A Milano vince il pragmatismo

A Milano vince il pragmatismo

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 2 agosto 2018 de La Regione

Opere transfrontaliere, la lista prende forma

La lista delle infrastrutture, da realizzare al di qua e al di là del confine, volte ad agevolare la mobilità transfrontaliera e a tutelare l’ambiente, rendendo maggiormente incisiva la lotta all’inquinamento, è pronta. Ticino e Lombardia hanno dunque definito la roadmap dei progetti di interesse comune, roadmap la cui elaborazione è stata decisa un paio di mesi fa a Bellinzona nell’incontro, era venerdì 25 maggio, fra il Consiglio di Stato e il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.
Ieri mattina la seconda riunione fra i due esecutivi, ma stavolta a Milano al Pirellone. Per il governo ticinese erano presenti il presidente Claudio Zali e il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. I due consiglieri di Stato erano accompagnati da un gruppo di tecnici, alcuni alti funzionari del Cantone. Fra questi Riccardo De Gottardi, alla testa della Divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità; Martino Colombo, capo della Sezione della mobilità e Giovanni Bernasconi, responsabile della Sezione della protezione dell’aria, dell’acqua e del suolo. Il documento di partenza concordato tra le parti, che trae le basi dall’incontro di Bellinzona, elenca una serie di opere ritenute prioritarie legate alla mobilità transfrontaliera e all’ambiente e al riguardo si parla anche di depurazione acque sui laghi. Park & Ride, linee di bus, posteggi nei pressi delle stazioni, car pooling. Per quanto riguarda gli aspetti finanziari, alcuni progetti su suolo ticinese sono di competenza del Cantone. Per la concretizzazione di altri occorrerà interpellare Berna. «Già il fatto di definire comunque una lista dei progetti da portare avanti – e mi sembra che da parte del presidente Fontana e dei suoi assessori vi sia la ferma volontà di realizzarli – denota, secondo me, un cambiamento di stile da parte italiana che sicuramente fa piacere ai ticinesi – rileva Norman Gobbi, interpellato dalla ‘Regione’ –. Dopodiché, quando e come riusciremo a realizzare queste opere dipenderà ovviamente dai vari iter di finanziamento e di pianificazione». La «priorità assoluta», ricorda Claudio Zali a Radio Fiume Ticino, è «la ricerca di una mobilità alternativa per il flusso di lavoratori frontalieri, perché è un tema connesso con l’ambiente».


Servizio all’interno dell’edizione di martedì 31 luglio 2018 de Il Quotidiano

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10736180

 

Da www.rsi.ch/news

Obiettivi condivisi tra Ticino e Lombardia per la roadmap discussa all’ombra del Pirellone
Meno di mezz’ora. Tanto è durato a Milano l’incontro tra il governatore della regione Lombardia, Attilio Fontana, il presidente del Consiglio di Stato ticinese, Claudio Zali, e il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi. Prima e dopo i funzionari della regione e del Cantone hanno invece proseguito il tavolo tecnico per individuare i punti in comune per stilare la roadmap ipotizzata durante l’incontro a Palazzo delle Orsoline a fine maggio e divenuto per i consiglieri leghisti ancor più urgente dopo il mancato blocco dei ristorni dei frontalieri di giugno. I temi affrontati riguardano una ventina di dossier: dai trasporti ai laghi.

Al momento dell’incontro con la stampa il clima è stato disteso e sono giunte rassicurazioni da parte dei politici ticinesi sull’accordo di principio sulle opere che miglioreranno soprattutto la mobilità transfrontaliera. Rimane – hanno ammesso Norman Gobbi e Claudio Zali – “il problema dell’impatto dei frontalieri sul mercato del lavoro”, ma toni e dichiarazioni lascerebbero ben sperare sul futuro delle relazioni transfrontaliere.

 

Da www.tio.ch

Mobilità e ambiente: «Tensioni che sembravano insuperabili verranno presto sciolte»
Incontro chiarificatore quello odierno tra il Governo lombardo e quello ticinese.
Gobbi: «C’è comunque un problema del mercato del lavoro che deve essere affrontato»

Questa mattina a Milano al Pirellone, i rappresentanti del Governo lombardo e di quello ticinese si sono ritrovati. Un incontro che segue quello dello scorso 25 maggio di Bellinzona e che, a detta di tutti i partecipanti, è stato molto positivo.
«Abbiamo ripreso l’incontro che si era svolto a maggio per affrontare quei temi che sembravano insuperabili e che avevano creato un po’ di tensione tra i nostri paesi. Oggi sono stati affrontati singoli problemi e abbiamo impostato una sorta di road map su come risolverli: questioni condivise che a breve troveranno risposta», ha esordito il governatore lombardo Attilio Fontana incontrando i giornalisti nella conferenza stampa a margine.
A lui ha fatto eco Claudio Zali che ha sottolineato come la concretezza del nuovo governo lombardo coincida con una volontà di risolvere i problemi che riguardano entrambi i territori. «Ritengo che in politica il pragmatismo sia una qualità essenziale e trovarla in questo modo e con questi nuovi interlocutori alla regione è fonte di grande soddisfazione. In passato si aveva la sensazione di sollevare questioni solo di nostra pertinenza, ma trovare corrispondenza e disponibilità a un dialogo continuo e il riconoscimento che le questioni che solleviamo sono problemi anche per l’altra parte di questo medesimo territorio, sono delle premesse per trovare soluzioni condivise».
Eppure nei mesi scorsi non sono mancate le tensioni e si è rischiata una crisi tra Italia e Svizzera proprio sulla questione dei ristorni a seguito della minaccia di bloccarli da parte dello stesso Zali. Che però oggi la considera ormai storia del passato. «Devo dire che quando abbiamo iniziato i nostri discorsi, questa crisi era latente ma i destinatari del blocco dei ristorni non erano la Lombardia e i suoi cittadini».
Ma quali sono in concreto i temi sul tavolo? Su tutti l’ambiente. «Sono stati individuati – ha spiegato Raffaele Cattaneo assessore all’ambiente e clima della Lombardia – tre temi principali: la qualità delle acque del Ceresio e del Maggiore già interessati da progetti Interreg come quello che attraverso delle boe consente il monitoraggio delle acque in tempo reale; il tema dei rifiuti soprattutto provenienti da attività edilizia; la qualità dell’aria su cui garantiremo l’intervento con azioni omogenee». E poi la mobilità tema sul quale il presidente del Governo Zali, da noi interpellato, si è mostrato ottimista: «Il fatto che si riconosca il principio che occorrano delle linee bus transfrontaliere e si inizi ad operare per cercare di metterle in funzione nel breve o medio termine, crea le basi per eliminare centinaia o migliaia di macchine dalle nostre strade».
«Sapere che questo è un elemento condiviso è per noi motivo di soddisfazione dato che uno o due anni fa non avevo motivo di pensare che la cosa rientrasse nel medesimo grado di priorità che individuo adesso», aggiunge.
L‘incontro di oggi conferma che la gran parte dei problemi potranno essere risolti a livello locale tra Lombardia e Ticino. Ma trapela ottimismo anche su molti altri come la questione dell’accordo sui ristorni. «L’accordo sui frontalieri è un tema che coinvolge i due governi centrali e noi solleciteremo una richiesta di revisione e rivalutazione di questo accordo e cercheremo insieme anche ai rappresentanti ticinesi di sederci davanti a un tavolo e fare qualche valutazione del caso. Con il governo attuale c’è la massima condivisione su tutti i temi e anche su questo», ha chiosato Fontana. Una questione comunque ancora calda.
«Quello che trattiamo con la Regione Lombardia riguarda soprattutto l’ambito della mobilità e delle infrastrutture e il miglioramento della convivenza lungo il confine», ha dichiarato Norman Gobbi. La questione rimane di attualità quando si deve intervenire come governo per imporre dei contratti di lavoro normale con salari minimi in settori economici in maniera accresciuta rispetto ad altri cantoni. «Questo palesa comunque un problema del mercato del lavoro ticinese che deve essere affrontato anche dalla Confederazione nei confronti della Repubblica italiana».

 

 

 

Pronti al peggio sul fronte incendi

Pronti al peggio sul fronte incendi

L’esercito ha dislocato un elicottero in Ticino ed è pronto ad intervenire nel caso in cui le autorità civili e gli enti di pronto intervento avessero bisogno di un aiuto supplementare per lottare contro gli incendi di boschi. L’obiettivo è di ridurre i tempi di reazione in caso di allarme. Dato il lungo periodo di siccità e l’elevato pericolo di roghi, specifici piani di pronto intervento sono stati varati per il sud delle Alpi. Nelle zone di montagna del Ticino circa 300 militi sono di picchetto. Nei Grigioni alcune cisterne piene d’acqua sono state collocate in zone particolarmente aride.

 

Politici e fuochi d’artificio

Politici e fuochi d’artificio

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 31 luglio 2018 de La Regione

Domani non si festeggerà solo a Lugano, ma anche in molti altri comuni di tutto il Cantone. Per quanto riguarda il Luganese, al lido di Melano dalle 19.15 sarà in funzione la griglia, con accompagnamento musicale e fuochi d’artificio. Alle 21 ci sarà la parte ufficiale con il consigliere di Stato Norman Gobbi. A Massagno l’allocuzione è invece stata affidata a Monica Duca Widmer, presidente dell’Università della Svizzera italiana, che si terrà nell’ambito dell’aperitivo e pranzo al Grotto Valletta dalle 12 in poi. A Morcote la festa inizia alle 20 con un concerto di corni delle Alpi. Alle 21.30 Pelin Kandemir Bordoli, presidente del Gran Consiglio, terrà un discorso, seguito dai fuochi d’artificio. A Savosa si festeggia dalle 18 nel capannone del Parco Vira con un ricco programma, a Caslano la manifestazione inizia alle 20.30 e parlerà l’economista Amalia Mirante. Infine a Piandera si parte la mattina alle 9.30 e si va avanti tutto il giorno. I dettagli delle feste sui siti Internet dei vari Comuni.

“Il nuovo Governo italiano è più sensibile”

“Il nuovo Governo italiano è più sensibile”

Intervista pubblicata nell’edizione di martedì 31 luglio 2018 del Corriere del Ticino

Attilio Fontana, presidente Regione Lombardia

Il presidente della Regione Lombardia sulla Svizzera e la «Roma ladrona» che non c’è più.
Il Consiglio di Stato e la Regione Lombardia oggi tornano al tavolo delle discussioni. Il 25 maggio il numero uno lombardo, il leghista Attilio Fontana, era stato ricevuto a Palazzo delle Orsoline e ora tocca al presidente dell’Esecutivo Claudio Zali e all’altro leghista Norman Gobbi recarsi a Milano. L’incontro è stato voluto per fare un passo in avanti nella definizione di una road map per trovare soluzioni condivise lungo il confine dopo anni di strappi e sgambetti: dalle liste nere italiane ai ristorni dei frontalieri congelati. Il Corriere del Ticino ha intervistato il presidente della Regione Lombardia Fontana che sottolinea il cambio di passo del nuovo Governo italiano con Lega e Movimento 5 stelle.

Questa mattina Regione Lombardia e Canton Ticino torneranno al tavolo. Con quale spirito affronta questo nuovo tentativo di riavvicinamento?
«Con spirito assolutamente costruttivo e, lasciatemi dire, anche con spirito da autonomista quale sono e pertinente con le politiche che sto attuando, dato che in questi giorni ho anche formalizzato la richiesta del progetto di maggior autonomia al Ministro italiano Stefani. I tavoli con il Canton Ticino hanno come obiettivo di individuare le priorità dei progetti tra Regione Lombardia e Canton Ticino: sono convinto che la progettualità, e quindi le priorità, debbano essere stabilite dai territori e questo lo abbiamo condiviso con gli amici ticinesi che hanno certamente un grado di autonomia gestionale superiore rispetto a quella lombarda. L’auspicio è quello di arrivare ad un livello di autonomia simile a quello che hanno i Cantoni in Svizzera».

Da anni dai due fronti della frontiera ci si guarda con diffidenza reciproca. Come lo spiega?
«È evidente che ci possono essere anche degli interessi contrapposti, ma credo che la formula che stiamo utilizzando sia quella vincente. Laddove ci siano delle esigenze o posizioni diverse, grazie al confronto obiettivo e costruttivo, si possono trovare le soluzioni. Questo è il metodo che stiamo utilizzando».

Nel 2011 la maggioranza del Governo aveva congelato parte dei ristorni dei frontalieri. Fu quella mossa a creare uno strappo fino ad oggi apparso come non ricucibile?
«Durante il recente incontro avuto a Bellinzona con il presidente e il Governo ticinese, abbiamo parlato anche dei ristorni dei frontalieri. La richiesta del Governo ticinese era quella di utilizzare queste risorse per migliorare i collegamenti viari e ferroviari o in quei progetti che possono comportare un alleggerimento delle situazioni creatasi con i frontalieri (che sono quasi 64.000). Da questo punto di vista ci siamo permessi di segnalare che l’attuale Governo italiano ha una forte sensibilità nei rapporti con la Svizzera e il Ticino che è oggettivamente superiore rispetto ai Governi che si sono succeduti fino ad ora e conosce perfettamente i problemi che vi sono tra la Svizzera e i territori lombardi confinanti. Questa è l’occasione per avere un Governo a Roma che possa incidere nella risoluzione definitiva di quei problemi che sono cronici e storici. Con un Governo amico e sensibile riusciremo ad affrontare delle problematiche che sono state lasciate in sospeso a livello nazionale».

In sostanza lei cosa proporrà oggi alla delegazione leghista che verrà a Milano?
«Più che una proposta saranno istituiti tavoli di lavoro su singole tematiche, con un livello tecnico che cercherà di trovare soluzioni comuni e un momento politico che a seguito di risultanze tecniche, determinerà, nell’ordine dei progetti, quali sono ritenuti prioritari. Una volta stilata una graduatoria, sarà a cura di Regione Lombardia trasferire questo elenco al Governo di Roma e da parte del Cantone del Ticino fare altrettanto con la Confederazione e quindi con Berna. Tutto questo deve però fare seguito ad un momento di sintesi da parte dei territori che sono quelli che effettivamente conoscono le problematiche e come affrontarle».

Si è parlato di una road map. Ma questa non è la solita roboante definizione in politichese, ma priva di sostanza?
«Direi esattamente il contrario. Credo che sia un passaggio fondamentale e concreto. Poi se vogliamo utilizzare un altro termine va bene lo stesso, ma si tratta di incontri costruttivi».

Il nodo da sciogliere, in fin dei conti, è l’accordo fiscale tra Svizzera e Italia?
«Perché è fondamentale che Canton Ticino e Regione Lombardia si trovino per discutere e stabilire progetti e priorità? Proprio perché se la discussione si sposta tra Roma e Berna, non si discute di parcheggi, trasporti e collegamenti tra Province, ma la discussione si allarga a temi di natura nazionale. E questo inevitabilmente mette in secondo ordine i problemi reali che constatiamo tutti i giorni. Ecco perché crediamo sia strategico che le due Regioni dialoghino e individuino le priorità comuni».

Ma ha ancora senso tenere in vita l’accordo fiscale italo-svizzero parafato quando al Governo in Italia c’era un’altra maggioranza?
«A noi interessa prevalentemente risolvere i problemi locali e stabilirne le priorità. Nello sfondo c’è anche questo accordo che non è mai stato ratificato, ma era contenuto in una cornice più ampia. Oggi in Svizzera c’è un Governo che ha al proprio interno una componente che ha una forte sensibilità nei rapporti tra Italia e Svizzera. Rivedere e affinare questi accordi è conveniente non solo all’Italia, ma anche alla Svizzera».

La Lega sarebbe pronta ad affossarlo e ripartire su basi nuove?
«Oggi, ripeto, ci sono situazioni che sono differenti da quelle che c’erano ieri. E noi siamo convinti che siano molto più favorevoli rispetto ai temi di interesse comune».

C’è chi sostiene che la parola magica sia appunto «Lega». Partito forte in Italia e che in Ticino ha la maggioranza relativa in Governo. Lei la pensa così?
«Se dovessi trovare uno degli elementi più comuni tra la Lega in Italia e la Lega dei ticinesi, direi che è l’attaccamento al proprio territorio e alle proprie popolazioni, questo non mi sembra un elemento banale anzi credo sia una buona base sulla quale costruire in modo fondato dei rapporti nuovi. Con una assonanza così forte, ci sono temi che possono essere affrontati con condivisione di intenti».

Le due leghe saranno anche simili, ma difendono interessi contrapposti dei propri cittadini. Allora quella che è stata avviata non è una mission impossible?
«Non la metterei così. La Lega italiana difende gli interessi degli italiani così come la Lega ticinese difende gli interessi dei ticinesi. Entrambi i partiti sono guidati da persone che sapranno trovare le soluzioni che comporteranno benefici per i propri cittadini».

C’è un punto che appare comune: i ristorni oggi il Ticino li versa a Roma che, con calma e trattenendone il 30%, poi li girerà ai Comuni italiani di confine. Va bene così?
«Ho iniziato questa intervista dicendo che sono un convinto autonomista. È chiaro che per la politica del mio partito e per quella che ho in testa bisogna cambiare. Il progetto che sto portando avanti come Regione Lombardia infatti mira ad avere delle forme di autonomia più spiccate rispetto a quanto lo siano state fino ad ora. Più avviciniamo le decisioni alle popolazioni e più l’efficienza è garantita. Più le decisioni vengono assunte lontano dai fruitori dei benefici, e più è garantita l’inefficienza. Basta guardare la differenza tra l’Italia – che è una nazione non federale e quindi ha un’autonomia limitata – e la vicina Svizzera che ha una confederazione e gradi di autonomia importanti. La politica che sto portando avanti come governatore di Regione Lombardia va proprio nella direzione di costruire un’architettura che si avvicini a quella svizzera, guadagnando in termini di efficienza».

Ma questa non è la «Roma ladrona» denunciata per anni dalla Lega, seppur da quella targata Umberto Bossi?

«Sono cambiati i tempi e le situazioni, ma il progetto è immutato. E il progetto consta in maggiori gradi di autonomia. Possiamo utilizzare un sistema piuttosto che un altro, ma lo spirito è il medesimo: padroni a casa nostra».

Con Matteo Salvini ha già avuto modo di parlare dei rapporti con i vicini del Ticino?
«Più volte abbiamo avuto modo di parlare con Salvini dei rapporti con la Svizzera e il nostro leader anche a livello nazionale ha sottolineato che per tante questioni il suo modello è proprio quello svizzero. Oggi ci sono condizioni che prima non c’erano: Salvini, che ora ricopre un ruolo assolutamente importante nel nostro Paese, sa perfettamente come funziona la Svizzera e quali sono gli elementi positivi rispetto all’Italia. Quindi ribadisco che oggi ci sono condizioni radicalmente diverse rispetto a quelle che ci sono state in passato. Per cui è questa una occasione da non perdere sicuramente per noi italiani, per noi lombardi ma, anche per la Svizzera, è una straordinaria opportunità».

Nuova versione dell’App “Polizia e Territorio” uniti per meglio informare il cittadino

Nuova versione dell’App “Polizia e Territorio” uniti per meglio informare il cittadino

Comunicato stampa congiunto DT- Polizia cantonale

Il Dipartimento del territorio (DT), il Dipartimento delle istituzioni (DI) e la Polizia cantonale comunicano che è ora attiva la versione ottimizzata dell’applicazione mobile gratuita “Polizia e Territorio”, disponibile per dispositivi mobili iPhone e Android, e scaricabile da tutti i principali shop online. L’aggiornamento è volto a consentire un accesso ancora più immediato ai servizi ivi contenuti da parte dell’utente.

Oltre a presentare alcune novità di carattere grafico e funzionale – l’App permette di visualizzare separatamente le informazioni di competenza del DT, rispettivamente della Polizia cantonale – è ora possibile personalizzare i contenuti sulla base delle proprie esigenze, a partire dalla schermata principale. In particolare, in caso di geolocalizzazione attiva (webcam e cantieri), è ora possibile impostare un livello di zoom predefinito.

Per quanto riguarda l’area di competenza della Polizia cantonale, se da una parte non si è reso necessario modificare il piano dei contenuti – la nuova versione comprenderà in effetti ancora tutte le sezioni di quella originaria (comunicati stampa, persone ricercate, persone scomparse, postazioni radar fisse, posti di Polizia, webcam, cantieri, chiamate d’emergenza) -, dall’altra sono state apportate delle migliorie sul carattere funzionale dell’applicazione. La nuova veste grafica garantisce infatti una maggiore intuitività nell’utilizzo, nonché un’agevolazione della lettura. Inoltre si è messa a punto la possibilità di personalizzare le viste e di accedere agli allegati dei comunicati stampa.

L’App “Polizia e Territorio”, attiva dall’inizio del 2017, è frutto dell’unione delle applicazioni “Viabilità Ticino” e “Vostra Polizia”, ed è stata realizzata allo scopo di fornire alla popolazione una versione ottimizzata dei precedenti applicativi. In aggiunta alle funzioni finora offerte, è possibile, per esempio, consultare la mappa aggiornata delle postazioni radar fisse presenti sul territorio ticinese, ed accedere ad un servizio di geolocalizzazione che permette di individuare webcam e cantieri ubicati nelle immediate vicinanze dell’utente.

Grazie a questo canale informativo, il cittadino può accedere, in maniera più efficace, a notizie in tempo reale relative allo stato della viabilità sulla rete stradale e autostradale della Svizzera italiana (grazie a una serie di webcam di monitoraggio del traffico), a quelle riguardanti la segnalazione puntuale dei principali cantieri e lavori in corso sulle strade cantonali, e ad informazioni concernenti eventuali allarmi e pericoli per la popolazione (rapine, ricerca di persona scomparsa,…).

L’applicazione “Polizia e Territorio” rappresenta, pertanto, un nuovo canale d’informazione a complemento di quelli già a disposizione del cittadino (siti web dedicati, organi di stampa, bollettini radiofonici, pagine Facebook).

Si rammenta che nella sezione webcam vengono trasmesse, in tempo reale, le immagini riprese da una vasta e articolata rete di telecamere. Inoltre, vengono fornite informazioni circa la collocazione delle stesse. Nello spazio dedicato ai cantieri è presente una mappa aggiornata con descrizione della località, del genere di conduzione del traffico e del periodo di esecuzione dei lavori. Non sono visualizzati, per contro, i cantieri di breve durata e quelli che non causano particolari problemi alla circolazione stradale. L’accesso alle webcam attive sulla rete autostradale e alle informazioni sui lavori in corso è possibile sia attraverso una mappa, sia tramite un elenco. Inoltre, le sezioni webcam e cantieri sono consultabili anche mediante un sistema di sintesi vocale e di geolocalizzazione. Quest’ultima permette di accedere ad una speciale mappa concentrata attorno alla posizione dell’utente, in modo  da fornire in modo più dettagliato le immagini delle webcam e le informazioni relative ai cantieri in corso nelle immediate vicinanze. Infine, la nuova applicazione offre l’opportunità d’inserire le sezioni webcam e cantieri nella lista dei preferiti, per una consultazione più rapida e immediata.

Allocuzione di Norman Gobbi al Natale della Patria di Melano

Allocuzione di Norman Gobbi al Natale della Patria di Melano

Da www.ticinonews.ch

Il Consigliere di Stato interverrà alla parte ufficiale nel corso della festa al lago organizzata dal Football Club Melano.
Il Municipio di Melano annuncia in una nota che in occasione del Natale della patria di mercoledì 1. agosto 2018, riproporrà alla popolazione un momento ufficiale presso il piazzale Santa Lucia (Lido comunale).
La serata inizierà alle 19.15 con un rinfresco offerto a tutti i presenti e proseguirà con la festa al lago organizzata dal FC Melano (griglia in funzione, musica e fuochi d’artificio). Alle 21.00, per la parte ufficiale, è prevista l’allocuzione del Consigliere di Stato, On. Norman Gobbi.

 

Impiego di materiale della protezione civile per fronteggiare la siccità

Impiego di materiale della protezione civile per fronteggiare la siccità

Il prolungato periodo di siccità delle ultime settimane sta causando gravi difficoltà all’agricoltura, soprattutto per le colture di soia, patate e mais. Per ridurre il problema è stato autorizzato l’impiego di materiale della protezione civile a favore degli agricoltori.

II Dipartimento delle istituzioni, d’intesa con il Dipartimento delle finanze e dell’economia e il Dipartimento del territorio, ha approntato, grazie alla collaborazione delle Organizzazioni regionali di protezione civile, la messa a disposizione di motopompe e tubi per l’irrorazione delle colture. Si tratta di una soluzione che già in passato era stata applicata con successo ed è indirizzata principalmente alle aziende agricole.
D’intesa con l’Ufficio dell’Energia, si potranno fare dei prelievi temporanei d’acque di superfici con il preavviso favorevole del Guardapesca locale. In caso di più prelievi dallo stesso corso d’acqua, alfine di evitare gli effetti dovuti alla sovrapposizione dei prelievi, saranno stabiliti degli orari precisi entro i quali il singolo titolare potrà procedere al pompaggio.
Il formulario per la richiesta del materiale messo a disposizione dalla PCi e per dell’uso dell’acqua di superficie, comprensivo di descrizione della procedura e delle informazioni necessarie, è disponibile sul sito internet www.ti.ch/agricoltura, rubrica “Comunicati” o presso la Sezione dell’agricoltura.

Ticino a prova blackout

Ticino a prova blackout

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 25 luglio 2018 de La Regione

Solcà (polizia): ‘Pronti a sganciare lo Stato maggiore’. Con la panne di ieri non è però stato necessario.

Un problema durante la manutenzione a Magadino fa saltare la corrente 45 minuti nel Sottoceneri. E se lo stop fosse durato più a lungo? «Il primo passo lo abbiamo fatto. Poi però considerato che la situazione a breve si sarebbe risolta non è stato attivato lo Stato maggiore cantonale di condotta». Non è stato cioè necessario far “ballare” i telefoni e convocare la lista dei partner che la polizia attiva in un caso come quello capitato ieri mattina nel Sottoceneri. Blackout pressoché totale: luci spente, schermi a nero, ascensori bloccati, semafori inutili. «Siamo intervenuti per persone ferme nei lift e sistemi di allarme partiti automaticamente, poi la panne è rientrata» spiega Athos Solcà, capitano della Polizia cantonale. Sì perché a Magadino, intanto, si era già al lavoro per ripristinare il “problema tecnico” all’origine della “messa fuori servizio delle sottostazioni di Manno e Mendrisio – come spiega l’Azienda elettrica cantonale –, con la conseguente interruzione dell’erogazione di corrente elettrica in gran parte del Sottoceneri”. Sulle cause, precisava ieri in serata Aet, “le dinamiche dell’accaduto sono oggetto di accertamenti”, anche perché il problema si è verificato durante lavori di manutenzione prestati da Aet su impianti di Swissgrid, la Società nazionale di rete responsabile della gestione, della sicurezza e del potenziamento della rete ad altissima tensione. Non è dunque così semplice stabilire le responsabilità del guasto e delle sue conseguenze, comunque limitate ai tre quarti d’ora senza elettricità. Fosse durata più a lungo? Senza ipotizzare scenari fantascientifici, l’esperienza di ieri è bastata per interrogarsi sul ritorno a una società senza corrente, anche solo per un giorno o due. Cosa accadrebbe? Filosoficamente parlando lasciamo al lettore le proprie riflessioni. Dal punto di vista operativo, come detto, le autorità sono pronte. «L’ufficiale di picchetto, dopo l’analisi e in accordo con il comandante, decide se sganciare lo Stato maggiore cantonale di condotta. Se è il caso, vengono convocati i partner della sicurezza così come quelli dei servizi tecnici, penso ai rappresentanti dei fornitori di energia elettrica come quelli delle catene di distribuzione del freddo [per la conservazione degli alimenti, ndr]. In seguito – riprende Solcà – vengono messi in atto dei piani di contingenza già esistenti. Si tratta per esempio di garantire il funzionamento degli impianti della radio della polizia, oppure la possibilità alle stazioni di benzina di poter acquistare carburante, considerato che le pompe funzionano a elettricità. Non ci si pensa, ma sono davvero moltissimi i servizi compromessi in caso di ‘blackout’ elettrico». Tant’è che a livello nazionale nel 2014 si è svolta un’esercitazione a cui ha preso parte anche il Canton Ticino, durante la quale sono stati testati questi dispositivi. «I piani sono stati allenati e sviluppati». Il lavoro continua: il prossimo settembre sarà la Protezione civile a svolgere un’esercitazione, proprio per testare le capacità dei militi a garantire il supporto laddove i piani prevedono il loro intervento (in primis a favore degli enti di primo intervento). E la cittadinanza? Come verrebbe avvertita? «L’informazione viene assicurata dalla Rsi che ha un sistema di continuità per la radio. È chiaro però che in casa occorre poter disporre di un apparecchio a batteria…». L’indicazione di Solcà suona più come un consiglio. «In ogni caso, la polizia è pronta a informare la popolazione grazie alle proprie pattuglie, che per l’occasione si doterebbero di megafono». Altro che internet e la comunicazione istantanea a cui siamo tutti abituati. Una volta scaricate le batterie degli smartphone tanti cari saluti a siti, social network e whatsapp. Un’esperienza che, almeno da questo punto di vista, sarebbe molto probabilmente più arricchente che penalizzante.

Con testa sulla strada e nei laghi e fiumi

Con testa sulla strada e nei laghi e fiumi

Importanti attività di prevenzione durante l’estate
La stagione balneare è iniziata da settimane e, come tradizione, residenti e i turisti che hanno raggiunto il Ticino per le vacanze hanno iniziato ad affollare le rive di fiumi e laghi nonché lidi e piscine per rinfrescarsi.
Nel contempo, il traffico sulle nostre strade non è diminuito, ma si è modificato nelle modalità di spostamento e negli orari.
Per questo motivo il mio Dipartimento è particolarmente attivo, anche durante l’estate, nell’attività di prevenzione, per ridurre l’eventualità che si verifichino gravi infortuni nei fiumi e nei laghi rispettivamente incidenti sulle strade. Un lavoro svolto con l’importante supporto di specialisti e di partner settoriali che nel corso degli anni ha permesso di diminuire il numero di incidenti, così come documentano le statistiche della Polizia cantonale. 
 
Regole di balneazione e per gli sport acquatici
Il nostro Cantone propone scenari paesaggistici gradevoli, dove trascorrere momenti di relax e attività sportive a contatto con l’acqua. Non dobbiamo comunque mai scordare che lo svago può rapidamente trasformarsi in tragedia se si sottovalutano le insidie che si nascondono nelle acque. Il progetto di sensibilizzazione “Acque sicure” ha l’obiettivo di coinvolgere e informare i bagnanti che non valutano adeguatamente o non sanno riconoscere le possibili situazioni di difficoltà che potrebbero verificarsi. Il numero crescente di bagnanti presenti in riva ai fiumi e nei laghi, oltre all’incremento degli appassionati di attività sportive estreme, ha reso necessaria una comunicazione particolareggiata con la messa in evidenza dei rischi associati alle varie attività. L’attenzione deve comunque restare alta, perché sono in aumento gli incidenti nei laghi, solitamente considerati meno impegnativi per l’assenza di mulinelli o dell’innalzamento improvviso delle acque. Una tendenza dovuta essenzialmente alla scarsa conoscenza dei pericoli e delle proprie capacità. Mi auguro pertanto il rispetto e la condivisione delle regole per il bagnante promosse dal progetto.
 
Stile di guida ottimizzato per motociclisti
In questo periodo la meteo favorevole e le temperature gradevoli inducono numerosi automobilisti ad accantonare temporaneamente l’auto per spostarsi con scooter o moto. Ricordo che quando si viaggia su due ruote l’attenzione alla strada deve essere superiore poiché il rischio d’incidenti gravi o letali cresce esponenzialmente. Per fronteggiare questa criticità, il mio Dipartimento in collaborazione con la Polizia cantonale nelle scorse settimane ha organizzato una giornata di sensibilizzazione alla sicurezza in moto sui passi alpini. Questo per ottimizzare lo stile di guida e rendere attenti i motociclisti sui rischi della guida fuori dalle località. Altre campagne nell’ambito del progetto “Strade sicure” hanno invece sottolineato l’importanza di essere vigili e rendersi ben visibili nel traffico e di limitare le distrazioni al volante. L’uso del telefonino alla guida, assieme alla velocità e all’alcool, è tra le prime cause di violazione del codice stradale e di incidenti spesso anche gravi. 
Le campagne promosse dai servizi del mio Dipartimento, soprattutto i positivi risultati conseguiti, dimostrano l’utilità e l’efficacia del lavoro svolto: i pericoli sono ora maggiormente conosciuti dalla popolazione e gli incidenti si verificano con minore frequenza. Il tema dell’acqua è affrontato con l’apertura della stagione balneare mentre i temi sulla sicurezza stradale possono essere puntuali (inizio delle scuole), stagionali (equipaggiamento invernale) o sempre validi (distrazioni, alcool e velocità).
Per un Dipartimento che deve garantire la sicurezza dei propri cittadini, l’attività di prevenzione è fondamentale e può aiutare a salvare delle vite. Assieme possiamo contribuire al raggiungimento di questo obiettivo, con un comportamento responsabile e una buona dose di buonsenso.
 
Un credito da 3,1 milioni di franchi per la formazione della Protezione civile

Un credito da 3,1 milioni di franchi per la formazione della Protezione civile

Il Consiglio di Stato ha approvato nelle scorse settimane lo stanziamento di un credito da 3,1 milioni di franchi per la formazione dei militi della Protezione civile nel periodo 2019/2022. Questo investimento permetterà di consolidare il nuovo concetto d’istruzione in vista della modifica della legge federale prevista per il 01.01.2020.

La convenzione sull’istruzione stipulata tra il Cantone e i sei Consorzi di Protezione Civile (PCi) nel 2015 ha dato il via ad un nuovo concetto di formazione con l’obiettivo di rendere maggiormente efficaci le formazioni di PCi in caso di eventi particolari o straordinari in appoggio degli enti di primo intervento.

Grazie al supporto delle Regioni di PCi è stato ridisegnato il programma di formazione e valutato il materiale ed equipaggiamento necessario per assolvere i propri compiti. In seguito gli oltre 500 astretti al servizio di PCi (reclute, specialisti e quadri), che annualmente vengono formati presso il Centro Cantonale d’istruzione del Monteceneri, sono stati istruiti in differenti corsi tecnici, dapprima individualmente e in seguito in esercitazioni condotte da quadri di milizia.

La gestione oculata delle risorse disponibili da parte della Sezione del militare e della protezione della popolazione, unita all’impegno delle Regioni di PCi, ha permesso un leggero risparmio della spesa annuale a carico del Cantone, ma soprattutto di aumentare considerevolmente la durata della formazione.

Infatti, solo grazie ad una preparazione adeguata, unita alla regolare presenza ai corsi di ripetizione così come alle esercitazioni congiunte si rendono possibili interventi come la costruzione e gestione del Centro temporaneo per migranti in procedura di riammissione semplificata a Rancate o la disinfezione di un’azienda agricola dalla malattia di New Castle a Pazzallo.

Il Dipartimento delle istituzioni tiene a ringraziare per la collaborazione i datori di lavoro che, non ostacolando i propri dipendenti chiamati ad assolvere gli obblighi di servizio, partecipano in modo responsabile al bene pubblico. Solo grazie alla regolare formazione dei militi possiamo contare su un valido contributo per migliorare la sicurezza sul nostro territorio.