare a stretto contatto con i cittadini.

Consegna dell’arma alla Scuola di polizia del V circondario

Consegna dell’arma alla Scuola di polizia del V circondario

Discorso pronunciato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi in occasione della Consegna dell’arma alla Scuola di polizia del V circondario |

– Fa stato il discorso orale –

Care e cari aspiranti,

vi incontro con piacere in questo momento simbolicamente molto importante. Con la consegna dell’arma vi avvicinate infatti alla fine del vostro percorso formativo all’interno della Scuola di polizia e diventate a tutti gli effetti agenti del nostro Corpo di polizia. L’arma, come la divisa, vi accompagnerà da oggi in ogni giorno lavorativo, nel quale vi adopererete a favore della sicurezza del nostro Cantone e della sua popolazione.

Con quest’arma vi consegniamo la fiducia dei cittadini e delle istituzioni, e la responsabilità nella loro tutela. È parte del vostro lavoro essere pronti a utilizzarla in caso di necessità, ma lo è soprattutto sapere quando sia il momento di farlo.

Un vostro collega, a ottobre, è dovuto ricorrere all’uso dell’arma d’ordinanza per proteggere l’incolumità sua e delle altre persone presenti. Una scelta che è stata fatta come ultima ratio di fronte a una grave minaccia. Una scelta non leggera, che ha portato irrimediabilmente a delle conseguenze.

La prima conseguenza è un pensiero che accompagnerà per molto tempo l’agente: “Avrò fatto la scelta giusta?”. Durante la formazione avete infatti imparato come comportarvi in situazioni con le quali sarete confrontati nella vostra vita professionale (e non solo), ma quando vi troverete effettivamente di fronte a una determinata situazione ci sarà sempre qualcosa che vi farà mettere in dubbio le vostre scelte, e il tempo per pensarci sarà di pochi attimi. Confidate negli insegnamenti dei vostri superiori, che avete appreso durante la formazione e che riceverete nel corso della vostra carriera.

Una seconda conseguenza sulla quale vi invito a fare una riflessione, è l’impatto mediatico delle vostre azioni. Il nostro Cantone è quello con la maggiore concentrazione di media. Questo porta certamente a una salutare diversità di opinioni, ma può portare alla sproporzionata pressione nella corsa dei giornalisti alla notizia. E in un Cantone come il nostro un colpo sparato fa ancora – direi fortunatamente – notizia. Alcuni agenti che hanno vissuto situazioni di questo tipo, non per forza per lo stesso motivo, mi hanno confidato che è forse questa la difficoltà maggiore. Vedere articoli della stampa e su giornali online, servizi alla televisione e alla radio, e sapere che stanno parlando di te: è una cosa che non lascia indifferenti. Soprattutto quando si è abituati a lavorare come Corpo, non come singolo. In aggiunta, siamo ormai coscienti di dove – purtroppo – possano arrivare i commenti sui social media, un luogo che fin troppe volte viene utilizzato come piazza di sfogo, senza pensare che un commento potrebbe ferire profondamente chi c’è dall’altra parte dello schermo (sia esso in divisa o semplice cittadino). È in questo momento che dovete sapere che, se le vostre azioni sono proporzionate alla situazione, potete contare sul sostegno del Corpo, del Comandante e del sottoscritto.

Il vostro non è un semplice lavoro, è una missione. Vi mettete a disposizione dei cittadini per la loro sicurezza, e di conseguenza agite per il loro benessere. Siate sempre coscienti che ogni scelta è importante, lasciatevi guidare da chi ha più esperienza di voi, fate tesoro degli insegnamenti ricevuti. Agite in maniera opportuna, per fare uso in modo proporzionato e adeguato alle circostanze di quanto vi è stato conferito, come richiesto dal codice deontologico e dalla legge. Operate con coraggio e con proporzionalità: questo farà di voi degli ottimi agenti.
Vi auguro un buon proseguimento per la vostra formazione e la vostra carriera, al servizio di tutti i cittadini.

Norman Gobbi
Consigliere di Stato e
Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Gobbi ai nuovi poliziotti: “La pistola è un mezzo coercitivo. E va utilizzata solo quando tutte le altre opzioni sono già state scartate. Ricordatevelo sempre”

Gobbi ai nuovi poliziotti: “La pistola è un mezzo coercitivo. E va utilizzata solo quando tutte le altre opzioni sono già state scartate. Ricordatevelo sempre”

Da Liberatv.ch | Il ministro delle Istituzioni, in occasione della cerimonia di consegna dell’arma dei nuovi agenti, ha voluto fare un forte richiamo alla responsabilità: “Leggiamo troppo spesso sui nostri mezzi d’informazioni, e non solo sulle pagine che raccontano dei fatti accaduti all’estero ma anche sulla nostra cronaca, dei danni irreparabili che l’uso sconsiderato delle armi può provocare. Spero vi ricorderete delle mie parole tutte le volte che sfiorerete la vostra arma”

“La pistola d’ordinanza è un mezzo coercitivo. Va quindi utilizzata solamente quando tutte le altre opzioni sono già state scartate. Ricordatevelo”. È un forte richiamo alla responsabilità quello che Norman Gobbi ha voluto lanciare agli aspiranti poliziotti, nel corso della cerimonia di consegna dell’arma, svoltasi in Gran Consiglio.

Dopo un percorso di formazione impegnativo, comprensivo di allenamenti pratici e di approfondimenti normativi sull’uso della pistola d’ordinanza, 25 aspiranti agenti della Polizia cantonale; 17 delle Polizie comunali di Ascona, Bellinzona, Chiasso, Giubiasco, Locarno, Lugano e Mendrisio; 2 della Polizia dei trasporti e 2 della Polizia cantonale grigionese, hanno ricevuto l’arma. Ora, questi aspiranti agenti, dovranno affrontare un periodo di stage nei posti di polizia , tassello importante della formazione che li poterà al conseguimento dell’Attestato professionale federale, con il superamento degli esami di professione nel febbraio 2017.

“L’arma – ha detto Gobbi .- è un simbolo strettamente e intrinsecamente legato alla vostra professione: agli occhi dei cittadini è un segno distintivo. Vi identifica come agenti di polizia, ovvero come professionisti ai quali lo Stato ha affidato il compito di tutelare la sicurezza sul nostro territorio. Con la consegna dell’arma, i cittadini e le Istituzioni ripongono in voi fiducia e grandi responsabilità”.

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha dunque fatto una panoramica sulle nuove sfide, dall’immigrazione al terrorismo, che stanno modificando il ruolo delle forze dell’ordine nella società moderna. Ma il richiamo del ministro leghista, si diceva, è stato soprattutto alla responsabilità legata al possesso della pistola: “Da oggi insieme alla divisa blu rappresenterete le forze dell’ordine anche con l’arma di ordinanza. Un simbolo importante. Dovete esserne ben consapevoli. Fidatevi del vostro buon senso e fatevi guidare da chi ha più esperienza nell’utilizzarla. Uno degli insegnamenti più importanti che vi daranno è che la pistola d’ordinanza è un mezzo coercitivo. Va quindi utilizzata solamente quando tutte le altre opzioni sono già state scartate”.

“Una lezione – ha sottolineato Gobbi – che ho appreso anche io nella mia esperienza militare e sono grato di essermi fatto guidare da persone preparate e con molta più esperienza di me sulle spalle. Leggiamo troppo spesso sui nostri mezzi d’informazioni, e non solo sulle pagine che raccontano dei fatti accaduti all’estero ma anche sulla nostra cronaca, dei danni irreparabili che l’uso sconsiderato delle armi può provocare”.

“Spero – ha concluso il Consigliere di Stato – vi ricorderete delle mie parole tutte le volte che sfiorerete la vostra arma. Tutte le volte che entrerete in servizio indossando la vostra divisa. Tutte le volte che svolgerete con impegno, coraggio e forza di volontà il vostro mestiere. Perché l’essere poliziotti non è solo una professione ma una vera e propria missione a favore della collettività”.