Una giustizia penale più forte

Una giustizia penale più forte

Da www.rsi.ch/news

Un giudice in più per il Tribunale e sostituzione immediata ai provvedimenti coercitivi. Governo scettico sulla richiesta della procura
La giustizia ticinese potrà contare su nuove forze. Il Consiglio di Stato ha deciso di potenziare il settore che da tempo reclama nuove forze tramite la nomina di due giudici per la magistratura penale. Uno andrà a rafforzare il Tribunale penale. L’altro garantirà l’operatività dell’ufficio che si occupa dei provvedimenti coercitivi (arresti, carcerazioni preventive e di sicurezza, ecc.). Inoltre è stata consolidata l’assegnazione di due vicecancellieri supplementari.
Il primo settembre assumeranno le nuove funzioni l’attuale giudice supplente Manuela Frequin Taminelli (Tribunale penale) e il segretario giudiziario Curzio Guscetti (provvedimenti coercitivi) che sostituirà temporaneamente Claudia Solcà, nominata alla nuova corte di appello federale. Manuela Frequin Taminelli fungerà da giudice straordinario in attesa che il potenziamento del Tribunale penale da quattro a cinque giudici venga ancora nella legge.

La nota governativa definisce la decisione “Un segnale importante che dimostra la volontà del Governo, e per esso del Dipartimento delle istituzioni, di continuare a garantire il buon funzionamento della giustizia”.

Governo scettico sul procuratore aggiuntivo
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Da tempo la magistratura inquirente e giudicante ha formulato richieste di potenziamento a Esecutivo e Legislativo cantonali. Il Consiglio della Magistratura si è fatto avanti anche di recente. La Procura, da parte sua, chiede un procuratore aggiuntivo che affianchi gli attuali 21 magistrati per aiutarli a far fronte ai numerosi incarti pendenti. Una richiesta di fronte alla quale il Consiglio di Stato “è scettico” ritenendo che vi siano ancora margini di ottimizzazione organizzativa, ma è disposto a prendere in considerazione nell’ambito del preventivo 2019.

 

Articolo pubblicato nell’edizione di sabato 4 agosto 2018 de La Regione

‘Procuratore pubblico straordinario, l’Esecutivo è piuttosto scettico’
Dal Tribunale penale cantonale al Ministero pubblico. Dalla magistratura giudicante a quella inquirente. La Procura sollecita un potenziamento temporaneo, tramite un procuratore straordinario, per poter chiudere “alcuni procedimenti finanziari datati”. L’istanza è pendente ormai da tempo in governo. Tuttavia «il Consiglio di Stato è molto scettico e critico su questa richiesta perché – dice il capo del Dipartimento istituzioni alla ‘Regione’ – non si sono ancora viste, nell’ufficio giudiziario in questione, quelle misure di carattere organizzativo e operativo che potrebbero permettere di produrre di più con le risorse già oggi a sua disposizione». Negli ultimi anni, continua Norman Gobbi, «il Consiglio di Stato, attraverso il Dipartimento che dirigo, ha concesso risorse, mi riferisco in particolare ad analisti, per rendere più incisiva l’azione di contrasto ai reati economico-finanziari». Aggiunge: «Ancora questo mese incontreremo comunque il procuratore generale Andrea Pagani e ne discuteremo. Questo prima di prendere una decisione definitiva con riferimento al Preventivo 2019 del Cantone». Ieri intanto alcune decisioni il governo le ha prese. Decisioni importanti concernenti il Tribunale penale e dunque le sue due Corti, quella delle assise criminali e quella delle assise correzionali, davanti alle quali si tiene buona parte dei processi che si celebrano ogni anno in Ticino. Ha designato un giudice supplente a tempo pieno, che entrerà in carica a breve (il 1° settembre) e ha attribuito definitivamente, sempre al Tpc, i due vicecancellieri in più che nel luglio 2017 gli aveva assegnato a titolo provvisorio. Ma soprattutto il governo è intenzionato a proporre prossimamente al Gran Consiglio, con una modifica della Legge sull’organizzazione giudiziaria, un aumento del numero dei giudici ordinari del Tpc: dagli attuali 4 a 5. Il Tribunale penale “ha aperto, lo scorso anno, un numero ancora maggiore di nuovi incarti, raggiungendo quota 246”, rileva il Rapporto 2017 del Consiglio della magistratura e delle autorità giudiziarie. “Per il terzo anno di fila” il Tpc “è stato confrontato con un carico di lavoro notevolmente aumentato”. Per farvi fronte arrivano ora dal governo le prime misure.

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