Un altro ponte con l’Italia

Un altro ponte con l’Italia

Da LaRegione del 16 giugno 2016, un articolo di Paolo Ascierto

Esercizio Odescalchi: con soccorritori ed esercito, per la prima volta impiegate forze d’oltreconfine. In seguito a un incidente ferroviario (simulato) a Chiasso, entreranno in azione da domenica i soccorritori civili e militari. Il divisionario Cantieni: ‘Servirà anche per conoscere i nostri vicini.

«Quel ponte sarà il simbolo dell’esercizio». Ore 9.45. O, per dirla in grigioverde, zeronovecentoquarantacinque. Il bunker in cui si tiene la conferenza stampa è verniciato di fresco e, quindi, più che di piedi e di muffa odora di pittura. È il luogo in cui, in caso di emergenza, si riunirebbe il Consiglio di Stato. Fass90 in spalla, fuori i militi della Territoriale 3 impegnati nel corso di ripetizione controllano l’accesso all’area. Penne e fogli in mano, dentro si affinano i dettagli in vista dell’esercizio ‘Odescalchi’. Prenderà il via domenica e durerà fino a martedì, simulerà un grave incidente con tanto di nube tossica alla stazione di Chiasso, coinvolgerà tremila uomini di Protezione civile, Polizia cantonale, pompieri, esercito, Pronto soccorsi e via dicendo. Si svolgerà soprattutto nel Mendrisiotto e per il divisionario Marco Cantieni , Comandante della Regione territoriale 3, sarà simboleggiato da un ponte sul fiume Breggia «che verrà costruito in tre o quattro ore» dai militi. Perché quel ponte collegherà Svizzera e Italia. Geograficamente e metaforicamente: per la prima volta in occasione dell’esercizio Odescalchi lavoreranno spalla a spalla gli enti d’intervento locali e partner provenienti da oltreconfine, nello specifico i vigili del fuoco di Como e il Genio zappatori ferrovia. E non solo. A margine dell’esercizio sarà firmata una convenzione fra Ticino e Provincia di Como che in futuro permetterà di snellire le procedure per collaborare in casi di urgenza, simili a quelli simulati nel corso del weekend.

Verso altre convenzioni

«La collaborazione tra autorità civili e militari – ha sottolineato nella conferenza stampa di ieri Cantieni – non è qualcosa di strano». I contatti sono quotidiani, così come le esercitazioni congiunte. «Era dal 2011 – ha confidato l’alto ufficiale – che volevo farne una transfrontaliera». Prenderà il via domenica. «Un’occasione per tutti quelli che verranno impiegati», un’occasione per conoscersi e per comprendere come funzionano «le teste della parte oltreconfine» in un simile contesto. Anche perché se un giorno davvero dovesse verificarsi un’emergenza senza frontiere, ha concluso Cantieni, «non ci sarà tempo per conoscersi». «Anche nell’ambito della protezione della popolazione – ha rilevato pure il capo del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi – è importante comprendere come funziona di là». Così come è importante disporre di chiare ‘regole del gioco’. Da qui la sottoscrizione della Convenzione tra Ticino e Provincia di Como. Anche in questo campo, ha ricordato Gobbi, gli accordi sono presi tra Roma e Berna. Ma simili convenzioni tra ‘vicini di casa’ «permetteranno di snellire le procedure» e di attivare più velocemente il soccorso transfrontaliero. Sulla falsa riga, per intendersi, di quanto avviene grazie al Centro di cooperazione polizia e doganale di Chiasso. E quanto verrà sottoscritto fra tre giorni «farà da apripista» per trovare forme di collaborazione con le altre province confinanti. Si vedrà. Per intanto sotto con l’esercizio Odescalchi che nonostante l’esodo dei primi vacanzieri e l’impiego di migliaia di uomini «non influenzerà» eccessivamente, ha assicurato il portavoce della Polizia cantonale Renato Pizolli , la mobilità sulle strade del Mendrisiotto. Anche perché, ha detto Pizolli, è «prevista la gestione del traffico in modo funzionale alle esigenze della popolazione».

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