Un sogno finalmente tangibile

Un sogno finalmente tangibile

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 24 dicembre 2018 de La Regione

Clima di festa sulla piana di Ambrì per l’atteso avvio simbolico del cantiere della nuova pista
Prima badilata per lo stadio da 51 milioni di Mario Botta
I lavori entreranno nel vivo in primavera e finiranno nel 2021

È una ventata di euforia quella che sabato pomeriggio si è riversata sulla piana di Ambrì. E in effetti, a conclusione di tanta attesa, non poteva essere altrimenti. In un Hangar 6 gremitissimo e vestito a festa, dopo un’interminabile fase di trattative e pianificazione, l’Hockey club Ambrì Piotta ha infatti ufficializzato uno dei punti cruciali per il proprio futuro, dando simbolicamente il via al cantiere per la realizzazione della nuova pista da 51,15 milioni. Quella effettuata dai vertici del progetto alla presenza di tifosi, simpatizzanti e politici provenienti da tutto il Ticino è una badilata simbolica che nella sua origine rappresenta però l’agognato primo passo tangibile verso la realizzazione del nuovo impianto. Un traguardo su cui tanti avrebbero preferito non scommettere. «Dopo un’epopea durata otto anni si realizza un sogno – ha detto il sindaco di Quinto, Valerio Jelmini –. Oggi siamo qui per dare il primo colpo di piccone alla nuova pista, ma soprattutto per rilanciare un tassello importante della nostra economia regionale, che su questo progetto ha puntato molto». Un raggiante Filippo Lombardi, dopo aver sottolineato in particolare l’impegno del Comune di Quinto (che complessivamente ha sostenuto una spesa di circa 2 milioni di franchi tra la concessione del terreno per l’edificazione, prestiti e alcune migliorie all’attuale Valascia), ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno contribuito al progetto che, con l’inizio concreto dei lavori dopo l’inverno in corso, vedrà la luce nella primavera del 2021. Un ricordo e un ringraziamento speciale sono stati rivolti dal presidente alla famiglia del compianto ex direttore della Valascia Immobiliare Sa, Angelo Gianini, al quale un anno fa era succeduto Carlo Croci. L’ex sindaco di Mendrisio ha ricordato i dati dell’opera: costerà 51 milioni e 150mila franchi, di cui 14,35 di mezzi propri, 13 di contribuiti pubblici e 23,8 di finanziamenti onerosi. Lo stadio occuperà 117mila metri cubi e potrà ospitare fino a 7mila spettatori. La mente della struttura, Mario Botta, dopo aver sottolineato l’importanza dell’inserimento del futuro stadio nel contesto in cui si colloca, ha messo in luce che «il vero architetto che farà entrare la pista nella storia sarà il tempo». Anche il presidente della Lega hockey, Denis Vaucher, ha espresso la sua gioia, affermando di aver sempre creduto nel progetto e nel presidente Lombardi. Il numero uno dell’hockey svizzero ha poi rivolto parole di particolare affetto verso la ‘vecchia’ Valascia. «Ogni volta che sento ‘La montanara’ mi viene la pelle d’oca», ha detto Vaucher, rivolgendosi in seguito direttamente all’attuale pista: «Auspico che la tua anima, il tuo cuore e la tua atmosfera continueranno a vivere nella nuova struttura». Affetto dimostrato anche dal presidente della Confederazione Ueli Maurer, per sua stessa ammissione tifoso biancoblù da oltre 55 anni. In rappresentanza del Consiglio di Stato, Norman Gobbi ha affermato che «le premesse per dare seguito a una storia che dura ormai da oltre ottant’anni sono date. La sfida – ha aggiunto l’ex membro del Cda dell’Hcap – è però ancora molto impegnativa: bisognerà garantire continuità alla struttura, al di là della sua anima sportiva».

 

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