Valichi secondari: decisioni del Consiglio federale

Valichi secondari: decisioni del Consiglio federale

Il Dipartimento delle istituzioni ha preso atto della decisione odierna del Consiglio federale di non estendere il progetto pilota per la chiusura notturna dei valichi secondari del nostro Cantone, proponendo misure alternative. La sicurezza della popolazione ticinese rimane la massima priorità per le autorità ticinesi, che ora intendono vigilare sull’attuazione delle misure complementari annunciate dalla Confederazione e sulla loro efficacia per l’attività di contrasto alla criminalità transfrontaliera.

Il Dipartimento delle istituzioni aveva sostenuto la richiesta inoltrata dalla Consigliera nazionale Roberta Pantani nel 2014 e alla quale il Consiglio federale aveva dato seguito avviando nel corso del 2017 un progetto pilota che prevedeva la chiusura di tre valichi secondari tra Mendrisiotto e Malcantone.

Il Consiglio federale ha stabilito che la fase sperimentale di chiusura dei valichi non ha prodotto un impatto tangibile sulla criminalità transfrontaliera e pertanto non verrà adottata. Oltre alle misure già in atto quali il rafforzamento della collaborazione in ambito di polizia con l’Italia, degli effettivi delle guardie di confine e l’installazione di telecamere di videosorveglianza ha deciso di procedere con la posa nei valichi secondari di barriere che verranno però chiuse solo in caso di necessità.
Prendendo atto della decisione delle autorità federali, il Dipartimento delle istituzioni intende rassicurare la popolazione ticinese, e in particolare i residenti della fascia di confine. L’attività di contrasto alla criminalità transfrontaliera rimane un ambito prioritario per le forze dell’ordine del nostro Cantone, che continueranno a seguire con la massima attenzione l’evolversi della situazione sul terreno.

Infine si rileva come – in generale – il numero di furti commessi sul territorio cantonale stia ulteriormente diminuendo anche in questi primi mesi del 2018, a seguito delle varie misure adottate dal Dipartimento delle istituzioni e dalla Polizia cantonale in collaborazione con il Corpo federale delle guardie di confine e delle Polizie comunali ticinesi. Per quanto riguarda le misure annunciate dalla Confederazione, il Dipartimento attende le analisi svolte dai servizi federali, per comprendere le ragioni che hanno portato il Consiglio  federale a rinunciare alla misura.

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