Avanti con il poligono al Ceneri

Avanti con il poligono al Ceneri

Servizio all’interno dell’edizione di mercoledì 4 luglio 2018 de Il Quotidiano
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10656945 


Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 5 luglio 2018 de La Regione

Via libera al maxi stand di tiro
Il Comune di Monte Ceneri ha ritirato il suo ricorso, pendente presso il Tribunale amministrativo cantonale (Tram), contro la creazione nei pressi di Rivera dello stand di tiro cantonale, entro il 2023, che dovrebbe centralizzare sul posto le attività di tiro oggi svolte in altri poligoni, in particolare quelli di Bellinzona e Lugano. In un comunicato congiunto, Cantone e Comune spiegano che le assicurazioni fornite dal Dipartimento istituzioni hanno appianato le resistenze locali. «L’obiettivo è sempre quello del dialogo: per quanto riguarda le emissioni foniche, uno stand coperto comporta maggiori costi, ma siamo andati incontro alla popolazione di Monteceneri» ci spiega il direttore del Di, il ministro Norman Gobbi, che evidenzia anche il coinvolgimento delle autorità di Monteceneri nel gruppo di lavoro chiamato ad accompagnare la progettazione del nuovo stand. Dal canto suo il municipale di Monteceneri Marco Cattani, responsabile del Dicastero pianificazione, ci risponde che oltre alla non trascurabile questione del rumore, c’è un aspetto che sta particolarmente a cuore ai montecenerini. «È la questione degli indici di edificabilità. C’erano dubbi sul fatto che quelli concessi per la costruzione del nuovo stand sarebbero stati sottratti alle altre zone edificabili. Su questo punto, ci è stata data assicurazione che lo stand non avrà nessuna incidenza sul calcolo del dimensionamento del Piano regolatore comunale». Il municipale sottolinea pure il fatto che il suo Municipio siederà a fianco del Cantone e delle città di Lugano e Bellinzona nel gruppo di lavoro, e che sono state ridimensionate alcune perplessità riguardanti l’attività dei militari. La decisione di ritirare il ricorso depositato al Tram è stata presa all’unanimità dal Municipio di Monteceneri.

 

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 5 luglio 2018 del Corriere del Ticino

Ceneri Il poligono di tiro si farà
Il Comune ha ritirato il ricorso e dunque i lavori possono procedere
Il Cantone prevede di poter ultimare il centro tra circa 5 anni
Il Comune di Monteceneri ha deciso di ritirare il ricorso inoltrato contro il piano di utilizzazione cantonale (PUC) per realizzare il centro di addestramento e il poligono di tiro (PUC-PTMC) sul Ceneri . I lavori potranno quindi procedere come pianificato. Il Cantone, come confermato dal Dipartimento delle istituzioni, definirà prossimamente la fase di progettazione della struttura. A seguito dell’incontro avvenuto tra il Consigliere di Stato Norman Gobbi – accompagnato dai suoi funzionari e da quelli del Dipartimento del territorio – e il Comune di Monteceneri, rappresentato dalla sindaca Anna Celio Cattaneo e dal municipale Marco Cattani, l’esecutivo comunale ha deciso di ritirare il ricorso cautelativo inoltrato al TRAM contro il Piano di utilizzazione cantonale e approvato precedentemente da Governo e Parlamento. Secondo il Comune, infatti, risultava necessario chiarire alcuni aspetti, tra i quali l’incidenza sul calcolo del dimensionamento del piano regolatore comunale, l’indice di edificabilità previsto, l’inserimento paesaggistico e il coinvolgimento finanziario.

Durante l’incontro sono state fornite una serie di rassicurazioni e informazioni aggiuntive al Municipio e sono stati proposti alcuni passi concreti da intraprendere congiuntamente. Da un lato è stato prospettato al Comune di partecipare in forma attiva al gruppo di accompagnamento cantonale che dovrà occuparsi della stesura del bando di concorso e della valutazione del progetto, allo scopo di garantire al Comune anche un’informazione costante e aggiornata sull’andamento dei lavori. Dall’altro i servizi cantonali hanno garantito all’ente comunale di poter utilizzare la struttura anche per scopi d’interesse comunali come già accade oggi con il centro d’istruzione cantonale della Protezione civile, da formalizzarsi al momento opportuno tra le parti. «Il Dipartimento delle istituzioni – si legge in una nota – esprime piena soddisfazione per la soluzione adottata dal Comune di Monteceneri che consentirà al Cantone di continuare con la progettazione dell’opera per poter giungere alla concretizzazione entro il 2023».

I timori degli ufficiali sul futuro del servizio civile

I timori degli ufficiali sul futuro del servizio civile

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 7 maggio 2018 del Corriere del Ticino

La necessità di informare più efficacemente la popolazione sul ruolo delle forze armate, il sostegno ad una maggiore presenza della componente femminile nell’esercito nonché la risoluta opposizione ad un servizio civile inteso come «libera opzione» per i reclutanti. Sono solo alcuni dei temi discussi nel corso dell’assemblea della Società ticinese degli ufficiali (STU), riunita negli scorsi giorni al Teatro sociale a Bellinzona. Ad aprire l’incontro, uno sguardo sull’attività dello scorso anno segnato – come ha evidenziato il presidente della STU Marco Lucchini – dallo scioglimento della brigata fanteria di montagna 9 e dall’elezione del socio maggiore Ignazio Cassis in Consiglio federale. L’attenzione dell’assemblea si è poi spostata sui temi di stretta attualità. In particolare, il presidente della Società svizzera degli ufficiali Stefan Holenstein ha ribadito la necessità di «implementare l’ultima riforma dell’esercito, passando poi all’ammodernamento dell’armamento tramite l’acquisto del nuovo aereo da combattimento e il rafforzamento della difesa antiaerea», precisa una nota della società. Ma non solo. Nel suo intervento, Holenstein ha poi «stigmatizzato la “debolezza scandalosa” manifestata dal mondo politico sul servizio civile, che invece di essere quell’alternativa necessaria ma limitata per i casi di reale conflitto di coscienza è diventato una sorta di “opzione libera” che sottrae effettivi alle forze armate, rischiando di sguarnire importanti settori». Presente ai lavori, anche il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi che ha sottolineato «l’importanza della presenza militare in Ticino». Una presenta che è stata definita «sostanziale» dal consigliere di Stato che ha infine rimarcato «la necessità di mantenere alto il livello di preparazione per far fronte, con un efficace “gioco di squadra” fra militari e forze cantonali alle nuove minacce alla sicurezza».