Aggregazioni: si riparte da tre

Aggregazioni: si riparte da tre

Dal Giornale del Popolo, 31 agosto 2016 | Incontro tra Gobbi e i sindaci dei 15 Comuni. Si riapre il Piano aggregativo del CdS – Non si lavora più su un’unica città da Brissago a Cugnasco, ma su tre macro-Comuni.

È l’ennesima ripartenza, difficile dire se vedrà il traguardo. Di sicuro c’è che a trainare il nuovo progetto di aggregazioni comunali nel Locarnese – di questo stiamo parlando – c’è il Consiglio di Stato. E, comunque vada, l’ultima parola spetterà alla popolazione (che nel 2011 disse “no” nella maggioranza dei Comuni). La notizia è stata data ieri dal Dipartimento delle Istituzioni, il cui direttore Norman Gobbi, ha incontrato nel pomeriggio i sindaci dei 15 Comuni dell’agglomerato del Locarnese per un aggiornamento sul Piano cantonale delle aggregazioni (PCA). Come durante l’incontro dello scorso 11 luglio con i rappresentanti dei Comuni del Luganese, sono state discusse – “in un clima costruttivo”, si precisa nel comunicato stampa – le possibili forme di consolidamento degli scenari aggregativi nell’area urbana. I Municipi potranno formulare le proprie osservazioni entro il 15 ottobre. All’indomani della decisione del Tribunale federale dello scorso giugno di confermare l’irricevibilità dell’iniziativa costituzionale lanciata da Giorgio Ghiringhelli “Avanti con le nuove città di Locarno e Bellinzona”, il Cantone ha riattivato l’allestimento del Piano cantonale delle aggregazioni (PCA). In vista della seconda fase di consultazione, che sarà avviata nei prossimi mesi, il Dipartimento delle istituzioni ha così organizzato una serie di incontri con i rappresentanti politici dei comprensori in cui – nella prima fase – erano emerse le maggiori contrarietà, per valutare possibili varianti agli scenari proposti inizialmente. Ricordiamo che il fronte del “no” nel 2011 era rappresentato dai Municipi e dalla popolazione di Comuni “chiave” come Muralto, Minusio e Ascona. «Per quanto riguarda l’area urbana del Locarnese – spiega il Dipartimento guidato da Gobbi nel comunicato ai media – il PCA prevedeva nella prima fase l’unione dei 15 Comuni compresi fra Cugnasco e Brissago, due dei quali (Cugnasco-Gerra e Lavertezzo) limitatamente alle rispettive frazioni sul piano. L’ipotesi aveva suscitato reazioni contraddittorie – dall’adesione al rifiuto – e fatto emergere proposte alternative difficilmente conciliabili». «Dando seguito a una parte delle indicazioni formulate dai Comuni locarnesi nella prima fase di consultazione, durante l’incontro odierno il Dipartimento delle istituzioni ha presentato una variante che consente di rispettare la sostanza degli obiettivi del PCA, individuando tre possibili comprensori all’interno dell’agglomerato suddivisi nel rispetto della loro coerenza funzionale ». Il primo, denominato “Città”, comprenderebbe Locarno (senza Gerre), Losone, Muralto, Orselina, Minusio, Brione s/Minusio, Mergoscia e Tenero-Contra. Il secondo, “Lago”: Ascona, Ronco s/Ascona, Brissago. Infine, il terzo, “Piano”: Gordola, Lavertezzo (piano), Cugnasco- Gerra (piano), Quartiere Gerre di Sotto di Locarno. Per il Comune di Terre di Pedemonte si tratterà, per contro, di valutare il futuro tenuto conto del contesto generale. È su questi scenari che i Municipi potranno pronunciarsi entro metà ottobre.

Scherrer: «Non parliamo più di Grande Locarno»

Nell’attesa delle reazioni degli Esecutivi della regione, abbiamo sentito il sindaco di Locarno Alain Scherrer, che fin dal suo insediamento ha auspicato con forza un rilancio del tema “fusioni”. Il comunicato del Governo parla di un clima positivo. Conferma? «In effetti la riunione si è svolta in un clima sicuramente costruttivo. Non ho visto mura alzate da parte di nessuno. Ho visto colleghi che, se non favorevoli, dimostrano comunque un’apertura mentale positiva; colleghi disposti ad entrare in materia. Questo è importante per partire con il piede giusto. Siamo soddisfatti». «Trovo altresì importante – prosegue il sindaco della città – che a cinque anni dalla votazione popolare consultiva si torni a discutere di aggregazioni. Cinque anni che – è vero – sono volati, ma in cui è cambiato anche molto nella nostra regione». Si pensi al continuo miglioramento delle finanze comunali di Locarno, che non è più la cenerentola della regione. Cosa cambia rispetto alle promesse fatte cinque anni fa alla popolazione? «Dobbiamo chiarire bene da subito cosa vogliamo. E personalmente non voglio più sentire parlare di Grande Locarno, piuttosto di un Nuovo Locarnese. Non si tratta più di parlare di cifre (siano esse relative al numero di abitanti o alle finanze dei futuri eventuali nuovi Comuni). Tanto meno di “potere contrattuale” (ndr. “più siamo uniti più saremo forti di fronte agli enti superiori, Cantone in primis”). Vedo meglio il concetto di vicinanza alle nostre istituzioni ». «Ma soprattutto è sulla qualità dei nostri servizi che un’aggregazione deve puntare. Se riusciamo a migliorarli, a offrire servizi pubblici ancora più efficienti (e quindi qualità di vita migliore) allora sì tutta l’operazione avrà un senso».

Spunta lo scenario dei tre Comuni

Spunta lo scenario dei tre Comuni

Dal Corriere del Ticino, 31 agosto 2016 | Il Cantone mette sul tavolo dei 15 enti locali dell’agglomerato la proposta dei comprensori «Città», «Lago» e «Piano»: fra le novità Losone con la sponda sinistra mentre Lavertezzo è ancora diviso – Consultazione fino a metà ottobre.

Cinque anni. Saranno bastati per cambiare la mentalità del Locarnese e dei suoi abitanti? A Bellinzona sono convinti di sì. E ieri, a Palazzo Marcacci, Norman Gobbi e la sua squadra hanno incontrato i quindici sindaci dell’agglomerato, mettendo sul loro tavolo una nuova proposta per far ripartire il discorso delle aggregazioni comunali, bruscamente arrestatosi nel 2011 dopo le votazioni consultive sugli ultimi progetti. Una sfida non da poco, dalla quale però, ormai, né il direttore del Dipartimento delle istituzioni né la regione affacciata sul Verbano potevano esimersi. Pena, la crescita esponenziale del distacco con il resto del cantone. Almeno dal punto di vista delle fusioni. Dopo il recente verdetto negativo del Tribunale federale sull’iniziativa costituzionale «Avanti con le nuove città di Locarno e Bellinzona», il Cantone ha dunque ripreso saldamente in mano le redini del dossier, riattivando l’allestimento del Piano cantonale delle aggregazioni (PCA). Il passo iniziale è stata una prima consultazione, aperta alle località interessate. Dando seguito alle loro proposte si è poi giunti all’attuale variante, che, si legge in una nota diffusa ieri dal Dipartimento delle istituzioni, «consente di rispettare la sostanza degli obiettivi del PCA, individuando tre possibili comprensori all’interno dell’agglomerato, suddivisi nel rispetto della loro coerenza funzionale». Comprensori la cui composizione è illustrata nel grafico qui a destra. Ciò che salta subito all’occhio – facendo un confronto con i progetti e le ipotesi del passato – è il «passaggio» di Losone alla sponda sinistra della Maggia, attraverso la proposta di aggregazione con Locarno, Muralto, Orselina, Minusio, Brione sopra Minusio, Mergoscia e Tenero-Contra. Ascona rimarrebbe dunque «solo» con Brissago e Ronco sopra Ascona. Per quanto riguarda il Piano, infine, vengono rispolverate due separazioni che in passato avevano già suscitato reazioni negative: quella del quartiere delle Gerre di Sotto dalla Città di Locarno e quella di Lavertezzo valle dal piano. E in tutto questo discorso c’è anche chi resta in sospeso: Terre di Pedemonte, il cui destino sarà deciso più in là.

Scherrer: «Basta parlare della Grande Locarno

Sarà un Nuovo Locarnese» L’entusiasmo di Alain Scherrer, sindaco di Locarno, per le aggregazioni comunali è «un fuoco sacro». È lui stesso ad affermarlo, aprendo la carrellata di reazioni a caldo raccolte ieri dal Corriere del Ticino, subito dopo la riunione con Norman Gobbi (vedi a sinistra). «Sono evidentemente felicissimo – prosegue – che il Cantone abbia riaperto il dossier. Ora sarà fondamentale partire con il piede giusto: basta parlare di Grande Locarno. Quello che nascerà dovrà essere un Nuovo Locarnese, che porti benefici a tutti i suoi cittadini. Perché – aggiunge Scherrer – il discorso deve essere qualitativo e non quantitativo. Il nostro obiettivo dovranno essere soluzioni che garantiscano a chi vive nella regione servizi buoni e capillari e vicinanza alle istituzioni. In quest’ottica sono molto contento della proposta». Il cambiamento rispetto al passato che salta subito all’occhio nella nuova variante è l’inserimento di Losone nel comparto cittadino. «Già da tempo, come Municipio – commenta il sindaco losonese, Corrado Bianda -, eravamo convinti della necessità di riaprire in qualche modo il discorso di un riordino geografico e istituzionale della regione. Ora ci siamo ed è abbastanza ovvio che il Dipartimento abbia optato per la nuova soluzione, considerati i risultati delle passate votazioni e la posizione di Ascona. A noi un… salto della Maggia non dispiace, a patto però che il discorso vada anche oltre la Ramogna e ancora più a est. Siamo pronti ad aprire il dibattito, ma c’è ancora molto da discutere». Ascona, dal canto suo, accoglie pure con favore la variante a tre poli. «Siamo contenti – commenta il sindaco Luca Pissoglio -, che il Cantone abbia fatto propria quella che, di fatto, è una nostra proposta. Si è dimostrato disponibile e ci è venuto incontro. Ora siamo pronti a lavorare per andare in tale direzione. Sarà però fondamentale il parere della popolazione, perché rimaniamo convinti che un’aggregazione debba partire dal basso». «Per quanto ci riguarda – gli fa eco il sindaco di Muralto Stefano Gilardi – qualsiasi ipotesi di aggregazione potrà essere presa in considerazione unicamente se rispetterà la volontà dei nostri cittadini». Il riferimento, naturalmente, è alla votazione popolare del 25 settembre 2011, che aveva sonoramente bocciato il progetto di fusione a sette Comuni della Sponda sinistra della Maggia (Brione s/ Minusio, Locarno, Mergoscia, Minusio, Muralto, Orselina e Tenero-Contra). «Non siamo contrari di principio a una discussione su eventuali unioni – continua – ad esempio con Orselina, Brione o Minusio, ma, appunto, per noi è essenziale che sia rispettata volontà popolare». «Abbiamo preso atto dei tre scenari proposti dal Cantone – dichiara da parte sua il sindaco di Minusio Felice Dafond – che del resto non si distanziano granché dalla visione presentata in passato. Per noi – spiega – è fondamentale che, qualunque sia la strada che s’intende percorrere, il Comune possa garantire la sua vicinanza ai cittadini e il suo ruolo, fondamentale, di erogatore di servizi». E Lavertezzo? Come già nell’ambito del progetto aggregativo della valle Verzasca – elemento che ne aveva decretato la brusca frenata, la scorsa estate, a seguito dell’accoglimento del ricorso dell’autorità comunale da parte del Tribunale federale – anche in questo caso vedrebbe il suo territorio diviso in due: solo il piano, infatti, andrebbe a unirsi a Gordola, Cugnasco- Gerra e alle Gerre di Sotto. Proprio il nodo della contestata divisione del territorio di Lavertezzo, si ricorderà, era stato alla base della modifica della Legge cantonale sulle aggregazioni e separazioni comunali, approvata dal Gran Consiglio in giugno ed entrata in vigore in questi giorni. Modifica che, dopo le aggregazioni coatte, rende ora possibili, appunto, anche le separazioni forzate. «Preferisco comunque non esprimermi – dichiara il sindaco Roberto Bacciarini – per lo meno finché non avrò discusso della questione con i colleghi di Municipio. Solo allora prenderemo una posizione ufficiale in merito alla nuova visione presentata dal Cantone». Infine vi è il Sonderfall Terre di Pedemonte, che – almeno per ora – rimane fuori dai giochi. «Come del resto – chiosa il sindaco Fabrizio Garbani Nerini – siamo stati noi stessi a chiedere. Il progetto è stato avviato molto a ridosso della nascita del nostro nuovo Comune. Per noi, dunque, sarebbe stato prematuro guardare così lontano. Preferiamo rimanere per un po’ alla finestra, approfittandone per consolidarci. Poi si vedrà. Siamo comunque un caso particolare anche in seno all’agglomerato, considerando che se gli altri hanno ormai caratteristiche decisamente urbane, noi per ora rimaniamo un’unione di villaggi periferici».

Il Locarnese si fa in… tre

Il Locarnese si fa in… tre

Da laRegione, 31 agosto 2016 |Incontro ieri pomeriggio tra il Cantone e i sindaci della regione – Individuati tre possibili comprensori all’interno dell’agglomerato(«Città», «Lago» e «Piano»), i Municipi dovranno pronunciarsi entro il 15 ottobre.

Nuovo scenario per le aggregazioni nel Locarnese, con un agglomerato che da Comune unico si fa in tre, suddividendosi in “Città”, “Lago” e “Piano”. È quanto prospetta e propone il Cantone, sulla base delle indicazioni scaturite nella prima fase di consultazione. Ieri pomeriggio il direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi – con il capo della Sezione Enti locali Elio Genazzi – ha incontrato i sindaci dei 15 Comuni dell’agglomerato per un aggiornamento sul Piano cantonale delle aggregazioni (Pca). In un comunicato diffuso dopo la riunione, viene sottolineato che, come durante l’incontro dello scorso 11 luglio con i rappresentanti dei Comuni del Luganese, sono state discusse – in un clima costruttivo – le possibili forme di consolidamento degli scenari aggregativi nell’area urbana. All’indomani della decisione del Tribunale federale sull’iniziativa costituzionale “Avanti con le nuove città di Locarno e Bellinzona” – che ne ha confermato l’irricevibilità – il Cantone ha riattivato l’allestimento del Piano cantonale delle aggregazioni (Pca). In vista della seconda fase di consultazione, che sarà avviata nei prossimi mesi, il Dipartimento delle istituzioni ha così organizzato una serie di incontri con i rappresentanti politici dei comprensori in cui – nella prima fase – erano emerse le maggiori contrarietà, per valutare possibili varianti agli scenari proposti inizialmente. Per quanto riguarda l’area urbana del Locarnese, il Pca prevedeva nella prima fase l’unione dei 15 Comuni compresi fra Cugnasco e Brissago, due dei quali (Cugnasco-Gerra e Lavertezzo) limitatamente alle rispettive frazioni sul piano. L’ipotesi, viene ricordato, aveva suscitato reazioni contraddittorie – dall’adesione al rifiuto – e fatto emergere proposte alternative difficilmente conciliabili. Dando seguito a una parte delle indicazioni formulate dai Comuni locarnesi nella prima fase di consultazione, durante l’incontro di ieri il Dipartimento delle istituzioni ha quindi presentato una variante che consente di rispettare la sostanza degli obiettivi del Pca, individuando tre possibili comprensori all’interno dell’agglomerato suddivisi nel rispetto della loro coerenza funzionale: “ Città ” Locarno (senza Gerre), Losone, Muralto, Orselina, Minusio, Brione s/Minusio, Mergoscia, TeneroContra; “ Lago ”: Ascona, Ronco s/Ascona, Brissago e “ Piano ”: Gordola, Lavertezzo (piano), Cugnasco-Gerra (piano), Quartiere Gerre di Sotto di Locarno. Per il Comune di Terre di Pedemonte si tratterà, per contro, di valutare il futuro tenuto conto del contesto generale. Su questi scenari i Municipi potranno ora pronunciarsi entro il 15 ottobre.

‘Ripartire con il piede giusto’

Soddisfatto il sindaco di Locarno Alain Scherrer . “In generale – commenta dopo la riunione – sono felice che si riavvii un discorso aggregativo. Sono trascorsi cinque anni che sono volati, ma è un periodo in cui comunque sono cambiate tante cose a livello regionale. È fondamentale adesso che tutto riparta con il piede giusto. Ci vuole gente che creda in un progetto o che almeno abbia un’apertura per cominciare a pensare a un Comune differente rispetto a quello di oggi ed è importante capire ciò che vogliamo. Personalmente, non voglio più sentire parlare di una “grande Locarno” ma di un “nuovo Locarnese”. Dobbiamo pensare ad un nuovo progetto che porti benefici a tutti i nostri cittadini. Non bisogna quindi ragionare in termini di grande e di quantità, bensì di qualità dei servizi ai cittadini, dato che poi sono loro che devono beneficiare dell’aggregazione».

IL CONSIGLIERE DI STATO NORMAN GOBBI – ‘Non tutti felici ma comunque abbastanza contenti’

«In generale ho avuto la sensazione che i sindaci consultati fossero non tutti felici ma comunque abbastanza contenti. Vedremo dopo la consultazione di metà ottobre». Impressioni positive quelle del consigliere di Stato Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni, dopo l’incontro di ieri pomeriggio che ha rilanciato il tema delle aggregazioni nella nostra regione, arenatosi con la bocciatura dei progetti di Sponda sinistra e Sponda destra nel 2011. «Abbiamo dato seguito – considera – alla consultazione che abbiamo effettuato sugli scenari proposti nel Pca e che aveva avuto un’eco poco positiva riguardo alla creazione di un Comune unico anche se alcuni Comuni si erano espressi a favore. Vi era stata la richiesta di compiere passi intermedi, come per esempio la creazione di un Comune di lago, sostenuto e condiviso come ipotesi da Ascona, Brissago e Ronco sopra Ascona. Ma tale Comune evidentemente dovrà nascere su base volontaria, come tutto il Piano cantonale delle aggregazioni. D’altronde, vi è la necessità di costituire una città del Locarnese che sia comunque di peso cantonale, anche dal punto di vista numerico, se pensiamo che c’è una Lugano con oltre 60mila abitanti e una futura Bellinzona con oltre 40mila. Anche la futura città del Locarnese dovrà raggiungere più o meno quella cifra. Il previsto Comune del Piano risponde ad una collaborazione che già oggi esiste nel comprensorio. In aggiunta abbiamo inserito il quartiere di Locarno Gerre di Sotto, per il quale già attualmente sono in atto delle collaborazioni».

Quanto al Comune di Losone, inserito ora con Locarno e non più con Ascona, Norman Gobbi considera che «c’è già oggi una relazione molto forte di Losone con la città come per esempio la collaborazione per l’approvvigionamento idrico. Esiste anche un’unitarietà territoriale, con il collegamento e l’osmosi esistente tra Losone e il quartiere locarnese di Solduno. C’è quindi l’opportunità di avere una città forte inserendo anche Losone con la sua zona industriale e artigianale che andrebbe a completare quelle di Locarno sul Piano di Magadino».

Piano cantonale delle aggregazioni: incontro con i sindaci dell’agglomerato del Locarnese

Piano cantonale delle aggregazioni: incontro con i sindaci dell’agglomerato del Locarnese

Comunicato stampa dei Dipartimento delle istituzioni, 30 agosto 2016 | Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha incontrato nel pomeriggio i sindaci dei 15 Comuni dell’agglomerato del Locarnese per un aggiornamento sul Piano cantonale delle aggregazioni (PCA). Come durante l’incontro dello scorso 11 luglio con i rappresentanti dei Comuni del Luganese, sono state discusse – in un clima costruttivo – le possibili forme di consolidamento degli scenari aggregativi nell’area urbana. I Municipi potranno formulare le proprie osservazioni entro il 15 ottobre 2016.
All’indomani della decisione del Tribunale federale sull’iniziativa costituzionale «Avanti con le nuove città di Locarno e Bellinzona» – che ne ha confermato l’irricevibilità – il Cantone ha riattivato l’allestimento del Piano cantonale delle aggregazioni (PCA). In vista della seconda fase di consultazione, che sarà avviata nei prossimi mesi, il Dipartimento delle istituzioni ha così organizzato una serie di incontri con i rappresentanti politici dei comprensori in cui – nella prima fase – erano emerse le maggiori contrarietà, per valutare possibili varianti agli scenari proposti inizialmente.
Per quanto riguarda l’area urbana del Locarnese, il PCA prevedeva nella prima fase l’unione dei 15 Comuni compresi fra Cugnasco e Brissago, due dei quali (Cugnasco-Gerra e Lavertezzo) limitatamente alle rispettive frazioni sul piano. L’ipotesi aveva suscitato reazioni contraddittorie – dall’adesione al rifiuto – e fatto emergere proposte alternative difficilmente conciliabili.
Dando seguito a una parte delle indicazioni formulate dai Comuni locarnesi nella prima fase di consultazione, durante l’incontro odierno il Dipartimento delle istituzioni ha presentato una variante che consente di rispettare la sostanza degli obiettivi del PCA, individuando tre possibili comprensori all’interno dell’agglomerato suddivisi nel rispetto della loro coerenza funzionale:
– «Città»: Locarno (senza Gerre), Losone, Muralto, Orselina, Minusio, Brione s/Minusio, Mergoscia, Tenero-Contra.
– «Lago»: Ascona, Ronco s/Ascona, Brissago.
– «Piano»: Gordola, Lavertezzo (piano), Cugnasco-Gerra (piano), Quartiere Gerre di Sotto di Locarno.
Per il Comune di Terre di Pedemonte si tratterà, per contro, di valutare il futuro tenuto conto del contesto generale.
Su questi scenari i Municipi potranno ora pronunciarsi entro il 15 ottobre 2016.

Un coraggio e una libertà da premiare con il nostro sostegno!

Un coraggio e una libertà da premiare con il nostro sostegno!

Elezioni comunali 2016: un grazie alle leghiste e ai leghisti che si sono messi a disposizione

Ricordo ancora come se fosse ieri i primi passi che ho mosso nel mondo politico; primi passi sicuramente difficili, dato che non era semplice per un giovane, oltretutto proveniente dalle Valli, schierarsi a favore del neonato Movimento della Lega dei Ticinesi fondato da Giuliano Bignasca. Era un Ticino profondamente diverso, in cui l’appartenenza partitica contava eccome e, se non si era dalla “parte giusta”, si rischiava di rimanere completamente fuori dal giro; in una parola: esclusi. Lo chiamavano il “tavolo di sasso”, che tutto voleva e tutto decideva. In un Cantone in cui la partitocrazia la faceva da padrona, era quindi complicato per un giovane che doveva costruirsi il proprio futuro entrare a far parte di un Movimento vissuto come rivoluzionario. Un Movimento vicino al Popolo ticinese, alla gente, volto appunto a dare voce alle persone escluse dal “tavolo di sasso”, che ha sempre messo al primo posto il bene del Ticino e dei Ticinesi, combattendo al loro fianco diverse battaglie fondamentali, dal no allo Spazio economico europeo del 1992 all’iniziativa contro l’immigrazione di massa del 2014. La Lega è sempre stata lì, vicina ai problemi dei cittadini e con la volontà di rispondere concretamente alle loro preoccupazioni.

Oggi il Ticino fortunatamente è cambiato. Non per questo però essere leghisti è divenuto più facile; anzi! Alcuni Comuni vivono tutt’oggi di un certo retaggio del passato, per il quale a dispetto delle idee conta maggiormente il partito oppure il nome di famiglia. Ed è per questo motivo che la Libertà ed il Coraggio delle persone che si sono messe a disposizione nei loro Comuni nelle fila del nostro Movimento sono da ammirare e soprattutto da premiare con il nostro sostegno! Questo poiché nelle loro scelte hanno messo al primo posto i bisogni dei cittadini, che nei Comuni trovano l’Istituzione a loro più prossima e dunque più significativa. La Lega negli anni, grazie al supporto dei Ticinesi, è riuscita a raggiungere traguardi importanti, sia a livello cantonale, con il raddoppio in Governo del 2011 confermato lo scorso aprile, sia a livello comunale, con i rappresentanti del Movimento che siedono negli Esecutivi e nei Legislativi di molti Comuni ed in maniera capillare sul nostro territorio. Una presenza che si traduce nel prezioso contributo che le leghiste e i leghisti offrono a favore della popolazione. Un esempio è quello di Lugano, dove i rappresentanti della Lega, specialmente quelli all’interno del Municipio, hanno lavorato con dedizione negli ultimi anni ottenendo ottimi risultati. Un lavoro che ha permesso di ridare stabilità alla Città, rendendola di conseguenza un partner ancora più affidabile a livello istituzionale.

In quest’ottica, con la fiducia rinnovata dei Ticinesi, il nostro Movimento continuerà ad adoperarsi con impegno per il benessere delle nostre molteplici comunità locali. Una sfida, quella che ci attende domenica prossima, tanto difficile quanto essenziale per proseguire sul cammino segnato, dove al centro di tutto v’è sempre stata la difesa degli interessi del nostro Cantone e del Popolo ticinese. Ad una settimana da questo appuntamento fondamentale, oltre ad invitare tutti a sostenere i candidati della Lega, voglio però innanzitutto dire un grande grazie a tutte le persone che si sono messe a disposizione del nostro Movimento. Grazie per il tempo e per le energie che avete dedicato e dedicherete alla collettività, grazie soprattutto per l’esempio di Libertà e Coraggio nelle vostre scelte e nel vostro agire. Oggi come 25 anni fa, siamo qui, a lottare per il bene del Ticino e dei Ticinesi. E non molleremo.

Norman Gobbi

Aggregazione Onsernone: incontro con i sindaci

Aggregazione Onsernone: incontro con i sindaci

Il Dipartimento delle istituzioni e l’Ufficio per lo sviluppo economico hanno incontrato ieri a Bellinzona i cinque sindaci dei comuni della Valle Onsernone interessati dal progetto di aggregazione, per una prima discussione in vista della formazione del nuovo Comune, che avverrà in concomitanza con le elezioni comunali del 10 aprile 2016. Dopo la decisione del Tribunale federale che ha respinto i ricorsi interposti contro l’aggregazione dei comuni dell’Onsernone, il Decreto di aggregazione deciso dal Gran Consiglio è diventato definitivo.

Per impostare i lavori preparatori e i passi che restano da intraprendere in vista della costituzione del nuovo Comune, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, il capo della Sezione degli enti locali Elio Genazzi con i collaboratori Daniela Baroni e Nicola Rossetti e il capo dell’Ufficio per lo sviluppo economico Valesko Wild hanno incontrato i sindaci Marco Garbani Nerini (Gresso), Roberto Carazzetti (Isorno), Mario Ferrari (Mosogno), Gemma Mordasini (Onsernone) e Cristiano Terribilini (Vergeletto).

Nel corso della riunione è stato concordato che la costituzione del nuovo Comune di Onsernone avverrà in occasione delle elezioni comunali generali previste per il 10 aprile 2016. Nel frattempo, con il coordinamento degli attuali sindaci, verrà istituito un gruppo operativo formato dai segretari comunali, che – con il supporto della Sezione enti locali – allestirà la documentazione necessaria ad avviare il lavoro dei futuri amministratori comunali. Nel contempo, verranno intrapresi ulteriori passi nell’ambito dello specifico programma di rilancio per le zone a basso potenziale, coordinato dall’Ufficio per lo sviluppo economico.

Tutti sul “Maximus”

Tutti sul “Maximus”

Norman Gobbi, Matteo Cocchi, Marie Polli, Mattia Carrucciu e persino il Vescovo Valerio hanno partecipato al varo della nuova imbarcazione della polizia lacuale
Oggi a Locarno si è tenuto il varo della nuova imbarcazione della Polizia lacuale, battezzata “Maximus”, alla presenza del Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi, del Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi, del Vescovo della diocesi di Lugano Monsignor Valerio Lazzeri, della madrina della cerimonia, la sportiva Marie Polli, e dell’ingegnere nautico Mattia Carrucciu.

La cerimonia si è svolta in un clima cordiale allietato dalle note della Musica Militare Ticinese. Il varo della seconda imbarcazione, che solcherà le acque del Ceresio, si terrà nel corso dell’estate.

Gendarmeria: Mendrisiotto meglio presidiato

Gendarmeria: Mendrisiotto meglio presidiato

Oggi, martedì 17 marzo, alla presenza del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, del Sindaco di Mendrisio Carlo Croci, del Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi e del Comandante della Polizia comunale di Mendrisio Patrick Roth, si è volto un incontro con i media per presentare la nuova organizzazione della Gendarmeria della Polizia cantonale ticinese.

Per incrementare qualità, efficienza e rapidità delle prestazioni della Polizia cantonale, dal 1. luglio prossimo, l’attività della Gendarmeria sarà riorganizzata sul territorio cantonale in cinque reparti: Mendrisiotto, Luganese, Locarnese e Valli, Bellinzonese e Alto Ticino, Stradale. Rispetto all’attuale strutturazione, verrà costituito nella Regione del Mendrisiotto il I° Reparto di Gendarmeria. Nella prima fase della regionalizzazione esso troverà la propria sede principale al posto di gendarmeria di Chiasso, nella seconda fase, presso l’edificando Centro di Pronto Intervento di Mendrisio.

La creazione del nuovo Reparto nel Mendrisiotto è giustificata non solo dalla critica situazione di questa regione di confine, interessata da fenomeni criminali e confrontata quotidianamente con una difficoltosa mobilità stradale che complica gli interventi di polizia, ma anche dalla necessità di meglio coordinare l’attività di polizia sul territorio con le Polizie comunali e le Guardie di confine.

Questa riorganizzazione rappresenta il corollario di una più ampia rivisitazione strategica in materia di sicurezza implementata nel quadriennio dal Dipartimento delle istituzioni. Oltre a definire gli indirizzi strategici del settore logistico della Polizia e a dotarla di risorse tecniche e informatiche atte ad aumentarne l’efficienza e l’efficacia, il Governo ha anche approvato lo scorso anno l’adeguamento del numero di agenti entro il 2017; ed è in particolare grazie a quest’ultima decisione che è stato possibile concretizzare il nuovo reparto nel Mendrisiotto.

La realizzazione del Centro di Pronto Intervento di Mendrisio è un progetto di grande rilevanza territoriale che rientra peraltro nelle linee strategiche definite in ambito di sicurezza sia del Cantone, sia della Città di Mendrisio. Il nuovo Centro, che riunirà sotto un unico tetto polizia, pompieri e protezione civile, ha lo scopo di creare sinergie, complementarità e soluzioni logistiche a vantaggio di un migliore servizio a favore della popolazione. Un esempio di collaborazione proficua a favore della sicurezza di tutti.

Il Verbano potrebbe raggiungere l’A13

Il Verbano potrebbe raggiungere l’A13

Se la progressiva fuoriuscita del lago di Locarno sta ponendo problemi alla popolazione che vive nei quartieri più toccati e alle unità di intervento che stanno lavorando per fronteggiare i disagi dell’esondazione, altrettanti problemi li stanno causando i troppi curiosi che in queste ore raggiungono il Quartiere Nuovo di Locarno per vedere l’effetto che fa il lago fuoriuscito nelle strade.

Stazione Locarno-Muralto: tavola rotonda presso il Comando della Polizia cantonale

Stazione Locarno-Muralto: tavola rotonda presso il Comando della Polizia cantonale

Nel corso del pomeriggio ha avuto luogo presso il Comando della Polizia cantonale a Bellinzona l’incontro voluto dal Dipartimento delle istituzioni per discutere del disagio percepito nella zona della stazione di Locarno-Muralto che è stato ripreso e ampiamente commentato sui media ticinesi. La Gendarmeria territoriale della Polizia cantonale desidera trovare con tutti gli attori coinvolti una risposta condivisa ai malumori manifestati individuando in modo chiaro i problemi effettivi nonché stabilire di conseguenza le possibili misure da adottare per risolverli.