Norman Gobbi e Manuele Bertoli alla Notte bianca della legalità

Norman Gobbi e Manuele Bertoli alla Notte bianca della legalità

Comunicato stampa

I Consiglieri di Stato Manuele Bertoli e Norman Gobbi hanno preso parte oggi alla prima Notte bianca della legalità organizzata dalla Fondazione SOS Infanzia nella sede del Tribunale penale federale di Bellinzona. Un evento che ha permesso un confronto diretto e privilegiato sul tema della legalità tra una sessantina di giovani delle scuole medie e delle scuole medie superiori con personalità del mondo politico e giudiziario a livello federale, cantonale e comunale.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha reso attenti i giovani interlocutori sull’importanza del rispetto delle regole per non commettere reati e garantire una convivenza pacifica tra i cittadini nel rispetto della sicurezza di tutti. Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha citato ad esempio la legge sull’ordine pubblico che prevede sanzioni per chi imbratta gli spazi pubblici; un tema molto sentito tra i ragazzi che hanno posto domande e segnalato alcune criticità.

Dal canto suo il Consigliere di Stato Manuele Bertoli ha ricordato che in Svizzera sono oltre 40mila i giovani tra i 15 ed i 25 anni costretti a interrompere gli studi e abbandonare il loro domicilio perché vittime di violenze fisiche e psicologiche indotte da situazioni familiari problematiche. “In una società di apparenze, consumismo e manipolazioni, l’identità giovanile fatica a individuare solidi punti di riferimento ” – ha detto il Direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport. “La violenza domestica può provocare un disagio individuale che può poi manifestarsi in atti di trasgressione, soprattutto con il consumo di sostanze alcoliche e droghe.” Bertoli ha concluso il proprio intervento citando Gandhi: “La ricchezza senza lavoro, il commercio senza etica, la scienza senza umanità, la politica senza principi: queste sono le radici della violenza”.

Dal 3 dicembre la Sezione dei registri sarà in funzione

Dal 3 dicembre la Sezione dei registri sarà in funzione

Comunicato stampa

A partire da lunedì 3 dicembre 2018 sarà in funzione la nuova Sezione dei registri della Divisione della giustizia alla quale sono subordinati gli Uffici del registro fondiario distrettuali, l’Ufficio del registro di commercio, l’Ufficio del registro fondiario federale e la nuova Autorità cantonale unica di I. istanza in materia della Legge federale sull’acquisto di fondi da parte di persone all’estero (LAFE). La creazione della Sezione è l’ultimo tassello della riorganizzazione del settore dei registri attuata dal Dipartimento delle istituzioni.
Dopo la decisione del Gran Consiglio dello scorso mese di maggio di dare luce verde alla revisione del settore dei registri, il Dipartimento delle istituzioni tramite la Divisione della giustizia ha concretizzato la creazione di una nuova Sezione che sarà diretta da Simone Albisetti.
Da lunedì 3 dicembre sarà quindi in funzione la nuova struttura e tutte le informazioni pratiche sugli orari di apertura degli sportelli, gli indirizzi e i numeri di telefono sono consultabili sul nuovo sito internet raggiungibile all’indirizzo www.ti.ch/registri.

Cerimonia di Consegna dell’arma per la Scuola di polizia del V° circondario

Cerimonia di Consegna dell’arma per la Scuola di polizia del V° circondario

Comunicato stampa

Con il coordinamento del Centro formazione di polizia, quest’oggi si è tenuta a Bellinzona presso la Centrale comune d’allarme (CECAL) la cerimonia di Consegna dell’arma agli aspiranti della Scuola di polizia. L’evento, diretto dal capo della Sezione formazione, ha visto il saluto del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e del Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi. Presenti al formale evento tutti i Comandanti, o i loro rappresentanti, dei Corpi di polizia con aspiranti in formazione.

Nel suo intervento, Gobbi ha evidenziato come sia assolutamente necessario che i futuri agenti operino con coraggio e con proporzionalità: “Agite sempre nella maniera opportuna – ha detto -, così come richiesto dal codice deontologico e dalla Legge. Avete ricevuto un’arma. Le mani che ve l’hanno consegnata appartengono alle istituzioni che rappresentate e ai cittadini che siete chiamati a tutelare. Vi abbiamo affidato non solo un’arma, ma anche la nostra totale fiducia: non dovete mai dimenticarlo”.

Da parte sua il Comandante Matteo Cocchi ha ribadito che “la consegna dell’arma è un atto che richiede grande responsabilità, da un lato per l’autorità statale che ve la consegna e dall’altro per voi che la ricevete”. Ha pure sottolineato il concetto di proporzionalità, “termine questo che presuppone da parte vostra una grande e rapida capacità di lettura delle situazioni per dare la risposta più idonea che in un preciso momento vi viene richiesta e che deve permettere di risolvere il problema”.

Dopo un percorso di formazione impegnativo, comprensivo di allenamenti pratici e di approfondimenti normativi sull’uso della pistola d’ordinanza, 24 aspiranti gendarmi della Polizia cantonale, 14 aspiranti agenti delle Polizie comunali di Bellinzona, Locarno, Lugano, Mendrisio, Biasca, Chiasso, Malcantone ovest, Muralto e Minusio, 2 aspiranti della Polizia dei trasporti, 2 aspiranti della Polizia cantonale dei Grigioni, 2 aspiranti della Polizia Militare, hanno così ricevuto ufficialmente la pistola d’ordinanza. Gli aspiranti sono ora pronti per un periodo di stage nei posti di polizia e presso i propri comandi di appartenenza, tassello importante della formazione che li porterà al conseguimento dell’Attestato professionale federale di agente di polizia, con il superamento degli esami federali di professione a febbraio 2019.

 

 

 

Discorso pronunciato in occasione della Consegna dell’arma alla Scuola di polizia

Discorso pronunciato in occasione della Consegna dell’arma alla Scuola di polizia

29 novembre 2018 – Bellinzona

– Fa stato il discorso orale –

Care e cari aspiranti,

sono davvero contento di incontrarvi oggi, in una giornata che resterà per sempre nella vostra testa e nei vostri cuori e che vi sta sicuramente regalando tanta emozione. La consegna dell’arma rappresenta un ulteriore passo nel vostro percorso formativo e di crescita all’interno della Scuola di polizia.
E si tratta di un passo molto significativo, visto che da oggi diventate a tutti gli effetti agenti del nostro Corpo di polizia. Ricevete un’arma che sottende una forte assunzione di responsabilità da parte vostra, donne e uomini che hanno scelto di servire in modo attivo il proprio Paese e la sua popolazione, adoperandosi giorno dopo giorno, ogni giorno, a favore della sicurezza del Cantone.

Diceva Albert Einstein: “Dobbiamo sempre agire al meglio delle nostre possibilità. Questa è la nostra sacra responsabilità umana”.
In caso di necessità, sarete chiamati a utilizzare l’arma che avete ricevuto: per “agire al meglio delle vostre possibilità” dovete essere preparati ad affrontare nel modo opportuno anche le situazioni più delicate e meno preventivabili. Essere pronti farà parte del vostro lavoro, così come lo sarà la capacità di scegliere l’opzione migliore in contesti non facili. Potreste essere chiamati a decidere in pochissimi istanti cosa fare e cosa non fare ed è altamente probabile che in quell’occasione sarete soli. Ma in quei momenti sarete aiutati dall’approfondita formazione che state ricevendo in questi mesi.

Fortunatamente, i casi in cui vostri colleghi hanno dovuto esplodere un colpo di pistola sono piuttosto rari (ricordo i fatti accaduti a Novazzano nel febbraio 2016 e a Brissago nell’ottobre 2017), ma ciò non toglie che di fronte a una grave minaccia, e come ultima ratio, potreste essere costretti a estrarre l’arma dalla fondina e fare fuoco. Comunque vada, non sarà una scelta priva di conseguenze. È inevitabile.
Ma la preparazione cui siete e sarete sottoposti, il sostegno dei vostri istruttori, la capacità di gestire l’ansia e lo stress, la perfetta conoscenza dell’arma, vi permetteranno – come detto prima – di fare la cosa giusta al momento giusto. Di questo non ho alcun dubbio!

Siete motivati, entusiasti e soprattutto siete perfettamente consapevoli di quello che state facendo e della strada che state percorrendo: lo dimostra il fatto stesso che oggi siete qui con gli occhi che brillano di emozione, orgogliosi come lo sono io. La vostra consapevolezza mi rende sereno.

Se le vostre azioni saranno proporzionate alla situazione, sappiate che potrete sempre contare sul sostegno del Corpo, del Comandante e del sottoscritto.
Siate coscienti che, in un modo o nell’altro, qualsiasi scelta che farete sarà importante e che dovrete avere sempre l’umiltà e l’intelligenza di lasciarvi guidare da chi ha più esperienza di voi.
Siate ottimi agenti, ma soprattutto brave persone, non cedete alle facili tentazioni, evitate le scorciatoie e proseguite il cammino certo e retto che avete intrapreso.
Siate fieri di indossare quella divisa e consapevoli del significato di quell’arma.
Operate con coraggio e con proporzionalità, agite nella maniera opportuna come richiesto dal codice deontologico e dalla legge.

Avete ricevuto un’arma.
Le mani che ve l’hanno consegnata appartengono alle istituzioni che rappresentate e ai cittadini che siete chiamati a tutelare.
Vi abbiamo affidato non solo un’arma, ma anche la nostra totale fiducia: non dovete mai dimenticarlo.

A marzo vivrete un altro momento che segnerà la vostra carriera: la dichiarazione di fedeltà.
Quel giorno concluderete il vostro iter formativo e inizierete una nuova e stimolante sfida professionale nei Corpi di Polizia.

In questo specifico settore, sta cambiando molto.
Proprio in questi giorni abbiamo presentato l’assetto della Polizia ticinese del prossimo futuro.
Prima di scendere nei particolari, va ricordato che lo scorso aprile, dopo che il Consiglio di Stato ha preso atto del lavoro del gruppo denominato “Polizia ticinese”, il Dipartimento delle istituzioni ha sottoposto il progetto a una consultazione cui hanno preso parte 6 Comuni polo, 52 Comuni, 2 Associazioni e il Ministero pubblico.
Dopo aver raccolto le considerazioni emerse, il Dipartimento delle istituzioni ha deciso di procedere entro la fine del 2018 alla definizione di nuovi compiti per le Polizie comunali secondo quanto previsto anche dal progetto TICINO 2020.

Tra queste nuove competenze figurano ad esempio i controlli in materia di violazione della Legge sugli stranieri (dimore fittizie), gli incidenti stradali e il commercio ambulante.
Inoltre, nei prossimi anni il numero minimo di agenti per le polizie strutturate aumenterà gradualmente in una prima fase da 5 a 15 e successivamente a 20 (senza contare il Comandante del Corpo).
Infine, si procederà con l’attuazione di una serie di misure che miglioreranno il coordinamento all’interno delle Regioni di Polizia, favoriranno la centralizzazione delle necessità informatiche e logistiche e definiranno una struttura organizzativa “standard” per le polizie dei Comuni Polo.

Queste le novità riassunte forzatamente per sommi capi, perché i cambiamenti sono davvero tanti e il tempo per parlarvene poco.
Una cosa non deve invece cambiare: la vostra dedizione alla causa.
Venisse a mancare, o solo scricchiolasse, l’intero sistema ne risentirebbe pesantemente.

Vi auguro un eccellente proseguimento della vostra formazione e della vostra carriera, al servizio dei cittadini!

Norman Gobbi incontra i funzionari dirigenti del Dipartimento delle istituzioni

Norman Gobbi incontra i funzionari dirigenti del Dipartimento delle istituzioni

Comunicato stampa

Martedì 27 novembre si è tenuto il semestrale pomeriggio del Dipartimento delle istituzioni con i funzionari dirigenti. Il Direttore Norman Gobbi ha scelto di approfondire il tema della responsabilità del dirigente con l’intervento di due relatori: Jean-Jacques Aeschlimann e Glauco Martinetti.

Nella prima parte della giornata, organizzata al Centro Gioventù + Sport di Bellinzona, il Direttore Norman Gobbi, oltre a fornire alcune informazioni di dettaglio sul Dipartimento e le singole unità amministrative, ha scelto di approfondire con i funzionari dirigenti uno dei temi relativi al ruolo di dirigente all’interno dell’Amministrazione cantonale.

Si tratta della responsabilità di condurre, organizzare e verificare il lavoro svolto dai collaboratori, dopo che in passato erano stati affrontati – tra gli altri – il tema delle riorganizzazioni, della valutazione delle prestazioni e della soddisfazione sul posto di lavoro.

Per discuterne, sono stati invitati due relatori esterni e attivi in contesti professionali ben diversi, ma con alcuni punti in comune: Jean-Jacques Aeschlimann, ex giocatore professionista di hockey e ora managing director del HC Lugano, e Glauco Martinetti, CEO di Rapelli SA e Presidente della Camera di commercio del Canton Ticino. Ne è scaturito un interessante momento formativo e di scambio di opinioni sulla formazione di un gruppo forte e motivato, nel quale i due ospiti hanno descritto il loro stile di conduzione con l’aiuto di esempi concreti e di apprezzati aneddoti.

L’incontro ha permesso di dare ai partecipanti degli spunti di riflessione per lo svolgimento dell’attività quotidiana negli uffici del Dipartimento, con l’obiettivo di offrire al cittadino un servizio sempre migliore.

La Giornata dipartimentale si è poi conclusa con l’intervento di Marco Bignasca, capo Ufficio dello sport, che in qualità di “padrone di casa” ha descritto la realtà di G+S e il passaggio dalla vecchia alla nuova struttura.

Emergenze insolite: chiamate curiose al 117

Emergenze insolite: chiamate curiose al 117

Da www.rsi.ch/news

C’è chi teme per il pesce rosso e chi chiama l’FBI. La Centrale comune di allarme di Bellinzona ha già ricevuto telefonate… di tutti i colori

Gli svizzeri sono un popolo di segnalatori. Nel 2017 le chiamate entrate alla Centrale comune di allarme di Bellinzona, che riunisce polizia cantonale Ticino e guardie di confine, sono state 287’362.
Soprattutto al calar del sole le telefonate d’emergenza tendono ad aumentare, perché si segnalano persone che si muovono in maniera furtiva o veicoli sospetti.
Ma non tutte le segnalazioni sono da considerare emergenze.

In media una volta al giorno entra una chiamata un po’ diversa dalle altre. Alcune lasciano perplessi, altre fanno sorridere. Tra queste c’è anche la chiamata di una signora del luganese che, nell’estate di quest’anno, ha smarrito un animale domestico un po’ insolito: un suricato. Non trattandosi semplicemente di un cane o un gatto, la polizia cantonale, allertata dalla donna, ha dovuto avvisare anche l’Ufficio cantonale di caccia e pesca e il veterinario cantonale. La sparizione del piccolo mammifero, che ha ispirato il personaggio Timon in Il Re leone, ha dunque causato la mobilitazione di ben tre uffici cantonali.

https://www.rsi.ch/news/oltre-la-news/Emergenze-insolite-11120994.html

Legge polizia, si tira dritto.

Legge polizia, si tira dritto.

Da www.rsi.ch/news

Lo dichiara Norman Gobbi sentito martedì mattina dalla Legislazione

Sulla legge di polizia la posizione del Dipartimento delle Istituzioni e della maggioranza della Commissione della legislazione è di confermare il messaggio. Lo ha dichiarato alla RSI il consigliere di Stato Norman Gobbi, che martedì mattina è stato sentito dai commissari.

Il messaggio, ricordiamo, doveva essere discusso nel corso dell’ultima sessione del Gran consiglio, ma è stato rinviato in zona Cesarini perché a poche ore dal dibattito le deputate Gendotti, Delcò Petralli e Viscardi avevano presentato una trentina di emendamenti, che avrebbero modificato sostanzialmente il testo. Le proposte di modifica sono state sottoposte per un parere all’Esecutivo cantonale, che le ha bocciate quasi per intero, come anticipato dal quotidiano laRegione.

Per chi ha proposto le modifiche l’incontro di martedì con il consigliere di Stato è stata un’occasione persa. “Nei prossimi giorni decideremo quali emendamenti mantenere e quali invece fare decadere” ha dichiarato alla RSI la deputata Sabrina Gendotti. Le altre sue considerazioni nell’audio in apertura di pagina. La legge, va sottolineato, propone tra le altre cose il fermo, anche di minorenni, per 24 ore e le inchieste mascherate preventive. Tornerà in Parlamento il mese prossimo.

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/11149890

 

Legge polizia, lettera e audizione

Legge polizia, lettera e audizione

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 28 novembre 2018 de La Regione

Nella seduta di questa mattina la Legislazione sentirà il capo del Dipartimento istituzioni Gobbi

Della trentina e passa di correttivi suggeriti “concorda” solo su quattro. Il Consiglio di Stato ha preso posizione, con una lettera alla commissione parlamentare della Legislazione, sulle proposte di emendamento alla Legge sulla polizia, o meglio al testo rivisto dal governo per introdurre lo strumento della custodia di polizia (durata massima ventiquattro ore), disciplinare trattenimento e consegna di minorenni e regolamentare le indagini, anche ‘mascherate’, preventive.
Una revisione normativa adottata, con qualche ritocco, dalla maggioranza commissionale, ma ritornata in Legislazione lunedì della scorsa settimana, giorno in cui avrebbe dovuto essere discussa e votata dal Gran Consiglio. Avrebbe, perché all’ultimo momento è stata avanzata una serie di emendamenti da Sabrina Gendotti (Ppd), Giovanna Viscardi (Plr) e Michela Delcò Petralli (Verdi).
Diverse e di peso le modifiche prospettate dalle tre deputate. Tali da indurre la commissione a riaprire il dossier per i necessari approfondimenti. E il Consiglio di Stato a pronunciarsi nero su bianco. La missiva alla Legislazione è datata 21 novembre. Sei pagine che il governo ha scritto in vista dell’audizione di questa mattina in commissione del direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi. Dovrebbe essere accompagnato da due ufficiali della Cantonale: il tenente colonnello Flavio Varini, alla testa della Polizia giudiziaria, e il capitano Elia Arrigoni, responsabile dei Servizi generali.

Custodia, se la persona lo chiede va sottoposta a visita medica
Tra le quattro proposte di emendamento condivise dal governo figura quella di inserire nell’articolo di legge sulla custodia di polizia, provvedimento ordinato da un ufficiale, l’obbligo della visita medica (non contemplata dal testo elaborato dal Consiglio di Stato, prevista invece dalla maggioranza commissionale ma solo come facoltà). Ergo: “La persona presa in custodia deve essere sottoposta a visita medica se lo richiede espressamente, come pure se le sue condizioni psico-fisiche appaiono alterate o altri motivi lo impongano”. Restando alla custodia di polizia, l’Esecutivo non è invece d’accordo con gli altri correttivi indicati da Gendotti, Viscardi e Delcò Petralli. Il ricorso al giudice dei provvedimenti coercitivi (gpc), anziché al Tribunale cantonale amministrativo, contro la misura? “Non trattandosi di una misura (la custodia di polizia, ndr.) di carattere penale, appare inopportuna la competenza del gpc” e di conseguenza l’applicazione del Codice di procedura penale (Cpp), annota il governo.

Niente sistemi di geolocalizzazione?
Proposta incomprensibile

Governo che respinge la stragrande maggioranza degli emendamenti suggeriti. Come quello al capitolo sulla cosiddetta osservazione preventiva.
Localizzare persone o cose senza però l’impiego di sistemi di geolocalizzazione? “Mal si comprende la proposta di modifica”, commenta il Consiglio di Stato, che si chiede e chiede “come si possa localizzare qualcuno con dispositivi tecnici, senza sistemi di geolocalizzazione”.
Il governo, inoltre, richiama l’attenzione della Commissione parlamentare “sul fatto che, già oggi e sulla base del Codice di procedura penale, sia l’osservazione che le indagini in incognito possono essere avviate e messe in atto dalla Polizia cantonale in maniera completamente autonoma per la durata di un mese (cfr. articoli 282 e 298b del Cpp) per tutti i crimini e delitti: queste misure di sorveglianza segreta, ai sensi del Cpp, non soggiacciono all’approvazione del giudice dei provvedimenti coercitivi”. Sottoporre, come sollecitano le tre parlamentari, l’avvio dell’osservazione preventiva al nullaosta del giudice dei provvedimenti coercitivi? L’emendamento, rileva il Consiglio di Stato, “è in urto con quanto già in vigore a livello di Cpp (cfr. articolo 282). Non si intravede quindi il motivo di instaurare due prassi differenti, le quali potrebbero creare difficoltà di utilizzo delle prove in una successiva fase d’inchiesta”.

Discorso pronunciato in occasione dell’evento “Cavaliere del Cuore 2017-2018”

Discorso pronunciato in occasione dell’evento “Cavaliere del Cuore 2017-2018”

26 novembre 2018 – LAC Lugano

– Fa stato il discorso orale –

Gentili signore, egregi signori,
inizio il mio intervento citando una frase Sofocle: “L’opera umana più bella è di essere utile al prossimo”. Credo che non ci sia nulla di paragonabile all’aiutare qualcuno soltanto per il piacere di farlo oppure per ottemperare al proprio senso del dovere in modo spontaneo e genuino. Credo che non ci sia nulla di più gratificante di mettersi al servizio degli altri senza porsi domande, agendo guidati dall’istinto e dalla volontà di fare del bene.
Le persone che omaggiamo stasera sono persone speciali, anche se hanno fatto qualcosa che dovrebbe rientrare nei canoni della normalità: aiutare gli altri. Purtroppo, nell’attuale società non sempre capita.

Sono quindi davvero orgoglioso dell’invito che la Fondazione Ticino Cuore mi ha fatto e che ho subito accolto: sin dal 2005, anno della sua costituzione, ne seguo la crescita e lo sviluppo, ammirandone le tante iniziative. Il suo scopo principale è l’aumento della sopravvivenza delle persone colpite da arresto cardiaco improvviso in un Ticino dove, lo ricordo, annualmente si verificano tra i 250 e i 300 arresti cardiaci improvvisi.

Un grande contributo per migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita del paziente colpito da un arresto cardiaco – leggo sul sito della Fondazione – è dato dalla possibilità di mettere in atto quanto prima le misure salvavita e la rianimazione cardiopolmonare, associate all’impiego di defibrillatori automatici esterni da parte di soccorritori laici adeguatamente formati. L’importanza dei defibrillatori è nota a tutti.
Essi sono ormai presenti in ogni angolo del nostro Cantone: nei Comuni, nelle aziende, nelle scuole, negli impianti sportivi e anche in quasi 40 sedi di Polizia cantonale e comunale. Gli sforzi compiuti in questo ambito si dimostrano paganti.

E vengo a voi, carissimi “Cavalieri del Cuore”.
Avete dimostrato altruismo e coraggio, nobiltà d’animo e generosità, spingendovi a volte oltre i vostri limiti allo scopo di salvare la vita di donne e uomini che, nella stragrande maggioranza dei casi, neppure conoscevate.

La gratificazione che vi è stata riservata stasera è meritatissima.
Sono però sicuro che il premio al quale tenete di più lo avete già ricevuto: esso consiste nel sapere che la persona che avete salvato sta bene, che la sua vita prosegue oggi allo stesso modo di prima.

La Fondazione Ticino Cuore organizza questo momento di incontro per poter formalmente ringraziare le persone, le strutture e le istituzioni che hanno dato il loro concreto supporto al Progetto e in particolare a coloro che, con grande senso di responsabilità, si sono appunto attivate nella pratica della rianimazione cardiopolmonare.

Ad oggi, sono circa 600 le persone che hanno ricevuto il diploma di Cavaliere del Cuore.
Fra loro ci sono innanzitutto coloro che appartengono ai servizi partner degli enti di soccorso, come polizia, pompieri, guardie di confine: si rivela infatti determinante, per la riuscita dell’attività di Ticino Cuore, il buon rapporto di collaborazione instaurato con questi enti.
Sono proprio loro che, grazie a una capillare presenza sul territorio, riescono ad accorrere sul luogo dell’evento prima dell’arrivo delle équipe di soccorso sanitario: una loro adeguata preparazione per intervenire prontamente in caso di arresto cardiaco può rivelarsi quindi vitale.

A ottenere il diploma di Cavaliere del Cuore sono naturalmente anche tutti quei cittadini “comuni” che, difronte a una situazione di arresto cardiaco, si sono prodigati nelle prime misure di rianimazione.
Un’adeguata formazione è anche in questo caso spesso decisiva.

Un saluto affettuoso va ovviamente anche – e soprattutto! – a coloro che sono stati rianimati con successo e che sono qui, stasera, a consegnare di persona il riconoscimento ai loro “salvatori”.
Mi hanno detto che tra salvatore e salvato nasce un rapporto inscindibile, che supera il concetto stesso di Amicizia.
Posso solo immaginare quali emozioni provino salvatore e salvato quando si ritrovano dopo che il peggio è ormai solo un lontano ricordo.
Penso si tratti di un momento ricco di umanità e anche di grande commozione, esattamente come quello che stiamo vivendo stasera.

Vi ringrazio.