«Strade sicure» – Festeggiare in sicurezza grazie a Nez Rouge

«Strade sicure» – Festeggiare in sicurezza grazie a Nez Rouge

Anche durante le prossime festività natalizie, il Dipartimento delle istituzioni si impegnerà per sensibilizzare gli automobilisti ticinesi sulla pericolosità della guida in stato di ebrezza; si rinnoverà a questo proposito, per il quindicesimo anno, la collaborazione con l’associazione Nez Rouge, nell’ambito del programma di prevenzione «Strade sicure».

Come in passato, anche durante le prossime festività l’associazione Nez Rouge sarà molto presente sul territorio ticinese, con la consueta offerta dedicata a chi desidera festeggiare senza la preoccupazione di rimettersi al volante in condizioni non ottimali. Durante tutto il mese di dicembre, i volontari saranno in servizio ogni venerdì e sabato sera – dalle 22.00 alle 2.00 di notte – e domenica 31 dicembre, da mezzanotte alle 6.00. Le modalità di intervento sono quelle ormai conosciute: basterà chiamare il numero di telefono 0800.820.208 per mettersi in contatto con la centrale, che assegnerà un equipaggio incaricato di accompagnare a casa in tutta sicurezza l’utente e il suo veicolo, in assoluta discrezione e gratuitamente.

Per attirare l’attenzione degli automobilisti di tutto il Cantone su questa preziosa offerta, grazie al programma di prevenzione «Strade sicure», a partire da quest’anno – durante tutto il periodo natalizio – anche i pannelli luminosi a segnaletica variabile dell’autostrada A2 forniranno un promemoria in merito alla possibilità di rivolgersi al servizio di Nez Rouge Ticino.

Il Dipartimento delle istituzioni coglie l’occasione per ricordare che all’incirca un quarto degli incidenti mortali registrati in Svizzera sono provocati da conducenti che guidano sotto l’effetto di alcool, e che questa percentuale supera il 50% durante le notti del fine settimana o in occasione delle festività. Per combattere il fenomeno, dal 1. ottobre 2016 è stato introdotto a livello federale un nuovo test di misurazione dell’alcolemia: il nuovo accertamento – che ha valore probatorio – misura la concentrazione di alcol nell’aria espirata, rendendo superflui i controlli del sangue. Si rende attenti che quest’ultimo cambiamento rappresenta unicamente una modifica a livello tecnico del sistema di misurazione mentre non cambia il rapporto tra il quantitativo di alcool che si può consumare e il limite consentito dalle norme.

Viabilità – Un piano per combattere le crisi

Viabilità – Un piano per combattere le crisi

Dal Corriere del Ticino | A volte basta anche un lieve tamponamento per mandare l’autostrada in tilt: sono pronte delle contromisure Un gruppo della Polizia stradale verrà dislocato nel Mendrisiotto – Si pensa al divieto di sorpasso per i camion

In Ticino c’è un grande problema di viabilità. Noi tutti lo sperimentiamo quotidianamente e d’altronde i bollettini sulla viabilità, in tutte le fasce orarie, sono merce corrente sia alla RSI sia a Radio3i. La mattina l’autostrada da Chiasso a Lugano si trasforma in un lungo e lento serpentone di auto, dalle 16 circa lo stesso avviene in senso inverso in direzione del Mendrisiotto, con la coda che arriva anche fino al dosso di Taverne. E poi ci sono altre strade cantonali, come quella sul Piano di Magadino in direzione di Locarno e quella del Malcantone verso Ponte Tresa che sono ormai al collasso sull’intero arco della giornata.

Ma per intervenire a livello infrastrutturale i tempi sono lunghi e le incognite molte. In questo senso il Dipartimento del territorio di Claudio Zali si sta muovendo per studiare delle soluzioni, ma per queste non basta solo la buona volontà del Ticino. C’è però un piano che potrebbe vedere la luce a breve, una mossa che risponde al principio «via libera» e che il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi svela oggi. In pratica si tratta di mettere in atto diverse misure per intervenire con prontezza nei momenti di grandi crisi, per evitare che lungo le arterie stradali s’interrompa il flusso delle auto provocando la paralisi per effetto domino. L’esperienza delle ultime settimane hanno dimostrato che eventi gravi, come pure un banale tamponamento, se non si è pronti ad intervenire nelle vicinanze, mandano in crisi l’asse autostradale A2. Anzi, l’intero sistema viario, in particolare quello già precario del Sottoceneri.

Si tratta di un progetto pilota realizzato dal Dipartimento delle istituzioni con l’Ustra, che prevede – attraverso la riorganizzazione della Polizia cantonale – che un distaccamento di Gendarmeria sarà destinato al pattugliamento attivo dell’A2 nel Sottoceneri, da Chiasso a Lugano Nord. Con l’Ustra è pronto un mandato di prestazione per agire in questo senso e la messa in pratica potrebbe essere abbastanza rapida, in modo da garantire una pattuglia perennemente pronta ad intervenire sul tratto Chiasso-Lugano e viceversa. Nel contempo si sta lavorando per rivedere le convenzioni per il soccorso stradale sulle strade nazionali, un altro tassello essenziale per liberare prontamente le vie e ripristinare la viabilità su tutte le corsie di marcia. La nuova organizzazione concernerà anche le rampe del Monte Ceneri e le rampe a Nord di Biasca, dove spesso si sono riscontrati problemi di viabilità. Ma se nel Mendrisiotto a gestire il nuovo sistema sarà un gruppo ad hoc, per evitare di sottrarre forze alla polizia che è già molto impegnata al fronte, in direzione della Leventina ci penseranno come finora gli agenti di stanza a Biasca e Valli.

E poi c’è un’altra misura sulla quale si sta seriamente riflettendo, ma già con l’intenzione di passare dalle parole ai fatti. Si tratta del divieto di sorpasso generalizzato per i mezzi pesanti lungo i tratti a due corsie, come già avviene in gran parte della Svizzera. Infatti, i bisonti della strada sono spesso al centro di rallentamenti e incidenti. Ma qui ci vorrà anche la luce verde dell’Ustra.

L’INTERVISTA
«A Berna picchiamo i pugni sul tavolo ma agiamo senza fare troppo rumore»

La mossa allo studio si chiama «Via libera». Sarà davvero utile o solo un cerotto?

«Come non mi stancherò mai di ripetere, la sicurezza del nostro territorio, passa anche sulle nostre strade. Le misure messe in atto sino ad ora hanno dimostrato che, riducendo i tempi di intervento, si riescono a gestire meglio le situazioni di crisi. Sarà quindi importante garantire “Via libera” il prima possibile, anche nei casi più complessi, grazie a un pronto intervento della polizia e – se necessario – di ambulanza, pompieri e carri attrezzi».

In pratica si tratterà d’intervenire quando l’evento si sarà prodotto. Ma le «sentinelle» dove saranno stazionate?

«Il tratto stradale maggiormente confrontato con momenti di crisi è quello tra il dosso di Taverne e il valico di Brogeda, oltre agli assi secondari in uscita verso l’Italia (Gaggiolo e Ponte Tresa). I nodi autostradali di Lugano Nord, Lugano Sud e Mendrisio sono vitali per la gestione attiva del traffico. È quindi importante avere una pattuglia su questo tratto, pronta a intervenire immediatamente per ripristinare la viabilità con il supporto dei carri attrezzi per veicoli leggeri e pesanti, oltre a quello degli altri partner, ovvero ambulanze e pompieri».

La polizia potrà anche essere utile a fluidificare il traffico?

Pensiamo a quando la pattuglia è presente all’entrata di Lugano Sud la sera. L’esperienza dimostra che i conducenti si comportano con maggiore disciplina, il risultato tangibile è che il traffico scorre più fluidamente. E poi la presenza degli agenti scoraggia anche l’uso – e l’abuso – degli smartphone alla guida: una delle cause principali di incidente laddove il traffico risulta più rallentato e intenso. Il conducente è quindi più attento a ciò che succede sulla strada e questo contribuisce a ridurre il rischio di tamponamenti. A questo proposito ricordo anche che il mio Dipartimento con la collaborazione delle polizie – cantonale e comunali – ha promosso di recente una campagna di prevenzione – denominata “Distratti mai!” – volta proprio a sensibilizzare sui pericoli che può causare l’utilizzo di un telefonino di ultima generazione alla guida».

Le nostre strade sono al collasso. Condivide questa affermazione?

«Sì ed è un’evidenza. Il sistema viario ticinese e quello svizzero sono stati concepiti negli anni sessanta e settanta e sono operativi dagli anni ottanta e novanta. Ma non dimentichiamo che negli ultimi quarant’anni la popolazione è aumentata del 30%: da 6 a 8 milioni in Svizzera, e da 273.000 a 354.000 in Ticino. Questo fattore, in aggiunta all’aumento del traffico transfrontaliero e di transito, ha portato a un forte intasamento della nostra rete stradale. Il collasso viario – quando si presenta un minimo problema – è ormai inevitabile, basta pensare alle lunghe code che si sono formate nelle scorse settimane. È quindi necessario agire, apportando una serie di correttivi per migliorare la situazione, ben consapevoli che non si risolveranno tutti i problemi di viabilità».

Non sarebbe ora di picchiare i pugni sul tavolo con Berna (non dimentichiamo che siete due leghisti alla testa dei dipartimenti interessati) per fare qualcosa di concreto?

«Lo facciamo, ma senza far troppo rumore. Come ho detto prima, tutta la Svizzera è confrontata con questo problema. In passato il mio Dipartimento ha promosso con l’Ufficio federale delle strade (Ustra) la gestione attiva della sicurezza nonché il presidio da parte della polizia e l’interventistica in occasione dei grandi cantieri (San Salvatore, Mendrisio e Stalvedro). Ora – sempre insieme all’Ustra – concretizzeremo il progetto pilota per rafforzare il pattugliamento dell’A2 con l’obiettivo di ridurre i tempi di intervento. Ma non dimentichiamo che anche il Dipartimento del territorio sta collaborando attivamente con l’Ustra per la realizzazione della terza corsia tra Lugano e Chiasso nelle due direzioni. Unitamente a tutta una serie di altre misure – come la gestione attiva delle velocità in modo da fluidificare meglio la corrente durante le ore di punta – sono già state attuate d’intesa con le autorità federali».

Il divieto di sorpasso per i mezzi pesanti le piacerebbe?

«Certo! È già in vigore dal 2014 nel tratto stradale tra Lugano e Chiasso. Il divieto è divenuto una regola laddove ci sono solo due corsie, come ad esempio sul valico alpino del Brennero. Le strade dell’intero Sottoceneri e della zona a nord di Bellinzona sono in realtà un falso piano, per questo motivo ogni volta che un veicolo pesante va in sorpasso rallenta il flusso e crea ingorghi. La misura si giustifica in Ticino come pure nel resto della Svizzera. In questo senso mi farò promotore dell’iniziativa con i miei colleghi responsabili della polizia negli altri Cantoni».

(Articolo e intervista di Gianni Righinetti)

Dal 1. luglio i controlli radar mobili saranno segnalati: ecco le modalità

Dal 1. luglio i controlli radar mobili saranno segnalati: ecco le modalità

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni |

Il Dipartimento delle istituzioni comunica che – a partire dal 1. luglio – i controlli di velocità effettuati sulle strade ticinesi con apparecchi radar mobili saranno segnalati alla popolazione, secondo quanto recentemente stabilito da Governo e Parlamento. La Polizia cantonale pubblicherà un comunicato stampa ogni settimana, accompagnato da un messaggio sui propri profili in Facebook e Twitter e sull’applicazione per dispositivi mobili «Polizia e territorio».

Nell’aprile del 2016 il Gran Consiglio ticinese ha modificato la prassi in materia di
controlli di velocità sulle strade ticinesi, stabilendo il principio che la posizione degli apparecchi mobili deve essere segnalata. Dopo una serie di esperimenti sul campo e un confronto con le prassi in vigore in altri Cantoni, il Consiglio di Stato ha deciso che l’informazione agli automobilisti dovrà avvenire evitando di annullare completamente l’efficacia dei controlli. A questo proposito la Polizia cantonale e le comunali hanno negli scorsi mesi definito un coordinamento delle loro attività di controllo della velocità. Il nuovo sistema – che entrerà in funzione a partire dal 1. luglio – prevede perciò che ogni settimana vengano resi noti, tramite i canali ufficiali della Polizia cantonale, i Distretti e i Comuni nei quali saranno effettuati controlli della velocità tramite apparecchi mobili.

Nel dettaglio, settimanalmente entro le ore 18 del venerdì, saranno pubblicate le
informazioni sui controlli radar effettuati la settimana successiva tramite un comunicato stampa (sul sito www.polca.ti.ch) e messaggi sui profili Facebook e Twitter della Polizia cantonale, e sull’applicazione per dispositivi mobili «Polizia e territorio». Dalle segnalazioni saranno comunque esclusi i rilevamenti con vetture civetta e i controlli mediante pistola laser, che sono utilizzati solo per contrastare infrazioni gravi alla Legge federale sulla circolazione stradale. La nuova prassi non si applicherà inoltre ai controlli mobili sulla rete autostradale, considerato il parere negativo espresso dall’Ufficio federale delle strade (USTRA).

In generale, Dipartimento delle istituzioni e Consiglio di Stato concordano sul principio che la prevenzione sia lo strumento prioritario per ridurre gli incidenti stradali e per migliorare la sicurezza. La velocità eccessiva rimane una delle principali cause degli incidenti gravi e letali che si verificano sulle nostre strade, e il rispetto dei limiti è quindi un gesto che esprime anzitutto la volontà di tutelare la propria incolumità e di quella degli altri utenti della strada. Gli apparecchi mobili per il rilevamento della velocità sono un’opzione secondaria, che viene impiegata solo nei punti della rete stradale nei quali le misure di prevenzione non hanno ancora prodotto gli effetti auspicati.

Sicurezza sulle strade, anche durante il Natale!

Sicurezza sulle strade, anche durante il Natale!

Dal Mattino della domenica | Dicembre: l’atmosfera tipica del pe­riodo natalizio si fa strada nelle vie del Cantone. È il periodo nel quale le cene e gli aperitivi, con amici e colleghi d’ufficio, sono all’ordine del giorno. Tra un brindisi e l’altro però, si rischia spesso di alzare troppo il gomito. Pro­prio a una di queste cene alcune sere fa, ho sentito la preoccupazione di al­cuni dei miei commensali “speriamo che questa sera non ci siano blocchi della polizia. Forse ho esagerato con il vino”. Probabilmente una situa­zione nella quale ci siamo trovati in tanti almeno una volta. Una situazione però che rischia di mettere in pericolo sia chi decide di mettersi in marcia dopo aver bevuto qualche bicchierino di troppo ma anche gli altri utenti della strada. E allora come Consi­gliere di Stato responsabile della sicu­rezza e della polizia, ma anche come amico, ho voluto sensibilizzare i pre­senti. Purtroppo a volte è la cronaca, quella che leggiamo sui nostri giornali che ci ricorda i rischi che corriamo come utenti della strada disattenti. E mettersi alla guida in stato di ebbrezza non è mai una buona idea.

Ho voluto quindi ricordare che lo scorso anno, un quarto degli incidenti mortali in Ticino è stato causato da conducenti con un tasso alcolemico nel sangue troppo alto. È un dato che ci deve far riflettere, poiché questi in­cidenti possono, anzi devono, essere evitati! E qualcuno mi ha chiesto “Ma come?”. Il mio non è un invito a met­tere al bando cene e brindisi in com­pagnia. Sono il primo ad amare e a non voler rinunciare a un buon bic­chiere di merlot nostrano per brindare con gli amici. È quasi una tradizione nel nostro Cantone, alla quale nessuno vuole rinunciare soprattutto in occa­sione delle festività di Natale e Capo­danno.

Dopo un momento di festa basta orga­nizzarsi. Magari facendo a turni tra amici per chi rimane “astemio per una sera”, per essere sicuri di tornare a casa senza creare pericoli per se stessi ma soprattutto per gli altri. E come ul­tima ratio, se non ci sono alternative e non è possibile mettersi al volante, c’è la possibilità di rivolgersi a Nez Rouge. Attenzione però, non si tratta di un taxi dal costo ridotto! Si tratta invece di un ottimo servizio per il quale alcuni volontari si mettono a di­sposizione gratuitamente nei periodi festivi per portare a casa senza peri­colo chi ha alzato un po’ il gomito e non può guidare. Quest’anno il servi­zio, che da oltre vent’anni collabora con il mio Dipartimento e la Polizia cantonale, sarà attivo nei week-end di dicembre e per Capodanno.

La sicurezza dei ticinesi passa quindi anche dal comportamento dei condu­centi che circolano sulle nostre strade. Un aspetto che tengo sempre a sotto­lineare. In questo senso il mio Dipar­timento propone “Strade sicure”, un programma di promozione con cam­pagne di sensibilizzazione rivolte agli utenti della strada. I controlli della Po­lizia cantonale prima delle festività non hanno quindi l’obiettivo di “inca­strare” i conducenti. E proprio in que­st’ottica diventa fondamentale il lavoro che sto portando avanti con il mio Dipartimento nell’ambito della collaborazione tra la Polizia cantonale e le comunali. In generale per quel che concerne i controlli stradali l’obiettivo che vogliamo ottenere è quello di ren­dere i controlli sulle strade più effi­caci, distribuiti in maniera ottimale e coordinata sul territorio garantendo soprattutto un servizio che ci per­metta di viaggiare sulle nostre strade sempre più sicure.

Quella sera di alcuni giorni fa, rien­trando a casa con mia moglie alla guida dopo la cena con i miei amici, mi è capitato di incontrare una pattu­glia della polizia mentre effettuava alcuni controlli. Sul ciglio della strada, davanti alla propria vettura, un uomo sulla cinquantina era acca­sciato sull’asfalto: nulla di grave, stava dormendo. Gli agenti sul posto mi hanno raccontato che la sua auto procedeva sbandando lungo la car­reggiata e quindi l’hanno pronta­mente fermato. L’uomo non si reggeva in piedi e dopo aver impre­cato contro di loro si è addormentato. Era un serio pericolo per se stesso e per gli altri. Ho ringraziato i poli­ziotti per il lavoro che hanno svolto. Hanno contribuito a tenere al sicuro le nostre strade.

Ogni giorno nel mio lavoro con il mio Dipartimento m’impegno a fa­vore della sicurezza dei ticinesi. I no­stri agenti di polizia si adoperano per un Cantone più sicuro e accogliente, ma ognuno di noi deve prima di tutto fare la sua parte. Per me la sicurezza del nostro territorio passa anche dalla sicurezza sulle nostre strade. Diver­tiamoci quindi, ma non dimenti­chiamo i nostri limiti. Nel dubbio, lasciamo la macchina ferma. Festeg­giamo quindi la fine del 2016, rega­landoci un dicembre 2016 al sicuro anche sulla strada.

NORMAN GOBBI, CONSIGLIERE DI STATO E DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO DELLE ISTITUZIONI

Il  Cantone “accende”  una nuova segnaletica per ridurre il numero  di incidenti con la selvaggina

Il Cantone “accende” una nuova segnaletica per ridurre il numero di incidenti con la selvaggina

Oggi abbiamo presentato un progetto in ambito di sicurezza sulle nostre strade portato avanti dal mio Dipartimento e del Dipartimento del territorio

Il numero di incidenti stradali che vedono coinvolti gli ungulati (cervi, cinghiali e caprioli) è da tempo in aumento; per prevenire più efficacemente il rischio di collisioni, a partire dalla fine del mese di giugno verranno messi in funzione nuovi sistemi di segnaletica attiva in due punti della rete stradale cantonale.

Il Dipartimento del territorio e il Dipartimento delle istituzioni comunicano che i due sistemi di segnaletica luminosa variabile saranno installati nei prossimi mesi. Nelle prossime settimane la Divisione delle costruzioni avvierà le procedure per la pubblicazione della modifica della segnaletica.
Nel corso dell’ultimo decennio, gli incidenti stradali che hanno coinvolto veicoli e animali selvatici sono aumentati notevolmente. A fine 2014 in Ticino ne erano stati censiti indicativamente 500, ossia il 44% in più rispetto al 2001. A livello svizzero, si contano annualmente circa 20’000 incidenti. Per far fronte a questa situazione un gruppo di lavoro interdipartimentale ha individuato due località sensibili considerando la pericolosità del tratto (numero di incidenti stradali e tipologia degli animali selvatici coinvolti negli stessi), l’eventuale presenza di un passaggio faunistico di importanza nazionale, il traffico medio giornaliero e la lunghezza del tratto. I luoghi ritenuti più opportuni per questa fase sperimentale sono la tratta all’altezza dell’ex-Motel Riviera a Claro e quella in zona Legiüna nel Comune di Serravalle.
Tenuto conto delle esperienze raccolte in altri Cantoni e Paesi, fra le varie possibilità analizzate il gruppo di lavoro ha valutato il sistema di segnaletica attiva come il più efficace per la nostra realtà. Si tratta di un sistema collegato a sensori che, rilevando la presenza di animali a lato della carreggiata, attivano un pannello luminoso, il quale allerta il conducente del pericolo concreto presente su quel tratto di strada. Al finanziamento della fase pilota contribuiscono la Divisione costruzioni con i crediti di miglioria stradale, l’Ufficio della caccia e della pesca con il Fondo di intervento, il Dipartimento delle istituzioni tramite il Fondo della sicurezza relativo al programma di prevenzione “Strade sicure” e i due Comuni direttamente interessati. Se questa fase darà i risultati attesi, si valuterà la possibilità di installare la segnaletica testata su altri tratti stradali interessati da questa problematica.
La Polizia cantonale e l’Ufficio della caccia e della pesca colgono l’occasione per ricordare che come stabilito dalla legge ogni incidente va annunciato immediatamente alla Polizia cantonale. Altrimenti, si rischia la denuncia per inosservanza dei doveri in caso d’incidente e maltrattamento degli animali. Va infatti ricordato che spesso gli animali che fuggono dopo essere stati travolti periscono dopo lunghe sofferenze; in quest’ottica, solo la segnalazione alla polizia o al guardacaccia di zona permette un loro intervento efficace.

Apertura di SlowUp Ticino 2016

Apertura di SlowUp Ticino 2016

Discorso pronunciato dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi in occasione dell’apertura di SlowUp Ticino

Signor Sindaco di Locarno,
Signor Sindaco di Bellinzona,
Signor Presidente del Comitato promotore,
Autorità locali,
Sponsor e organizzatori,
Gentili Signore, Egregi Signori,

per me oggi è un grande piacere portarvi il saluto del Consiglio di Stato per inaugurare ufficialmente la sesta edizione di SlowUp Ticino.

Si tratta di un appuntamento che dal 2011 è sempre più atteso dalla popolazione ticinese ma anche dai turisti che, in questo periodo dell’anno, giungono nel nostro bel Cantone.
Slow up in cinque anni è diventato uno degli eventi gratuiti dedicati al movimento più importanti e di successo del Cantone diventando una festa popolare dalle molte virtù.

In questa dinamica sana non solo per il corpo ma anche per la mente, abbiamo l’occasione di scoprire e riscoprire le bellezze del nostro territorio.
Il Cantone, grazie ai contributi di tutti i Dipartimenti, ha confermato anche quest’anno, per la sesta volta consecutiva, il suo sostegno finanziario.
Siamo infatti più che soddisfatti di poter contribuire a un evento vincente e diverso da tutti gli altri grazie a un’atmosfera unica in cui le strade non sono più ostaggio delle automobili.
Il supporto del Cantone a questa manifestazione, che è a complemento di quello offerto dai principali sostenitori a livello nazionale e regionale del progetto – che ringrazio sentitamente – si inserisce in un discorso più generale in questo ambito: ovvero l’impegno del Cantone, tramite il Dipartimento del territorio, nella pianificazione e nella promozione della mobilità ciclabile e pedonale.

Uno sforzo che si integra, grazie al mio Dipartimento e al programma “Strade sicure” e alla Polizia cantonale, con una costante prevenzione a livello di sicurezza stradale.

Non va dimenticata poi la promozione, con in prima linea il Dipartimento socialità e sanità, di uno stile di vita sano con l’invito esteso a tutte le fasce di età di svolgere un’attività fisica.
Slowup rappresenta quindi un momento straordinario di sensibilizzazione per favorire la mobilità lenta.

È anche un’azione di prevenzione sulla sicurezza stradale per gli utenti più vulnerabili della strada (ciclisti e pedoni) che, come i conducenti di veicoli, sono tenuti ad un comportamento corretto e al rispetto delle regole della circolazione stradale.
L’impegno del mio Dipartimento e delle Polizia cantonale e comunale è continuo, sia attraverso le azioni di prevenzione e informazione, sia con l’educazione stradale e il sostegno a iniziative concrete come il progetto “Meglio a piedi”.
L’utilità di queste campagne di sensibilizzazione si conferma purtroppo nelle statistiche. Ricordo a proposito che gli incidenti che hanno coinvolto persone in bicicletta e pedoni in Svizzera nel 2014 hanno causato il 41.1% del totale dei feriti gravi occorsi sulle strade e il 31.6% dei decessi.
Per le biciclette i valori registrati sono addirittura aumentati rispetto all’anno precedente.
Dati che ci confermano che occorre quindi restare vigili in questo settore e mantenere iniziative a favore di una maggiore sicurezza stradale.
E qui mi permetto di sottolineare un consiglio molto importate: indossate un casco!
Non mi soffermo sul programma di dettaglio della giornata di oggi che vi sarà presentato in seguito dal Presidente del comitato di organizzazione, Roberto Schneider.

Non mi rimane quindi che ringraziare tutti, i sostenitori, i partner regionali, i promotori, gli organizzatori e tutte le persone (agenti delle polizie comunali, personale della protezione civile e del servizio autolettiga, volontari di associazioni che grazie, ecc.) al loro impegno rendono possibile questa giornata.

Auguro a tutti buon divertimento e una splendida giornata senz’auto.

Norman Gobbi
Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Trasporto pubblico e terza età: continuare a viaggiare comodi e sicuri anche nel 2016

Trasporto pubblico e terza età: continuare a viaggiare comodi e sicuri anche nel 2016

Confermato anche per il 2016 il programma che premia gli anziani che scelgono di rinunciare volontariamente alla licenza di condurre. FFS e la Comunità tariffale Arcobaleno, il Dipartimento del territorio, la Sezione della circolazione del Dipartimento delle istituzioni e il programma Strade più Sicure proporranno nuovamente abbonamenti a prezzo agevolato, per limitare gli inconvenienti che possono derivare dalla rinuncia dell’automobile.

Sulla base dei risultati incoraggianti che il programma ha fatto registrare lo scorso anno in Ticino – su un totale di 1.200 rinunce di patente è stato riscosso il 2% dei relativi buoni distribuiti – i partner hanno deciso di ampliare il sistema di promozione integrando nuove zone dell’abbonamento, in modo da avvicinarsi alle abitudini del pubblico anziano e, di riflesso, incentivare maggiormente l’iniziativa. In dettaglio, la promozione in vigore fino al 31 dicembre 2016 prevede quattro offerte di buoni:
• 150.- franchi per l’acquisto di un abbonamento Arcobaleno annuale, a partire da 2 zone;
• 200.- franchi per l’acquisto di un abbonamento generale delle FFS di 2a. Classe;
• 250.- franchi per l’acquisto di un abbonamento generale delle FFS di 1a. Classe;
• 33.- franchi per l’acquisto di un abbonamento metà-prezzo delle FFS di prova per due mesi.

I conducenti che depositeranno volontariamente (e in modo definitivo) la licenza di condurre riceveranno dalla Sezione della circolazione una lettera di conferma del deposito, insieme ai buoni per usufruire dello sconto. Al momento di acquistare l’abbonamento prescelto, il buono dovrà poi essere presentato allo sportello dell’azienda di trasporto con la lettera, che è personale e servirà da giustificativo.

Era stato l‘Ufficio della circolazione stradale e della navigazione del Canton Berna (SVSA) che nel giugno 2013, quale test di mercato, aveva avviato l’offerta di buoni FFS – per l’acquisto di un Abbonamento metà-prezzo di prova o di un Abbonamento generale a prezzo ridotto – dedicata a coloro che rinunciavano volontariamente alla licenza di condurre. Una soluzione che si è rivelata comoda e sicura, premiando chi opta per la rinuncia all’automobile, in particolare per limiti legati all’età, e facilitando il passaggio al trasporto pubblico.