Spahr e Buschor: zurighesi i Re del Tiro 2017 del San Gottardo

Spahr e Buschor: zurighesi i Re del Tiro 2017 del San Gottardo

X. Tiro Storico del San Gottardo | Nelle sezioni vincono Mendrisio, Lucerna, Bedano e Liestal

Una splendida giornata d’autunno ha accolto gli oltre 660 tiratrici e tiratori al poligono di Airolo, che si sono confrontati nella decima edizione del Tiro Storico del San Gottardo. Leggera flessione nella partecipazione – dopo il fortissimo aumento del 2016 – alla pistola 25m con 285 partecipanti, mentre nuova crescita al fucile 300m con 378 partecipanti. Nelle sezioni hanno dominato La Mendrisiense e la Schützengesellschaft der Stadt Luzern al fucile, mentre alla pistola la Tiro Sportivo di Bedano e la Schützengesellschaft Liestal. I Re del Tiro sono stati proclamati dopo la verifica dei migliori colpi e serie, viste le parità nei risultati ottenuti; al fucile vince Daniel Spahr di Aeugst am Albis e alla pistola Stephan Buschor di Zurigo, che avendo già vinto una volta cede il premio della Confederazione a Boris Vuskovic di Bedano.
Un sole da incorniciare ha fatto dimenticare il meteo poco clemente degli ultimi anni alle quasi 700 persone accorse ad Airolo per la decima edizione del Tiro Storico del San Gottardo. Un’edizione che – come ha ricordato il presidente Norman Gobbi – ha chiuso il secondo ciclo nei premi di partecipazione che vengono consegnati ogni 5 anni alle tiratrici e ai tiratori partecipanti; infatti, in occasione dell’assemblea tenutasi dopo il tiro – alla presenza del sindaco di Airolo Franco Pedrini, del comandante della brigata fanteria montagna 9 Maurizio Dattrino, dei presidenti federativi di tiro svizzero Luca Filippini e ticinese Doriano Junghi – è stata presentata la medaglia d’argento che premia le 10 partecipazioni al tiro promosso dal 2008 alle pendici del massiccio del Gottardo.

Le competizioni alla pistola hanno subito in fine giornata un problema tecnico. Uno dei due carrelli a 25m si è infatti inceppato e ha creato ritardi – e qualche rinuncia – ai tiratori presenti. Nei risultati individuali due tiratori hanno ottenuto 139 punti su 150 (ricordiamo che non ci sono colpi di prova) e quindi per aggiudicare il titolo di Re del tiro si è dovuto verificare le migliori serie ottenute. Con un sol punto di appoggio (57 contro 56) nell’ultima serie, il titolo 2017 va nuovamente a Stephan Buschor della Schützengesellschaft der Stadt Zürich, incoronato già nel 2015. In seconda posizione c’è Boris Vuskovic della Società di Tiro Sportivo di Bedano, che riceve il premio della Confederazione (una pistola d’ordinanza dell’Esercito) in quanto questo premio lo si può vincere una volta sola, e si diploma miglior Veterano della competizione. Miglior tiratore Elite si qualifica Eros Ferrari del Club Pistola Tesserete con 137 punti, mentre il miglior Juniores è Luca Veglio dei Tiratori della Greina di Olivone con 122 punti.
Nelle sezioni ticinesi vince la società di Bedano con 1’009 punti, davanti a Tesserete 1’000 e Locarno 998. Nelle sezioni ospiti domina nuovamente la società di Liestal 1’057, imponendosi sulla società sportiva della polizia cantonale di Zurigo 1’036 e sulla società della città di Lucerna 1’016. In totale sono state 24 le sezioni partecipanti alla gara pistola 25m, e ad aggiudicarsi il premio speciale di sezione – gentilmente offerto da Vanni Donini – sono stati i Carabinieri Faidesi e la Stoss-Schützenverband.
Sui 18 bersagli al fucile 300m al termine delle competizioni ben tre tiratori risultavano aver centrato il massimo risultato possibile di 75 punti; applicando il regolamento di tiro si è quindi ricorsi all’appoggio con il miglior colpo centrale (su base centesimale) dell’ultima serie sparata. Con il miglior colpo di 100/100 vince il titolo di Re del tiro e il premio della Confederazione – un Fass90 dell’Esercito – Daniel Spahr della Schützengesellschaft Aeugst am Albis (ZH); con 94/100 si piazza secondo e miglior Veterano Angelo Brenna della società di tiro La Balernitana, mentre terzo e miglior Elite si diploma Stephan Neiger della Obwaldner Kantonalschützengesellschaft con 91/100. Come miglior Juniores delle gare a 300m troviamo Brian May della società di tiro La Mendrisiense con 73 punti.

Nelle sezioni ticinesi si impone Mendrisio con 578 punti, davanti a Locarno e la Castello e Campagna di Bellinzona entrambe a 565 punti. Tra le sezioni ospiti vince nuovamente la società di tiro della città di Lucerna con 569 punti, seguita dalle federazioni di tiro di Obvaldo e Lucerna entrambe a 556 punti. In totale al fucile 300m hanno preso parte 29 sezioni e il premio speciale di sezione è andato ai Tiratori Santa Maria di Iseo-Cimo e alla Schützengesellschaft der Stadt Zürich.
Nel concorso speciale volto ad incentivare e premiare la partecipazione di juniores e adolescenti, alla pistola 25m si impone nel 2017 Airolo davanti a Iragna e Faido, mentre al fucile 300m vince nuovamente Balerna con 13 giovani davanti ad Airolo (12) e Ponto Valentino (8). In totale sono stati 78 i giovani e adolescenti partecipanti (12%) per 19 sezioni partecipanti a pistola.

Didascalia foto (di Maurizio Gianella, libera da diritti):
Il presidente del Tiro Storico Norman Gobbi, il brigadiere Maurizio Dattrino, il Re del tiro al fucile Daniel Spahr, il Re del tiro alla pistola Stephan Buschor, il premiato Boris Vuskovic e il presidente FST-SSV Luca Filippini.

«Die Waffe schiesst nicht von allein»

«Die Waffe schiesst nicht von allein»

Da Tages Anzeiger | Der Bundesrat soll sich gut überlegen, wie er das Waffengesetz verschärfen will, sagt Luca Filippini, der neue Präsident des Schweizer Schiesssportverbands. Die Schützen stehen bereit für einen Referendumskampf.

Mit Luca Filippini sprach Janine Hosp

Nur wer in einem Schützenverein ist, darf künftig eine halb automatische Waffen besitzen. Der Bundesrat will voraussichtlich so die EU-Vorgaben für Schengen-Staaten erfüllen. Etwas Besseres kann Ihnen nicht passieren.

Da bin ich anderer Meinung. Die EU reagiert mit der Verschärfung der Waffengesetze auf die Terroranschläge in Europa. Es ist schrecklich, was geschehen ist. Aber wenn jemand ein Attentat plant, wird er sich nicht legal eine Waffe besorgen, er findet andere Wege. Schärfere Gesetze bringen nichts. Man bestraft damit die anständigen Bürger und gaukelt eine Scheinsicherheit vor.

Aber Sie könnten durchaus noch ein paar Mitglieder brauchen?

Natürlich, wie andere Sportvereine auch. Wir wollen jedoch nur Mitglieder, die freiwillig zu uns kommen und nicht solche, die gezwungen werden.

Haben Sie Angst, dass auch Personen in Schützenvereine kommen könnten, denen es nicht um den Sport geht, sondern die tatsächlich ein Verbrechen planen?

Die Vereine schauen die potenziellen Mitglieder natürlich an. Wir wollen nur solche, die sich an die Gesetze halten. Für die Kaufbewilligung einer Waffe ist die Polizei zuständig. Es gibt aber ein anderes Problem: Unsere Schiessstände sind nur für Disziplinen mit Armeewaffen vorgesehen und auch nur für solche bewilligt. Es gibt aber noch viele andere Typen halb automatischer Gewehre. Ich frage mich: Welchem Verein können deren Besitzer beitreten?

Die Schützen sind eine politische Kraft. 1992 sind sie zu Tausenden vor dem Bundeshaus aufmarschiert und haben dazu beigetragen, dass das Stimmvolk den Kauf der F/A-18-Kampfjets bewilligte. Für den Bundesrat könnte es schwierig werden, etwas gegen den Willen der Schützen durchzusetzen.

Ich erinnere mich noch gut an diese Kundgebung auf dem Bundesplatz. Ich war damals 24 Jahre alt und bin mit anderen Schützen aus dem Tessin nach Bern gereist. Ja, wir haben eine gewisse Macht. Unser Verband zählt 130 000 Mitglieder und kooperiert mit anderen Interessengruppen, etwa mit den Jägern. Es lohnt sich, wenn der Bundesrat eine gute Lösung findet, damit wir nicht das Referendum ergreifen.

Im August startet der Bundesrat die Vernehmlassung zu den Änderungen im Waffenrecht. Welche Verschärfungen würden die Schützen nie akzeptieren?

Es ist noch nicht bekannt, was der Bundesrat plant. Es stehen aber drei Massnahmen zur Diskussion, die wir sicher nicht akzeptieren werden. Neben dem Vereinszwang sind es die Bedarfsklausel und die Bewilligung auf Zeit: Das heisst, man darf seine Waffe nur so lange behalten, wie man sie braucht, einem Verein angehört und regelmässig schiesst. Sonst wird sie eingezogen. Das stört mich sehr. Ich habe meine Waffe gekauft und dafür bezahlt. Sie ist mein Eigentum. Da kann der Staat nicht kommen und sie mir wegnehmen. Wenn der Bundesrat nur eine dieser Regelungen einführen wollte, bringen wir sie vors Volk.

Dann müssten sich die Schützen vorwerfen lassen, zu riskieren, dass sich die Schweiz aus dem Schengen- Abkommen verabschieden muss.

Wir sind nicht gegen Schengen. Es liegt an den Politikern, eine Lösung zu finden, die dem Volkswillen entspricht.

Waffenbesitzern könnte es im Grunde gleichgültig sein, wenn sie eine Waffe abgeben müssten, die sie nicht brauchen. Weshalb ist Ihnen eine Waffe im Schrank so wichtig?

Wir sprechen vom persönlichen Eigentum! Ein freiheitliches Waffenrecht ist Ausdruck davon, dass der Staat seine Bürger nicht bevormundet, sondern ihnen vertraut und sie als gleichberechtigt betrachtet. In einem Staat mit Milizsystem ist die Waffe das Symbol des mündigen Bürgers. Weshalb sollte ein Bürger, der sich nichts hat zuschulden kommen lassen, keine Waffe kaufen dürfen?

In der Schweiz ereignen sich in Familien überdurchschnittlich viele Mordfälle mit Waffen.

Eine Waffe schiesst nicht von alleine. Es kommt darauf an, wie man mit ihr umgeht. Andere Staaten haben die Waffen eingezogen, die Kriminalität ist aber nicht gesunken. Wenn jemand ausrastet, nimmt er, was er gerade zur Hand hat.

Angenommen, Sie haben Erfolg und der Bundesrat verzichtet auf einen Vereinszwang: Gibt es in hundert Jahren noch Schützenvereine?

Sicher! Natürlich ist es schwieriger geworden, Mitglieder zu gewinnen. Früher hatte es in jedem Dorf einen Musik-, einen Turn- und einen Schützenverein, und einem davon ist man beigetreten. Heute ist das Angebot riesig.

Wie wollen Sie neue Mitglieder gewinnen?

Wir wollen den Schiesssport mit neuen Disziplinen attraktiver machen. Zum Beispiel mit den ISSF Target Sprints, eine Kombination von Schiessen und Laufen, was vor allem bei Jüngeren gut ankommt. Gleichzeitig haben wir mit dem Auflageschiessen eine Disziplin geschaffen, die es Älteren ermöglicht, länger aktiv zu bleiben: Die können die Waffe beim Schiessen auflegen. Aber wir Schützen sind eher konservativ. Es braucht Zeit, bis neue Disziplinen akzeptiert werden.

Sie könnten mehr Frauen zu gewinnen versuchen – am Zürcher Knabenschiessen waren Sie in den letzten Jahren so erfolgreich, dass der Ruf laut wurde, die Knaben aus dem Namen zu entfernen.

Frauen sind tatsächlich sehr gute Schützinnen; sie haben fast die bessere innere Ruhe als Männer. Es kommen immer mehr Frauen zu uns, was wir sehr schätzen. Mittlerweile sind etwa 15 000 unserer 130 000 Mitglieder Frauen.

Was macht einen Schützen aus?

Der Schütze ist ein normaler Bürger mit einer grossen Leidenschaft. Unsere Vereine sind so gut durchmischt, dass sie dem Durchschnitt der Schweizer Bevölkerung entsprechen – nur sind wir etwas konservativer, etwas näher an den Traditionen, etwas patriotischer.

Sie selbst schiessen seit 37 Jahren. Was gefällt Ihnen an diesem Sport?

Im Prinzip kämpft man immer gegen sich selber, selbst wenn man in einer Mannschaft schiesst. Beim Schiessen kann man nur besser werden, indem man sich selber kennen lernt, wenn man weiss, wie man in schwierigen Situationen reagiert und wenn man mit seinen Gefühlen umgehen kann. Ich bin mehrmals Tessiner Meister geworden. Heute fehlt mir die Zeit, um regelmässig zu üben.

Sie sind Generalsekretär von Lega-Staatsrat Norman Gobbi. Auch er ist Schütze.

Ja, wir teilen diese Leidenschaft. Wir arbeiteten im Vorstand des kantonalen Schützenverbands zusammen – er war für die Kommunikation zuständig, ich für die Ausbildung.

Und so wurden Sie sein Generalsekretär.

Das Tessin ist klein.

Attività dello stand di tiro di Ponte Brolla

Attività dello stand di tiro di Ponte Brolla

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni | Il Dipartimento delle istituzioni desidera fornire alcune precisazioni in merito allo poligono di tiro di Ponte Brolla, considerate alcune proteste recentemente suscitate dalla sua attività.

Lo stand di tiro di Ponte Brolla è uno degli attuali poligoni del Locarnese che, in futuro, saranno rimpiazzati da uno stand regionale, inizialmente previsto a Losone. In attesa di vedere concretizzarsi il progetto per questa importante struttura, la società incaricata della sua gestione e le autorità cantonali hanno già adottato le misure necessarie a ridurre l’impatto della sua attività, che è stata in particolare limitata nei mesi di maggiore afflusso turistico.

In generale, il Dipartimento desidera ricordare alla popolazione che l’attività svolta nei poligoni del Cantone – nell’interesse della difesa nazionale – è regolata da direttive valide per tutta la Confederazione. Il calendario di attività delle società viene monitorato dalle istanze federali e cantonali e comprende – oltre al tiro obbligatorio – altri esercizi prescritti per tutto il Paese, come i corsi per giovani tiratori, il Tiro in Campagna e i relativi esercizi di preparazione.

Proprio nei prossimi giorni, anche lo stand di Ponte Brolla ospiterà il Tiro federale in Campagna; si tratta della più grande manifestazione di tiro popolare al mondo, che si svolge in tutta la Confederazione su un unico fine settimana e riunisce più di 130’000 sportivi. A questo proposito, le autorità cantonali non possono che invitare alla tolleranza – nell’attesa che una soluzione definitiva e soddisfacente per tutte le parti coinvolte possa concretizzarsi.

Chiusura del poligono di tiro Rovagina a Morbio Superiore

Chiusura del poligono di tiro Rovagina a Morbio Superiore

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni |

Il Dipartimento delle istituzioni informa che a causa di un cedimento strutturale del sottotetto, il poligono di tiro a 300 metri Rovagina a Morbio Superiore è inagibile fino a nuovo avviso. I tiri obbligatori e il tiro in campagna a 300 metri possono essere eseguiti presso qualunque poligono di tiro del Cantone. I tiri con la pistola a 25 metri si svolgeranno regolarmente.

A causa di un cedimento di parte del sottotetto avvenuto negli scorsi giorni, si stanno effettuando gli accertamenti del caso. In attesa dei risultati il poligono di tiro a 300 metri è stato chiuso precauzionalmente.

Pertanto per il tiro obbligatorio a 300 metri previsto a Morbio Superiore per mercoledì 7 giugno 2017 così come i tiri in campagna previsti per venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 giugno 2017 sono annullati. Per chi fosse interessato a eseguire iI tiro obbligatorio e il tiro federale in campagna a 300 metri, vi ricordiamo che gli stessi possono essere eseguiti gratuitamente su qualsiasi altro poligono di tiro del Cantone. Ulteriori informazioni circa giorni e orari sono consultabili sul sito www.ti.ch/militare.

Il tiro obbligatorio e il tiro in campagna alla pistola a 25 metri potranno essere svolti regolarmente negli orari previsti presso il poligono della Rovagina a Morbio Superiore.

Il poligono a 300 metri della Rovagina, Morbio Superiore rimane chiuso fino a nuovo avviso.

Assemblea dei delegati della Federazione sportiva svizzera di tiro

Assemblea dei delegati della Federazione sportiva svizzera di tiro

Discorso pronunciato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi in occasione dell’Assemblea dei delegati della Federazione sportiva svizzera di tiro |

Signora presidente Dora Andres,
Signore e signori delegati,
Gentili signore,
Egregi signori,

Vi saluto a nome del Consiglio di Stato e vi ringrazio per il cortese invito a partecipare alla vostra assemblea dei delegati.

È con piacere che vi do il benvenuto in Ticino, sulle sponde del lago di Lugano: spero che cogliate l’occasione, nei momenti liberi dai lavori assembleari, per visitare la nostra splendida regione.

Il nostro Cantone ha da sempre un forte legame con il tiro, che è l’espressione di un sano patriottismo e della tradizione svizzera. Una disciplina che rappresenta i valori della nostra nazione, come la libertà che siamo chiamati a tutelare. Ed è questo il motto di molte società di tiro ticinesi: “Liberi e Svizzeri”, che riprende le grida dei giovani ticinesi dell’Ottocento, quando il nostro territorio rischiava di essere annesso alla Lombardia. Proprio nell’Ottocento, le feste federali di tiro (assieme a quelle di ginnastica e canto) erano considerate delle manifestazioni di passione nazionale.

Era il 1837 quando in Ticino venne organizzato il primo tiro cantonale. Proprio in Ticino, e più precisamente nella suggestiva cornice del Mendrisiotto, dopo quattordici anni, nel 2016 è stata organizzata una festa cantonale di tiro, che ha raccolto l’interesse non solo di tiratori da tutta la Svizzera, ma anche dalla popolazione locale, che ha potuto partecipare alle attività correlate alla manifestazione, in un vero e proprio momento di festa.

A livello cantonale stiamo lavorando molto sulle infrastrutture legate all’attività di tiro, a favore dei tiratori ma anche di tutta la popolazione che vive nei pressi degli stand di tiro. Proprio in questi anni si è valutata la possibilità di una sostituzione dei poligoni di Lugano, Bellinzona e Origlio-Cureglia con un nuovo poligono regionale del Monte Ceneri, nell’ottica di uno sfruttamento sinergico per il tiro sportivo e venatorio e l’allenamento dei corpi di sicurezza. L’obiettivo è di garantire l’attività di tiro tenendo conto delle necessità ambientali della regione e dell’impatto fonico sulla popolazione residente.

In futuro avremo quindi strutture moderne e adeguate all’attività di tiro: a favore di chi lo pratica, di chi vive nei dintorni dei poligoni e di chi è interessato a fare i primi passi verso questa attività. Proprio in relazione a quest’ultimi, in Ticino le società stanno lavorando assiduamente per confermare la tendenza degli ultimi anni. Solo nel 2016 abbiamo infatti registrato un aumento di giovani tiratori del 37% nel nostro Cantone, un risultato che è dato sì dall’abbassamento dell’età minima da 17 a 15 anni per la partecipazione ai corsi di preparazione pre-militari, ma sono sicuro anche da un ritornato interesse dei ragazzi e dall’impegno delle Società nel creare interesse attorno a questo sport. Un ritorno che fa solo bene alle società di tiro, e che è linfa vitale per il nostro futuro.

Vi ringrazio.

Norman Gobbi
Consigliere di Stato e
Direttore del Dipartimento delle istituzioni

12a Assemblea dei delegati della Federazione Ticinese delle Società di Tiro

12a Assemblea dei delegati della Federazione Ticinese delle Società di Tiro

Discorso pronunciato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi in occasione dell’Assemblea dei delegati della Federazione Ticinese delle Società di Tiro

Signor presidente avv. Oviedo Marzorini,
Signore e signori delegati,
Egregi signori,
Gentili signore,

Vi saluto a nome del Consiglio di Stato e vi ringrazio per il cortese invito a partecipare alla vostra assemblea dei delegati.

L’attività nell’ambito del tiro si fa intensa. Sono tanti infatti i progetti che, come Cantone e come Federazione, stiamo portando avanti. Progetti molto sentiti non solo dai tiratori ma dalla popolazione di tutto il Cantone.

Le notizie delle ultime settimane hanno sottolineato quanto il progetto per il nuovo poligono del Monte Ceneri sia centrale per il futuro delle attività di tiro. Contiamo di disporre al più presto della nuova struttura, che sostituirà i poligoni di Lugano, Bellinzona e Origlio-Cureglia, che saranno messi in seguito fuori esercizio. I prossimi passi saranno quelli di procedere all’elaborazione del Piano di utilizzazione cantonale, che verrà in seguito sottoposto al Gran Consiglio. Si procederà quindi con il bando di concorso e la richiesta al Legislativo cantonale del credito di progettazione. Una volta valutata la proposta architettonica migliore, sarà infine richiesto il credito di costruzione.

L’obiettivo è di avere un’infrastruttura interamente insonorizzata e adatta all’istruzione, al tiro sportivo e venatorio, ma anche alla formazione e all’esercitazione dei diversi corpi di sicurezza. Il progetto sarà sviluppato nell’ottica di uno sfruttamento efficiente e sinergico degli spazi e di un uso parsimonioso del suolo, tramite un’istallazione sicura e compatibile con le esigenze di protezione dell’ambiente, del paesaggio e, non da ultimo, della popolazione residente nella regione.

Oltre al progetto del Monte Ceneri, un altro passo avanti a favore dell’attività di tiro e della convivenza del nostro sport con le necessità della popolazione è stato fatto grazie alla Convenzione firmata qualche settimana fa tra il Cantone e la Federazione. Il rinnovo della Convenzione permetterà di prolungare l’orario di attività nei giorni feriali fino alle 19.30, con una forte riduzione dell’attività durante i giorni festivi, a favore di un miglioramento dell’impatto fonico.

Infine, il Gruppo di lavoro Tiro Ticino ha quasi terminato il rapporto che verrà consegnato entro la fine 2017, nel quale ha redatto una mappa aggiornata delle infrastrutture di tiro (civili, militari, pubbliche e private) presenti sul territorio cantonale, definendone le necessità di risanamento (in relazione all’inquinamento fonico o da piombo). Il Gruppo di lavoro ha inoltre raccolto le necessità regionali per le attività di tiro militare, sportivo e venatorio per proporre al Consiglio di Stato una visione futura in questo settore sotto forma di una pianificazione cantonale.

Non siamo fermi quindi, ma anzi: in questi anni stiamo compiendo dei passi molto grandi a favore dell’attività di tiro per il futuro, con una sensibilità sempre più grande verso l’ambiente e la comunità ticinese. Passi che favoriscono non solo i tiratori attivi, ma che avvicina tutta la popolazione al nostro sport, e che attira l’attenzione dei più giovani. Lo dimostrano anche eventi come la Festa cantonale di tiro, organizzata lo scorso anno a quattordici anni dall’edizione precedente. Queste sono le attività che fanno bene al nostro sport, che lo riportano sul territorio, in mezzo alla gente, avvicinando tutta la popolazione a questa attività sportiva fatta non solo di armi e colpi, ma anche di momenti d’incontro, di amicizia e di condivisione.

La Federazione Ticinese delle Società di Tiro è un attore importante con il quale il Cantone collabora assiduamente. Sono passati già quindici anni da quando, nel 2002, venni eletto nel comitato della Federazione, nel quale ho avuto il piacere di dare il mio contributo per nove anni, fino al 2011. Oggi, dopo ben venticinque anni, Oviedo Marzorini lascia la carica di presidente. A lui va un ringraziamento particolare per il lavoro svolto in questo quarto di secolo, come pure a tutto il comitato, per l’impegno svolto a favore del tiro in Ticino. Un augurio va al nuovo presidente Doriano Junghi che entrerà in carica oggi e con il quale avrò il piacere di lavorare, assieme al mio Dipartimento, nei prossimi anni.

Vi ringrazio.

Norman Gobbi
Consigliere di Stato e
Direttore del Dipartimento delle istituzioni

«Il poligono del Ceneri resta centrale»

«Il poligono del Ceneri resta centrale»

Dal Giornale del Popolo | Norman Gobbi insiste sul progetto che dovrebbe riunire diverse realtà regionali – L’intenzione del direttore del DI è quella di avere a disposizione la nuova infrastruttura a partire dal 2021. Intanto i giovani possono iniziare già a partire dai 15 anni.

Il tiro al bersaglio è uno sport che attrae diversi appassionati. Anche tra i giovani emergendo un ritorno di fiamma per questa disciplina che anche alle ultime Olipiadi ha
dato soddisfazioni al nostro Paese. In Ticino ci sono diversi progetti in corso. Con il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi e con il presidente della Federazione ticinese delle società di tiro Oviedo Marzorini abbiamo fatto il punto della situazione.

Direttore Gobbi, la sostituzione dei poligoni di tiro di Lugano, Bellinzona e Origlio con uno al Monte Ceneri diventerà realtà? Quando? A che punto è l’iter progettuale? Quali i passi da intraprendere ancora?
Il progetto del Centro polifunzionale di istruzione e tiro al Monte Ceneri è tutt’ora d’attualità e verrà concretizzato nei prossimi anni. Attualmente si stanno concretizzando tutti i passi formali necessari per procedere all’elaborazione del PUC (Piano di utilizzazione cantonale), il quale, dopo una consultazione delle parti interessate, verrà sottoposto al Gran Consiglio. Una volta conclusa questa fase si procederà con l’allestimento del bando di concorso e la richiesta al Legislativo cantonale del credito di progettazione. Una volta che saranno valutate le proposte architettoniche seguirà un ulteriore passo formale con la richiesta del credito di costruzione. Questo permetterà, salvo imprevisti, di disporre al più presto della nuova infrastruttura a partire dal 2021.

Che tipo di struttura sarà?
Sarà una infrastruttura interamente insonorizzata, la quale consentirà di concentrare le attività di tiro di Società di tiro, militari e Forze di Polizia in un’unica struttura polifunzionale in grado di accogliere gli obbligati al tiro di quasi metà del Canton Ticino.

La nuova convenzione con la Federazione delle società di tiro che cosa comporterà? In che modo i tiratori saranno agevolati?
Il rinnovo della Convenzione permetterà ai tiratori di prolungare di un’ora l’apertura nel periodo estivo a fronte di una forte riduzione delle attività durante i giorni festivi. Questo garantirà una migliore distribuzione delle attività durante i giorni feriali.

Funziona la collaborazione tra i militari, il Cantone e la Federazione di tiro? In che modo migliorarla?
La collaborazione funziona ed è particolarmente dinamica, così come lo sono i rapporti interpersonali degli attori coinvolti. Nei prossimi anni nel mondo del tiro vi saranno nuove sfide che saranno accolte ed elaborate in modo da trovare soluzioni adeguate per tutte le parti come d’altra parte è avvenuto fino ad ora.

Quale direttore del DI è sempre vicino a questo mondo, è soddisfatto dell’attuale situazione e dei progetti che si stanno preparando?
Sì, lo sono. Dal mio osservatorio di capo Dipartimento l’approccio nel trattare i dossier è propositivo. In questo ambito la gestione dei progetti risulta spesso particolarmente complessa perché implica la collaborazione di più attori: dai servizi cantonali a Enti esterni all’apparato statale. La realizzazione del nuovo poligono del Monte Ceneri rimane il progetto centrale. Un progetto nel quale crediamo e nel quale stiamo investendo energie e risorse. Si tratta di uno sforzo che in futuro ci permetterà di rispondere in modo ottimale alle esigenze del nostro territorio e sarà fonte di stimolo per le attività dei tiratori così come per coloro che intendono avvicinarsi a questa interessante pratica sportiva.

In Ticino, rispetto al resto del Paese, il tiro “tira” ancora?
Certamente, siamo uno dei Cantoni che ha visto aumentare in maniera importante le attività dei giovani tiratori, che ora possono avvicinarsi a questo sport già a partire
dai 15 anni. Anche le attività quali il tiro obbligatorio e il tiro in campagna hanno registrato un aumento rispetto agli anni scorsi. Come mi piace ribadire, anche in questo ambito, il Ticino è il “laboratorio della Svizzera” dove testiamo fenomeni e tendenze che negli altri Cantoni arriveranno solo in un secondo tempo.

(Intervista di Nicola Mazzi)

Conferenza federale di tiro 2017

Conferenza federale di tiro 2017

Discorso pronunciato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi in occasione della Conferenza federale di tiro 2017

Comandante di corpo Baumgartner,
Divisionario Stoller,
Brigadiere Dattrino,
Consiglieri nazionali,
Autorità politiche,
Ufficiali dell’Esercito svizzero,
Egregi signori,
Gentili signore,

È con grande piacere che partecipo alla Conferenza federale di tiro, che quest’anno ha luogo in Ticino, nell’incantevole cornice del Mendrisiotto. Spero che abbiate avuto modo di apprezzare quanto ha da offrire il nostro territorio, o che abbiate la possibilità di farlo nei prossimi giorni.

Il Canton Ticino è – soprattutto negli ultimi anni – protagonista nei progetti di sviluppo dell’Esercito. Lo scorso settembre è stato infatti inaugurato sul Monte Ceneri il nuovo magazzino a corridoi stretti, una struttura che mira a un potenziamento della Logistica militare svizzera assieme agli altri quattro centri militari distribuiti nelle diverse regioni svizzere. Proprio sul Monte Ceneri potremmo veder realizzato un nuovo poligono di tiro fra qualche anno, con l’obiettivo di sostituire dal 2020/2021 i poligoni di Lugano, Bellinzona e Origlio-Cureglia.

Sempre nell’ottica dell’ammodernamento e della miglior utilizzazione delle strutture, il Cantone firmerà nelle prossime settimane una nuova convenzione con la Federazione Cantonale della Società di tiro, che permetterà alle società di svolgere le loro attività nei poligoni con un orario prolungato nei giorni feriali, e di ridurre in maniera importante l’attività alla domenica, con un grande impatto a livello fonico.

È come Direttore del Dipartimento delle istituzioni, ma soprattutto come milite che sono orgoglioso di come il Ticino sia scenario per gli investimenti dell’Esercito e sia lui stesso promotore di nuovi progetti. Questo a favore di un aggiornamento costante delle sue capacità a livello logistico, ma anche a livello di presenza militare sul nostro territorio.

Il nostro Cantone gode della presenza di tre corpi di truppa, storicamente ticinesi: il Battaglione fanteria montagna 30, il Gruppo di artiglieria 49 e il Battaglione di aiuto in caso di catastrofe 3. Questi tre corpi rappresentano l’Esercito a Sud delle Alpi: con essi possiamo garantire il contributo ticinese alla sicurezza della nostra nazione.

Proprio quest’estate abbiamo potuto saggiare questo contributo, con l’impiego dei militi per far fronte alla situazione creatasi a ridosso della frontiera italo-svizzera. Sono stati infatti l’Esercito e la Protezione Civile a rendere possibile la realizzazione in tempo record del Centro unico temporaneo per migranti a Rancate, che ha permesso di far fronte allo stato di urgenza in maniera tempestiva e ottimale. Una prova superata a pieni voti quindi, che ha permesso di rispondere alle esigenze logistiche, di migliorare la sicurezza, di soddisfare le necessità della popolazione e le richieste delle autorità federali.

Spazi e competenze adatte all’attività dell’Esercito in Ticino sono essenziali per garantire il suo operato nella nostra regione e nel resto della Svizzera. Il Ticino da sempre offre militi motivati e pronti per affrontare le mansioni richieste dall’esercito. Parlando dell’attività del tiro, negli ultimi anni abbiamo assistito a un ritorno nell’interessamento dei giovani a quest’attività. Solo nel 2016 in Ticino i giovani tiratori sono aumentati infatti del 37%. Parte di questo risultato è dato dall’abbassamento dell’età minima per la partecipazione ai corsi di preparazione premilitare da 17 a 15 anni, che permette di avvicinare i futuri tiratori nel momento di maggiore recettività e in una fase nella quale si trovano a fare delle scelte per il futuro. Questi corsi sono importanti poiché permettono di avvicinare i tiratori fin da giovani, e garantire così la giusta preparazione e motivazione per una possibile incorporazione nell’attività militare.

Guardiamo quindi avanti con fiducia, con la certezza che in futuro il Ticino avrà sempre più qualità da offrire all’Esercito. Al servizio della Patria, a favore della sicurezza e della libertà di tutti gli svizzeri!

Norman Gobbi
Consigliere di Stato e
Direttore del Dipartimento delle istituzioni

IX. Tiro Storico del San Gottardo: Cappelletti (F300) e Bernet (P25) i Re del Tiro 2016

IX. Tiro Storico del San Gottardo: Cappelletti (F300) e Bernet (P25) i Re del Tiro 2016

Edizione da record quella del 2016 con 673 partecipanti, sferzati sabato dal vento del San Gottardo, che ha visto vincere nelle sezioni pistola Locarno e Liestal, e nelle sezioni fucile Mendrisio e Aeugst am Albis. Forte partecipazione di giovani, grazie al premio speciale in palio. A Re del Tiro 2016 sono incoronati Massimo Cappelletti di Faido al fucile 300m e Oskar Bernet di Lucerna alla pistola 25m.

Dal 2008, primo anno del Tiro Storico del San Gottardo che si svolge alle due distanze con armi d’ordinanza presso il poligono di Airolo, all’edizione di quest’anno la partecipazione è stata un continuo crescendo. Nonostante alcune edizioni sotto la neve, e spesso disturbate dal vento del San Gottardo, lo Storico ha saputo raccogliere il sostegno e l’apprezzamento in ogni parte della Svizzera, passando dagli iniziali 375 partecipanti del 2008 agli odierni 673, dove la crescita maggiore si è registrata negli ultimi anni alla pistola 25m (ben 300 quest’anno).

Nel concorso a sezioni al fucile 300m nella categoria FTST (società ticinesi) ha vinto La Mendrisiense con 565 punti, davanti a La Balernitana (560) e l’Unione Tiratori Locarno (552); in questa categoria sono state 16 le sezioni in gara, dove la Civici Carabinieri di Lugano si è aggiudicata la pregiata vetrata offerta dal membro di comitato Vanni Donini, premio che può esser vinto una sola volta da ogni sezione.

Nelle sezioni ospiti, la vittoria è andata alla società di tiro di Aeugst am Albis con 547 punti, aggiudicandosi pure la vetrata in premio; dietro gli zurighesi si piazzano due sezioni lucernesi, la società di tiro della Città di Lucerna (545) e la federazione cantonale (537). In questa categoria le squadre in gara sono state 11.

Nelle sezioni ticinesi alla pistola 25m, la vittoria è andata come nel 2015 all’Unione Tiratori di Locarno con 1’026 punti, che conferma il suo ottimo rendimento degli ultimi anni nelle varie competizioni sportiva; Locarno è seguita dal Club Pistola Tesserete (1’017) e l’Unione Tiratori del Gottardo (1’014). Le sezioni in gara sono state 11 e la vetrata premio è andata ai Tiratori della Greina di Olivone.

Nella categoria ospiti la società di tiro di Liestal è diventata la squadra da battere; vittoriosa già nel 2015, quest’anno ha centrato 1’037 punti e conferma la solidità della squadra della capitale di Basilea-Campagna. Dietro si piazzano la società di tiro della Città di Lucerna (1’026) e la friborghese L’Echo de la Combert di Treyvauz (991); seguono 8 sezioni, dove ad aggiudicarsi la vetrata premio è stata la società di tiro della Città di Zurigo.

Nelle premiazioni individuali, il titolo di Re del Tiro 2016 è andato a Massimo Cappelletti di Faido al fucile 300m con 74 punti (1 in meno del massimo) e a Oskar Bernet di Lucerna alla pistola 25m con 142 punti (su 150). I due Re del Tiro hanno ricevuto il premio federale, ossia un’arma d’ordinanza offerta dalla Confederazione, nelle rispettive discipline.

Al fucile 300m il miglior giovane è risultata Ylenia Casari (1996) di Bellinzona, il miglior veterano Peter Frei di Aeugst am Albis, e il miglior attivo Fabio Sassi di Mendrisio; tutti e tre hanno ottenuto 73 punti. Alla pistola 25m il miglior giovane è risultato Emanuele Pini (1999) di Airolo con 113 punti, il miglior veterano Borislav Vuskovic di Bedano con 140 punti e il miglior attivo Markus Aebischer di Liestal con 140 punti.

Nello speciale concorso promosso per incentivare la partecipazione dei giovani, alla pistola ha primeggiato la Tiratori Mairano di Iragna con 8 giovani in gara, seguiti dai Carabinieri Faidesi e l’Unione Tiratori del Gottardo entrambe con 5 giovani schierati. Al fucile il primato va alla Balernitana con ben 17 giovani in concorso, seguita dall’Unione Tiratori del Gottardo con 13.

Durante l’assemblea dell’associazione organizzatrice, alla quale sono intervenuti il vicepresidente della Federazione svizzera sportiva di tiro Luca Filippini e il presidente cantonale Oviedo Marzorini, i delegati presenti hanno approvato i conti 2015 e rinnovato il comitato d’organizzazione per il periodo 2016-2020, confermando il presidente Norman Gobbi e i membri Maurizio Gianella, Enzo Jurietti, Carlo Peterposten, Vanni Donini, Bruno Barp, Mauro Imperatori, Flavio Esposito, eleggendo Daniele Guscetti nel comitato.

Un grazie in particolare è andato ai partecipanti, allo sponsor principale SECURITAS SA di Lugano e allo studio grafico Graficadidee SA di Giubiasco che ha realizzato la nuova grafica e sito associativo (www.tirostorico.ch).

Campionato Ticinese Giovani Tiratori: titoli ad Airolo e Ponto Valentino

Campionato Ticinese Giovani Tiratori: titoli ad Airolo e Ponto Valentino

Da Ticinonline.ch |Il 37esimo campionato cantonale Gruppi giovani tiratori si è svolto a Faido

Faido ha ospitato la finale del Campionato cantonale Gruppi giovani tiratori a 300m. Questo evento, che si svolge annualmente dal 1980, è il momento culminante della stagione agonistica cantonale assegnando da un lato il titolo di campione ticinese e dall’altro aprendo le porte alla finale nazionale di fine settembre che si svolgerà ad Emmen (LU).

L’edizione 2016 si è tenuta con diverse società, in particolare del Sottoceneri, in pieno slancio di rilassamento, visto l’appena conclusa Festa cantonale di Tiro, alla quale diverse società presenti avevano contribuito fattivamente. Ciò a prima vista sembrerebbe aver influenzato i risultati dei singoli gruppi, ma un’analisi più attenta rivela che effettivamente i più meritevoli hanno ricevuto il giusto riconoscimento.

Nel concorso gruppi U16 purtroppo sono stati solo due i gruppi finalisti: sul gradino più alto del podio con 518/600 troviamo la società Tiratori del Lucomagno con il gruppo formato da Lisa e Luca Veglio e Ivo Cattaneo, che doppiano il risultato dell’anno prima. Al secondo rango troviamo con 515 punti la Tiratori della Lavizzara con Noah Biadici, Letitia Bieri e Pamela Moretti.

Migliori risultati individuali sono stati di Donati Eleonora (180, Prato Sornico) eCattaneo Ivo (175, Ponto Valentino).

Nella categoria regina U20, otto i gruppi finalisti in rappresentanza di sei società. Primo rango e titolo cantonale per Djozik Vladan, Aaron Beretta, Alex Rossi e Remy Tomamichel della Unione Tiratori del Gottardo con 713/800, che si qualifica direttamente per la finale nazionale. Al secondo rango con 708 punti, bella prestazione dei Tiratori della Lavizzara con il gruppo formato da Alessio e Pamela Moretti, Daniele Rastegorac e Noah Biadici. Al terzo rango con 689 punti s’impone il gruppo formato da Fabrizio Maestrani, Elia Degiorgi, Benno Cattaneo e Cristian Solaridella Tiratori del Lucomagno.

Migliori risultati individuali per Federico Birra (Faido) e Daniele Rastegorac (Prato Sornico) con 183/200, Remy Tomamichel (Airolo) con 182 e Vladan Djokic e Pamela Moretti (Lavizzara) con 181.

Nella categoria “Giovani Tiratori” (U21) si è imposto Airolo, davanti a Prato Sornico e a Ponto Valentino.

Tra gli U17 Ponto Valentino ha avuto la meglio su Prato Sornico.

I campionati cantonali giovanili si sono svolti alla presenza del Consigliere di Stato Norman Gobbi e del presidente federativo avv. Oviedo Marzorini.