Un’opportunità comunque da cogliere

Un’opportunità comunque da cogliere

Serata informativa finale del progetto d’aggregazione dei Comuni di Sponda destra della Maggia / Ascona, Brissago, Losone e Ronco sopra Ascona

Gentili signore, egregi signori,

Il progetto che coinvolge i Comuni della Sponda destra del fiume Maggia – o meglio i Comuni del Circolo delle Isole con Ascona, Brissago, Losone e Ronco sopra Ascona – è particolare per più aspetti e ci insegna diverse cose, che nel prosieguo dei lavori nel grande cantiere delle aggregazioni comunali, serviranno ad evitare di compiere gli stessi errori e sottovalutare determinati temi.

Un progetto nato nel 2003 con la presentazione di una petizione popolare lanciata da cittadini abitanti nei quattro Comuni coinvolti. Tre anni dopo, il Governo cantonale d’allora diede avvio allo studio formale del progetto d’aggregazione. Il lasso di tempo dalla presentazione all’avvio dello studio venne dettato dalla volontà del Consiglio di Stato di mirare ad un unico Comune urbano sulle sponde del Verbano; questa posizione determinava la protesta dei petenti che inoltrarono ricorso al Gran Consiglio, il quale sancì la via separata sulla Maggia per il comparto urbano. Via separata che ci porta al voto odierno.

Voto – e sarò chiaro – voluto dai Municipi del Circolo delle Isole e dai petenti che diedero avvio al progetto di aggregazione. Percependo infatti lo scetticismo che aleggiava su questo progetto – prima e dopo il voto di Locarno e Sponda sinistra – ho voluto incontrare i vostri rappresentanti in un incontro promosso dalla direzione del Dipartimento delle istituzioni. Incontro che ha avuto luogo lo scorso 29 settembre 2011 ad Ascona, presso il centro scolastico comunale. Presenti tutti i Sindaci dei quattro Comuni, più folte delegazioni municipali e dei promotori della petizione del 2003. Con la schiettezza che mi contraddistingue ho posto diversi quesiti ai presenti, e con altrettanta schiettezza mi hanno risposto.

Quella sera mi sono permesso di chiedere:
a)    Qual è la posizione del Municipio sul progetto di aggregazione? Le risposte ottenute sono stati tre chiari NO (Ascona, Brissago e Ronco) e un SI non esplicito (Losone), che si rimetteva alla decisione del gremio.
b)    Se il Cantone dovesse modificare la sua posizione, cambierebbe l’attitudine? Qui i pareri sono stati più sfumati, ma in generale le risposte erano decisamente contrarie anche e qualora il Governo avesse rivisto la sua posizione sugli aiuti da erogare, con la motivazione che le capacità locali di far fronte ci sono e l’autonomia finanziaria è data.
c)    Quando desiderate andare al voto? Risposta unanime di andare al voto immediatamente, sia da parte dei Municipi che dei promotori della petizione, in modo da verificare la volontà popolare e dare scarico al progetto.

Il ragionamento di fondo dei quesiti era di evitare perdite in un voto per certi versi scontato. Voto scontato vista anche la presa di posizione di Sindaci, Municipi e Consigli comunali, che – la Sponda sinistra insegna – pensano sull’esito popolare.

Il primo insegnamento è che la formula della petizione popolare, benché democratica e ampiamente sostenuta, difficilmente può rompere quelle briglie istituzionali che impediscono l’avanzare di un progetto aggregativo. Briglie costituite dalla posizione dei Sindaci, dei Municipi e dei Consigli comunali che sono termometro della volontà popolare – salvo rare eccezioni – e quindi danno già i segnali se le premesse siano date o meno per poter avanzare un progetto di aggregazione comunale. A tal riguardo, la volontà di essere attori del proprio destino è un ulteriore insegnamento, poiché qualsiasi autorità politica legittimata dagli elettori non ama ingerenze di qualsiasi ordine. Ne consegue, che l’adesione dei Municipi o dei Consigli comunali sono dei vincoli importanti nella costruzione di un progetto aggregativo.

Il Locarnese è fresco del voto negativo sul progetto d’aggregazione dei Comuni della Sponda sinistra della Maggia; voto negativo espresso della maggioranza dei Comuni (5 su 7), ma non dalla maggioranza della popolazione, che – giocoforza il ruolo di Locarno – ha votato favorevolmente. Su quest’ultimo punto, la forza numerica della Città di Locarno, in diversi hanno già espresso pubblicamente e meno le loro opinioni, soprattutto per la paura che sia il polo urbano del distretto a dettare la musica nell’intero territorio unificato istituzionalmente. A tal riguardo, mi permetto di ricordare come Locarno pesi nel comparto urbano quanto i Comuni del Circolo delle Isole e i cinque Comuni rivieraschi della sponda sinistra della Maggia. Quindi, un terzo ciascuno e la maggioranza non risiederebbe nel centro, ma nelle periferie. Questo a differenza della Città di Lugano, dove il peso del centro è forte.

Da questo assunto statistico, veniamo al progetto del Circolo delle Isole. Se si comprendesse l’opportunità posta di creare un nuovo polo all’interno del comparto urbano, la paura verrebbe meno perché ci sarebbe un confronto a pari forze numeriche con la Città. Un nuovo polo forte e capace di rispondere alle sfide di un territorio splendido e – permettetemi di dirlo venendo da un Comune di montagna – facile da gestire con un visione generale della sua destinazione residenziale e turistica, ma anche completo grazie alla zona industriale di Losone.

Il secondo insegnamento è che, nonostante l’occasione offerta, il Locarnese non è capace di dare nuovi e alternativi impulsi. Infatti, il NO si ferma all’opposizione, senza offrire alternative che invece ci devono essere. Il Dipartimento ha voluto sentire i sindaci della Sponda sinistra per valutare il voto negativo e i passi da intraprendere, proprio per non sancire semplicemente l’abbandono del progetto, ma dare segnali positivi verso il futuro. Un futuro che attende il Locarnese, a sinistra e a destra della Maggia, pronto a raccogliere le proprie sfide e che deve offrire risposte chiare e regionali.

Il progetto, come abbiamo visto, è nato nel 2003, venne avviato nel 2006 e va al voto nel 2011. Un percorso che ha permesso di mettere sul tavolo tutte le richieste, di porre le domande del caso e di giocare il proprio ruolo in un contesto territoriale, economico e finanziario favorevole. Taluni, anche durante l’incontro del 29 settembre scorso, hanno rimproverato che il rapporto non fosse completo e offrisse pochi dettagli. A dire il vero, il rapporto è frutto di un’emanazione dei singoli Comuni e Municipi, ossia la commissione d’aggregazione, che ringrazio per il lavoro svolto sotto la presidente del Sindaco e architetto Aldo Rampazzi.

Il rapporto alla cittadinanza è un documento informativo che non può e non deve levare ogni dubbio, ma dovrebbe confermare le posizioni e le opinioni che vanno costruite durante l’intero processo di aggregazione. Più che un documento amministrativo, il rapporto della cittadinanza deve costituire un documento guida per la politica del futuro Comune. In questo, guardando a sud del Monte Ceneri, gli esempi di buon lavoro ci sono stati. Cito il documento elaborato dalla Città di Mendrisio e dalla Città di Lugano nell’ambito delle aggregazioni, in cui si fa una disanima delle potenzialità e sulle capacità del territorio, ma anche delle sue necessità.
Il terzo insegnamento è come determinante sia il ruolo del Comune polo di un progetto di aggregazione. A Faido, Lugano e Mendrisio il Comune polo e traino del comparto interessato dall’aggregazione offre certezze e visioni capaci di abbracciare tutto il territorio. Certezze e visioni che le cittadine e i cittadini si attendono da amministratori comunali proiettati al domani e capaci di generare fiducia.
Fiducia indispensabile nel far progredire un tema importante per il Cantone come quello sulle aggregazioni. Infatti, la sfida lanciata nel 1998 che mirava al riordino istituzionale del nostro territorio istituzionale era, rimane e sarà di attualità. Ritengo indispensabile persistere nell’intento di avere Comuni sempre più uguali tra di loro a livello di strutture e servizi, proprio per garantire quell’approccio di servizio pubblico alla cittadinanza che vogliamo uguale o perlomeno simile dalla Val Bedretto a Pedrinate, e qui dal lago all’entroterra. Questo non perché lo vuole il Dipartimento delle Istituzioni o il Consiglio di Stato, ma perché le necessità dei cittadini sono sempre più simili tra di loro come pure le attese verso i servizi erogati. L’impegno futuro collettivo di Comuni e Cantone deve rimanere quello di offrire ai propri cittadini servizi di qualità, forniti al giusto livello istituzionale, per permettere un’ottimizzazione delle risorse impiegate nella loro erogazione.

Ed è per questo, che nonostante tutti gli insegnamenti citati prima, ritengo che sia importante che il cantiere delle aggregazioni non si fermi. La vostra non è un’aggregazione di necessità, bensì di opportunità. L’opportunità di far diventare Ascona una città e non più solo un borgo. L’opportunità di creare un secondo polo sul Verbano elvetico. L’opportunità di rilanciare la discussione sul governo del territorio nel Locarnese. L’opportunità di avere più forza contrattuale nella politica cantonale. L’opportunità di essere i primi nel locarnese urbano a rompere gli schemi.

I vostri Comuni sono stati attivi e precursori in passato nel rilanciare un territorio splendido e fortunato; dalla visione residenziale e turistica dei Comuni sul lago, alla zona industriale di Losone. L’auspicio del Consiglio di Stato è che il Circolo delle Isole sappia cogliere le opportunità poste da questo voto, confermandosi un territorio dalle visioni lungimiranti e capace di far politica anche nell’interesse del Cantone. Vi invitiamo dunque a votare SÌ domenica prossima al progetto d’aggregazione dei Comuni di Ascona, Brissago, Losone e Ronco sopra Ascona, per restare attori e non spettatori del futuro del Locarnese.

Vi ringrazio.

Norman Gobbi
Consigliere di Stato, Direttore del Dipartimento delle istituzioni e Presidente della Regio Insubrica

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