Quando il pirata è straniero

Quando il pirata è straniero

Da www.rsi.ch/news

Il paese d’origine va informato? La prassi varia da cantone a cantone, e il Ticino è “buon allievo”

Come si comportano le autorità quando un cittadino straniero commette in Svizzera gravi infrazioni alla legge sulla circolazione stradale? Come ha spiegato Le Matin dimanche, sebbene la normativa sia federale, ogni Cantone agisce a modo suo: Vaud non comunica mai il reato al paese di provenienza. Friborgo e Vallese lo fanno sempre, Neuchâtel a volte, e Ginevra lo fa solo con la Francia. Il Ticino fa parte dei “buoni allievi”, in quanto gli uffici di Camorino comunicano regolarmente con i 36 paesi con cui la Confederazione ha stipulato un accordo (ovvero quasi tutti i paesi europei e Taïwan).

Un cittadino italiano è stato recentemente denunciato per aver effettuato dei sorpassi all’interno della galleria del Gottardo ad una velocità ben al di sopra dei limiti. Come ci si comporta? “Normalmente c’è l’istruttoria del caso, quindi il conducente ha anche il diritto di essere sentito” – spiega ai microfoni RSI Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni – “Una volta che la procedura è conclusa dal punto di vista penale, segue quella di carattere amministrativo, che di solito prevede la revoca del permesso di condurre. Quindi viene fatta la segnalazione al paese di dimora o domicilio della persona, rispettivamente vengono emanate le misure di carattere interno, per esempio il divieto di circolare in Svizzera”.

Ma si ricevono riscontri sulle eventuali misure prese all’estero? “Questo è uno degli elementi più critici – spiega Gobbi – proprio perché non tutti danno riscontro alle segnalazioni intimate. Questo credo sia un fronte su cui sarà importante lavorare, soprattutto per quanto riguarda la vicina Repubblica”.

Nei casi più gravi – precisa Norman Gobbi – si va comunque oltre: “Nei confronti di quel conducente che ha commesso gravi infrazioni nel San Gottardo, un cittadino tedesco, abbiamo attuato tutte le misure necessarie proprio per arrivare fino in fondo. L’ultimo caso: un cittadino italiano con un veicolo immatricolato in Gran Bretagna. Anche in questo caso si adopereranno gli stessi strumenti se necessario”.

Nel caso del pirata tedesco il Dipartimento delle istituzioni, dopo varie peripezie, aveva sollecitato l’Ufficio federale di giustizia affinché chiedesse alla Germania di applicare l’esecuzione della pena inflitta in Svizzera, cosa infine avvenuta.

Medico del Traffico, l’istituzionalizzazione si fa più concreta

Medico del Traffico, l’istituzionalizzazione si fa più concreta

Da www.ticinonews.ch

A confermarlo è il direttore del DI Norman Gobbi: “Con un istituto semi pubblico si potranno ridurre le prestazioni”

In Ticino sono bastate poche righe per scatenare la polemica. Parliamo ovviamente della convocazione alla visita presso il Medico del traffico per stabilire l’idoneità alla guida e delle numerosissime proteste via social che ne sono scaturite.

Ora, però, il Dipartimento delle istituzioni assicura. L’utente chiamato a sottoporsi ad una perizia del medico del traffico potrà anche ottenere una lista dettagliata senza oneri aggiuntivi delle prestazioni: l’esame x costa y; quello alpha, beta; e via dicendo. La strada è tracciata e lunedì scorso è stata discussa con la diretta interessata, la dottoressa Mariangela De Cesare. “L’abbiamo invitata a formulare meglio le proprie comunicazioni nei confronti degli utenti e per rendere più trasparenti le fatture. Si tratta di un tema in cui l’autorità manda i cittadini a cui è stata revocata la patente per gravi motivi. Si tratta di un rapporto in cui deve esserci fiducia tra cittadino e Stato”, ha spiegato a TeleTicino il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

Fiducia che a giudicare dalle reazioni alla lettera, postata dall’avvocato Tuto Rossi, non è data per scontata. Pur riconoscendo la formazione della dottoressa De Cesare, dure critiche si sono sollevate anche dal Fronte Automobilisti Ticino (FAT) e dall’Ordine dei medici (OMCT). In particolare, secondo il presidente OMCT Franco Denti, le perizie del medico del traffico non andrebbero calcolate in base al Tarmed, semplicemente perché non vengono rimborsate dalle casse malati. “Fino ad ora è stato calcolato così. La tariffa del Canton Ticino è di 200-500 franchi in meno rispetto ad altri cantoni. Un dato oggettivo”, spiega il direttore del DI.

Un dato di fatto contenuto anche nella risposta che ieri il Consiglio di Stato ha dato all’interrogazione del deputato Cleto Ferrari. L’occasione per fare chiarezza anche su altri punti controversi. Non è vero, ha spiegato il Governo, che la De Cesare esercita un monopolio. Semplicemente è l’unica formata in Ticino per questo compito. E chi lo vuole è libero di rivolgersi ad un medico di un altro Cantone. Ma proprio perché il problema è riconosciuto, l’istituzionalizzazione della sua figura si fa sempre più concreta. “Con un istituto semi pubblico si potranno ridurre le prestazioni, ma gli esami devono comunque essere fatti”, ha concluso Gobbi.

Targhe, ecco quanto paghi

Targhe, ecco quanto paghi

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 18 gennaio 2019 de La Regione

Imposte di circolazione, si cambia. Dal 2020 il calcolo terrà conto al 70% delle emissioni, al 30% del peso
Norman Gobbi: ‘Sistema più stabile e ci allinea alla media nazionale’

Il progetto inviato in consultazione dal Dipartimento istituzioni a partiti e associazioni

Addio al sistema bonus/malus per calcolare le imposte di circolazione. A partire dal 2020, è questa la formula inviata ieri in consultazione dal Dipartimento delle istituzioni, si terrà conto al 70% delle emissioni di CO2 del veicolo, e per il 30% del suo peso.
Su www.laregione.ch/nuovocalcolo è possibile determinare la futura imposta. Gli obiettivi erano tre, rileva da noi raggiunto Norman Gobbi, direttore del DI.
Il primo “allineare le imposte di circolazione prelevate in Ticino alla media nazionale. Il secondo era quello di offrire un sistema più stabile, perché il sistema bonus/malus era completamente instabile e ogni volta richiedeva degli adeguamenti”. E il terzo? “Renderlo più prevedibile, il fatto che gli importi sono fissati anche dal parlamento fornisce ai proprietari di veicoli molta più stabilità rispetto a una delega al Consiglio di Stato”.
Questi tre elementi sono al centro delle novità in vigore dall’anno prossimo, quindi. Ma – continua Gobbi – si è puntato molto “a una semplificazione del calcolo che passa attraverso la massa e l’emissione di CO2. Non dobbiamo dimenticarci che l’aspetto ambientale è un elemento importante la cui cura, ricordo, è stata già avviata con l’attuale imposta di circolazione”. Ed è un Gobbi allo stesso tempo soddisfatto e fiducioso. Soddisfatto, “perché allinearci alla media nazionale è un fatto positivo, come lo è il riconoscere come dopo dieci anni di vita il sistema attuale ha ormai raggiunto e palesato tutti i suoi limiti”. Fiducioso perché, “posto che tutto dipenderà da come verrà recepita”, questa novità va incontro anche alle due iniziative popolari lanciate dal Ppd: “Gli automobilisti non sono bancomat” e “Per un’imposta di circolazione più giusta”. Oltre alla diminuzione dell’importo globale, chiedevano di semplificare ulteriormente la formula di calcolo, basandola esclusivamente sulle emissioni di CO2, in modo da non penalizzare chi acquista, e sono soprattutto le famiglie, veicoli più grandi e quindi più pesanti. Se il Ppd chiede il ristorno dei quasi 30 milioni di imposte di circolazione incassati in più negli ultimi anni, Gobbi replica che “il governo ha agito in due step: il primo con un ristorno di 5 milioni già da quest’anno, con il taglio del 5 per cento lineare per tutti i veicoli immatricolati dopo il 1° gennaio 2009”. Il secondo step è nel nuovo sistema che “in maniera naturale e automatica andrà a ridurre progressivamente il prelievo, migliorando il parco veicoli e l’emissione di CO2”. È un discorso di prospettiva, “evidentemente far uscire 30 milioni significava doverli compensare altrove a livello di finanze statali. Col nuovo sistema di calcolo, è questo l’auspicio, si andrà a mettere fuori circolazione i vecchi veicoli proprio perché non performanti ambientalmente, a favore di nuovi veicoli che costeranno meno dal punto di vista delle imposte di circolazione. Raggiunto dalla ‘Regione’ per un commento a caldo, il vicepresidente del Ppd e primo firmatario delle due iniziative di cui sopra Marco Passalia precisa che “si tratta di un progetto in consultazione, stiamo ancora aspettando il messaggio che arriverà sui banchi del parlamento. Le nostre due iniziative fino all’ultimo minuto rimarranno ovviamente sul tavolo, e non cambierà assolutamente nulla”. Ad ogni modo, “va detto che per quanto riguarda il cambiamento del metodo di calcolo, che per noi deve necessariamente essere più semplice, giusto e adeguato ai tempi, dobbiamo fare ancora un lavoro di analisi”. Quello che per Passalia si può definire da subito “insoddisfacente” è il fatto che “ora si vuole dare un contentino di cinque milioni di sconto, dimenticandosi che nel 2017 rispetto all’anno precedente c’è stato un prelievo su più di 130mila automobilisti di oltre 9 milioni di franchi. E se andiamo a prendere gli ultimi nove anni, c’è stato un incremento complessivo di oltre 27 milioni se rapportato all’aumento annuo di veicoli”. La consultazione terminerà il 15 febbraio.

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Nel 2019 si pagheranno quasi 133 milioni. 3,4 in meno rispetto al 2018

Novità che entreranno in vigore a partire dal 2020. Per l’anno appena iniziato, si applica ancora il calcolo basato sul sistema degli ecoincentivi, con la conferma della riduzione complessiva del gettito di cinque milioni di franchi annunciata nel luglio 2018. Per il 2019, annota da noi interpellato Aldo Barboni, capo della Sezione della circolazione, “l’importo totale fatturato è di 132,8 milioni di franchi, di 3,4 milioni inferiore rispetto al 2018”. Nel totale, lo ricordiamo, figurano tutti i generi di veicoli, immatricolati prima e dopo il 2009. Al 31 dicembre 2018, continua Barboni, “le automobili in circolazione erano 159mila immatricolate a partire dal 1° gennaio 2009, e 69’500 prima del 1° gennaio 2009”. Il fatto interessante è che “rispetto all’anno scorso il parco veicoli sia migliorato di 10mila auto, e rispettivamente sono diminuite di 10mila unità le immatricolazioni precedenti al 2009. C’è stato questo travaso, che conferma un trend ormai consolidato e ci fa molto piacere. Con la nuova tassazione l’abbiamo visto ripetersi ed è motivo di soddisfazione, soprattutto per la questione ambientale”. Ma le novità per quanto concerne le targhe non si fermano al nuovo sistema di calcolo. Innanzitutto gli sportelli della Sezione della circolazione a Camorino, dal 1° febbraio, vedranno 15 minuti di apertura in più. “L’orario continuato – informa Barboni – è garantito a partire dalle 7.30 di mattina fino alle 16.15. Abbiamo sperimentato questo cambiamento nei mesi scorsi e abbiamo notato come, complice anche l’introduzione del ticket, i tempi di attesa si siano drasticamente ridotti”. Tempi di attesa che si ridurranno ancora di più, perché “sul sito internet www.ti.ch/circolazione è possibile trovare tutti i formulari che fino a poco tempo fa andavano richiesti a Camorino e, sempre online, è possibile modificare la data del collaudo, il proprio indirizzo, fissare l’appuntamento per l’esame pratico di guida e procedere al pagamento delle e-fatture”. L’invito della Sezione della circolazione è semplice, quindi: “Usare e sfruttare tutte le potenzialità offerte dal nostro sito internet accorcia i tempi di attesa e aumenta l’efficienza”.
Da www.rsi.ch/news

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Gli-automobilisti-risparmiano-11323863.html

 

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 18 gennaio 2019 del Corriere del Ticino

Strade: lo sconto aspettando il nuovo sistema

Imposta di circolazione più leggera del 5% per i proprietari di un’automobile immatricolata dopo il 2009
Ecco quanto si pagherà nel 2020 con la formula rivista – Ad incidere saranno le emissioni e il peso del veicolo

Nelle bucalettere dei ticinesi è in arrivo l’imposta di circolazione e, per molti automobilisti, la fattura sarà meno dolorosa che in passato. Sì perché dopo il rincaro giunto a sorpresa nel 2017 e che aveva sollevato non pochi malumori, lo scorso luglio il Consiglio di Stato ha deciso di ricalibrare il calcolo, applicando uno sconto del 5% per tutti i veicoli immatricolati dopo il 2009. Ovvero 158.935 automobili sulle 228.361 in circolazione con la targa «TI».
Sconto che, in termini assoluti, comporterà “una riduzione complessiva del gettito di 5 milioni di franchi”, precisa l’Esecutivo evidenziando come “il risparmio medio per ogni proprietario si attesterà al 5% rispetto all’imposta 2018”. Per dirla in soldoni, il fatturato medio passerà così dai 478,32 franchi del 2018 a quota 460,43. Importo questo che – ad eccezione del 2016 quando si erano toccati i 451,30 franchi – risulta il più basso dal 2012. Per contro, nelle casse del Cantone entreranno “132,8 milioni, pari a un calo di 3,4 milioni rispetto all’anno scorso, ai quali si aggiungono 3,6 milioni per le imposte di circolazione”.
Ma ad essere state inviate non sono solo le cedole di pagamento.
Il Dipartimento delle istituzioni ha infatti posto in consultazione il nuovo sistema di calcolo che, salvo colpi di scena, andrà a sostituire l’attuale modello basato sui bonus/malus, divenuto ormai non più sostenibile visto il progressivo aumento sulle strade di automobili efficienti. In tal senso, la nuova formula “è stata allestita tenendo conto dell’impatto che le automobili hanno sull’ambiente – per incentivare l’acquisto di vetture ecologiche – e dell’usura che ogni veicolo causa all’infrastruttura stradale».
In sintesi, se passerà l’esame del Gran Consiglio il futuro calcolo dell’imposta di circolazione si baserà “nella misura del 70% sulle emissioni di CO2 e per il restante 30% sulla massa a vuoto del veicolo”. Un cambio di paradigma dall’attuale sistema di bonus/malus che non solo “permetterà di favorire le vetture meno inquinanti e più leggere”, ma altresì di “allineare l’imposta di circolazione ticinese alla media nazionale, riducendo in particolare l’imposta in quei casi ove la differenza con gli altri Cantoni era importante”. Sì perché negli scorsi anni non erano mancate le polemiche e i malumori dovuti al maggior onere che i ticinesi sono chiamati a sostenere rispetto ai confederati. Tanto che nel 2017 il PPD aveva lanciato due iniziative popolari denominate “Gli automobilisti non sono bancomat” e “Per un’imposta di circolazione più equa” – che avevano raccolto 23.116 sottoscrizioni – chiedono non solo la restituzione dell’aumento deciso dal Governo per il 2017, ma anche di instaurare un’imposta di circolazione “più semplice ed equa”. A mente del Governo, la proposta posta in consultazione “rappresenta un deciso miglioramento rispetto all’attuale sistema di ecoincentivi, centrando tutti gli obiettivi nonché il raggiungimento totale o parziale di quanto chiesto dalle iniziative pendenti”. A titolo di esempio, i proprietari di una Skoda Octavia C 4×4 che oggi pagano un’imposta di circolazione di 619 franchi nel 2020 si vedranno recapitare una fattura più dolce, di 414,7 franchi. Pari a un calo del 33%.

Parola al Gran Consiglio
Ma il nuovo modello di calcolo non è l’unica novità prevista dal Governo. “Tenendo però in considerazione che l’ente pubblico deve poter contare su risorse a sua disposizione per assolvere i compiti assegnati, si ritiene opportuno introdurre un coefficiente di adeguamento del gettito, la cui applicazione sia di competenza del Parlamento e che permetta – in caso di necessità – di ottenere il gettito stabilito”, aggiunge il Consiglio di Stato. In quest’ottica, il Gran Consiglio “potrà decidere se e in quale misura il citato coefficiente, analogamente alla procedura per la definizione del moltiplicatore comunale d’imposta, dovrà generare un aumento o una diminuzione del gettito risultante dall’imposta di circolazione”. Una soluzione che l’Esecutivo definisce “semplice e pratica”, nonché “proporzionata su tutto il parco automobili dato che l’eventuale modifica dell’imposta risulterebbe molto limitata nel singolo caso, rispondendo soprattutto alla generalizzata esigenza di assegnare questa competenza al Parlamento. Sarà quindi compito del Gran Consiglio adeguare o meno il gettito, intervenendo sul coefficiente”.

Sempre più verdi
Avviata la consultazione, associazioni di categoria, partiti e enti interessati avranno tempo fino al 15 febbraio per far pervenire le proprie osservazioni. Nell’attesa, la Sezione della circolazione osserva come “il parco veicoli in Ticino sta diventando sempre più verde e questa è sicuramente una buona notizia” rileva Aldo Barboni, aggiunto e sostituto caposezione. “Assistiamo a un netto calo dei veicoli più inquinanti che sono passati da 4.750 unità nel 2017 a quota 1.155 l’anno scorso. Significa che gli sforzi messi in campo fino ad oggi per incentivare i cittadini a scegliere delle vetture meno inquinanti sono stati ripagati”.

Imposte di circolazione 2019

Imposte di circolazione 2019

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato nella sua ultima seduta ha avviato una fase di consultazione per definire il nuovo sistema di calcolo dei tributi a carico degli automobilisti ticinesi. La procedura coinvolgerà partiti politici e associazioni di categoria, le cui osservazioni sono attese entro il 15 febbraio; alla luce delle risposte ricevute, il Consiglio di Stato elaborerà in seguito il messaggio definitivo da sottoporre al Parlamento. Nei prossimi giorni gli automobilisti riceveranno invece la fattura per l’imposta di circolazione del 2019 che prevede un incasso totale per tutti i generi di veicoli di 132,8 milioni di franchi.

Nel 2019 il totale dell’importo fatturato dal Cantone per l’imposta di circolazione si attesta a 132,8 milioni di franchi – con un calo di 3,4 milioni rispetto all’anno scorso – ai quali si aggiungono circa 3,6 milioni per le imposte di navigazione. Con riferimento unicamente alle automobili, l’importo fatturato è di 105,1 milioni di franchi. Per quanto riguarda le circa 160 mila automobili immatricolate dopo il 1. gennaio 2009, comprese quelle che entreranno in circolazione quest’anno, il Consiglio di Stato ha confermato la riduzione complessiva del gettito di 5 milioni di franchi annunciata nel luglio 2018. Il risparmio medio per ogni proprietario si attesterà così al 5%, rispetto all’imposta 2018. Per quanto riguarda il futuro dell’imposta di circolazione, la nuova formula posta in consultazione dal Governo è stata allestita tenendo conto dell’impatto che le automobili hanno sull’ambiente – per incentivare l’acquisto di vetture ecologiche – e dell’usura che ogni veicolo causa all’infrastruttura stradale. Il calcolo si basa dunque nella misura del 70% sulle emissioni di CO2, e per il restante 30% sulla massa a vuoto del veicolo; questo permette di favorire le vetture meno inquinanti e più leggere. L’applicazione di questa formula alle vetture più vendute in Svizzera in ogni categoria mostra che, rispetto al passato, l’imposta risulta allineata alla media nazionale. In questo modo la modifica di legge posta in consultazione risponde in larga parte anche alle richieste delle due iniziative popolari legislative generiche presentate nel corso del 2017 e tuttora pendenti.

Si rammenta che è possibile calcolare l’ammontare della propria imposta di circolazione utilizzando il calcolatore online attivo sul sito web del Cantone, dove la Sezione della circolazione offre numerosi servizi grazie alla sua rinnovata pagina consultabile all’indirizzo www.ti.ch/circolazione. Va infine segnalato che, insieme alla fattura cartacea dell’imposta di circolazione, ai conducenti ticinesi sarà recapitato un volantino informativo della campagna di sensibilizzazione «Rifletti – In strada la responsabilità è di tutti», con un messaggio del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

Malumori sul medico del traffico

Malumori sul medico del traffico

Da www.rsi.ch/news

Il Dipartimento delle Istituzioni sta pensando all’inserimento della figura in un nuovo istituto di medicina legale

Affidare gli esami dei casi gravi di guida in stato di inattitudine ad un privato, la dottoressa Mariangela De Cesare, l’unico medico del traffico con questo tipo di formazione, è un sistema che non piace al direttore del Dipartimento delle Istituzioni (DI) Norman Gobbi, che sta valutando la creazione di un Istituto di medicina legale in cui collocare anche il medico del traffico. Alla base della decisione, anticipata da La Regione, ci sarebbe anche la mancanza di trasparenza del metodo adottato finora.

La dottoressa De Cesare è l’unica in Ticino ad avere una formazione di livello 4, necessaria per la presa a carico dei casi gravi di guida in stato di inattitudine. Gli altri medici, con livelli di formazione 1 e 2, possono invece pronunciarsi sull’idoneità alla guida di anziani e autisti professionisti.

A far storcere il naso a diversi utenti sono però le fatture emesse dalla dottoressa che, per chi le ha ricevute, risulterebbero salate e prive di dettagli. Per Norman Gobbi è però soprattutto un problema di approccio: “Mi sono più volte confrontato con la dottoressa, poiché in un sistema come quello svizzero c’è un rapporto di fiducia tra l’autorità e il cittadino, e talvolta l’approccio proposto non è in linea con questo sistema di riferimento: non si può mettere una cifra tout court senza spiegare a cosa si riferisce”, spiega ai nostri microfoni.

Integrare il servizio in un nuovo istituto autonomo potrebbe allora garantire più trasparenza e controllo sulle fatture. Fatture che oggi vengono calcolate sulla base del Tarmed. Un sistema tariffale utilizzato dai medici in cui a ogni prestazione effettuata, come ad esempio un esame della vista, vengono attribuiti dei punti da moltiplicare poi per un coefficiente che varia da cantone a cantone. Essendo il coefficiente più alto in Ticino che in altri cantoni, spiega il presidente dell’Ordine dei medici Franco Denti, ecco che le fatture risultano più alte. Il problema maggiore, aggiunge però Denti, è che il Tarmed non ha senso se usato in questi casi: “Non posso farmi rimborsare dalla cassa malati la visita dal medico del traffico, quindi non si può usare un tariffario concordato dai medici con le casse malati per una cosa che non ha niente a che vedere con la LaMal”. Altre soluzioni potrebbero dunque essere applicate, continua Denti, come per esempio un forfait a visita.

La dottoressa Mariangela de Cesare, da noi contattata, prima di esprimersi preferisce attendere la risposta all’atto parlamentare ancora pendente in merito a queste polemiche.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Malumori-sul-medico-del-traffico-11294475.html

Automatismi e ‘digital’ a favore di utenza.

Automatismi e ‘digital’ a favore di utenza.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 9 gennaio 2018 de La Regione

Da inizio anno è stato introdotto il rilascio automatico della licenza illimitata, quella che si stacca dopo i tre anni di licenza di condurre in prova. In pratica, svolti i corsi necessari e decorsi i tempi di legge, il sistema invia tramite posta direttamente a domicilio la patente definitiva, senza necessità di doverla chiedere.
In via automatica viene pure inviato il secondo sollecito a chi detiene la patente in prova a svolgere i citati corsi, prima di ritrovarsi con l’amara constatazione di dover ricominciare… tutto daccapo.
Dal 2 gennaio è poi online il nuovo sito web, in versione più snella e intuitiva. “Era già un ottimo portale, con tantissime informazioni. Probabilmente troppe – constata Cristiano Canova, capo Sezione circolazione –. L’obiettivo della revisione era quello di mettere a disposizione dell’utente le informazioni che sta cercando, rinunciando a mettere in evidenza quello che la Sezione vuole comunicare”. Il risultato è una ‘homepage’ in cui fanno bella mostra di sé i servizi più utilizzati.
Da lì si accede direttamente alle procedure, che permettono il più delle volte di evitare le colonne a Camorino.
Fra queste, utilizzata per ora da un numero contenuto di utenti, anche la possibilità di pagare online le fatture delle multe. Una piccola comodità in mezzo alla scocciatura.

Ridotti (di molto) i tempi di attesa a Camorino.

Ridotti (di molto) i tempi di attesa a Camorino.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 9 gennaio 2019 de La Regione

Da una media di 40 minuti di attesa a fine 2017 si è scesi a 6/7 minuti a fine 2018. Un risultato che per chi si è già trovato alla Sezione della circolazione di Camorino, ticket alla mano, ad aspettare lo sportello libero, ha (quasi) dell’incredibile.
“Sono dati oggettivi, forniti dal nostro sistema di ticketing, e quindi attendibili”, garantisce il capo Sezione Cristiano Canova mentre illustra alla stampa le novità introdotte su tutto il “campus”, come lo chiama chi ci lavora.
Da 40 anni sede di uno dei servizi dell’Amministrazione cantonale più sollecitati dall’utenza, le infrastrutture di Camorino hanno tentato di tenere il passo con l’aumento costante del parco veicoli ticinese.
Con le ultime novità ora la Sezione è 4.0. “Il nostro obiettivo è quello di rendere più rapida e soddisfacente l’interazione tra il cittadino e i servizi del Dipartimento – commenta il direttore delle Istituzioni, Norman Gobbi –. La Sezione della circolazione è stata in tal senso un cantiere importante, con diversi progetti di riorganizzazione riusciti grazie allo sforzo di tutti. Anche di chi è dovuto uscire dalla propria ‘zona comfort’ per cambiare metodo e abitudini di lavoro”.
Il tutto per puntare a un miglioramento qualitativo che ambisce, nel 2019, alla certificazione Iso dell’Ufficio tecnico.
I ritardi nei collaudi e la struttura vecchia sono ormai un ricordo, assicura Canova. Grazie, fra l’altro, all’estensione delle deleghe ai partner esterni.
Primi fra tutti i garage. Con Upsa, l’associazione di categoria, è stata sottoscritta una convenzione che permette di “saltare” la seconda visita dopo il collaudo a Camorino. La conferma della riparazione, con l’adeguamento del mezzo agli standard di legge, la garantisce il garagista. «Un bell’esempio di collaborazione tra economia privata e Stato – annota il direttore dell’Unione professionale svizzera dell’automobile Gabriele Lazzaroni –. Così evitiamo all’utenza inutili spostamenti verso Camorino».
Torniamo ai tempi d’attesa del Servizio immatricolazioni. «Era il problema principale da risolvere – ricorda Canova –.
Lo abbiamo affrontato con tre interventi. Il primo sul fronte logistico, con un miglioramento e un potenziamento delle postazioni. Il secondo organizzativo, con un sistema di ticketing più performante e orari di apertura estesi sul mezzogiorno. E non da ultimo con potenziamenti transitori del personale». Ciò che ha reso nettamente più fluido il succedersi degli utenti agli sportelli.
“La struttura ha resistito anche il 27 dicembre, giornata da ben 1’300 pratiche. Nonostante il picco il tempo medio d’attesa è stato di un quarto d’ora. Buon segno – conclude il capo Sezione –. I tempi di attesa medi da 40 minuti erano inaccettabili: trovo invece che, a fronte del numero di pratiche trattate, quelli attuali siano più che sostenibili”.

 

Servizio all’interno dell’edizione di martedì 8 gennaio 2019 de Il Quotidiano

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/11290485

 

 

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 9 gennaio 2019 del Corriere del Ticino

Auto: agli stranieri piace pagare le multe online
La Sezione della circolazione presenta i risultati del restyling, tra procedure snellite e digitalizzazione

Con l’inizio del nuovo anno, la Sezione della circolazione ha scelto di presentare le novità introdotte a Camorino per migliorare le prestazioni offerte agli utenti.
Si tratta di un vero e proprio restyling, che passa dal rendere più snelle le procedure burocratiche, riducendo anche i tempi di attesa agli sportelli, dall’ottimizzazione della struttura e dell’organizzazione interna, fino al miglioramento delle prestazioni e dei servizi online offerti.
E il tutto viene festeggiato proprio a distanza di 40 anni dal trasferimento da Bellinzona a Camorino della sede della Sezione della circolazione.
“Il nostro obiettivo è quello di rendere più rapida e soddisfacente l’interazione tra il cittadino e i servizi del Dipartimento” indica il direttore delle Istituzioni (DI) Norman Gobbi.
Le novità più importanti introdotte hanno interessato in particolare il servizio delle immatricolazioni, definito dal capo della Sezione della circolazione Cristiano Canova “il cuore della Sezione”. La mole di lavoro e i conseguenti importanti tempi di attesa per evadere le pratiche “rappresentava il problema principale – prosegue – Dai 40 minuti necessari a fine 2017, a lavori implementati siamo riusciti ad arrivare a 6-7 minuti a fine 2018. Un tempo che ora si dimostra sostenibile”. Dalle statistiche del DI emerge come la Sezione della circolazione sia uno dei servizi più sollecitati, con 575.000 pratiche evase nel 2018. Grazie a un sito web più intuitivo e al processo di ottimizzazione delle procedure, oggi è altresì possibile pagare le contravvenzioni online, un servizio che mira per lo meno “ad agevolare un compito già poco gradito ai cittadini” osserva Gobbi.
Una modalità di pagamento, questa, utilizzata “in particolare dagli stranieri, – indica Canova – i quali più difficilmente sono nella condizione di utilizzare le polizze di versamento”. Tuttavia, il DI sottolinea come “la digitalizzazione migliora le prestazioni, ma non va a scapito del contatto umano”.
“Il veicolo deve sempre essere portato da qualcuno a Camorino per la verifica degli esperti e l’interazione rimane” osserva a questo riguardo Gobbi.
Inoltre nuovo è il rilascio automatico della licenza definitiva, dopo i 3 anni di licenza in prova e dopo aver sostenuto l’esame.
La Sezione della circolazione ha quindi evoluto le proprie prestazioni per dare una risposta più mirata alle aspettative dei cittadini e dei partner di riferimento. E proprio a questo proposito è intervenuto il direttore dell’Unione professionale svizzera dell’automobile Gabriele Lazzaroni: «Siamo soddisfatti per le novità introdotte, un esempio su tutti riguarda la riparazione post collaudo. Ora non è più necessario tornare a Camorino, si può riparare l’auto anche nel garage vicino a casa». Lazzaroni poi rimarca: “La collaborazione tra lo Stato e l’economia privata è più che ottima, un vantaggio per noi che nel complesso rappresentiamo il primo utente per la Sezione della circolazione”.
E proprio la qualità è l’obiettivo del DI che, oltre a promuovere l’ottenimento dell’attestato di qualità «ISO» per l’Ufficio tecnico, ha deciso di dare avvio al progetto «cinque stelle» volto a migliorare ancora il rapporto tra gli utenti e i servizi delle Istituzioni. Il progetto nel suo insieme è costato 1,8 milioni di franchi.

Medicina legale di Stato

Medicina legale di Stato

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 9 gennaio 2019 de La Regione

Gobbi pensa a un Istituto cantonale che includa anche il dottore del traffico
Incontro settimana prossima con la dottoressa che si occupa delle analisi su chi compie infrazioni gravi, così come previsto da ‘Via Sicura’

“Stiamo valutando la possibilità di creare un Istituto di medicina legale”. È questa la soluzione che il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi intende concretizzare in futuro, con l’obiettivo di dare un assetto migliore al settore, comprensivo pure della discussa figura del medico del traffico.
Prospettiva su cui si sta ragionando in seno al Dipartimento, e che sta prendendo ancor più forza in seguito alle critiche e alle lamentele emerse proprio attorno alla figura del medico del traffico.
Sono soprattutto le fatture salate che hanno fatto arrabbiare più di un conducente, costretto secondo le norme federali introdotte con ‘Via Sicura’ a svolgere analisi dettagliate a seguito di un’infrazione stradale grave. Sta al medico del traffico, sulla base di perizie e accertamenti, giudicare la futura idoneità alla guida del conducente.
In Ticino questa figura lavora su mandato del Cantone e ad avere le competenze richieste per svolgere la funzione è soltanto una persona, la dottoressa Mariangela De Cesare: il motivo è da ricercare nel fatto che è necessaria un’abilitazione specifica, su criteri imposti dalla Confederazione, che richiede due anni di formazione. Realtà dal 1° luglio 2015, nel corso degli anni la figura del medico del traffico ha catalizzato una serie di critiche, formulate anche tramite atti parlamentari (l’ultimo in ordine di tempo quello del democentrista Cleto Ferrari, che indicava fatture ben oltre i mille franchi).
Di lunedì la presa di posizione del Fronte automobilisti Ticino, che giudicando “inutile e costoso” il servizio promette di sottoporre la questione alla Deputazione ticinese alle Camere affinché si modifichino le disposizioni di ‘Via Sicura’ al riguardo.
Alla luce delle polemiche, il Dipartimento intende muoversi? “Sì. Settimana prossima avremo un incontro con la dottoressa”, risponde Gobbi a margine della conferenza stampa sulle novità alla Sezione della circolazione. Visto però quanto impone “Via Sicura”, non ci sembra – facciamo presente al consigliere di Stato – che ci siano grandi margini di manovra da discutere con l’unica persona che in Ticino può svolgere queste analisi…
Perché – chiediamo allora – non ipotizzare di statalizzare il servizio, così da avere voce in capitolo sui costi fatturati o quanto meno un controllo diretto? “La prospettiva è questa, ma si inserisce comunque in una riorganizzazione più ad ampio raggio – anticipa il direttore del Di –. L’idea è quella di creare un Istituto di medicina legale di cui faccia parte sì il medico del traffico, ma anche i medici legali attivi sul nostro territorio”.

Imposta di circolazione 2019: confermata la riduzione del 5%

Imposta di circolazione 2019: confermata la riduzione del 5%

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha confermato che il prossimo anno l’imposta di circolazione per i detentori di un’automobile immatricolata a partire dal 2009 sarà ridotta del 5%, come proposto del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. Il nuovo sistema di calcolo dei tributi a carico degli automobilisti ticinesi sarà invece posto in consultazione nel corso del mese di gennaio.

Nella sua ultima seduta dell’anno, il Consiglio di Stato ha approvato la modifica del Regolamento sulle imposte di circolazione, che definisce l’importo che gli automobilisti ticinesi dovranno versare nel 2019. Anche per il prossimo anno il meccanismo si baserà sul principio degli ecoincentivi, ma la modifica normativa approvata dal Governo – in base a quanto concordato nello scorso mese di luglio – ridurrà di 5 milioni di franchi il ricavato totale dell’imposta. Questo consentirà tra l’altro di applicare una riduzione media pari quasi al 5% sull’importo dovuto per il 2019 dai detentori di veicoli immatricolati in Ticino a partire dal 2009.

Il Consiglio di Stato ha inoltre condiviso il principio che definisce il nuovo meccanismo di calcolo per l’imposta di circolazione, in risposta alle richieste di due iniziative popolari tuttora pendenti. Nel mese di gennaio la proposta sarà sottoposta a una fase preliminare di consultazione che coinvolgerà Automobile club svizzero, Touring club svizzero, Associazione traffico e ambiente e i partiti rappresentati in Gran Consiglio. Una volta ricevute le osservazioni ai quesiti posti il Consiglio di Stato elaborerà il messaggio definitivo da sottoporre al Parlamento.

Tasse di circolazione: “Critiche esagerate”

Tasse di circolazione: “Critiche esagerate”

“Chiederemo a Mister Prezzi dei chiarimenti sul metodo utilizzato per i loro calcoli. Ma su tre modelli analizzati, in uno siamo nella media, mentre in due la differenza è di 7 e 4,5 franchi annui”.
La questione esiste, sia chiaro. Gli automobilisti in Ticino, come emerso da uno studio effettuato dal Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca, pagano più tasse di circolazione di quanto dovrebbero.
Molto di più: dal rilevamento, infatti, si nota come nel nostro cantone si paghi quasi il 60% in più rispetto all’indice di copertura dei costi. Ma per Cristiano Canova, capo della Sezione della circolazione, il tutto va contestualizzato. «Prendiamo atto di questo studio – risponde Canova da noi contattato – ma ci sembra un dare troppa attenzione a questi dati. Consideriamo il modello ‘auto d’occasione’: la differenza tra il Ticino e la media svizzera è di 400 franchi che, spalmati su 60 anni, sono quasi 7 franchi all’anno. Non sarebbero le prime, né le ultime, critiche rivolte a noi e ad altri cantoni, ma stavolta mi sembrano un tantino esagerate». Tanto più che, se per il modello ‘auto d’occasione’ la differenza è sui 7 franchi, per il modello ‘auto nuove’ questa differenza scende a 4,5 franchi annui. Per quanto riguarda invece il terzo modello preso in considerazione da ‘Mister prezzi’, quello ‘auto in leasing’ – che «comprende più del 30% del parco veicoli in Ticino», rileva Canova – si è di poco ma sotto la media. Eppure la sonora presa di posizione è arrivata. «Non contestiamo i calcoli, ma vorremmo avere qualche chiarimento in più. Ad esempio – continua il caposezione della circolazione – è un dato acclarato che da noi, tra tutte le tasse che compongono questa spesa, il collaudo è quello che oggettivamente è il più caro. In Svizzera siamo tra i più cari». E questo, va da sé, incide maggiormente nei due modelli nei quali il Ticino arranca. Ma attenzione. «È difficile fare un confronto intercantonale quando ci sono tante differenze tra cantone e cantone. Noi – rileva Canova – abbiamo l’impressione, e per questo chiederemo chiarimenti, che nei conti non figurino buona parte delle spese per la gestione del personale, per i costi informatici. Con ogni probabilità sono state riprese le spese effettuate in modo forse troppo semplicistico». In altre parole, «se io nei conti ho tutte le spese dettagliate, avrò spese molto vicine alla cifra incassata con la tassa. Se per scelte contabili o organizzative prevedono che quelle spese figurano in altri conti, beh, il calcolo non torna». Non è quindi un calcolo sbagliato, ma impreciso. Se ‘Mister Prezzi’ nelle sue risposte sarà convincente, «il Consiglio di Stato deciderà come correggere».