Ticino in ‘pressing’ con Lombardia e Piemonte

Ticino in ‘pressing’ con Lombardia e Piemonte

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 15 giugno 2018 de La Regione

Gobbi nominato presidente della Regio Insubrica: ‘Costellazione politica attuale da sfruttare’

«La costellazione politica è favorevole». Norman Gobbi lo ripete quasi fosse un mantra. Nel giorno in cui assume la presidenza della comunità di lavoro Regio Insubrica, e all’indomani dall’essersi trovato in minoranza in governo sul blocco parziale dei ristorni proposto dal collega leghista Claudio Zali, è tutto sorrisi e diplomazia. Liberati anche per quest’anno i soldi delle imposte dei frontalieri, il ‘pressing’ si potrà fare comunque, ritiene il consigliere di Stato. «Con le regioni Piemonte e Lombardia perseguiamo obiettivi comuni – commenta Gobbi a margine dell’assemblea della Regio –. È importante poter far pressione insieme su Berna e su Roma. La costellazione di chi siede nella stanza dei bottoni federale (leggi Ignazio Cassis agli Esteri) e a Roma (governo Conte, ndr) è favorevole per poter risolvere i problemi sulla linea di confine. Questo momento storico deve servire a questo». Il Gran Consiglio ha di recente dato incarico all’Esecutivo cantonale di avviare trattative con la controparte italiana. Con quale risultato? «L’intenzione è già stata condivisa con le due regioni italiane nel voler declinare in piani d’azione quegli interventi prioritari per far meglio convivere i nostri territori». Infrastrutture, soluzioni per la mobilità, messa in sicurezza delle reti stradali. «Nelle prossime settimane tecnici e politici si siederanno al tavolo per concludere un piano operativo condiviso». Una lista ordinata per priorità, che convince anche Massimo Sertori (Lega Nord), assessore della Regione Lombardia con delega ai rapporti con la Svizzera. Quando il documento sarà pronto «potremo far intervenire anche il governo centrale, in questo momento molto più sensibile rispetto a prima – precisa –. Senza andare a toccare i ristorni o altro, magari attraverso Roma riusciamo a rimodellare un accordo bilaterale». E soprattutto ottenere più finanziamenti. «Da una parte c’è l’assonanza politica, e persone al governo che conoscono perfettamente i problemi transfrontalieri. Ma è in trattativa pure l’autonomia della Regione Lombardia – ricorda Sertori –: dovesse andare in porto, e oggi ci sono le condizioni politiche perché accada, significa ricevere competenze e soldi. Dal nostro punto di vista sono condizioni nuove non banali. Anzi, stravolgenti. Che possono aiutare in modo determinante la soluzione dei nostri problemi cronici». Un cambiamento di “costellazione” su cui è ben più prudente Aldo Reschigna del Pd, vicepresidente della Regione Piemonte. «Solo il tempo dirà» se effettivamente siamo di fronte ad una svolta. «Credo ci debba essere la consapevolezza che ciascuno dei nostri paesi non può vivere come un’enclave chiusa – aggiunge Reschigna –. E credo che la Regio Insubrica possa aiutare a contribuire a risvegliare una progettualità locale transfrontaliera».

 

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 15 giugno 2018 del Corriere del Ticino

Il dopo ristorni e la presidenza a Norman Gobbi

Mentre i milioni dei ristorni prenderanno il volo verso Roma, come è stato deciso mercoledì dal Consiglio di Stato riunitosi sulle isole di Brissago, la carica di presidente della Regio Insubrica passa in mani ticinesi. Durante l’assemblea generale della Comunità di lavoro Regio Insubrica tenutasi a Mezzana, il consigliere di Stato Norman Gobbi ha assunto la carica, succedendo al vicepresidente della Regione Piemonte Aldo Reschigna. E alla luce di quanto scaturito dal tradizionale incontro settimanale del Governo, Gobbi ha dichiarato: «Sulla questione dei ristorni c’erano visioni differenti tra chi, come Claudio Zali e il sottoscritto intendevano bloccarli per obbligare le persone a sedersi al tavolo, e chi invece ha preferito una soluzione alternativa. Ma tutto il Governo è consapevole che con Regione Lombardia e Regione Piemonte esistono interessi comuni, evidenziati attraverso delle reciproche lettere che ora dovranno essere concretizzate in un piano operativo, in modo da risolvere quei piccoli problemi e fare fronte comune verso Roma e verso Berna. Questo proprio perché – prosegue ancora Gobbi – oggi la costellazione di entrambi i Governi è positiva. A Berna, quale interlocutore, abbiamo un consigliere federale ticinese in carica per gli affari esteri, Ignazio Cassis. Un momento storico quindi da utilizzare proprio per risolvere i problemi sulla linea di confine». Problemi questi che il consigliere di Stato ritiene debbano essere affrontati «dai territori di frontiera e non dagli Stati centrali, in modo da non delegarne la soluzione a Berna o Roma».

Quanto all’accordo sui frontalieri parafato nel dicembre del 2015, Reschigna osserva: «I tempi in cui è venuto a maturazione erano incompatibili con lo scenario politico proprio dell’avvicinamento alle elezioni. Aspetto questo che si è dimostrato un freno. Mentre per il tema delle compensazioni fiscali c’è molta preoccupazione da parte delle comunità locali. Per favorire l’approvazione a livello nazionale è necessario che lo Stato affronti il tema delle compensazioni nei confronti dei comuni italiani». In merito poi alla modalità di risoluzione dei problemi che coinvolgono i territori di confine, Reschigna spiega: «È uno dei compiti della Regio Insubrica costruire quelle convergenze necessarie a risolvere le questioni che coinvolgono gli interessi delle comunità locali». Per quanto riguarda invece la «costellazione dei governi a Berna e a Roma più favorevoli rispetto al passato» per dirla con le parole di Gobbi, Reschigna non esprime giudizi. Ma confermando la volontà di mantenere vivo il dialogo e promuovere la cooperazione, il vicepresidente della Regione Piemonte sottolinea: «Credo ci debba essere la consapevolezza che ciascuno dei nostri paesi non può vivere come un’unità chiusa, per cui le relazioni con i territori confinanti è vitale per poter costruire un futuro di sicurezza economica e sociale». L’obiettivo è «risvegliare e costruire una progettualità locale transfrontaliera, che significa anzitutto guardare al sistema delle istituzioni locali e delle università che possono essere anche di stimolo nel fornire dei riferimenti importanti» ha infine dichiarato.

Una Regio Insubrica quindi ancora vitale, come conferma Gobbi: «Una volta vi erano anche dinamiche di carattere culturale, che oggi si è preferito lasciare un po’ da parte per concentrarsi maggiormente sulla risoluzione dei problemi del territorio. La Regio rimane il luogo privilegiato per discutere e dialogare». In conclusione sono stati presentati il rinnovato sito internet (www.regioinsubrica.org) e il nuovo logo.

 

Servizio trasmesso nell’edizione di giovedì 14 giugno 2018 de Il Quotidiano

Italia e Svizzera, fronte comune
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10585542

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