Aggregazione Verzasca: Serate pubbliche con Gobbi e Vitta

Aggregazione Verzasca: Serate pubbliche con Gobbi e Vitta

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 30 aprile 2018 del Corriere del Ticino

Interverranno anche i consiglieri di Stato Christian Vitta e Norman Gobbi ai due incontri informativi organizzati dalla Commissione di studio per l’aggregazione dei Comuni della Verzasca in vista della votazione consultiva del prossimo 10 giugno. Il direttore delle Finanze e dell’economia parteciperà all’appuntamento previsto mercoledì 2 maggio, alle 20, al Centro scolastico di Brione Verzasca. Mentre il direttore del Dipartimento delle istituzioni prenderà parte alla serata di mercoledì 9 maggio, con inizio alle 20, al Centro scolastico di Riazzino. A entrambi gli incontri – organizzati per dare l’opportunità agli abitanti dei Comuni coinvolti (Brione Verzasca, Corippo, Frasco, Sonogno, Vogorno e le frazioni in valle di Cugnasco-Gerra e Lavertezzo) di ricevere tutte le informazioni che concernono il progetto di aggregazione sul quale dovranno pronunciarsi in votazione popolare a giugno – prenderà la parola anche il capo della Sezione degli enti locali, Marzio Della Santa (nella foto).

Innovazione e flessibilità al servizio del cittadino

Innovazione e flessibilità al servizio del cittadino

Vogliamo offrire procedure più semplici e sicure

L’evoluzione della società degli ultimi anni ha richiesto all’Amministrazione cantonale un cambiamento radicale del suo modo di proporsi. L’approccio conservatore e poco incline alle novità ha dovuto cedere il passo ad uno più dinamico nel fornire i servizi.
Oggigiorno è richiesta molta più flessibilità in ambito lavorativo per trovare per tempo le opportune soluzioni alle nuove aspettative.
Per questo motivo, invito regolarmente i miei funzionari dirigenti a rimettere in discussione i processi lavorativi, ad adeguare gli strumenti a disposizione e a ridefinire le priorità all’interno dei vari uffici. La capacità di innovare a livello progettuale e realizzativo è indispensabile per un Dipartimento che desidero in costante progresso e sempre più attento ai bisogni della popolazione.
Per me la flessibilità ha quale obiettivo il facilitare la vita ai cittadini. Si tratta di ridurre al minimo la burocrazia e favorire l’esercizio dei diritti di ognuno.
Negli ultimi anni nel Dipartimento sono state adottate numerose misure a questo scopo, dando la priorità alle situazioni più urgenti che coinvolgono un numero importante di persone. L’obiettivo è di trovare delle soluzioni realizzabili in tempi brevi con modalità semplici.
Di seguito indico degli esempi di misure che sono state introdotte di recente nell’ambito di approfondite riorganizzazioni interne.

L’estensione degli orari d’apertura
E’ stato deciso di proporre delle aperture prolungate degli uffici (di principio sul mezzogiorno) per quei servizi che richiedono un passaggio obbligatorio allo sportello. Si tratta in particolare di alcuni uffici della Sezione della circolazione (servizio immatricolazioni) e della Sezione della popolazione (documenti d’identità).

L’evoluzione dei centralini telefonici
L’introduzione dei contact center (“ufficio di consulenza telefonica”) consente di migliorare la gestione delle chiamate in entrata, con un unico punto di contatto, dove ottenere tutte le informazioni necessarie. L’esperienza è molto positiva e soprattutto apprezzata. Sono ora ben tre quelli realizzati: alla Sezione della circolazione, alla Sezione della popolazione e uno al centro di competenze dei precetti esecutivi.

L’accessibilità continuata ai servizi
I servizi online consentono di alleggerire la pressione sugli uffici e di ridurre le code agli sportelli. La possibilità di scelta è comunque sempre assicurata, in ragione delle abitudini e delle competenze informatiche dei singoli. L’utente è facilitato perché può gestire il tempo in modo autonomo senza attenersi agli orari degli uffici dell’Amministrazione cantonale. Le procedure guidate sono molto apprezzate perché semplificano la raccolta dei documenti e accelerano l’evasione della pratica. Anche in questo caso, la priorità è stata data alla Sezione della circolazione (appuntamenti, collaudi, pagamenti multe, asta targhe) e alla Sezione della popolazione (richiesta permessi).

Il progetto pilota “Via libera”
Nei prossimi giorni verrà presentato il progetto pilota “Via libera” che consentirà di accelerare la riapertura dei tratti autostradali dopo incidenti o problemi di altra natura. La presenza di pattuglie della polizia sulle tratte più sollecitate favorirà un rapido intervento. Il traffico dovrebbe così scorrere in modo più fluido e regolare, favorendo la mobilità sul nostro territorio.

Il regolare monitoraggio mi permette di dire che gli obiettivi fissati per questi interventi sono stati raggiunti dopo un iniziale periodo di adattamento al cambiamento. Con i miei servizi cercherò quindi di estendere simili misure nel modo più ampio possibile. Ci sono ancora margini di miglioramento in alcuni settori da sempre oberati di lavoro, come alla Circolazione e alla Migrazione, e stiamo cercando ulteriori misure organizzative e lavorative così da poter ridurre i tempi di attesa agli sportelli e nelle procedure. Insomma, il lavoro e la sua revisione volta a migliorare le prestazioni non si ferma mai!

Auf diesen Moment habe ich ein Jahr lang gewartet

Auf diesen Moment habe ich ein Jahr lang gewartet

Articolo pubblicato sul portale web www.blick.ch

Tessiner Regierungsrat Gobbi frohlockt über Knast-Strafe für Gotthard-Raser

Die Verfolgung des deutschen Strassen-Rowdys Christian R. (43) machte der Direktor des kantonalen Justizdepartments zur Chefsache – mit Erfolg.

Norman Gobbi (41) liest die gute Nachricht im BLICK: Christian R. (43) muss doch hinter Gitter! «Endlich», sagt der Tessiner Regierungsrat und fügt zufrieden an: «Auf diesen Moment habe ich ein Jahr lang gewartet!» Dass nun ein deutsches Gericht dafür sorgt, dass ein Schweizer Urteil umgesetzt wird, ist für den Lega-Politiker eine grosse Genugtuung. Denn, dass der Gotthard-Raser offenbar nun doch in den Knast wandert, verdankt er der Hartnäckigkeit des Tessiner Justiz-Direktors.

Der Gotthard-Raser wähnte sich in Sicherheit
Gobbi war der Motor – aus gutem Grund. Christian R. war im Juli 2014 mit halsbrecherischer Geschwindigkeit über Schweizer Autobahnen unterwegs, hatte sogar den Gotthard-Tunnel im Zickzack mit 200 km/h durchquert. Dann schnappte ihn die Tessiner Polizei, nahm ihm den hochgetunten BMW Z4 (482 PS) weg.

Ein Richter in Lugano verurteilte den Deutschen im Februar 2017 zu 30 Monaten Haft, davon zwölf zu verbüssen. Doch der Gotthard-Raser sass zu diesem Zeitpunkt wieder daheim und verspottete die Schweizer aus vermeintlich sicherer Entfernung.

In zweiter Instanz doch zu Haft verurteilt
Was Christian R. nicht ahnte: Justiz-Direktor Norman Gobbi macht den Raser zur Chefsache. Er spannt das Bundesamt für Justiz ein, fordert von den deutschen Behörden, dass Christian R. die Haftstrafe, die ihm im Tessin aufgebrummt wurden, nun in Deutschland absitzen muss. In erster Instanz lehnte das ein Landesgericht in Stuttgart ab. In zweiter Instanz gab es grünes Licht: Zwölf Monate soll Christian R. in Stuttgart verbüssen, bestimmt das Oberlandesgericht. Jetzt lässt der Staatsanwalt den Gotthard-Raser antanzen.

«Richtig so! Er war ja nicht einfach nur geblitzt worden, er hatte durch sein Verhalten das Leben anderer gefährdet», sagt Norman Gobbi zum BLICK. «Überholen im Tunnel, das ist nicht zu tolerieren.» Ausserdem sei Christian R. geradezu unverschämt mit der Justiz umgegangen. Das Urteil jetzt zeige, dass auch im Ausland die Gesetze zu respektieren seien. «Der Einsatz hat sich gelohnt», sagt Norman Gobbi zufrieden. Der Tessiner hat nicht nur dafür gesorgt, dass der Gotthard-Raser in Haft kommt. Christian R. hat auch Einreise- und Fahrverbot in der Schweiz.

 

 

Addetto stampa: dopo Snider ecco Mariconda

Addetto stampa: dopo Snider ecco Mariconda

Articolo pubblicato nell’edizione di sabato 28 aprile 2018 del Corriere del Ticino

Tempo di cambiamenti nel settore della comunicazione del Ministero pubblico e della polizia cantonale. A partire dal 1. maggio, e dopo un breve periodo di introduzione, Giovanni Mariconda diventerà ufficialmente il nuovo portavoce della Procura cantonale, in sostituzione di Saverio Snider, che passerà al beneficio della pensione. Ricordiamo che Mariconda, nominato dal Consiglio di Stato lo scorso dicembre, è stato capo edizione e caporedattore delle cronache regionali, della cronaca nera e giudiziaria del Corriere del Ticino. Ora «opererà in seno al Servizio comunicazione media e prevenzione della polizia cantonale e curerà in modo specifico i contatti tra i media e il Ministero pubblico», precisa una nota della polizia.

Sempre in un comunicato rivolto in particolar modo ai media si è per contro congedato Snider, al termine di una carriera che lo ha visto attivo al Ministero pubblico a partire dal 2011. «Colgo l’occasione – ha sottolineato Snider – per esprimere a tutti voi un grazie sincero per la comprensione e la gentilezza che avete sempre dimostrato nei miei confronti. Con la certezza che ciò avverrà anche nei riguardi del mio successore Giovanni Mariconda, vi auguro ogni bene».

Fallimenti: uscito ieri, il concorso per il subentrante di Bianco, scade l’11 maggio

Fallimenti: uscito ieri, il concorso per il subentrante di Bianco, scade l’11 maggio

Articolo pubblicato nell’edizione di sabato 28 aprile 2018 de La Regione

Garzoli: decisione del governo altamente opportuna. Noseda: positivo il mantenimento di figure e strutture che facilitano il passaggio di informazioni.

Scadrà a breve, venerdì 11 maggio, il concorso per la nomina dell’Ufficiale dei fallimenti del Sopraceneri. L’uscita ieri del relativo bando sul ‘Foglio ufficiale’ e sul sito del Cantone www.ti.ch/concorsi fa seguito, come abbiamo riferito nell’edizione di martedì, alla decisione del Dipartimento istituzioni, avallata di recente dal Consiglio di Stato, di sostituire Patrick Bianco, tornato tre mesi fa all’avvocatura. Il governo rinuncia così a quanto aveva indicato nella manovra 2016 per il risanamento delle finanze statali: rinuncia cioè alla riduzione da due ufficiali (uno del Sottoceneri e uno del Sopra) a uno, a un solo ufficiale (cantonale).

«Quello fatto dal Consiglio di Stato è un passo altamente opportuno. Ed è stato compiuto grazie al lavoro svolto dalla Commissione parlamentare della gestione, che con le audizioni da lei condotte ha permesso di evidenziare all’attenzione del Dipartimento istituzioni una situazione preoccupante in Ticino legata ai fallimenti e in particolare a quelli ‘pilotati’ – osserva il deputato liberale radicale Giacomo Garzoli, relatore in seno alla Gestione sul messaggio governativo inerente alla riorganizzazione del settore cantonale che si occupa di esecuzioni e fallimenti –. Nel corso dei nostri approfondimenti verificheremo se la prospettata riforma complessiva del settore sia in grado di rispondere in modo efficace a determinate esigenze, tenendo conto degli obiettivi di risparmio del Cantone in generale. Intanto prendo atto con grande soddisfazione della pubblicazione del concorso per la nomina dell’Ufficiale del Sopraceneri». Informando della pubblicazione del concorso, il Dipartimento diretto da Norman Gobbi ricorda che il nuovo Ufficiale dei fallimenti dirigerà “le sedi di Bellinzona e Valli e di Locarno e Valli”. E spiega che si cerca una persona con licenza o master in diritto conseguiti in un’università svizzera e con “esperienza in ambito di legislazione esecutiva e fallimentare”. Il brevetto di avvocato costituirà “titolo preferenziale”. Un “aspetto rilevante” sono le capacità “di conduzione” dei collaboratori e quelle “di leadership”, oltre “alle competenze organizzative e di coordinamento, orientate al risultato, essenziali vista l’importanza del ruolo”. Da ricordare che Bianco si occupava anche di allestire, per conto dei vari uffici fallimenti, le denunce al Ministero pubblico relative a dissesti in odor di illecito, agevolando il lavoro degli inquirenti.

Soddisfatto del passo compiuto dal Consiglio di Stato anche il procuratore generale John Noseda: «È senz’altro positivo il mantenimento di strutture e figure che facilitino il passaggio delle informazioni e il coordinamento degli interventi delle autorità nel caso di fallimenti che potrebbero avere risvolti di carattere penale». Ed è pertanto «importante che gli ufficiali di esecuzione e fallimenti abbiano le necessarie competenze anche per poter trattare questi casi». Sul fronte dei crac «siamo confrontati, come magistrati, con numerosi casi di società ‘usa e getta’, società che vengono aperte ma che in realtà sono vuote, prive di mezzi: iniziano l’attività, creano debiti e vengono chiuse con il trasferimento di tutti gli attivi a nuove società». Vi è poi «tutta una serie di società nell’ambito delle quali vengono commesse vere e proprie malversazioni in diversi settori. È allora fondamentale che tali casi quando sono accertati in sede fallimentare ci vengano tempestivamente notificati. E devo dire che in questi anni c’è stata un’ottima collaborazione che ha fra l’altro portato a un aumento delle segnalazioni e quindi delle aperture di procedimenti penali».

Pubblicato il concorso per l’Ufficiale dei fallimenti del Sopraceneri

Pubblicato il concorso per l’Ufficiale dei fallimenti del Sopraceneri

Il Dipartimento delle istituzioni informa che nella giornata odierna è stato pubblicato il bando di concorso pubblico per l’assunzione del nuovo Ufficiale dei fallimenti del Sopraceneri, che avrà il compito di dirigere le sedi di Bellinzona e Locarno assicurandone la conduzione e la gestione.

Il nuovo responsabile dell’Ufficio dei fallimenti del Sopraceneri, subordinato alla Divisione della giustizia e che ingloba le sedi di Bellinzona e Valli e di Locarno e Valli, dovrà occuparsi della conduzione, del coordinamento, della pianificazione e del controllo dell’attività dell’Ufficio. In particolare, dovrà garantire la corretta e tempestiva esecuzione dei compiti nell’ambito della legislazione sull’esecuzione e sui fallimenti, partecipando altresì a gruppi di lavoro interni ed esterni all’Amministrazione cantonale e contribuendo alla formazione continua nel settore di sua competenza.
A livello di requisiti, per la posizione posta a concorso si ricerca una persona con formazione accademica in diritto rilasciata da un’università svizzera (brevetto di avvocato quale titolo preferenziale), che abbia esperienza in ambito di legislazione esecutiva e fallimentare. Un aspetto rilevante è legato alla conduzione del personale e alle capacità di leadership, oltre alle competenze organizzative, di coordinamento e orientate al risultato, essenziali vista l’importanza del ruolo di Ufficiale dei fallimenti del Sopraceneri.

Il Tribunale Federale boccia il Ticino a 15 comuni

Il Tribunale Federale boccia il Ticino a 15 comuni

Servizio all’interno dell’edizione di martedì 24 aprile 2018 de Il Quotidiano
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10397027
 

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 25 aprile 2018 del Corriere del Ticino

Territorio: Losanna boccia il Ticino a 15 Comuni

I giudici del Tribunale federale hanno dichiarato irricevibile l’iniziativa popolare lanciata nel 2013 dalla VPOD Norman Gobbi: «La sentenza dà slancio al piano cantonale delle aggregazioni, è una conferma giudiziaria»

Sull’iniziativa popolare «Rafforzare i Comuni – Per un Ticino moderno, democratico e ben organizzato» è calato definitivamente il sipario. Lanciata nel 2013 dalla VPOD, l’iniziativa chiedeva di riorganizzare il nostro cantone creando al posto degli allora 137 Comuni, quindici entità forti ripartite sul territorio. Il testo, approdato nel febbraio del 2017 sui banchi del Gran Consiglio, era però stato respinto con 48 voti favorevoli, 25 contrari e 3 astensioni poiché ritenuto irricevibile. «Dire che il popolo non può esprimersi mi sembra molto grave – aveva dichiarato in aula il primo firmatario Raoul Ghisletta (PS) – la questione finirà davanti al Tribunale federale». Partito il ricorso, ieri per i promotori dell’iniziativa è però arrivata la doccia fredda. Nella sentenza datata 17 aprile, i giudici dell’Alta Corte respingono il ricorso, rilevando che «l’iniziativa viola il diritto superiore». In particolare, il Tribunale federale ricorda come la Carta europea – ratificata dalla Svizzera nel 2005 – prevede che «per ogni modifica dei limiti territoriali le collettività interessate dovranno essere preliminarmente consultate». E qui sta il problema. Sì perché come si legge nella sentenza, «il voto espresso dalla popolazione di tutti i Comuni nell’ambito della votazione sull’iniziativa in esame non può essere qualificato quale consultazione ai sensi della Carta, poiché coinciderebbe con la decisione sulla loro dissoluzione senza prevedere, volutamente, una loro consultazione preventiva». In altre parole, in caso di votazione il popolo ticinese sarebbe stato chiamato a deliberare sul futuro del proprio Comune e del resto del Ticino, senza che le diverse località si siano espresse tramite una votazione consultiva. «Nell’ipotesi di un’accettazione del testo i Comuni attuali scomparirebbero, senza essere preliminarmente consultati», rileva il Tribunale federale. Da qui l’incompatibilità con il diritto superiore.

Si continua sulla rotta tracciata
Ad accogliere la sentenza con soddisfazione è il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi che rileva come «questa decisione conferma la posizione espressa dal Governo di voler evitare una votazione generale sul Piano cantonale delle aggregazioni. Il fatto che il Tribunale federale abbia confermato la nostra posizione dà quindi nuovo slancio al progetto». Un progetto questo corretto dopo la fase di consultazione e che, in sintesi, mantiene sì la visione di un Ticino a 27 Comuni, ma concede maggiore libertà agli enti locali e alle iniziative aggregative. «L’approccio presentato nelle scorse settimane è confermato dalla decisione del Tribunale federale – continua il direttore delle Istituzioni – oltre alla scelta politica di promuovere i processi aggregativi dal basso, con questa sentenza abbiamo dunque una conferma giudiziaria». Ma non solo. La sentenza emessa dai giudici di Losanna ribadisce altresì le tesi espresse nel giugno del 2016, quando l’Alta Corte aveva respinto il ricorso di Giorgio Ghiringhelli. Allora, il Tribunale federale aveva decretato irricevibile l’iniziativa lanciata dal Ghiro e denominata «Avanti con le nuove città di Locarno e Bellinzona» che prevedeva la creazione di due grandi poli nati dall’aggregazione rispettivamente di 18 e di 17 comuni. «La decisione prudente del Tribunale federale, già espressa con la sentenza sull’iniziativa Ghiringhelli, conferma che la scelta strategica fatta dal Consiglio di Stato è corretta – conclude Gobbi – qui non si tratta di aver paura del giudizio dei cittadini: il voto popolare dev’esserci ma su progetti puntuali, non su un piano cantonale che, chiaramente, non può dare risposte a tutto. Significherebbe forzare la mano».

Di cavilli e chiamata alle urne
Sul fronte opposto, la sentenza del Tribunale federale suscita invece una certa amarezza tra i promotori dell’iniziativa. «Non possiamo che prendere atto della sentenza ma va detto che, su questi temi, il Tribunale federale sembra aver deciso una linea da mantenere tout court», commenta Ghisletta. Per poi aggiungere: «Mi spiace solo che, a furia di cavilli giuridici, per la popolazione non ci sia mai la possibilità di votare sulle aggregazioni. Ed è un peccato perché un voto sulla nostra iniziativa avrebbe potuto velocizzare i processi in corso, magari dando slancio a un controprogetto». Esclusa la possibilità di una chiamata alle urne, il primo firmatario rileva infine come «in un’ottica futura bisognerà capire come accompagnare questi processi aggregativi in una prospettiva di equità e di qualità dei servizi in tutte le zone. Per non parlare della solidarietà fiscale».

Sentenza del Tribunale federale sull’iniziativa popolare costituzionale elaborata che concerne i comuni

Sentenza del Tribunale federale sull’iniziativa popolare costituzionale elaborata che concerne i comuni

Il Dipartimento delle istituzioni ha preso atto con soddisfazione della sentenza del Tribunale federale ricevuta in data odierna, che conferma l’irricevibilità dell’iniziativa “Rafforzare i Comuni. Per un Ticino moderno, democratico e organizzato”, con cui si proponeva di strutturare il Cantone in 15 Comuni. Il Tribunale federale ha in effetti respinto il ricorso contro il Decreto del Gran Consiglio del 14 febbraio 2017 di dichiarare irricevibile questa iniziativa popolare costituzionale.

La sentenza del Tribunale federale conferma tesi giuridiche e conclusioni già espresse nella sentenza del giugno 2016 sull’iniziativa costituzionale “Avanti con le nuove Città di Locarno e Bellinzona”.
La decisione convalida in particolare la tesi del Gran Consiglio, che aveva considerato irricevibile l’iniziativa poiché contraria al diritto superiore, non permettendo una preventiva sufficiente consultazione delle collettività locali prima di procedere ad un’aggregazione. In ambito aggregativo – anche alla luce di questa sentenza che pone la parola fine ad una procedura finora ancora aperta – il Dipartimento proseguirà nelle linee tracciate in vista dell’allestimento definitivo del Piano cantonale delle aggregazioni (PCA), presentate lo scorso 11 aprile 2018.
Contrariamente all’impostazione dell’iniziativa, il prospettato PCA promuove progetti di riorganizzazione promossi dalla comunità locali nel solco degli indirizzi da esso tracciati.

“Fallimenti, quell’ufficiale serve”

“Fallimenti, quell’ufficiale serve”

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 24 aprile 2018 de La Regione

Il Dipartimento istituzioni rivede il taglio: nominerà il successore dell’avvocato Patrick Bianco
Gobbi: necessario non sguarnire il settore. Andreotti: crac in aumento, il concorso uscirà venerdì prossimo.

Fallimenti, l’Ufficiale del Sopraceneri è necessario. È la conclusione cui è giunta la direzione del Dipartimento istituzioni di fronte all’aumento del numero di dissesti societari in Ticino. Ottenuto nei giorni scorsi il nullaosta del Consiglio di Stato, si accinge così a pubblicare il bando di concorso per la nomina del successore dell’avvocato Patrick Bianco, dimessosi a fine gennaio per tornare alla libera professione. «Uscirà questo venerdì sul ‘Foglio ufficiale’ e sui giornali», indica dal Dipartimento Frida Andreotti, alla testa della Divisione giustizia. Il governo rivede quindi una delle misure del pacchetto di risparmi del 2016 per il risanamento delle finanze cantonali legata alla riorganizzazione del settore esecutivo e fallimentare: la riduzione da due Ufficiali (uno per il Sottoceneri e l’altro per il Sopra) a uno, un solo Ufficiale cantonale. Insomma, si fa marcia indietro. «Dati recenti sull’apertura di fallimenti ci hanno imposto una doverosa verifica – riconosce Andreotti –. Se nel 2015 ne sono stati aperti 835, l’anno seguente si è saliti a 1’045 e nel 2017 a 1’129. C’è una tendenza alla crescita piuttosto preoccupante. Cosa che si riflette pure sull’operatività degli uffici cantonali del settore fallimentare. Abbiamo pertanto ritenuto indispensabile rimpiazzare l’avvocato Bianco, designando, possibilmente in tempi brevi, il o la subentrante». Il nuovo Ufficiale del Sopraceneri sarà responsabile della sede di Locarno e di quella di Bellinzona, delle quali fanno parte anche gli uffici delle valli. Una partenza di peso quella di Bianco, dato che si occupava pure di allestire, per conto dei vari uffici fallimenti cantonali, le denunce all’attenzione della Procura in caso di crac in odor di reato. Ciò che facilitava non poco il lavoro degli inquirenti impegnati nella lotta agli illeciti finanziari. Una perdita “non indifferente per il Cantone”, aveva dichiarato, da noi intervistato sul fenomeno dei cosiddetti dissesti fraudolenti premeditati, il direttore della sezione ticinese della Società svizzera impresari costruttori Nicola Bagnovini a proposito delle dimissioni di Bianco (cfr. edizione del 20 gennaio). Timori sui contraccolpi della sua partenza sono stati espressi anche in seno alla sottocommissione parlamentare della Gestione che sta esaminando il messaggio governativo proprio sulla riorganizzazione del settore esecutivo e fallimentare. Il Dipartimento e dunque il governo preferiscono giocare d’anticipo: da qui la recente decisione di nominare un Ufficiale dei fallimenti del Sopraceneri. «Considerata la situazione, occorre procedere celermente – riprende la direttrice della Divisione giustizia –. È anche per questo che il concorso verrà pubblicato fra pochi giorni. I candidati dovranno essere in possesso di una licenza in diritto (il brevetto di avvocato costituirà titolo preferenziale), conoscere il diritto fallimentare ed essere in grado di condurre un team. Con riferimento a quest’ultimo aspetto, verranno sottoposti a un assessment». Il nuovo Ufficiale dei fallimenti «guiderà gli uffici di Locarno e valli e quelli di Bellinzona e valli, garantendone anzitutto l’attività». Dopodiché, prosegue Andreotti, «con entrambi gli Ufficiali dei fallimenti (quello del Sottoceneri e quello del Sopraceneri), la Polizia giudiziaria, il Ministero pubblico e altri servizi si valuterà, con la direzione del Dipartimento, l’adozione di rimedi che come Divisione abbiamo individuato per contrastare in maniera efficace i fallimenti fraudolenti». Afferma il capo del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi: «Sentendo nella sottocommissione parlamentare alcuni commenti e percependo comunque la necessità di non sguarnire il settore fallimentare, ho discusso in governo e in particolare con il collega Vitta (Christian Vitta, titolare del Dipartimento finanze ed economia, ndr) dell’opportunità di mantenere la figura dell’Ufficiale del Sopraceneri». Non ci sono sempre dei reati dietro ai fallimenti, ricorda Gobbi. Tuttavia, sottolinea il consigliere di Stato, «il fenomeno dei dissesti fraudolenti esiste e non va sottovalutato». Anche per favorire un sano sviluppo dell’economia.

Strutture carcerarie: meno assenze con la riorganizzazione

Strutture carcerarie: meno assenze con la riorganizzazione

Trend al ribasso in tutto il Dipartimento

Di recente il Consiglio di Stato, in risposta a una mozione sull’assenteismo negli uffici dell’Amministrazione cantonale, ha evidenziato che ci sono dei settori con livelli d’assenza superiori ad altri ma che non si può parlare di fenomeno radicato.
Mi piace però sottolineare che – mentre gli altri Dipartimenti sono stabili – il mio è l’unico Dipartimento che dimostra un trend al ribasso a partire dal 2012, poco dopo il mio arrivo alla direzione. Un dato che mi rallegra e che dimostra come, in particolare le riorganizzazioni, hanno contribuito a migliorare anche le condizioni di lavoro dei miei collaboratori, con conseguente beneficio in termini di efficienza dei vari uffici.
Non è un segreto che un clima favorevole incide positivamente sulle persone, rendendole più motivate sul posto di lavoro e meno soggette alle assenze.
La soddisfazione è ancora maggiore se penso che tra i servizi del mio Dipartimento ci sono delle realtà lavorative sensibili e difficili. Penso in particolare alle strutture carcerarie, un settore alquanto impegnativo per le mansioni assegnate e per il contesto in cui si opera. Nonostante ciò, le cifre dimostrano una regolare diminuzione delle assenze da tre anni, in parallelo alla profonda riorganizzazione da me voluta e condotta dal nuovo Direttore delle strutture carcerarie Stefano Laffranchini.

Un ambiente di lavoro più sereno
Quella degli agenti di custodia è indubbiamente una delle professioni più onerose perché ogni errore può avere delle gravi ripercussioni. Una priorità è stata di mettere tutti i collaboratori nelle condizioni ideali per svolgere la propria attività, creando un ambiente di lavoro più disteso, favorito da una maggiore vicinanza dei quadri al personale. Si è cercato di favorire la comunicazione tra le parti, ascoltando con attenzione i bisogni e dando più riscontro alle esigenze attraverso una pianificazione del personale decentralizzata. Una misura molto apprezzata è stata quella di dare a tutti la possibilità di contribuire in modo istituzionale al miglioramento del lavoro, coinvolgendo il personale in un rapporto sempre più bidirezionale. L’ambiente positivo all’interno delle strutture carcerarie è stato infine possibile anche grazie al continuo dialogo con i rappresentanti sindacali, diventati dei partner imprescindibili.

Dei nuovi stimoli professionali
Ci sono però altri aspetti che hanno permesso di agevolare e valorizzare i collaboratori. Sono state moltiplicate le possibilità di carriera all’interno delle strutture carcerarie, istituendo parallelamente un percorso di formazione pratico e teorico per gli aspiranti quadri. La riorganizzazione è pure servita per ampliare le possibilità di impiego del personale, tramite nuovi servizi quali il trasporto dei detenuti e soprattutto delle nuove specializzazioni come nel caso del gruppo d’intervento in caso di problemi e di quello per la ricerca di stupefacenti. Sono inoltre stati demandati nuovi compiti alla centrale operativa. I collaboratori possono oggi interpretare il loro ruolo in maniera più dinamica, cogliendo queste nuove opportunità, rispettivamente approfittando delle formazioni interne per individuare nuovi stimoli. La maggiore flessibilità è senza dubbio apprezzata e contribuisce a fidelizzare le persone poiché ognuno ha la possibilità di trovare la giusta collocazione professionale. D’altra parte, le accresciute esigenze in termini di sicurezza hanno implicato maggior lavoro per il personale, che ha comunque risposto con innegabile responsabilità e con un invidiabile attaccamento alla professione.

In questi anni mi sono impegnato a creare delle condizioni di lavoro interessanti all’interno del mio Dipartimento, adeguando il personale per distribuire meglio il carico di lavoro e fornendo più strumenti. Sono convinto che questa scelta abbia permesso di ridurre il tasso di assenteismo e nel contempo abbia contribuito a migliorare la soddisfazione professionale dei miei collaboratori rendendoli più efficaci nelle risposte alla popolazione.