“Gli arabi sono stati più intelligenti”

“Gli arabi sono stati più intelligenti”

Da ticinonews.ch l Norman Gobbi teme che le provocazioni possano danneggiare i moderati. “Continueremo con la nostra linea”

“I turisti arabi sono stati più intelligenti.” Così il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi commenta sul Corriere del Ticino la nuova provocazione di Nora Illi, al centro insieme a una sua amica di un video pubblicato ieri dal Consiglio centrale islamico svizzero (CCIS) che le ritrae mentre fanno shopping al FoxTown o mangiano una pizza a Lugano indossando il niqab. Indumento che, come noto, dallo scorso 1° luglio è vietato dalla legge in applicazione del volere del popolo ticinese.

“Agire così significa non riconoscere il principio fondamentale della democrazia diretta e mancare di rispetto ai cittadini svizzeri” dichiara Gobbi. “Ricordiamoci che questa è anche una questione di sicurezza: sotto il burqa può celarsi chicchessia. Io non voglio impedire a nessuno di esprimere la propria fede, ma questa è chiaramente una provocazione a cui non bisogna dare troppo peso: Nora Illi è solo in cerca di visibilità. Continueremo con la nostra linea di fermezza: provocazione sanzionata, ma non raccolta.”

Il consigliere di Stato leghista non è preoccupato per le annunciate ulteriori azioni di protesta della 32enne svizzera convertitasi all’islam radicale, ma teme che queste possano avere un effetto negativo sull’opinione pubblica. “Se guardo l’atteggiamento dei turisti arabi, è più intelligente di molti contrari, anche svizzeri, che invece cercavano lo scontro. Come pensavamo, abbiamo più problemi con il nostro territorio che dall’estero, e questo conferma la bontà della scelta. Ma persone come Nora Illi rappresentano idee non maggioritarie nell’islam elvetico e danneggiano quindi i moderati, che evidentemente vengono mischiati nella discussione.”

È morto Mauro Malandra, storico cofondatore della Lega

È morto Mauro Malandra, storico cofondatore della Lega

Da Cdt.ch l Su Facebook i pensieri di Norman Gobbi e Boris Bignasca per l’uomo che diede vita nel 1991 al partito ticinese insieme al “Nano” e Flavio Maspoli

È morto ieri il terzo cofondatore della Lega dei Ticinesi, Mauro Malandra, che nel 1991 diede vita al partito insieme a Flavio Maspoli e Giuliano Bignasca. A ricordare l'”eroe dei nostri tempi” è proprio il figlio del “Nano”, Boris Bignasca sulla sua pagina Facebook, facendo eco al post del consigliere di Stato Norman Gobbi che, sempre sui social network, ha voluto ricordare il “caro Mauro” con una foto che li ritrae insieme.

Norman Gobbi dopo l’addio all’amico leghista appena scomparso, promette: “Continueremo quanto avete iniziato…continueremo a batterci per i nostri ideali, per il bene del nostro Cantone e dei Ticinesi”.

Legge sulla cittadinanza ticinese e sull’attinenza comunale

Legge sulla cittadinanza ticinese e sull’attinenza comunale

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni, 31 agosto 2016 | Il Consiglio di Stato ha posto in consultazione a partire da oggi il messaggio relativo alla revisione della legge sulla cittadinanza ticinese e sull’attinenza comunale dell’8 novembre 1994, che mira a renderla compatibile con il nuovo diritto federale. La procedura, che si estende a tutti i Comuni, all’Associazione dei Comuni ticinesi, ai Partiti politici e a diverse Autorità amministrative e giudiziarie, si concluderà il 30 settembre.

Oltre a dare la possibilità ai destinatari della consultazione di formulare osservazioni puntuali, la procedura si concentrerà sull’approccio generale del messaggio del Consiglio di Stato, sulla competenza e le modalità di organizzazione dei corsi di lingua italiana e cittadinanza e, infine, sull’iter decisionale a livello comunale e cantonale.

Sullo sfondo delle modifiche normative cantonali vi sono le trasformazioni che, a livello federale, hanno interessato questo ambito della vita civica. Il 20 giugno 2014 l’Assemblea federale ha infatti adottato la riveduta Legge federale sull’acquisto e la perdita della cittadinanza svizzera. Nello scorso mese di giugno il Consiglio federale ha poi adottato l’ordinanza sulla cittadinanza svizzera e stabilito che la riveduta legge e la relativa ordinanza di esecuzione entreranno in vigore il 1° gennaio 2018.

Secondo le nuove disposizioni federali, la naturalizzazione presuppone il permesso di domicilio, almeno dieci anni di soggiorno in Svizzera e un’integrazione riuscita nel nostro Paese. I criteri per definire se una persona sia integrata in Svizzera sono l’osservanza della sicurezza e dell’ordine pubblico, il rispetto dei valori della Costituzione federale, le conoscenze di una lingua nazionale, la partecipazione alla vita economica o l’acquisizione di una formazione, la promozione e il sostegno dell’integrazione dei familiari e la familiarità con le condizioni di vita svizzere. Chi ambisce alla naturalizzazione non deve peraltro esporre a pericolo la sicurezza interna o esterna della Svizzera.

Cerca e trova un’altra multa

Cerca e trova un’altra multa

Dal Corriere del Ticino, 31 agosto 2016 | Seconda sanzione ieri a Lugano per Nora Illi, la donna che si batte contro il divieto di nascondere il volto – Norman Gobbi: «Manca di rispetto al popolo svizzero, i turisti arabi sono stati più intelligenti».

È più un atto di sfida irrispettoso della legge e del popolo che l’ha votata oppure l’attuazione del diritto di ognuno di poter sempre esprimere le proprie convinzioni, anche a costo di pagarne le conseguenze? Di certo, a differenza dell’invito dell’imam Samir Jelassi ai musulmani in Ticino di partecipare domenica scorsa alle funzioni religiose cattoliche, la campagna di Nora Illi contro il divieto d’indossare il burqa e il niqab non contribuisce ad alleviare le tensioni in tema d’integrazione. Dopo la multa ricevuta a Locarno per aver camminato in piazza Grande con il volto coperto, l’attivista ha fatto il «bis» a Lugano, dove, come anticipato da Liberatv, è stata fermata dalla polizia comunale in piazza Rezzonico e si è rifiutata di togliere il velo. A quel punto la donna è stata accompagnata alla centrale per il verbale di contravvenzione. Essendo lei recidiva, la multa potrà superare i 100 franchi. Sarà il Municipio a decidere l’entità. «Non mi lascio imprigionare solo perché amo l’Islam» ha commentato Illi su Twitter invocando il principio della libertà religiosa.

«Divieto tirannico»

La campagna di Nora Illi è sostenuta dal Consiglio centrale islamico svizzero (CCIS) di cui l’attivista fa parte in qualità di Capo del Dipartimento per gli Affari Femminili, come si legge sul profilo Twitter della donna. Ieri, sempre sulla nota rete sociale, il CCIS ha pubblicato un messaggio che non lascia spazio a molte interpretazioni: «Due donne musulmane con il niqab sfidano il tirannico divieto del burqa in Ticino e mangiano la pizza a Lugano». La frase è accompagnata da un video in cui Illi e un’altra signora con il volto coperto passeggiano per la città, si siedono a un ristorante e infine vengono multate. «Qual è il vostro obiettivo?» ha commentato un utente deprecando l’iniziativa.

«Danneggia l’islam moderato»

Sulla domanda iniziale (atto di sfida o diritto di parola?) il consigliere di Stato Norman Gobbi non ha nessun dubbio: «Agire così significa non riconoscere il principio fondamentale della democrazia diretta e mancare di rispetto ai cittadini svizzeri». Dov’è, quindi, il limite alla libertà di esprimere le proprie idee? «Ricordiamoci che questa è anche una questione di sicurezza: sotto il burqa può celarsi chicchessia. Io non voglio impedire a nessuno di esprimere la propria fede, ma questa è chiaramente una provocazione a cui non bisogna dare troppo peso: Nora Illi è solo in cerca di visibilità. Continueremo con la nostra linea di fermezza: provocazione sanzionata, ma non raccolta ». Il ministro non è nemmeno troppo preoccupato che la campagna possa attecchire: «Se guardo l’atteggiamento dei turisti arabi, è più intelligente di molti contrari, anche svizzeri, che invece cercano lo scontro. Come pensavamo, abbiamo più problemi con il nostro territorio che dall’estero, e questo conferma la bontà della scelta» (fra l’altro, il Dipartimento Istituzioni sottolinea di aver preso atto da fonti diplomatiche svizzere che negli Emirati Arabi Uniti il divieto sarebbe stato accolto generalmente in modo buono). Il problema in Ticino, secondo Gobbi, è l’effetto sull’opinione pubblica: «Persone come Nora Illi rappresentano idee non maggioritarie nell’Islam elvetico e danneggiano quindi i moderati, che evidentemente vengono mischiati nella discussione ».

Aggregazioni: si riparte da tre

Aggregazioni: si riparte da tre

Dal Giornale del Popolo, 31 agosto 2016 | Incontro tra Gobbi e i sindaci dei 15 Comuni. Si riapre il Piano aggregativo del CdS – Non si lavora più su un’unica città da Brissago a Cugnasco, ma su tre macro-Comuni.

È l’ennesima ripartenza, difficile dire se vedrà il traguardo. Di sicuro c’è che a trainare il nuovo progetto di aggregazioni comunali nel Locarnese – di questo stiamo parlando – c’è il Consiglio di Stato. E, comunque vada, l’ultima parola spetterà alla popolazione (che nel 2011 disse “no” nella maggioranza dei Comuni). La notizia è stata data ieri dal Dipartimento delle Istituzioni, il cui direttore Norman Gobbi, ha incontrato nel pomeriggio i sindaci dei 15 Comuni dell’agglomerato del Locarnese per un aggiornamento sul Piano cantonale delle aggregazioni (PCA). Come durante l’incontro dello scorso 11 luglio con i rappresentanti dei Comuni del Luganese, sono state discusse – “in un clima costruttivo”, si precisa nel comunicato stampa – le possibili forme di consolidamento degli scenari aggregativi nell’area urbana. I Municipi potranno formulare le proprie osservazioni entro il 15 ottobre. All’indomani della decisione del Tribunale federale dello scorso giugno di confermare l’irricevibilità dell’iniziativa costituzionale lanciata da Giorgio Ghiringhelli “Avanti con le nuove città di Locarno e Bellinzona”, il Cantone ha riattivato l’allestimento del Piano cantonale delle aggregazioni (PCA). In vista della seconda fase di consultazione, che sarà avviata nei prossimi mesi, il Dipartimento delle istituzioni ha così organizzato una serie di incontri con i rappresentanti politici dei comprensori in cui – nella prima fase – erano emerse le maggiori contrarietà, per valutare possibili varianti agli scenari proposti inizialmente. Ricordiamo che il fronte del “no” nel 2011 era rappresentato dai Municipi e dalla popolazione di Comuni “chiave” come Muralto, Minusio e Ascona. «Per quanto riguarda l’area urbana del Locarnese – spiega il Dipartimento guidato da Gobbi nel comunicato ai media – il PCA prevedeva nella prima fase l’unione dei 15 Comuni compresi fra Cugnasco e Brissago, due dei quali (Cugnasco-Gerra e Lavertezzo) limitatamente alle rispettive frazioni sul piano. L’ipotesi aveva suscitato reazioni contraddittorie – dall’adesione al rifiuto – e fatto emergere proposte alternative difficilmente conciliabili». «Dando seguito a una parte delle indicazioni formulate dai Comuni locarnesi nella prima fase di consultazione, durante l’incontro odierno il Dipartimento delle istituzioni ha presentato una variante che consente di rispettare la sostanza degli obiettivi del PCA, individuando tre possibili comprensori all’interno dell’agglomerato suddivisi nel rispetto della loro coerenza funzionale ». Il primo, denominato “Città”, comprenderebbe Locarno (senza Gerre), Losone, Muralto, Orselina, Minusio, Brione s/Minusio, Mergoscia e Tenero-Contra. Il secondo, “Lago”: Ascona, Ronco s/Ascona, Brissago. Infine, il terzo, “Piano”: Gordola, Lavertezzo (piano), Cugnasco- Gerra (piano), Quartiere Gerre di Sotto di Locarno. Per il Comune di Terre di Pedemonte si tratterà, per contro, di valutare il futuro tenuto conto del contesto generale. È su questi scenari che i Municipi potranno pronunciarsi entro metà ottobre.

Scherrer: «Non parliamo più di Grande Locarno»

Nell’attesa delle reazioni degli Esecutivi della regione, abbiamo sentito il sindaco di Locarno Alain Scherrer, che fin dal suo insediamento ha auspicato con forza un rilancio del tema “fusioni”. Il comunicato del Governo parla di un clima positivo. Conferma? «In effetti la riunione si è svolta in un clima sicuramente costruttivo. Non ho visto mura alzate da parte di nessuno. Ho visto colleghi che, se non favorevoli, dimostrano comunque un’apertura mentale positiva; colleghi disposti ad entrare in materia. Questo è importante per partire con il piede giusto. Siamo soddisfatti». «Trovo altresì importante – prosegue il sindaco della città – che a cinque anni dalla votazione popolare consultiva si torni a discutere di aggregazioni. Cinque anni che – è vero – sono volati, ma in cui è cambiato anche molto nella nostra regione». Si pensi al continuo miglioramento delle finanze comunali di Locarno, che non è più la cenerentola della regione. Cosa cambia rispetto alle promesse fatte cinque anni fa alla popolazione? «Dobbiamo chiarire bene da subito cosa vogliamo. E personalmente non voglio più sentire parlare di Grande Locarno, piuttosto di un Nuovo Locarnese. Non si tratta più di parlare di cifre (siano esse relative al numero di abitanti o alle finanze dei futuri eventuali nuovi Comuni). Tanto meno di “potere contrattuale” (ndr. “più siamo uniti più saremo forti di fronte agli enti superiori, Cantone in primis”). Vedo meglio il concetto di vicinanza alle nostre istituzioni ». «Ma soprattutto è sulla qualità dei nostri servizi che un’aggregazione deve puntare. Se riusciamo a migliorarli, a offrire servizi pubblici ancora più efficienti (e quindi qualità di vita migliore) allora sì tutta l’operazione avrà un senso».

Spunta lo scenario dei tre Comuni

Spunta lo scenario dei tre Comuni

Dal Corriere del Ticino, 31 agosto 2016 | Il Cantone mette sul tavolo dei 15 enti locali dell’agglomerato la proposta dei comprensori «Città», «Lago» e «Piano»: fra le novità Losone con la sponda sinistra mentre Lavertezzo è ancora diviso – Consultazione fino a metà ottobre.

Cinque anni. Saranno bastati per cambiare la mentalità del Locarnese e dei suoi abitanti? A Bellinzona sono convinti di sì. E ieri, a Palazzo Marcacci, Norman Gobbi e la sua squadra hanno incontrato i quindici sindaci dell’agglomerato, mettendo sul loro tavolo una nuova proposta per far ripartire il discorso delle aggregazioni comunali, bruscamente arrestatosi nel 2011 dopo le votazioni consultive sugli ultimi progetti. Una sfida non da poco, dalla quale però, ormai, né il direttore del Dipartimento delle istituzioni né la regione affacciata sul Verbano potevano esimersi. Pena, la crescita esponenziale del distacco con il resto del cantone. Almeno dal punto di vista delle fusioni. Dopo il recente verdetto negativo del Tribunale federale sull’iniziativa costituzionale «Avanti con le nuove città di Locarno e Bellinzona», il Cantone ha dunque ripreso saldamente in mano le redini del dossier, riattivando l’allestimento del Piano cantonale delle aggregazioni (PCA). Il passo iniziale è stata una prima consultazione, aperta alle località interessate. Dando seguito alle loro proposte si è poi giunti all’attuale variante, che, si legge in una nota diffusa ieri dal Dipartimento delle istituzioni, «consente di rispettare la sostanza degli obiettivi del PCA, individuando tre possibili comprensori all’interno dell’agglomerato, suddivisi nel rispetto della loro coerenza funzionale». Comprensori la cui composizione è illustrata nel grafico qui a destra. Ciò che salta subito all’occhio – facendo un confronto con i progetti e le ipotesi del passato – è il «passaggio» di Losone alla sponda sinistra della Maggia, attraverso la proposta di aggregazione con Locarno, Muralto, Orselina, Minusio, Brione sopra Minusio, Mergoscia e Tenero-Contra. Ascona rimarrebbe dunque «solo» con Brissago e Ronco sopra Ascona. Per quanto riguarda il Piano, infine, vengono rispolverate due separazioni che in passato avevano già suscitato reazioni negative: quella del quartiere delle Gerre di Sotto dalla Città di Locarno e quella di Lavertezzo valle dal piano. E in tutto questo discorso c’è anche chi resta in sospeso: Terre di Pedemonte, il cui destino sarà deciso più in là.

Scherrer: «Basta parlare della Grande Locarno

Sarà un Nuovo Locarnese» L’entusiasmo di Alain Scherrer, sindaco di Locarno, per le aggregazioni comunali è «un fuoco sacro». È lui stesso ad affermarlo, aprendo la carrellata di reazioni a caldo raccolte ieri dal Corriere del Ticino, subito dopo la riunione con Norman Gobbi (vedi a sinistra). «Sono evidentemente felicissimo – prosegue – che il Cantone abbia riaperto il dossier. Ora sarà fondamentale partire con il piede giusto: basta parlare di Grande Locarno. Quello che nascerà dovrà essere un Nuovo Locarnese, che porti benefici a tutti i suoi cittadini. Perché – aggiunge Scherrer – il discorso deve essere qualitativo e non quantitativo. Il nostro obiettivo dovranno essere soluzioni che garantiscano a chi vive nella regione servizi buoni e capillari e vicinanza alle istituzioni. In quest’ottica sono molto contento della proposta». Il cambiamento rispetto al passato che salta subito all’occhio nella nuova variante è l’inserimento di Losone nel comparto cittadino. «Già da tempo, come Municipio – commenta il sindaco losonese, Corrado Bianda -, eravamo convinti della necessità di riaprire in qualche modo il discorso di un riordino geografico e istituzionale della regione. Ora ci siamo ed è abbastanza ovvio che il Dipartimento abbia optato per la nuova soluzione, considerati i risultati delle passate votazioni e la posizione di Ascona. A noi un… salto della Maggia non dispiace, a patto però che il discorso vada anche oltre la Ramogna e ancora più a est. Siamo pronti ad aprire il dibattito, ma c’è ancora molto da discutere». Ascona, dal canto suo, accoglie pure con favore la variante a tre poli. «Siamo contenti – commenta il sindaco Luca Pissoglio -, che il Cantone abbia fatto propria quella che, di fatto, è una nostra proposta. Si è dimostrato disponibile e ci è venuto incontro. Ora siamo pronti a lavorare per andare in tale direzione. Sarà però fondamentale il parere della popolazione, perché rimaniamo convinti che un’aggregazione debba partire dal basso». «Per quanto ci riguarda – gli fa eco il sindaco di Muralto Stefano Gilardi – qualsiasi ipotesi di aggregazione potrà essere presa in considerazione unicamente se rispetterà la volontà dei nostri cittadini». Il riferimento, naturalmente, è alla votazione popolare del 25 settembre 2011, che aveva sonoramente bocciato il progetto di fusione a sette Comuni della Sponda sinistra della Maggia (Brione s/ Minusio, Locarno, Mergoscia, Minusio, Muralto, Orselina e Tenero-Contra). «Non siamo contrari di principio a una discussione su eventuali unioni – continua – ad esempio con Orselina, Brione o Minusio, ma, appunto, per noi è essenziale che sia rispettata volontà popolare». «Abbiamo preso atto dei tre scenari proposti dal Cantone – dichiara da parte sua il sindaco di Minusio Felice Dafond – che del resto non si distanziano granché dalla visione presentata in passato. Per noi – spiega – è fondamentale che, qualunque sia la strada che s’intende percorrere, il Comune possa garantire la sua vicinanza ai cittadini e il suo ruolo, fondamentale, di erogatore di servizi». E Lavertezzo? Come già nell’ambito del progetto aggregativo della valle Verzasca – elemento che ne aveva decretato la brusca frenata, la scorsa estate, a seguito dell’accoglimento del ricorso dell’autorità comunale da parte del Tribunale federale – anche in questo caso vedrebbe il suo territorio diviso in due: solo il piano, infatti, andrebbe a unirsi a Gordola, Cugnasco- Gerra e alle Gerre di Sotto. Proprio il nodo della contestata divisione del territorio di Lavertezzo, si ricorderà, era stato alla base della modifica della Legge cantonale sulle aggregazioni e separazioni comunali, approvata dal Gran Consiglio in giugno ed entrata in vigore in questi giorni. Modifica che, dopo le aggregazioni coatte, rende ora possibili, appunto, anche le separazioni forzate. «Preferisco comunque non esprimermi – dichiara il sindaco Roberto Bacciarini – per lo meno finché non avrò discusso della questione con i colleghi di Municipio. Solo allora prenderemo una posizione ufficiale in merito alla nuova visione presentata dal Cantone». Infine vi è il Sonderfall Terre di Pedemonte, che – almeno per ora – rimane fuori dai giochi. «Come del resto – chiosa il sindaco Fabrizio Garbani Nerini – siamo stati noi stessi a chiedere. Il progetto è stato avviato molto a ridosso della nascita del nostro nuovo Comune. Per noi, dunque, sarebbe stato prematuro guardare così lontano. Preferiamo rimanere per un po’ alla finestra, approfittandone per consolidarci. Poi si vedrà. Siamo comunque un caso particolare anche in seno all’agglomerato, considerando che se gli altri hanno ormai caratteristiche decisamente urbane, noi per ora rimaniamo un’unione di villaggi periferici».

Il Locarnese si fa in… tre

Il Locarnese si fa in… tre

Da laRegione, 31 agosto 2016 |Incontro ieri pomeriggio tra il Cantone e i sindaci della regione – Individuati tre possibili comprensori all’interno dell’agglomerato(«Città», «Lago» e «Piano»), i Municipi dovranno pronunciarsi entro il 15 ottobre.

Nuovo scenario per le aggregazioni nel Locarnese, con un agglomerato che da Comune unico si fa in tre, suddividendosi in “Città”, “Lago” e “Piano”. È quanto prospetta e propone il Cantone, sulla base delle indicazioni scaturite nella prima fase di consultazione. Ieri pomeriggio il direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi – con il capo della Sezione Enti locali Elio Genazzi – ha incontrato i sindaci dei 15 Comuni dell’agglomerato per un aggiornamento sul Piano cantonale delle aggregazioni (Pca). In un comunicato diffuso dopo la riunione, viene sottolineato che, come durante l’incontro dello scorso 11 luglio con i rappresentanti dei Comuni del Luganese, sono state discusse – in un clima costruttivo – le possibili forme di consolidamento degli scenari aggregativi nell’area urbana. All’indomani della decisione del Tribunale federale sull’iniziativa costituzionale “Avanti con le nuove città di Locarno e Bellinzona” – che ne ha confermato l’irricevibilità – il Cantone ha riattivato l’allestimento del Piano cantonale delle aggregazioni (Pca). In vista della seconda fase di consultazione, che sarà avviata nei prossimi mesi, il Dipartimento delle istituzioni ha così organizzato una serie di incontri con i rappresentanti politici dei comprensori in cui – nella prima fase – erano emerse le maggiori contrarietà, per valutare possibili varianti agli scenari proposti inizialmente. Per quanto riguarda l’area urbana del Locarnese, il Pca prevedeva nella prima fase l’unione dei 15 Comuni compresi fra Cugnasco e Brissago, due dei quali (Cugnasco-Gerra e Lavertezzo) limitatamente alle rispettive frazioni sul piano. L’ipotesi, viene ricordato, aveva suscitato reazioni contraddittorie – dall’adesione al rifiuto – e fatto emergere proposte alternative difficilmente conciliabili. Dando seguito a una parte delle indicazioni formulate dai Comuni locarnesi nella prima fase di consultazione, durante l’incontro di ieri il Dipartimento delle istituzioni ha quindi presentato una variante che consente di rispettare la sostanza degli obiettivi del Pca, individuando tre possibili comprensori all’interno dell’agglomerato suddivisi nel rispetto della loro coerenza funzionale: “ Città ” Locarno (senza Gerre), Losone, Muralto, Orselina, Minusio, Brione s/Minusio, Mergoscia, TeneroContra; “ Lago ”: Ascona, Ronco s/Ascona, Brissago e “ Piano ”: Gordola, Lavertezzo (piano), Cugnasco-Gerra (piano), Quartiere Gerre di Sotto di Locarno. Per il Comune di Terre di Pedemonte si tratterà, per contro, di valutare il futuro tenuto conto del contesto generale. Su questi scenari i Municipi potranno ora pronunciarsi entro il 15 ottobre.

‘Ripartire con il piede giusto’

Soddisfatto il sindaco di Locarno Alain Scherrer . “In generale – commenta dopo la riunione – sono felice che si riavvii un discorso aggregativo. Sono trascorsi cinque anni che sono volati, ma è un periodo in cui comunque sono cambiate tante cose a livello regionale. È fondamentale adesso che tutto riparta con il piede giusto. Ci vuole gente che creda in un progetto o che almeno abbia un’apertura per cominciare a pensare a un Comune differente rispetto a quello di oggi ed è importante capire ciò che vogliamo. Personalmente, non voglio più sentire parlare di una “grande Locarno” ma di un “nuovo Locarnese”. Dobbiamo pensare ad un nuovo progetto che porti benefici a tutti i nostri cittadini. Non bisogna quindi ragionare in termini di grande e di quantità, bensì di qualità dei servizi ai cittadini, dato che poi sono loro che devono beneficiare dell’aggregazione».

IL CONSIGLIERE DI STATO NORMAN GOBBI – ‘Non tutti felici ma comunque abbastanza contenti’

«In generale ho avuto la sensazione che i sindaci consultati fossero non tutti felici ma comunque abbastanza contenti. Vedremo dopo la consultazione di metà ottobre». Impressioni positive quelle del consigliere di Stato Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni, dopo l’incontro di ieri pomeriggio che ha rilanciato il tema delle aggregazioni nella nostra regione, arenatosi con la bocciatura dei progetti di Sponda sinistra e Sponda destra nel 2011. «Abbiamo dato seguito – considera – alla consultazione che abbiamo effettuato sugli scenari proposti nel Pca e che aveva avuto un’eco poco positiva riguardo alla creazione di un Comune unico anche se alcuni Comuni si erano espressi a favore. Vi era stata la richiesta di compiere passi intermedi, come per esempio la creazione di un Comune di lago, sostenuto e condiviso come ipotesi da Ascona, Brissago e Ronco sopra Ascona. Ma tale Comune evidentemente dovrà nascere su base volontaria, come tutto il Piano cantonale delle aggregazioni. D’altronde, vi è la necessità di costituire una città del Locarnese che sia comunque di peso cantonale, anche dal punto di vista numerico, se pensiamo che c’è una Lugano con oltre 60mila abitanti e una futura Bellinzona con oltre 40mila. Anche la futura città del Locarnese dovrà raggiungere più o meno quella cifra. Il previsto Comune del Piano risponde ad una collaborazione che già oggi esiste nel comprensorio. In aggiunta abbiamo inserito il quartiere di Locarno Gerre di Sotto, per il quale già attualmente sono in atto delle collaborazioni».

Quanto al Comune di Losone, inserito ora con Locarno e non più con Ascona, Norman Gobbi considera che «c’è già oggi una relazione molto forte di Losone con la città come per esempio la collaborazione per l’approvvigionamento idrico. Esiste anche un’unitarietà territoriale, con il collegamento e l’osmosi esistente tra Losone e il quartiere locarnese di Solduno. C’è quindi l’opportunità di avere una città forte inserendo anche Losone con la sua zona industriale e artigianale che andrebbe a completare quelle di Locarno sul Piano di Magadino».

Gobbi: “La lotta svizzera, una tradizione che ci ricorda i nostri valori”

Gobbi: “La lotta svizzera, una tradizione che ci ricorda i nostri valori”

Da Mattinonline.ch, 30 agosto 2016 |

Norman Gobbi, che giornata è stata domenica, nell’assistere alla lotta svizzera?
È stata una bellissima esperienza. Per questo è innanzitutto da lodare l’organizzazione impeccabile, ma anche il tempo ha fatto la sua parte. Bandiere rossocrociate, corni delle alpi, lottatori, un grande ambiente tra il pubblico: questo weekend a Estavayer si respirava Svizzera!

Cosa ti piace di questa disciplina?
Fin da bambino sono stato affascinato dalla lotta svizzera, come parte della tradizione elvetica. È uno sport decisamente faticoso, che permette di impegnare corpo e mente attraverso la conoscenza delle tecniche di presa. Apprezzo soprattutto il rispetto con il quale si affronta l’avversario: dopo la sfida, il vincitore aiuta lo sconfitto ad alzarsi e pulisce dalla segatura la sua spalla, in un gesto secondo me molto significativo.

Ti sei cimentato anche tu in qualche sfida, quali sono le difficoltà maggiori?
Mi sono cimentato in maniera amatoriale a Gudo durante la prima Festa ticinese di lotta svizzera: nella sfida Andrea Stuppia è stato un valido avversario! Le difficoltà maggiori stanno soprattutto nella tecnica, nel trovare la presa giusta per buttare a terra l’avversario senza mai perdere la concentrazione e farsi quindi cogliere impreparati.

Quanto è importante far vivere certe attività legate alla tradizione?
Nei periodi di dominio straniero del nostro Paese, gli svizzeri ribadivano il loro attaccamento alla Patria anche attraverso questo sport. Era un modo per distinguersi e affermarsi, e ancora oggi è in parte così. Le tradizioni definiscono la nostra identità elvetica e ci ricordano ogni giorno i nostri valori.

Piano cantonale delle aggregazioni: incontro con i sindaci dell’agglomerato del Locarnese

Piano cantonale delle aggregazioni: incontro con i sindaci dell’agglomerato del Locarnese

Comunicato stampa dei Dipartimento delle istituzioni, 30 agosto 2016 | Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha incontrato nel pomeriggio i sindaci dei 15 Comuni dell’agglomerato del Locarnese per un aggiornamento sul Piano cantonale delle aggregazioni (PCA). Come durante l’incontro dello scorso 11 luglio con i rappresentanti dei Comuni del Luganese, sono state discusse – in un clima costruttivo – le possibili forme di consolidamento degli scenari aggregativi nell’area urbana. I Municipi potranno formulare le proprie osservazioni entro il 15 ottobre 2016.
All’indomani della decisione del Tribunale federale sull’iniziativa costituzionale «Avanti con le nuove città di Locarno e Bellinzona» – che ne ha confermato l’irricevibilità – il Cantone ha riattivato l’allestimento del Piano cantonale delle aggregazioni (PCA). In vista della seconda fase di consultazione, che sarà avviata nei prossimi mesi, il Dipartimento delle istituzioni ha così organizzato una serie di incontri con i rappresentanti politici dei comprensori in cui – nella prima fase – erano emerse le maggiori contrarietà, per valutare possibili varianti agli scenari proposti inizialmente.
Per quanto riguarda l’area urbana del Locarnese, il PCA prevedeva nella prima fase l’unione dei 15 Comuni compresi fra Cugnasco e Brissago, due dei quali (Cugnasco-Gerra e Lavertezzo) limitatamente alle rispettive frazioni sul piano. L’ipotesi aveva suscitato reazioni contraddittorie – dall’adesione al rifiuto – e fatto emergere proposte alternative difficilmente conciliabili.
Dando seguito a una parte delle indicazioni formulate dai Comuni locarnesi nella prima fase di consultazione, durante l’incontro odierno il Dipartimento delle istituzioni ha presentato una variante che consente di rispettare la sostanza degli obiettivi del PCA, individuando tre possibili comprensori all’interno dell’agglomerato suddivisi nel rispetto della loro coerenza funzionale:
– «Città»: Locarno (senza Gerre), Losone, Muralto, Orselina, Minusio, Brione s/Minusio, Mergoscia, Tenero-Contra.
– «Lago»: Ascona, Ronco s/Ascona, Brissago.
– «Piano»: Gordola, Lavertezzo (piano), Cugnasco-Gerra (piano), Quartiere Gerre di Sotto di Locarno.
Per il Comune di Terre di Pedemonte si tratterà, per contro, di valutare il futuro tenuto conto del contesto generale.
Su questi scenari i Municipi potranno ora pronunciarsi entro il 15 ottobre 2016.

Migranti: il dibattito di “Arena” (VIDEO)

Migranti: il dibattito di “Arena” (VIDEO)

Il programma SRF da Rancate, doppiato in italiano, da rivedere su www.rsi.ch | Il tema dei migranti affrontato con due tagli in parte differenti e che rappresentano un’espressione concreta dei valori di federalismo e conoscenza della diverse regioni linguistiche che la SSR si impegna a difendere e promuovere.

La trasmissione “Arena” di SRF, il popolare dibattito politico e di approndimento moderato da Jonas Projer, è andata in onda venerdì scorso dalla frontiera Sud del Ticino. E meglio dal centro di accoglienza allestito a Rancate per dare un detto ai migranti che nel giro di poche ore devono essere rinviati in Italia perché entrati illegalmente in Svizzera. Fra gli ospiti, il Consigliere nazionale Marco Romano e il consigliere di Stato Norman Gobbi.

SRF ha affrontato il tema a modo suo, offrendo la visione di una questione che oltre San Gottardo suscita reazioni e opinioni a volte complementari e diverse rispetto a quelle della Svizzera italiana. RSI ha deciso di doppiare in italiano lo speciale di Arena e ve lo proponiamo da rivedere online. (link al video: http://www.rsi.ch/g/7933697)

D’altro canto anche la trasmissione di dibattito e approndimento della RSI, “60 Minuti” ha affrontato giusto una settimana fa il medesimo tema. (link al video: http://www.rsi.ch/g/7845191)